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Rifeudalizzazione. La mutazione che sta disintegrando le democrazie occidentali

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Lo spettro di una rifeudalizzazione della società si aggira per l’Europa da decenni. Circola fin dal secondo dopoguerra nelle frange meno ortodosse tanto del liberalismo quanto del marxismo, per segnalare un pericolo che la cultura dominante si è invece ostinata a ignorare. Il pericolo è che l’autorità pubblica possa fondersi con gli interessi privati più potenti al punto tale da riportare a nuova vita le disuguaglianze estreme, il dispotismo e i privilegi che la civiltà moderna credeva di essersi lasciata alle spalle una volta “distrutto completamente il regime feudale”, come avevano orgogliosamente annunciato nel 1789 i rivoluzionari riuniti in assemblea. Oggi, a ridosso di una crisi istituzionale di inusitata ampiezza globale, la prospettiva di una rifeudalizzazione delle dinamiche sociali figura sempre meno come una generica minaccia, per assumere sempre di più le sembianze di un fatto compiuto. Il denaro e il potere tendono a concentrarsi in pochissime mani e la loro simbiosi svuota dall’interno la democrazia, il mercato e lo stato di diritto. Il dominio del mondo è conteso tra forze emergenti che non fanno alcuna distinzione tra privato e pubblico, economia e politica. E nel clima di insicurezza cronica generato dal loro scontro, alla popolazione civile non resta quasi altra scelta che la servitù volontaria all’una o all’altra forza per ottenere protezione e benefici più apparenti che reali. Il modello di relazione basato sull’accordo tra pari cede così il posto a quello costruito sul vincolo di vassallaggio. In questo libro, Massimo De Carolis indaga le diverse sfaccettature di una simile mutazione, inseguendone le radici più profonde fino al cuore della modernizzazione occidentale. Emerge così in piena luce il rischio reale di una disintegrazione del sistema-mondo ma, allo stesso tempo, diventano riconoscibili le forze alternative capaci di porre un freno alla catastrofe.

202 pages, Paperback

Published September 23, 2025

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Profile Image for Gianni.
397 reviews51 followers
November 6, 2025
Leggere la situazione globale e le relazioni di potere in termini di rifeudalizzazione può sembrare, di primo acchito, l’ennesima ricerca di un modello interpretativo che si distingua, destinato a sparire nel giro di poco tempo. In realtà, la riproposizione di questo concetto non nuovo che ne fa De Carolis a me sembra convincente, come altrettanto convincente risulta il percorso seguito dall’autore a supporto della sua tesi, soprattutto per il fatto che l’obiettivo è utilizzare la categoria della rifeudalizzazione per interpretare la realtà e non piegare la realtà alla promozione del concetto.
Ci sono alcuni testi recenti che, a mio avviso, vanno nella stessa direzione, pur senza parlare di rifeudalizzazione, come Lo stato del potere, di Carlo Iannello, o Il fascismo e noi, di Roberto Esposito, ad esempio, o La trappola dei conflitti intrattabili, di Daniel Bar-Tal, e tutti contribuiscono a rendere più chiara la visione di ciò che sta accadendo.

Le relazioni di dominio/subordinazione alla base ”dello scambio tra autorità e fedeltà” nelle relazioni di potere che sostituiscono ”il contratto sociale tra cittadini liberi e uguali” e che contribuiscono al declino delle democrazie liberali, la ”simbiosi tra denaro e potere” che è alla base di questo scambio, il ”carattere personalistico del vincolo di affiliazione” che ”rivestiva già un peso strutturale nei movimenti autoritari del secolo scorso”, la ”marcata indifferenza nei confronti del mondo reale, al quale viene apertamente preferito il genere di ecosistema artificiale”, la mutazione subita dal mercato attraverso la finanziarizzazione e la digitalizzazione e la sua distorsione attraverso i meccanismi messi in atto da monopoli e oligopoli, la ”fusione tra gli interessi privati e l’autorità pubblica” la cui conseguenza è il rischio per il mondo ”di essere spartito tra pochi padroni, che basano la propria autorità sulla fedeltà attiva e la servitù volontaria di masse di seguaci, cui non viene lasciata scelta che l’obbedienza in cambio di protezione e di benefici spesso più apparenti che reali, sono tutti tratti che appartengono più a relazioni di tipo feudale che a forme democratiche.
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