Miranda nasce da genitori sloveni in un’Italia che li rifiuta. Cresce sotto il fascismo, attraversa l’esilio, la guerra, la Resistenza e il sogno – poi deluso – della Jugoslavia di Tito.
In questo racconto personale, l’autrice, nipote di Miranda, ricostruisce le radici della sua famiglia intrecciando memoria privata e storia collettiva.
Una graphic novel che attraversa confini, identità e generazioni, restituendo voce a un passato poco conosciuto.
Buona graphic novel su un aspetto della nostra storia meno noto, l’identità è il conflitto degli sloveni italiani tra fascismo e dopoguerra, attraverso lo sguardo della nonna dell’autrice. Appare spesso didascalico e meno personale per l’urgenza di dover spiegare troppo il contesto storico culturale. Lo stile delle illustrazioni che si ispira al collage fotografico spicca per originalità insieme ai personaggi zoomorfi.
La graphic novel è un omaggio a Miranda, la nonna dell'autrice, che purtroppo non ha fatto in tempo a vedere la realizzazione del volume. É una storia semplice, comune a tanti sloveni cresciuti sotto il fascismo, che si sono viti costretti a rinunciare alla propria identità. Miranda, per qualche istante, ha creduto anche alla Jugoslavia di Tito, ma nemmeno questa è stata una patria.