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Scintille

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Montefosca è un paesino celato dalle montagne, una conca al confine con la Jugoslavia in cui nessuno arriva mai. È lì che vivono Alma, Anna e Buia – tre sorelle, una sola voce per raccontarsi. L'italiano lo parlano soltanto loro a Montefosca, gli altri comunicano in una lingua che serve a dire il la terra da coltivare, gli animali da nutrire. Le tre ragazzine invece ascoltano la voce dei monti e il fruscio del bosco, tendono l'orecchio al vento, specchiano i loro occhi nel cielo e nel fieno da falciare, in attesa del primo gelo che le porterà lontano, in collegio. E la più piccola, con coraggio e ribellione, si stacca dal coro per dar voce a ciò che ha davvero dentro, sentimenti difficili da comprendere ed esprimere come "amore", come "felicità", come "malinconia". "Chiamatemi Buia," dice alle altre, perché "dentro il mio corpo ho il buio delle parole che non capisco".
Scintille è un romanzo che racconta le molteplici facce del desiderio. E il desiderio prende anche la forma di una strada che in un'estate squarcerà il paese in due per collegarlo finalmente alla valle e al mondo là fuori. La strada è il progresso, la strada mastica gli alberi e spiana i prati, la strada distrugge, frammenta ogni parola. Per fermarla le tre sorelle preparano una guerra, una guerra di rami, una guerra di fuoco. Un gioco di bambini. Con una lingua densa di emozione e intessuta di lirismo, Alice Zanotti entra dentro le passioni che fanno grande un piccolo mondo.

252 pages, Mass Market Paperback

Published September 5, 2025

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Alice Zanotti

4 books3 followers

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Profile Image for dely.
505 reviews281 followers
August 19, 2026
Alice Zanotti è una giovane scrittrice esordiente e Scintille è il suo secondo romanzo. L'ho conosciuta al Bookpride di Genova del 2025 dove ha presentato il suo libro e sono rimasta colpita dalla trama: Montefosca è un piccolo paese in provincia di Udine, sul confine con la Slovenia, ed è il paese nativo della mamma di Alice. In Scintille l'autrice affronta il tema dello spopolamento di questa piccola comunità montana. La vita a Montefosca è dura ma scandita da una routine abitudinaria che dà sicurezza e protezione. Ci sono pochi abitanti e tutti conoscono la vita degli altri: si chiude un occhio se la figlia della famiglia più povera ogni tanto rubacchia per avere qualcosa da mangiare e si è pazienti con chi ha perso il senno della ragione. Un giorno tutto cambia perché inizia la costruzione di una strada asfaltata per collegare questo paesotto montano con la città. C'è chi è contento perché in questa strada vede un futuro migliore: si potrà andare a vendere i prodotti che producono più velocemente senza dover affrontare mulattiere ripide trasportando gerle pesanti e c'è chi sogna di trovare marito in città per vivere più agiatamente. Dall'altra parte, però, ci sono anche coloro che non vogliono che vengano distrutti bosco e campi per far spazio a questa strada. Hanno paura dei forestieri perché a Montefosca quasi nessuno parla l'italiano e chi verrà a costruire la strada non parla la loro lingua. Hanno paura di perdere la loro identità, che nessuno si prenderà più cura dei più deboli e che inizieranno a desiderare cose di cui non hanno realmente bisogno perdendo il senso dell'essenziale e della semplicità.
L'autrice non vuole soltanto far riflettere sullo spopolamento di molti borghi italiani, ma vuole anche conservare la memoria di questo paese che ora ha solo una decina di abitanti. Nel libro, infatti, oltre ad aggiungere parole dialettali, parla di usi, costumi e tradizioni di Montefosca.

La narrazione ha un ritmo serrato grazie a frasi molto brevi che si susseguono senza pausa. Meno male la brevità dei capitoli aiuta a riprendere fiato. Nonostante il ritmo incalzante, la lettura non risulta claustrofobica, ma facilita l'immedesimazione con la paura degli abitanti e mostra la velocità dei cambiamenti. Man mano che si procede nella lettura, però, il ritmo sembra rallentare e prendere fiato. Forse perché gli ultimi abitanti recalcitranti hanno capito che lottare è inutile e che la strada, il progresso, prenderà comunque ciò che vuole e non ammette discussioni? Gli unici ad avere ancora dentro di sé le scintille per accendere il fuoco della ribellione sono alcuni bambini e due abitanti che venivano considerati un po' matti.
Personalmente, questo stile di scrittura mi è piaciuto perché, superata la difficoltà iniziale, sono riuscita a immergermi nel ritmo narrativo e, di conseguenza, immedesimarmi nelle emozioni e nelle paure dei protagonisti. Inoltre, alcune parti sono molto poetiche.
Profile Image for nico.
99 reviews39 followers
October 12, 2025
mi ha ricordato per certi versi ‘cos’hai nel sangue’ di gaia giovagnoli —l’ambientazione di montagna, il piglio folkloristico— ma senza almeno quel minimo di trama che ti voleva far arrivare alla fine del libro. uno stile veramente capzioso e ridondante che sembra di leggere lo stesso paragrafo per pagine e pagine. il vuoto cosmico
Profile Image for ca__libri.
157 reviews7 followers
November 17, 2025
Purtroppo questo libro si è rivelato lontano da ciò che mi ero immaginata, lasciandomi con l’amaro in bocca a fine lettura. Mi aspettavo una lettura emozionante, travolgente e ricca di spunti di riflessione, e seppur quest’ultimi siano parzialmente presenti, tutto il resto non mi ha convinta. La scrittura è davvero molto ripetitiva, quasi al punto da risultare fastidiosa (almeno per me), e lenta, elementi che purtroppo mi rendono impossibile l’appassionarmi ad un libro.
Profile Image for Chiara Aquino.
27 reviews1 follower
December 7, 2025
Avevo le aspettative altissime e purtroppo non mi è piaciuto. Mi è sembrato di leggere sempre la stessa cosa in ogni capitolo :(
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