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Nostra solitudine

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Come si fa oggi a stare nel mondo? In questo mondo. A trovare un modo, un posto adatto a noi che siamo consapevoli di essere privilegiati ma dobbiamo fare i conti anche coi nostri, di traumi, piccoli o grandi, oltre che con quelli giganteschi di chi è sotto le bombe, di chi è oppresso, povero, svantaggiato. Ci si vergogna a dire che ci si sente soli, ma lo siamo sempre di più. Daria Bignardi lo dice con sincerità, ironia, coraggio. Sente che la solitudine può essere una prigione ma anche un posto da cui ascoltare il battito del cuore del mondo. Il mondo la chiama e lei parte. Va in Cisgiordania, a Hebron, a parlare coi prigionieri palestinesi rilasciati nell'ultimo scambio. A At-Tuwani, il villaggio di No Other Land, conosce i volontari internazionali che ogni giorno accompagnano a scuola i bambini perché i coloni non gli sparino addosso. È a Gerusalemme, nella Chiesa del Santo Sepolcro, il giorno in cui muore Papa Francesco. Va in Vietnam, l'unico paese che ha sconfitto gli Stati Uniti, dove scopre quanto è inquinato il Mekong. Assiste all'operazione al cuore di un neonato in Uganda. Vuole lasciare i social media perché intuisce che lì dentro c'è qualcosa che sfrutta malignamente la nostra solitudine, ma non riesce a rinunciare alla partita quotidiana a Wordle con le nipoti, al cazzeggio con le amiche, a flirtare con gli amanti. Morde la solitudine con passione. Capirà cosa cerca nello sguardo di un gorilla che incontra in Uganda e di tutti gli animali che incrocia sulla sua i cani Giulio, Fix, Brillo, i gatti, le galline, un pappagallo. Nonostante racconti le oppressioni del nostro presente - globalizzazione, occupazione, guerra, patriarcato - questo è un libro intimo e personalissimo, pieno di felice tormento, che riesce a fare quel che si auspica faccia la dare parole a qualcosa che non riusciamo a vedere ma sentiamo incombere. Senza appesantire il fantasma che evoca, senza togliergli magia.

145 pages, ebook

Published October 28, 2025

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Daria Bignardi

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5 stars
128 (14%)
4 stars
331 (37%)
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345 (38%)
2 stars
70 (7%)
1 star
11 (1%)
Displaying 1 - 30 of 97 reviews
90 reviews1 follower
November 1, 2025
Credo di non aver capito del tutto Nostra solitudine di Daria Bignardi. O forse è proprio questo il punto? Non capirlo del tutto, restare con quella sensazione di domanda aperta? Mi chiedo però di quale solitudine parli davvero. Quella di tutti noi, di un’epoca iperconnessa e distratta? O una più intima, personale, che ognuno si porta dentro? E poi: perché oggi sembriamo tutti più soli, pur circondati da mille voci e schermi? Mi sarebbe piaciuto che si soffermasse un po’ di più su questo aspetto, considerando che il tema del libro è proprio la solitudine.
Anche l’idea che, pur essendo sempre più soli, restiamo comunque connessi al mondo animale e naturale non mi convince del tutto. È un pensiero poetico, sì, ma non sempre trova una forma chiara.
E poi perchè nostra solitudine invece delle nostre solitudini o la mia solitudine? Un po' a sentimento, un po' a caso, un po' perché suona bene, un po' perché sí. Praticamente come le idee diffuminate nel suo libro. Lei le butta lí, poi la parafrasi la devi fare tu.

Insomma il libro, nel complesso, mi dà l’impressione di essere un insieme di riflessioni e intuizioni più che un discorso compiuto, pieno di spunti interessanti, ma confuso.

Detto questo, ho un enorme rispetto per Daria Bignardi: per la sua cultura, la sua onestà, il suo modo di guardare il mondo con attenzione e rispetto. Alcune immagini, come quella della prigioniera palestinese che continua a vivere in una prigione di silenzio anche dopo essere stata liberata, mi resteranno a lungo. Le sue riflessioni sul femminismo e il patriarcato mi sono piaciute molto. Scrive davvero bene: è scorrevole, “leggera” anche quando affronta temi duri e delicati.

Riassumendo: tutto bellissimo ma non posso evitare di sentirmi come se mi avessero appena propinato una leggera supercazzola. Ma non è la prima volta che mi succede con una scrittrice italiana contemporanea, quindi probabilmente almeno in parte è colpa mia.
Profile Image for gaia.
55 reviews
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October 28, 2025
sono sempre molto affezionata a queste sedute di autoanalisi di Daria Bignardi, che poi deviano peró la rotta. in questo caso si parla di Palestina e di Israele, si parla di violenza. si parla della solitudine (non in modo boomer - pur essendolo anagraficamente Daria Bignardi non dice mai luoghi comuni o banalità) e si applica il concetto al patriarcato e al femminile.

(che bello il gruppo delle ragazze su whatsapp)

la trovo sempre parte della mia comfort zone, pur parlando di cose che di comfort hanno ben poco (condivideró con lei claustrofilia e attrazione verso l'oscuro?). probabilmente non un libro che stravolge la vita, ma che sicuramente allieta una serata
Profile Image for Olly90.
133 reviews81 followers
November 28, 2025
3,5⭐️ ~ “La mia solitudine è una bestia selvaggia.
In certi istanti, mentre corre o si apposta fiutando l’aria, annusa l’ebrezza della libertà.
Altre volte si nasconde, sfinita, nel buio della foresta impenetrabile”.

Leggere questo libro significa entrare nella vita di Daria, nella sua quotidianità attraverso la chat di Whatsapp dove insieme alle ragazze, le donne della sua famiglia, gioca a PAROLE ma soprattutto significa ascoltare le esperienze da lei vissute durante i suoi viaggi in Vietnam con il figlio Ludovico, in Uganda con Missione bambini e in Palestina con l’amica Bianca.

Non abbiamo una divisione per capitoli bensì da parole e dalla loro etimologia: “malinconia”, “prigioniero”, “solitudine”, “esilio”, “oppressione” e “società”. Ogni parola ha un suo peso, è determinante e segna uno specifico punto di vista all’interno del racconto.

Tra le pagine di questo libro ci sono incontri inaspettati con persone e animali, c’è tanto dolore e tanta umanità, c’è un’ampia riflessione sulla solitudine sia essa universale e condivisa che personale e privata.

Questa nuova opera di Daria Bignardi, donna che stimo molto per la sua grande cultura e per quel suo pizzico di ironia che la contraddistingue, potremmo collocarla a cavallo tra l’autofiction e il reportage di viaggio; un memoir riflessivo ed intimo nel quale l’autrice mette a confronto il proprio dolore e la propria solitudine con quella altrui, in un mondo iperconnesso in cui viviamo circondati da mille schermi che ci distraggono ma dei quali non riusciamo a fare a meno e in un modo oppresso da guerre, globalizzazione e patriarcato.

Una lettura che é come una lunga conversazione davanti ad una tazza di caffè (o di tè a seconda del gusti!), che lascia con molte domande, forse anche un pò sconnessa, ma di sicuro molto attuale. Un invito a riflettere sulla nostra personale idea di solitudine e sulla nostra posizione nel mondo.
Profile Image for Gabril.
1,105 reviews275 followers
December 23, 2025
In una società iperconnessa accade di sentire un po’ di più la solitudine. Quella personale e quella di tutti.
Daria Bignardi si interroga su questo, scrivendo un libro particolarmente ispirato, fatto di capitoli brevi che esprimono pensiero e vita insieme.

Frammenti di viaggi fatti per incontrare la memoria dolorosa, come in Vietnam, o la sofferenza attuale, come in Palestina/Israele, ma anche per incontrare lo sguardo della natura, sempre sorprendente, sempre miracolosa. E poi frammenti di dialoghi con le donne di famiglia, ricordi personali di incontri, piccole storie di amici e di cani, allusioni ad amanti. Frammenti che interrogano se stessi e il mondo fuori. Un mondo che ci riguarda proprio come noi stessi.

L’esempio di un racconto intimo di chi scrive che può diventare uno specchio terso per chi legge.
Stille di un universo interiore racchiuso nelle misurate pagine di un libro che contiene vita e sprigiona intensità.
Sobriamente, come se Daria scrivesse sottovoce un memoir distillato dal cuore della notte.
Profile Image for Alice Bassi.
5 reviews
March 6, 2026
Riflessivo e scorrevole. Daria ho una passione per te e per la solitudine, grazie!
Profile Image for chaomanu.
26 reviews27 followers
November 20, 2025
Non un romanzo, ma nemmeno un memoir o un reportage - azzardo, pagine sparse da un diario? In questa nuova opera Bignardi ci accoglie nel suo flusso di coscienza a briglia sciolta.
Le riflessioni più o meno intime sulla propria vita e le impressioni nate dai viaggi del suo ultimo anno - dal Vietnam alla Palestina fino in Uganda - fanno da intreccio e cornice a un ragionamento sull’essenza della solitudine e su come questa sia tanto più
avvertita quanto più ci connettiamo al mondo (i mondi) che vive fuori e al di là di noi.
Forse a tratti pretenzioso e vaneggiante, ma basta leggerlo tenendo a mente la nenia della voce di Bignardi e tutto, in qualche strano modo, alla fine quadra.
Profile Image for Beatrice Basile.
3 reviews
November 22, 2025
Ho amato tutti i racconti. Che vita, così speciale, così normale. Che bello saper raccontare così ciò che accade nella propria vita.
Profile Image for Seregnani.
873 reviews40 followers
January 9, 2026
«Perché ogni tanto dimentico che la mia solitudine non è solo mia?
La nostra solitudine non è solo nostra.
Essere consapevoli dei meccanismi che governano il mondo e la sua storia, rifiutarne ingiustizie e oppressioni e organizzarsi per combatterle, obbliga a molti compromessi e a qualche speranza, quel sentimento tenero e perdente che ci rende umani.
La mia solitudine è una bestia selvaggia.
In certi istanti, mentre corre o si apposta fiutando l'aria, annusa l'ebbrezza della libertà.
Altre volte si nasconde, sfinita, nel buio della foresta impenetrabile.»

3,5 ⭐️ Daria Bignardi, con questo libro si interroga sulla parola solitudine. Si fa sempre più fatica a dire che ci si sente soli, sembra quasi porsi come una vittima. La solitudine è un lusso? Chi ha il diritto di sentirsi solo?
Gli orfani, i profughi, i migranti, gli oppressi. Le donne. O tutti?
Nel frattempo, nella narrazione, lei parte per la Cisgiordania per parlare con i prigionieri palestinesi rilasciati. A Gerusalemme invece prega per la morte di Papa Francesco. In Uganda assiste all’operazione al cuore di un neonato, lei che si è sempre preoccupata dei suoi figli. Parla anche dei social, che non riesce ad abbandonare, dei cani che vorrebbe avere nella sua vita ma non sa se riesce a prendersene cura. Un libro intimo, che mi è piaciuto particolarmente in alcuni tratti perché anche io spesso mi sento sola. Mi aspettavo di più? Forse si, ma Daria scrive sempre benissimo.
Profile Image for sinepudore.
336 reviews13 followers
December 27, 2025
Il gatto, che viene a leccarmi le lacrime se piango.
#quote
Profile Image for Jessica.
316 reviews104 followers
November 15, 2025
*2emezzo*
《 Nelle parole c'è tutto. Ci sono la vita, i ricordi, le relazioni, l'inconscio. Posso rinunciare a condividere immagini ma non posso rinunciare a condividere parole》
"Nostra solitudine" è una riflessione sulla solitudine femminile estesa poi a solitudine di tutti.
È stata una compagnia nelle notti insonni e nelle mattine che iniziavano alle 4 senza motivo.
Un alleggerire i problemi immergendosi nello scorrere di questi capitoli brevi ma mai leggeri, intensi seppur fugagi. Si aprivano e chiudevano come a sbirciare argomenti tra loro sconnessi ma che restavano nel flusso della riflessione di partenza.
Un libro curioso, per niente banale.
Profile Image for _nuovocapitolo_.
1,276 reviews36 followers
January 11, 2026
Come si fa oggi a stare nel mondo? In questo mondo. A trovare un modo, un posto adatto a noi che siamo consapevoli di essere privilegiati ma dobbiamo fare i conti anche coi nostri, di traumi, piccoli o grandi, oltre che con quelli giganteschi di chi è sotto le bombe, di chi è oppresso, povero, svantaggiato. Ci si vergogna a dire che ci si sente soli, ma lo siamo sempre di più. Daria Bignardi lo dice con sincerità, ironia, coraggio. Sente che la solitudine può essere una prigione ma anche un posto da cui ascoltare il battito del cuore del mondo. Il mondo la chiama e lei parte. Va in Cisgiordania, a Hebron, a parlare coi prigionieri palestinesi rilasciati nell'ultimo scambio. A At-Tuwani, il villaggio di No Other Land, conosce i volontari internazionali che ogni giorno accompagnano a scuola i bambini perché i coloni non gli sparino addosso. È a Gerusalemme, nella Chiesa del Santo Sepolcro, il giorno in cui muore Papa Francesco. Va in Vietnam, l'unico paese che ha sconfitto gli Stati Uniti, dove scopre quanto è inquinato il Mekong. Assiste all'operazione al cuore di un neonato in Uganda. Vuole lasciare i social media perché intuisce che lì dentro c'è qualcosa che sfrutta malignamente la nostra solitudine, ma non riesce a rinunciare alla partita quotidiana a Wordle con le nipoti, al cazzeggio con le amiche, a flirtare con gli amanti. Morde la solitudine con passione. Capirà cosa cerca nello sguardo di un gorilla che incontra in Uganda e di tutti gli animali che incrocia sulla sua strada: i cani Giulio, Fix, Brillo, i gatti, le galline, un pappagallo. Nonostante racconti le oppressioni del nostro presente - globalizzazione, occupazione, guerra, patriarcato - questo è un libro intimo e personalissimo, pieno di felice tormento, che riesce a fare quel che si auspica faccia la letteratura: dare parole a qualcosa che non riusciamo a vedere ma sentiamo incombere. Senza appesantire il fantasma che evoca, senza togliergli magia.

Con Nostra solitudine, Daria Bignardi aggiunge un tassello particolarmente intimo e riflessivo al suo percorso narrativo. È un libro che interroga più che raccontare, che attraversa paesaggi esteriori per illuminare quelli interiori. La solitudine, come suggerisce il titolo, è la lente attraverso cui osservare sé stessi, gli altri e il mondo.
Bignardi costruisce una narrazione che fonde esperienze personali e osservazioni sul presente. Non si limita a parlare di sé: mette in relazione ciò che vive, sente o teme con storie più grandi. I suoi viaggi, dall’Uganda alla Cisgiordania fino al Vietnam, non hanno la funzione dell’esotismo narrativo, ma quella dell’ascolto. Ogni incontro diventa uno specchio che amplifica o incrina la percezione del mondo.

Una delle qualità più riconoscibili dell’autrice è la sua capacità di raccontare la fragilità con misura, senza cadere nel sentimentalismo. La sua voce è onesta, limpida, a tratti ironica. C’è una costante consapevolezza del limite, delle parole, dei legami, del tempo, ma anche la volontà ostinata di cercare un senso, di rimanere vigili, presenti. La narrazione alterna momenti di leggerezza quotidiana a pagine più meditate, che culminano nella domanda chiave del libro: come si fa a stare nel mondo quando il mondo sembra continuamente sgretolarsi?
Un elemento suggestivo del testo è il ruolo degli animali come figure simboliche e specchi emotivi. Il gorilla incontrato in Uganda, così come cani, gatti e altre presenze silenziose, diventa un controcampo che rimette in discussione lo sguardo umano. Sono presenze che aprono prospettive, che semplificano ciò che spesso complicano le parole.
La struttura del libro è frammentata, mobile, fatta di ricordi, riflessioni, dialoghi, impressioni. Una composizione che rispecchia il modo reale in cui spesso pensiamo e viviamo: non linearmente, ma per lampi, connessioni, ritorni. È una forma che richiede al lettore attenzione e disponibilità, ma che proprio per questo permette una lettura profondamente immersiva.

Al centro rimane un interrogativo che ci appartiene tutti: come si convive con la solitudine? Bignardi non propone soluzioni facili. Mostra invece che la solitudine può essere dolore, ma anche un territorio fertile, un luogo da abitare con sincerità, una soglia da cui ripartire.
Nostra solitudine è un libro che non si legge soltanto: si attraversa. È un viaggio emotivo e
intellettuale che chiede di essere accompagnato con calma e restituisce, in cambio, una nuova luce su sé stessi e sugli altri.
Un libro che consiglio a chi ama la letteratura introspettiva, capace di scandagliare l’interiorità senza compiacimenti e a chi apprezza la narrativa che unisce viaggio e riflessione, trasformando gli spostamenti in dialoghi interiori.
Profile Image for Camilla Pruccoli 🎃☕️🪄.
225 reviews16 followers
June 4, 2026
È incredibile come un articolo mancante modifichi completamente il sapore e l’intenzione di un libro.
Se si fosse chiamato “LA nostra solitudine”, sarebbe stato un vero e proprio trattato sull’argomento, da un punto di vista sociale e collettivo.
In qualche modo, in parte, lo è anche… ma il fatto che si intitoli “Nostra Solitudine”, come se fosse un’invocazione o un’allocuzione tipo “Vostro Onore”, lo rende un piacevole personal essay che attraversa diversi argomenti caldi della contemporaneità con la lente della solitudine nelle sue sfaccettature.
C’è infatti una solitudine bella, quasi religiosa, indispensabile, dalla quale si riesce ad ascoltare “il battito del cuore del mondo”; ce n’è un’altra più tagliente, fastidiosa, dolorosa o patologica, spesso legata a qualche trauma passato. C’è una solitudine di genere, di gruppo sociale, una solitudine paradossale nella globalizzazione più realizzata. Siamo fatti di solitudini, nostre e altrui. Una rete di storie che sono reti di solitudini. La solitudine è politica e intima al contempo.

È stato un dialogo dinamico, variegato e frizzante con il libro. La scrittura così perfettamente piana, puntuale e quasi dialogica di Daria lo rende un vero spasso in alcuni punti.

“Si sta bene anche soli, quando non si è soli”.
Profile Image for Aurelyn.
66 reviews
January 10, 2026
Intéressant et agréable à lire. Les chapitres sont courts donc j'avais du mal à poser le livre lol.

J'ai eu un peu de mal à comprendre le lien entre le titre et le récit mais en fin de compte j'ai trouvé le format intéressant. On dirait un flux de pensée, un peu comme si c'était un journal intime qui lie actualité et réflexions personnelles.

Questionnement sur la solitude intéressant mais peut-être un peu superficiel. Qu'est-ce que la solitude et qui peut la ressentir? Faut-il se sentir coupable d'éprouver ce sentiment alors que d'autres ont la vie plus dure?
Profile Image for Michela nonostante.
201 reviews4 followers
December 6, 2025
La dolcezza dello sguardo di Bignardi sugli ultimi, capace di renderli sempre i più umani.
Profile Image for Lillolandia.
70 reviews
December 29, 2025
Daria è sempre una garanzia, ci si pone sempre molte domande durante la lettura dei suoi libri.
Ho trovato delle piccole parti ripetitive avendo letto tutti i suoi romanzi e non solo. La parte dedicata al viaggio in Uganda è meravigliosa.
Profile Image for Elisa -.
313 reviews2 followers
December 21, 2025
La mia solitudine è una bestia selvaggia.
In certi istanti, mentre corre o si apposta fiutando l'aria annusa l'ebbrezza della libertà.
A volte si nasconde, sfinita, nel buio della foresta .
Profile Image for Valentina G.
259 reviews29 followers
January 29, 2026
Audiolibro

Daria Bignardi ha per me un effetto rassicurante quando legge. Questo libro mi ha offerto spunti interessanti per continuare a riflettere sulla solitudine che può essere beneficio come pena.
Buoni spunti e buoni racconti di esperienze personali che ci accompagnano per mano in storie vissute dall’autrice: da un viaggio in Palestina alle sedute con lo psicologo. Dal un viaggio in Africa per aiutare al bar coi suoi mille nomi per bevande pressoché uguali.

“Beata solitudine e solitudine nera sono due facce della stessa medaglia, come dice la Treccani. Ma bisogna essere riposati e sicuri di sé per godersi la faccia giusta.”
7 reviews
December 8, 2025
"La solitudine non è solo una prigione, ma anche un rifugio: un posto dove fermarsi in ascolto del battito del mondo". Questa citazione è il manifesto di questo libro, che non è assolutamente ciò che mi aspettavo di leggere. Un insieme di racconti apparentemente scollegati che riescono a trovare una profonda connessione con le diverse accezioni di solitudine. Daria Bignardi parla con leggerezza, ironia e disinvoltura di esperienze personali che l'hanno portata a rielaborare il suo passato. Si tratta di una seduta di psicanalisi condivisa con il lettore, che, però, si estende ad un livello molto più ampio: riuscire a comprendere sé stessi e ciò che ci circonda. Il disordine mondiale contrapposto all'armonia della natura, la travagliata vita degli abitanti di Gaza alla più tranquilla Milano. Insomma, dalla lettura si respira una grande rivincita della solitudine, non necessariamente come penitenza, ma come stato d'animo esistenziale, che, prima o poi, tocca tutti. Quello dell'autrice penso sia un apprezzabile sforzo di provare a descrivere accuratamente la complessità e il paradosso continuo dell'essere umano che vuole la compagnia per poi restare solo. Perché la solitudine forse è un trauma non elaborato e curato oppure è solo un posto felice dove l'animo umano può rilassarsi e connettersi con il mondo. Insomma, siamo tutti un po' soli.
Profile Image for Raffaele Bissoli.
33 reviews
January 21, 2026
Niente di che.
Le riflessioni personali sulla solitudine sono spesso molto interessanti, il tentativo di estendere una tela unica che passi per globalizzazione, capitalismo, femminismi e patriarcato, guerre e neoliberismo come fattore accomunante le solitudini è goffo ai limiti del ridicolo.

“Si sta bene anche soli, quando non si è soli.” è una sensazione che ho provato la prima volta quando sono andato ad abitare in un monolocale in una città che non conoscevo a 4 ore da casa, senza amici, senza persone a cui appoggiarmi, spesso senza parlare per giorni -in sessione anche settimane- e ho riprovato nei due mesi di lockdown confinato in una casa enorme senza poter interagire con nessuno.
Ho sempre faticato a spiegare come potessi sentirmi a disagio proprio io che da solo ci sto davvero bene. Ora so come dirlo: è perché si sta bene anche soli, quando non si è soli.
E io ai tempi ero solo, e solo non stavo bene.
Profile Image for Valerio Iannitti.
93 reviews
May 27, 2026
Ho audioletto dalla sua stessa voce gentile, e con molto piacere, questo viaggio di Daria Bignardi tra introspezione, piccoli gesti quotidiani e reportage da zone drammatiche.
Se avessi letto su carta avrei sottolineato diversi passaggi; ascoltandolo, temo di averne persi alcuni. Mi sono rimasti però addosso certi dettagli minimi: il suo caffè strano — più di un macchiato, meno di un cappuccino, forse un “macchiatone” —, la voglia di fare pace col barista scontroso, il gioco Parle che faccio anch’io con parenti e amici. Oggi, per dire, non ho preso la parola: era “Gnosi”. E pensare che per un periodo iniziavo sempre con “Poeta”, finché una volta la parola era proprio quella e indovinai in un colpo solo. Piccole soddisfazioni.
Mi ha colpito anche la scelta del titolo: quasi la necessità di non turbare gli altri, perché “sei famosa, non puoi sentirti sola”.
Sullo sfondo, continuamente, Gaza. Il colono israeliano che spara in faccia a un uomo nel villaggio raccontato in No Other Land. Quell’altro che, dopo aver causato l’amputazione di una gamba a un palestinese, gli rompe anche la stampella. E viene da pensare che, dentro quella catastrofe, forse ci si senta meno soli di quanto accada a noi, immersi in vite infinitamente più comode e spesso comunque incomplete.
Ho finito il libro con la voglia di prendere un caffè — o quel che è — in un bar qualsiasi con Daria Bignardi.
(Daria, se mi leggi.)
Profile Image for Marina.
360 reviews5 followers
December 1, 2025
Un libro molto particolare, un testo ibrido tra saggio, autobiografia e riflessione generale sulla contemporaneità. L’autrice ci fa entrare nella sua quotidianità, normale, tra una chat di gruppo delle donne di famiglia Whatsapp, un cappuccino al bar e la psicoterapia e allo stesso tempo straordinaria, come la missione per intervistare una prigioniera palestinese liberata a Gaza. Un libro che fa riflettere sul femminile (assolutamente protagonista delle narrazioni dell’autrice) ma anche sul nostro posto nel mondo, in cui ci sentiamo sempre più solə e allo stesso tempo inesorabilmente in connessione perenne con le altre persone. Forse unico difetto la struttura un po’ disorganizzata del testo, che scorre come un flusso di coscienza.

"La nostra solitudine non è solo nostra. Essere consapevoli dei meccanismi che governano il mondo e la sua storia, rifiutarne le ingiustizie e oppressioni e organizzarsi per combatterle, obbliga a molti compromessi e a qualche speranza, quel sentimento tenero e perdente che ci rende umani."


Profile Image for cesta.
29 reviews2 followers
Read
February 1, 2026

Ognuno, in mezzo al mondo, per tutta la vita, con la sua.
A volte gelido morso, a volte accogliente rifugio dove “fermarsi in ascolto del battito del mondo”.
Come animali selvaggi, a volte corriamo, quasi voliamo, spinti da quel vento di libertà che ci riempie i polmoni di vita e a volte scappiamo per andare a nasconderci, raggomitolati, nel buio di una grotta.

Nostra.
Eppure, anche se di tutti, continuiamo a sentirla come solo nostra, come la “mia solitudine”.



Profile Image for Tina.
105 reviews4 followers
November 30, 2025
Tre stelle e mezzo. Come un diario. Secondo me può andare ancora più a fondo. Però sempre piacevole leggerla.
Profile Image for زكرياء.
Author 3 books812 followers
April 14, 2026
1.5/5
Attenzione: recensione critica!!

Ho letto nostra solitudine o tua solitudine?

Innanzitutto, e lo dico da uomo rifugiato extra-UE, quindi con una prospettiva diversa: non servono sensi di colpa, sentirsi soli è umano, non è esclusivo di categorie sociali o persone perseguitate o svantaggiate. Però voler scrivere della “nostra” solitudine è diverso.

Ho conosciuto Daria Bignardi attraverso il suo podcast sui libri che seguo. Così ho iniziato a leggerla da questo suo ultimo libro del 2025.

Mi aspettavo un saggio narrativo, ma è stato più un diario di viaggio: una giornalista che fa viaggi internazionali, incontra amici, intervista sconosciuti, scrive pensieri, riflette sulla sua vita e include qualche notizia d’attualità.

Sono circa 150 pagine, lette in tre sedute.

La struttura del libro è composta da testi frammentati. Tuttavia, il tema della solitudine, che è il filo conduttore, non riceve l’approfondimento che merita.

Si apre con la decisione di lasciare i social media, presa durante un viaggio in Vietnam. Non è sola: è accompagnata dal figlio. Il viaggio prosegue in paesi limitrofi tra Cambogia e Laos, con visite a luoghi storicamente significativi, come il cosiddetto museo della guerra. Tuttavia, non è chiaro se si tratti di vacanze di piacere o di spostamenti legati al suo lavoro giornalistico.

Rientrata in Italia, torna su temi più intimi: il rapporto con la madre, i traumi, l’ultimo divorzio doloroso, le sedute dallo psicologo... Anche qui, però, il racconto non arriva all’introspezione. Gli argomenti vengono accennati ma non sviluppati in profondità, come le notizie che cita, lasciando una sensazione di incompletezza.

Ho avuto anche la sensazione di leggere una persona che cerca la sua sensibilità e autenticità, ma ha paura di esporsi.

Il libro può essere interessante per chi è curioso di riflettere su cosa significhi essere una donna sessantenne che, dopo la carriera professionale e la cura della famiglia, si trova in una fase magari transitoria in cui prova a rimettere al centro se stessa.

Un aspetto positivo che mi aveva incuriosito era il tentativo di intrecciare il personale con il politico. Soprattutto da giornalista, mi sembra una base forte voler estendere il racconto a una dimensione collettiva, ma il passaggio da “storia della mia solitudine” a “nostra solitudine” non risulta del tutto coerente con i contenuti.

La guerra menzionata dall’inizio rimane sullo sfondo, come un’eco dal passato, ma diventa più presente durante il viaggio in Palestina. Qui il libro acquisisce maggiore interesse e intensità emotiva, affrontando un contesto attuale. Tuttavia, la trattazione mi è sembrata limitata: manca una presa di posizione più esplicita, resta descrittiva, ma menziona crimini contro civili palestinesi come se stesse presentando il telegiornale. E poi l’ultimo viaggio in Uganda, per una missione umanitaria per i bambini vittime della dittatura e della corruzione che hanno ereditato, ma che fortunatamente ricevono donazioni e aiuti dagli europei. Dopo va a vedere i gorilla, prima di tornare a casa.

Tornando al tema della solitudine: da persona solitaria e che vive una condizione di isolamento più marcato, anche volendo capire la sua solitudine, ho trovato questo racconto poco espositivo. Si tratta di una solitudine più psicologica che fisica: l’autrice, essendo una figura pubblica, ha relazioni sociali e personali, figli, amiche, amanti, un animale di compagnia, viaggia, frequenta gruppi WhatsApp. Dunque questo contrasto non viene approfondito: cos’è sentirsi sola anche frequentando la società e il mondo? E dov’è la nostra solitudine in questo libro?

Nel complesso, il libro alterna spunti interessanti a momenti superficiali. E, per concludere, ha ragione, citando dal libro: “gli ospedali possono essere dei bellissimi posti… se non li bombardano”. Quei cattivi, che non mi ricordo come si chiamano.
Profile Image for Montenora.
67 reviews1 follower
December 6, 2025
Il bene che voglio a Daria Bignardi è incommensurabile.
Profile Image for Magalì Zanardi.
9 reviews8 followers
December 31, 2025
la daria amo di più ascoltarla che leggerla.
per questo, in questo caso (uno dei rari) ho ascoltato l’audiolibro sotto consiglio di un’amica, ed è stato un po’ come una carezza.
Displaying 1 - 30 of 97 reviews