«Questo libro è una pura delizia. Una Lolita dai ritmi più cinematografici, un giovane Holden sullo sfondo della guerra del può far pensare a tanti antenati letterari ma fondamentalmente ha la sua voce, fresca, ironica, sorprendente, irritante. È la voce di Jasira, tredicenne mandata a vivere a Houston con il padre libanese, che si ritrova a fare i conti con il suo corpo che cresce troppo in fretta e fa uno strano effetto agli uomini. Tra la scuola che non le piace e la casa che al pomeriggio è troppo vuota, travolta dai suoi orgasmi e manipolata da un vicino che potrebbe essere suo padre e sarà il suo primo seduttore, Jasira scopre il sesso, muovendosi in territorio sconosciuto, e non ha nessuno che l’aiuti a fare il punto sulla mappa. Potrebbe essere un disastro ma c’è Melina, la vicina incinta e già piuttosto materna, e allora si può cominciare a sperare nel futuro e nell’amore, che è poi quello che tutti, Jasira per prima, cerchiamo». Cristina De Stefano
La mia amica Giorgia mi ha menzionato questo libro un milione di volte e finalmente l’ho accontentata. Jasira ha 13 anni, non è più una bambina e presto inizia a scoprire il suo corpo e anche l’effetto che ha sugli uomini. Nel frattempo, i suoi rigidissimi e pessimi genitori continuano a vessarla (verbalmente e fisicamente), a mortificarla, a indurle un senso di colpa che non le appartiene. Viene messa perennemente sotto pressione da tutti, tutti pretendono qualcosa da lei: depilati così, comportati così, questo non è appropriato, blablabla. Mi ha ricordato quanto la pubertà possa essere complessa e dolorosa: non sei più un bambino, capisci perfettamente quello che ti succede intorno, ma sei troppo ingenuo per decifrare la realtà, il tuo corpo è quasi quello di un adulto, ma sei tutto sommato ancora un bambino.. insomma, sei sempre essere troppo piccolo o troppo grande e nessuno ti comprende. Ma Jasira, come è normale che sia, romanticizza tutto, anche e soprattutto le cose più tragiche, come tutti abbiamo fatto durante l’adolescenza, ed è questo che mi ha fatto empatizzare con lei più di ogni altra cosa. Un libro davvero particolare, nudo e crudo, la cui penna funziona benissimo, che fa capire quanto la società pretenda dalle donne ancora prima che esse possano effettivamente definirsi tali.
Beduina racconta degli aspetti più crudi della pubertà femminile e, specialmente, di come, al pari del corpo, cambino gli sguardi delle persone, che si aspettano un immediata trasformazione della bambina in adulta. Jasira scopre nuovi aspetti del suo corpo e del mondo adulto, guidata dalle dure e rigide regole imposte dai genitori, che, però, sono solo un filtro parziale (e talvolta incoerente) della realtà e che cercano di ingabbiare una ragazzina reputata incontrollabile, perché non ancora in grado di comprendere a pieno le situazioni che la circondano, specialmente dal punto di vista delle aspettative (sociali) che si hanno su di lei. Jasira cresce in un ambiente estremamente violento, a livello psicologico, ma specialmente a livello fisico; fortunatamente, si apre, di fronte a Jasira, un mondo diverso, fatto di comprensione, di regole spiegate e di amore da parte di coloro che hanno veramente intenzione di comprendere le sue ragioni, che le spiegano come è il mondo e ascoltare ciò che lei sente, alleggerendola da quel senso di colpa che la porta a compatire persino i suoi carnefici.
La scrittura di A. Erian è estremamente fluida, rendendo la lettura estremamente scorrevole. Inoltre, la narrazione in prima persona consente a chi legge non solo di entrare nella mente di Jasira, immedesimandosi in lei, ma anche di misurare lo scarto che intercorre tra l’interpretazione delle vicende da parte di una persona che è poco più una bambina (Jasira), che idealizza anche gli avvenimenti più tragici, e quella di chi è adulto, che con il suo sguardo d’insieme è capace di comprendere la realtà degli episodi che accadono a Jasira. Il libro affronta temi toccanti e struggenti, che portano in maniera immediata e naturale a provare una profonda tenerezza e compassione per Jasira; quest’ultima si delinea come un personaggio complesso, strutturato e reale: leggendo il libro si ha davvero la sensazione di parlare con una ragazzina che cresce, che fa del suo meglio per essere all’altezza delle aspettative che si hanno su di lei, senza però riuscirvi perché non è ancora in grado di comprendere il motivo di quel triste cambiamento di atteggiamenti nei suoi confronti.