Giugno 1970. Tutta l’Italia è seduta davanti al televisore per seguire le partite della Nazionale di calcio ai Mondiali in Messico, mentre i ragazzi, e soprattutto le ragazze, scendono in piazza per rivendicare i propri diritti, nel clima di protesta di quegli anni. Il mondo sta cambiando in fretta, pensa l’ex commissario Franco Bordelli, e ogni cambiamento si tira dietro un bel po’ di confusione. Adesso che è in pensione il tempo per pensare al passato – a sua madre, alla guerra, ai vecchi casi non risolti – non gli manca, ma fa anche tanti progetti per il futuro con la fidanzata Eleonora. Almeno finché il crimine non torna a bussare alla sua porta… Piras infatti, ormai prossimo a diventare commissario, lo coinvolge sempre nelle indagini, e adesso ci si mette pure il nuovo questore, che sembra proprio non poter fare a meno di lui. È come stare sospeso in un limbo tra il passato e il presente… il lavoro da sbirro e la pensione, i colpevoli da acciuffare e le passeggiate all’Impruneta. Ma il destino ha in serbo la più imprevedibile delle sorprese, e Bordelli non potrà tirarsi indietro.
Marco Vichi was born in Florence. The author of eleven novels and two collections of short stories, he has also edited crime anthologies, written screenplays, music lyrics and for radio, and collaborated on and directed various projects for humanitarian causes. His novel Death in Florence won the Scerbanenco, Rieti and Camaiore prizes in Italy. Marco Vichi lives in the Chianti region of Tuscany.
Cinque stelle. Marco Vichi, ancora una volta, mostra una naturalezza rara nel costruire un mondo narrativo coerente e vivo. La sua scrittura riesce a dare vita a un microcosmo in cui i personaggi sono al tempo stesso integri e fragili: figure apparentemente “senza macchia”, ma attraversate da contraddizioni, dubbi, ricordi dolorosi. Proprio questa miscela li rende umani e credibili, mai stereotipati. In questo libro non c’è un delitto centrale nettamente delineato, come spesso accade nel giallo più classico. La struttura si avvicina piuttosto al ritratto interiore di Bordelli, che emerge progressivamente attraverso episodi, incontri, dialoghi e riflessioni. È quasi una sorta di autobiografia mascherata, che però mantiene comunque la tensione narrativa e l’interesse fino alla fine. Molto efficace è la capacità di restituire l’atmosfera di un’epoca: lo spirito del tempo entra nella storia senza forzature, e il peso della seconda guerra mondiale rimane una presenza costante, capace di incidere su caratteri, scelte e destini. Non è un semplice sfondo: è una ferita che continua a pulsare sotto la superficie dei personaggi. E poi ci sono le scene conviviali, in particolare i racconti durante la cena tra amici: momenti narrativi che funzionano come piccole storie nella storia, pieni di umanità, ironia e malinconia. Da soli varrebbero la lettura, perché condensano il modo in cui Vichi sa osservare le persone e trasformare il quotidiano in qualcosa di significativo. Nel complesso, Vichi si conferma come uno degli autori più interessanti del genere.
Incipit L’ex commissario Franco Bordelli era sdraiato nel suo letto con un libro appoggiato sulla pancia e fissava il soffitto, che nel tempo aveva imparato a conoscere in ogni particolare… Continua su IncipitMania
Ho apprezzato il commissario nei suoi racconti della liberazione, milite nella brigata San Marco degli anni dal 43 in poi, li ho trovati estremamente interessanti. Questo Bordelli ultrasessantenne che sta con una di quaranta più giovane copulando continuamente alla ricerca di una bambina (?) mi ha sinceramente deluso, disturbato e irritato. per fortuna l'altra macchietta Rosa si è vista poco perché anche il rapporto con lei è veramente improbabile. Poi alcune pagine mi sono piaciute ma sinceramente molto meno rispetto ai primi libri
Bello come sempre. Bordelli vive una nuova giovinezza, nuovi incarichi tra legalità e illegalità, sempre con a cuore i problemi degli altri, la passione per l'essere sbirro, la passione per Eleonora. La cena della confraternita del Chianti ha racconti brevi ma bellissimi. Tre casi differenti, tre storie diverse ma tanta umanità che rende i romanzi di Vichi davvero piacevoli. Ora attendo il prossimo, perché Bordelli padre sarebbe una bella cosa e altri cinque anni di lavoro nella pubblica sicurezza meritano almeno altrettanti romanzi 😁
[...] I contrasti vanno bene...io la penso così, tu la pensi così, e discutiamo. Ma che senso ha avercela con qualcuno perché non è come vuoi a tutti i costi che sia? La tua vita è solo una bizza...e il vero inghippo è che questo avviene in modo del tutto inconsapevole. Tu credi davvero che l'altro sia colpevole di chissà cosa, mentre la sua unica colpa è di essere come è, diverso da quello che tu vorresti che fosse. [...]
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il commissario Bordelli è una garanzia, bella storia. Alcune incongruenze nella successione degli eventi. Chiarito l'arcano sul sito dello scrittore:'Nel romanzo “Notti nere” c’è un errore, non hanno stampato una frase. A pagina 24, in alto, prima dell’inizio del capitolo, c’era scritto: “Due giorni prima…” Suggerisco di scriverlo a penna'.
Ancora una cena con racconti, introduzione troppo filosofica ad alcuni, un paio di casi in cui la soluzione dipende una volta dalla cretinaggine dei delinquenti che si fanno buggerare a l'altra da una intuizione di Piras che si rivela determinante. Una sopresa per il pensionato Borelli ravviva la storia nel finale
Non l'ho trovato né interessante né avvincente: troppo dispersivo a raccontare fatti marginali che occupano forse più della metà delle pagine del romanzo e i delitti liquidati in poche pagine... Senza contare l'ossessione, richiamata in quasi ogni pagina, del rapporto fisico con la fidanzata, alla ricerca assillante di rimanere incinta... Mah!
Troppe divagazioni tanto che la trama del giallo pare un fatto accessorio. Parla per pagine del seppellimento del cane, pagine sulla partita di calcio e via dicendo, diventa così pieno di distrazioni e si perde il filo. Non mi è piaciuto proprio.
Il commissario Bordelli non sta invecchiando bene, ci ammorba con la sua ossessione per la bambina da procreare e la sua giovane compagna che ha la profondità di una decalcomania. Speriamo che il reintegro con promozione riportino le storie alle origini.