A volte, nei momenti più bui, la vita ci manda un segno. Un incontro inatteso, uno sguardo silenzioso, un miagolio lieve. In un Giappone quotidiano e autentico, personaggi smarriti, arrabbiati o semplicemente stanchi dalla vita si trovano a fare i conti con le proprie ferite interiori. A cambiare il corso delle loro giornate - e forse delle loro esistenze - sono gatti fuori dal discreti compagni d'anima, creature che osservano in silenzio ma sanno accarezzare le fragilità umane come nessun altro. Da un ragazzo che ha smesso di credere nei legami affettivi a una madre sull'orlo della disperazione, ogni protagonista affronta una domanda che lo scuote nel che senso ha la mia vita? Che cos'è la famiglia? Come si ricomincia dopo un dolore? E ogni incontro con un felino, capace di toccare l'anima e risvegliare ciò che sembrava perduto, riaccende un ricordo, un po' di coraggio, una speranza. A volte, bastano le fusa di un gatto, o anche solo la sua presenza, per far breccia in un cuore inaridito. E mentre le vite si sfiorano, si scontrano e si trasformano, ogni storia si riempie di luce.
Temo che non sia ben tradotto, perché certe frasi suonano incoerenti con resto del testo, e comunque molto sgraziate, ma potrebbe dipendere anche dalla stesura originale. Manca di originalità nel filone giappone/gatti/miracoliquotidiani ma sembra sincero nel voler trasmettere emozioni.