Fantascienza - romanzo (472 pagine) - Quando gli dèi giocano con i destini degli uomini, solo il dubbio può accendere la scintilla della rivoluzione.
Cassandra conosce il futuro, ma nessuno le crede. Socrate dialoga con un daimon che lo guida oltre le leggi degli dèi. Filottete, eroe abbandonato e ferito, impara a vedere l’ingiustizia e a sfidarla. Euripide scrive tragedie per dare voce alle sconfitte, alle donne dimenticate dalla storia.
In un romanzo che attraversa i luoghi sacri del mito – Ilio, Atene, Alessandria, l’Olimpo – Davide Del Popolo Riolo intreccia le loro storie in un racconto epico e struggente, dove gli dèi non sono che uomini immortali, crudeli e vanitosi, e gli esseri umani, pur mortali, possono trovare la forza di cambiare il mondo.
Sussurrato da una misteriosa divinità femminile, il dubbio si insinua nelle coscienze. È l’inizio di una rivoluzione che non sfida solo il potere divino, ma l’idea stessa di giustizia, libertà e umanità.
Nato ad Asti nel 1968, Davide Del Popolo Riolo vive e lavora come avvocato a Cuneo. Ha esordito come scrittore nel 2014 con un romanzo di fantascienza ambientato nella Roma di Cesare, De Bello Alieno (Delos Digital), con cui ha vinto il Premio Odissea e il Premio Vegetti della World Science-Fiction Italia. Nel 2015 ha pubblicato un altro romanzo di sf ambientato nell'età romana, Non ci sono dei oltre il tempo (Kipple), che ha vinto il Premio Kipple e nel 2019 Übermensch (Delos Digital), romanzo su un supereroe nella Germania nazista, giunto in finale al Premio Urania e tra i dieci libri dell’anno consigliati da Tom’s Hardware. Con il romanzo breve legal-sf, Erasmo (Delos Digital) ha vinto il Premio Cassiopea nel 2015 e con il racconto Breve manuale di conversazione con i morti, pubblicato sulla rivista Andromeda, il Premio Viviani nel 2018. Suoi racconti sono stati pubblicati dalle più importanti riviste di genere e in antologie quali, nel solo 2019, Strani Mondi (Urania) e Altri futuri (Delos Digital), che raccoglie i migliori racconti del 2018. Nel 2020 ha vinto il Premio Urania col romanzo Il pugno dell'uomo, e lo ha vinto nuovamente nel 2022 con Per le ceneri dei padri che ha vinto anche il Premio Italia 2024.
Davide Del Popolo Riolo, classe 1968, ha trascorso l’infanzia ad Asti. Svolge la professione di avvocato a Cuneo. Appassionato sin da bambino di fantascienza e storia, ha esordito come scrittore nel 2014 con il romanzo «De Bello Alieno» (Delos), con cui ha vinto il Premio Odissea e il Premio Vegetti. Da allora ha pubblicato altri due romanzi: «Non ci sono dei oltre il tempo», vincitore del Premio Kipple dell’omonima casa editrice, e «Ubermensh» (Delos), già finalista al Premio Urania, oltre a numerosi racconti, grazie ai quali ha vinto il Trofeo Cassiopea e il Premio Viviani. Con il romanzo «Il pugno dell’Uomo» ha vinto il Premio Urania 2019.
Chiunque segue la nostra pagina ha grossomodo intuito della mia passione smisurata per la mitologia in genere, ma in particolare per quella greca. Quando tra le pubblicazioni edite da Delos Digital ho intravisto la cover di Sussurrami, o dea sono rimasta colpita e affascinata. Dopo aver letto la sinossi, poi, non ho esitato un instante a pensare: devo assolutamente leggerlo! Ho atteso un po' di tempo, purtroppo, per potermici dedicare con tutta calma e serenità, dato il numero sostanzioso di pagine e devo dire di aver fatto bene a seguire il mio istinto. È la primissima volta che incontro la penna di Davide Del Popolo Riolo, che ho scoperto essere veramente affascinante e coinvolgente. Ho trovato notevoli lo studio e la passione dell'autore nell'aver composto quest'opera fenomenale, infatti essi ne impregnano le pagine. Ciò che lo rende diverso dal classico romanzo di mitologia? Il mix con la fantascienza. Ora, non sono un grande pozzo di conoscenza del genere, eppure con questo volume non ho avuto grosse difficoltà. Per questo, lo consiglierei anche a chi si approccia per la prima volta a una storia di fantascienza. Infatti, l'equilibrio creato dall'autore è tale per cui ogni componente si amalgama benissimo fra gli avvenimenti storici/mitologici con quello di fantasia. A parer mio, questa combo ha generato un mix ben fatto che mi ha tenuta in sospeso dall'inizio alla fine. Si tratta senza alcun dubbio di un intreccio narrativo veramente peculiare, con molta azione e avventure. Perciò, siate pronti con il vostro zaino in spalla ben fornito di cibo e acqua, per partire per questo viaggio fra scontri, tradimenti, inganni e alleanze. La trama, in generale, è abbastanza complessa e corposa, ricca di dettagli e informazioni. L'intero volume è poi suddiviso in capitoli ambientati in periodi e località differenti dello spazio-tempo. Questa caratteristica mi ha portata a dovermi concentrare parecchio nella ricostruzione della storia nella sua interezza proprio come se davanti ai miei occhi vi fosse un puzzle senza alcuna immagine su cui basarmi per partire a ricostruire il quadro, se non qualche elemento storico/mitologico di cui sono a conoscenza. Trattandosi di un'opera del tutto unica e di fantasia, alla fine, non potevo avere tutto sotto controllo, perché con ogni capitolo si aggiungevano elementi e situazioni totalmente nuove, tutte da scoprire e da aggiungere come un tassello alla composizione finale. Devo ammettere, purtroppo, di aver fatto un pochino di fatica ogni tanto a seguire tutto il filo della narrazione, poiché il livello della mia attenzione ogni tanto diminuiva, rendendo difficoltoso proseguire senza momenti di pausa. Proprio a causa di questa percezione personale, avrei perciò apprezzato qualche snellimento qui e là in qualche capitolo, magari evitando qualche ripetizione o scene di stallo, se ripenso ad esempio alle scene dell'assedio di Ilio. Città, quest'ultima, in cui ho trovato però il mio personaggio preferito in assoluto: Cassandra. Ho sempre avuto un debole per la sua figura e anche in questa storia non è stata da meno. Così come Odisseo, la sua furbizia non ha veramente limiti e lo rendono da sempre un personaggio controverso sì, ma ammirevole. Anche Socrate mi è piaciuto, in effetti. Le sue comparse le ho sempre trovate intellettualmente stimolanti. Tanti altri sono i nomi dei personaggi le cui strade si intersecano nelle vicende narrate abilmente in quest'opera affascinante e curiosa. Anche con questa pubblicazione, Delos Digital non ha mancato il segno e mi ha stupita nuovamente! Di ciò, non posso che ringraziare per la disponibilità e collaborazione. È sempre meraviglioso uscire un pochino dalla propria comfort zone per ritrovarsi in mondi fantastici e vivere avventure pazzesche. Se, come me, adorate la storia e la mitologia greca non potete assolutamente perdervi Sussurrami, o dea e dedicarvi immediatamente alla lettura di questo volume unico. Se apprezzate anche la fantascienza, poi, che cosa state aspettando? Questo mix saprà conquistarvi, come ha fatto con me.
Scrivere di Sussurrami, o dea non è semplice. Non solo perché si tratta di un romanzo complesso, ma perché l’autore è una voce autorevole della fantascienza italiana contemporanea nonché due volte Premio Urania. Descrivere le mie sensazioni su un’opera simile significa muoversi con attenzione, senza indulgenza ma anche senza semplificazioni.
Il romanzo chiede attenzione e rispetto. Non tanto perché sia “difficile”, quanto perché si muove su più piani contemporaneamente: mito, filosofia, fantascienza, riflessione sul potere. È un libro che non cerca l’intrattenimento immediato, ma l’elaborazione concettuale. E questo, nel bene e nel male, si avverte in ogni pagina.
Da lettore con formazione classica, ho riconosciuto subito la solidità del progetto: il lavoro sulle fonti, l’ambizione strutturale, la volontà di usare il mito come architettura e non come semplice ornamento. Tuttavia, proprio questa solidità finisce talvolta per irrigidire la narrazione. I diversi piani, quello storico-mitico e quello meta-fantascientifico, non sempre riescono a fondersi; spesso sembrano procedere in parallelo, come se si passassero il testimone invece di correre insieme.
Alcune sezioni dichiarano più di quanto mostrino. L’esposizione teorica prende il sopravvento sull’esperienza, e la riflessione rischia di precedere l’emozione. È una fantascienza che pensa molto se stessa, e che a tratti sembra trattenere il proprio slancio narrativo.
C’è stato un momento in cui ho sorriso, dentro. Quando si parla di una certa sfera degli dei. Non per somiglianza, ma per risonanza: segno che, quando si lavora sugli stessi concetti profondi, le orbite finiscono per incrociarsi.
Sussurrami, o dea non offre un’esperienza immediata né accomodante. È un testo che chiede tempo, attenzione, disponibilità all’attrito. Non vuole piacere a tutti, e forse non lo deve. Ma nel suo modo esigente di porsi, rivela una scelta chiara: quella di privilegiare il pensiero al consenso, la struttura all’abbandono.