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La notte devastata
"Si erano quasi aspettati di scoprire la casa abbandonata con tutte le persiane aperte, luci alle finestre, che illuminavano la notte come un'attrazione fieristica demoniaca, pronta a inghiottirli. Ma la trovarono fedele a se stessa, appostata in fondo al vicolo cieco, nascosta dai rovi, simile a quei ragni neri che si annidano nelle fessure dei muri dove attendono in agguato una preda". Saint-Auch, piccolo borgo alla periferia di Tolosa, all'inizio degli anni '90. In fondo al vicolo cieco degli Ormes si trova una casa abbandonata che da sempre esercita una strana attrazione su un gruppo di adolescenti del quartiere. Quando uno di loro muore in terribili circostanze, decidono di entrarvi, senza sospettare i pericoli a cui si espongono. Rendendo omaggio al romanzo horror, Jean-Baptiste Del Amo esplora i sogni e le disillusioni di un'epoca, di una generazione e di una classe sociale confrontate con la brutalità del mondo e i danni del tempo.
464 pages, Paperback
First published January 1, 2025
About the author
Jean-Baptiste Del Amo
16 books190 followersJean-Baptiste Del Amo, né le 25 novembre 1981 à Toulouse, est un écrivain français.
En 2006, il reçoit le Prix du jeune écrivain de langue française pour sa nouvelle Ne rien faire, écrite à partir de son expérience de quelques mois au sein d'une association de lutte contre le VIH en Afrique. Ce texte court, qui se déroule en Afrique le jour de la mort d'un nourrisson, est une fiction autour du silence, du non-dit et de l’apparente inaction.
Fin août 2008, son premier roman, Une éducation libertine, paraît dans la collection blanche des éditions Gallimard. Il est favorablement accueilli par la critique1 et reçoit le Prix Laurent-Bonelli Virgin-Lire, fin septembre 2008.
Finaliste du Goncourt des Lycéens, il fait également partie de la dernière sélection du prix Goncourt 2008 (aux côtés de Jean-Marie Blas de Roblès : Là où les tigres sont chez eux (Zulma) qui recevra le Prix Médicis 2008, de Michel Le Bris : La Beauté du monde (Grasset) et d'Atiq Rahimi : Syngué Sabour. Pierre de patience (POL) à qui sera attribué le Goncourt.)
En mars 2009, Jean-Baptiste Del Amo se voit finalement attribuer le prix Goncourt du Premier Roman, à l'unanimité dès le premier tour de scrutin.
Le 25 juin 2009, c'est au tour de l'Académie française de lui décerner le prix François Mauriac.
Il est également récompensé par le prix Fénéon des Universités de Paris.
Une éducation libertine est publié en poche (Folio) au mois de mars 2010.
Il publie en 2010 un deuxième roman, Le Sel, texte contemporain situé dans le port de Sète, qui relate une journée de la vie d'une famille, au terme de laquelle un dîner doit en réunir tous les membres. Au gré de ses souvenirs, chacun se remémore l'histoire familiale et la figure d'un père disparu. Le livre est fortement soutenu par les libraires et paraît en format poche (Folio) en 2012.
Les thèmes récurrents de l’œuvre de Jean-Baptiste Del Amo incluent la mort, la quête identitaire, le corps et la sexualité. En 2010-2011, Jean-Baptiste Del Amo est pensionnaire de la Villa Médicis.
En 2006, il reçoit le Prix du jeune écrivain de langue française pour sa nouvelle Ne rien faire, écrite à partir de son expérience de quelques mois au sein d'une association de lutte contre le VIH en Afrique. Ce texte court, qui se déroule en Afrique le jour de la mort d'un nourrisson, est une fiction autour du silence, du non-dit et de l’apparente inaction.
Fin août 2008, son premier roman, Une éducation libertine, paraît dans la collection blanche des éditions Gallimard. Il est favorablement accueilli par la critique1 et reçoit le Prix Laurent-Bonelli Virgin-Lire, fin septembre 2008.
Finaliste du Goncourt des Lycéens, il fait également partie de la dernière sélection du prix Goncourt 2008 (aux côtés de Jean-Marie Blas de Roblès : Là où les tigres sont chez eux (Zulma) qui recevra le Prix Médicis 2008, de Michel Le Bris : La Beauté du monde (Grasset) et d'Atiq Rahimi : Syngué Sabour. Pierre de patience (POL) à qui sera attribué le Goncourt.)
En mars 2009, Jean-Baptiste Del Amo se voit finalement attribuer le prix Goncourt du Premier Roman, à l'unanimité dès le premier tour de scrutin.
Le 25 juin 2009, c'est au tour de l'Académie française de lui décerner le prix François Mauriac.
Il est également récompensé par le prix Fénéon des Universités de Paris.
Une éducation libertine est publié en poche (Folio) au mois de mars 2010.
Il publie en 2010 un deuxième roman, Le Sel, texte contemporain situé dans le port de Sète, qui relate une journée de la vie d'une famille, au terme de laquelle un dîner doit en réunir tous les membres. Au gré de ses souvenirs, chacun se remémore l'histoire familiale et la figure d'un père disparu. Le livre est fortement soutenu par les libraires et paraît en format poche (Folio) en 2012.
Les thèmes récurrents de l’œuvre de Jean-Baptiste Del Amo incluent la mort, la quête identitaire, le corps et la sexualité. En 2010-2011, Jean-Baptiste Del Amo est pensionnaire de la Villa Médicis.
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January 12, 2026
Plot narrativo classico del genere: gruppo di adolescenti affronta il male e ne esce cambiato.
Romanzo che rende omaggio e attinge all’immaginario di King (It per i perdenti e Shining per il rogo purificatore), di Dan Simmons (L’estate della paura); di Koontz e Lovecraft.
Accoglie suggestioni dal cinema horror degli anni ‘80 e ‘90; soprattutto dal mondo surreale di Cronenberg con il body horror de La Mosca e La cosa.
Tutti elementi che vengono qui ridefiniti e reinterpretati.
A volte ripetitivo: una delle attività più frequenti di questo quintetto è accendersi una sigaretta o fumare. Manca quella capacità propria del King d’antan di coinvolgere, di parlare guardando negli occhi il lettore.
Qui tutti gli elementi esistono ma coinvolgono a corrente alternata.
Romanzo che rende omaggio e attinge all’immaginario di King (It per i perdenti e Shining per il rogo purificatore), di Dan Simmons (L’estate della paura); di Koontz e Lovecraft.
Accoglie suggestioni dal cinema horror degli anni ‘80 e ‘90; soprattutto dal mondo surreale di Cronenberg con il body horror de La Mosca e La cosa.
Tutti elementi che vengono qui ridefiniti e reinterpretati.
A volte ripetitivo: una delle attività più frequenti di questo quintetto è accendersi una sigaretta o fumare. Manca quella capacità propria del King d’antan di coinvolgere, di parlare guardando negli occhi il lettore.
Qui tutti gli elementi esistono ma coinvolgono a corrente alternata.
November 16, 2025
Il prologo di questo libro mi ha messo un’ansia che metà bastava! Ma devo dire che questo è stato anche il punto in cui ho provato maggiore angoscia, per il resto - ma non so se sia perché tutto sommato sono abituata a questo genere - l’ansietta è rimasta a livelli accettabili (anche se ammetto che uscire di casa col cane e attraversare un parco, al buio e con la nebbia, non è un’esperienza che consiglio di fare finché si ha in lettura questo romanzo).
Ci sono diversi rimandi a Stephen King: con questo gruppetto di amici alle prese con qualcosa di oscuro è inevitabile pensare a It e al Club dei Perdenti. C’è però una sostanziale differenza. Se It si nutre delle paure, qui il male si nutre dei desideri.
Ho trovato impossibile poi non pensare anche a Shirley Jackson e alle sue case misteriose. Anche qui, infatti, il male aleggia proprio attorno a una casa:
Non gli piaceva la casa dell’impasse des Ormes. Non piaceva a nessuno dei suoi amici. Avevano sempre saputo della sua esistenza, ci erano passati davanti in bicicletta migliaia di volte ma, senza avere avuto bisogno di concertarsi, se ne erano sempre tenuti curiosamente a distanza. Era sempre stata lì, al centro del loro territorio e tuttavia alla periferia dei loro giochi, delle loro esplorazioni, marchiata col sigillo del proibito.
Questa presenza malefica non solo sfrutta i desideri più profondi, ma fa anche in modo di trattenere chi ci entra dentro il più a lungo possibile, e nel momento in cui si esce per tornare alla vita di tutti i giorni, la casa esercita in loro una forza che li spinge a tornare. E quando si è al suo interno la mente si annebbia, i sensi si anestetizzano e si prova uno stato di dolce euforia. Insomma, la casa equivale in tutto e per tutto a una droga. L’ho trovata una metafora interessante e anche un aspetto diverso rispetto a quello che si trova di solito nei romanzi horror.
Più resterai qui, più sarà reale per te […] Ben presto farai parte di questo mondo con me e non potrai più distinguerlo dal tuo.
Arrivo un po’ tardi visto che Halloween è già passato da un pezzo e in giro si pensa già al Natale, ma se siete ancora nello spirito autunnale e spettrale, La notte devastata è decisamente un libro da recuperare. Se amate Stephen King, Shirley Jackson e anche, perché no, Stranger Things, è sicuramente una storia che vi potrà piacere!
Ci sono diversi rimandi a Stephen King: con questo gruppetto di amici alle prese con qualcosa di oscuro è inevitabile pensare a It e al Club dei Perdenti. C’è però una sostanziale differenza. Se It si nutre delle paure, qui il male si nutre dei desideri.
Ho trovato impossibile poi non pensare anche a Shirley Jackson e alle sue case misteriose. Anche qui, infatti, il male aleggia proprio attorno a una casa:
Non gli piaceva la casa dell’impasse des Ormes. Non piaceva a nessuno dei suoi amici. Avevano sempre saputo della sua esistenza, ci erano passati davanti in bicicletta migliaia di volte ma, senza avere avuto bisogno di concertarsi, se ne erano sempre tenuti curiosamente a distanza. Era sempre stata lì, al centro del loro territorio e tuttavia alla periferia dei loro giochi, delle loro esplorazioni, marchiata col sigillo del proibito.
Questa presenza malefica non solo sfrutta i desideri più profondi, ma fa anche in modo di trattenere chi ci entra dentro il più a lungo possibile, e nel momento in cui si esce per tornare alla vita di tutti i giorni, la casa esercita in loro una forza che li spinge a tornare. E quando si è al suo interno la mente si annebbia, i sensi si anestetizzano e si prova uno stato di dolce euforia. Insomma, la casa equivale in tutto e per tutto a una droga. L’ho trovata una metafora interessante e anche un aspetto diverso rispetto a quello che si trova di solito nei romanzi horror.
Più resterai qui, più sarà reale per te […] Ben presto farai parte di questo mondo con me e non potrai più distinguerlo dal tuo.
Arrivo un po’ tardi visto che Halloween è già passato da un pezzo e in giro si pensa già al Natale, ma se siete ancora nello spirito autunnale e spettrale, La notte devastata è decisamente un libro da recuperare. Se amate Stephen King, Shirley Jackson e anche, perché no, Stranger Things, è sicuramente una storia che vi potrà piacere!
March 21, 2025
Très long à démarrer (140 pages de trop) mais quand ça décolle, ça fait frissonner ! Incroyable ambiance pesante pour ce roman horrifique.
(Si vous aimez Stephen King, foncez).
Par contre, ça n’a strictement rien à faire dans la collection NRF 🤷🏻♀️
(Si vous aimez Stephen King, foncez).
Par contre, ça n’a strictement rien à faire dans la collection NRF 🤷🏻♀️
September 20, 2025
C’était quoi ça ? 😱 God damn
J’ai choisi cette lecture après avoir écouter les recommandations littéraires de Mariana Mazza… elle avait tellement raison!! Complètement happée par ce récit horrifique! C’est vrai qu’il faut attendre au moins 140 pages avant qu’il ne se passe quelque chose mais ça vaut l’attente je vous le garantie! Assurément dans mes top 3 de l’année!
J’ai choisi cette lecture après avoir écouter les recommandations littéraires de Mariana Mazza… elle avait tellement raison!! Complètement happée par ce récit horrifique! C’est vrai qu’il faut attendre au moins 140 pages avant qu’il ne se passe quelque chose mais ça vaut l’attente je vous le garantie! Assurément dans mes top 3 de l’année!
April 1, 2026
Davvero un bel romanzo, scritto bene, con una bella atmosfera. Ci mette un po’ a ingranare perchè si prende tutto il tempo necessario a “spiegare” il background dei personaggi, cosa che magari può annoiare ma io ho apprezzato. È apertamente citazionista e derivativo di molti autori e film horror quindi anche soddisfacente per noi ragazzi anni ‘80 :).
September 21, 2026
3,5 estrellas
No hay nada que disfrute más que una pandilla de niños tipo perdedores que se enfrenta a un ente maligno, si tiene tintes ochenteros, todavía mejor... en este caso es un grupo de 5 adolescentes del mismo barrio e instituto que entran el la órbita de una casa abandonada de su urbanización y ya sabemos lo que hay en esos casos. La he estado disfrutando, me ha gustado el desarrollo de los personajes y sus familias y problemas al estilo de It, pero el último cuarto me ha dejado decepcionada...
No hay nada que disfrute más que una pandilla de niños tipo perdedores que se enfrenta a un ente maligno, si tiene tintes ochenteros, todavía mejor... en este caso es un grupo de 5 adolescentes del mismo barrio e instituto que entran el la órbita de una casa abandonada de su urbanización y ya sabemos lo que hay en esos casos. La he estado disfrutando, me ha gustado el desarrollo de los personajes y sus familias y problemas al estilo de It, pero el último cuarto me ha dejado decepcionada...
March 28, 2026
Amena y sin grandes sobresaltos. La novela maneja cinco personajes principales y, al querer darle a cada uno espacio para el protagonismo, tarda bastante en arrancar. Me ha parecido correcta, el pulso narrativo es muy bueno, pero su historia y su manejo del horror me ha parecido algo flojo. Me ha faltado algo de tensión. No me ha convencido la casa abandonada ni tampoco la estructura de la novela, que a veces se volvía algo repetitiva.
April 4, 2025
Terrifiant ! Imaginez la rencontre entre Nicolas Mathieu et Stephen King.
Un roman puissant horrifique dans lequel les peurs et les désirs enfouis prennent vie pour vous déposséder de votre substance.
Si le début prend son temps pour que l’on fasse connaissance avec les personnages et les lieux , la dernière partie nous plonge dans une terreur viscérale et fascinante.
Un roman puissant horrifique dans lequel les peurs et les désirs enfouis prennent vie pour vous déposséder de votre substance.
Si le début prend son temps pour que l’on fasse connaissance avec les personnages et les lieux , la dernière partie nous plonge dans une terreur viscérale et fascinante.
September 4, 2026
El libro que os voy a presentar hoy ha sido, sin lugar a dudas, una de mis mejores lecturas del año. Esta reseña va a ser algo larga, pero es que esta historia no se merece menos.
Cuando compré este libro en la librería, lo encontré en la zona de novela contemporánea, pero claramente debería estar en la sección de terror. Estamos ante una historia de auténtico horror sobre casas encantadas y la pérdida de la inocencia, que consigue reinventar por completo este magnífico subgénero que tanto nos hace disfrutar.
Su ritmo puede resultar algo lento al principio. A veces parece que el autor se entretiene con tramas que no aportan demasiado, pero eso no significa que no ocurran cosas. Todo lo contrario. La trama tiene un guion, va construyéndose poco a poco y los personajes tienen una enorme importancia para que luego todo tenga sentido. Así que tened paciencia. Os aseguro que lo que os espera entre estas páginas os costaría imaginarlo por vosotros mismos.
Porque La noche devastada va mucho más allá del terror.
El autor utiliza esa edad tan maravillosa en la que los niños dejan de serlo, experimentando cambios de todo tipo, y se sirve de toda esa explosión de pensamientos y deseos, junto con los sueños y una casa encantada, como herramientas para construir auténticas pesadillas. El resultado es una historia cargada de simbolismo y con una metáfora mucho más profunda de lo que puede parecer a simple vista. Y hay una idea que me ha fascinado especialmente: aquí los fantasmas son de carne y hueso.
Durante la lectura no he podido evitar encontrar ciertas vibes de Stranger Things —salvando muchísimo las distancias, por supuesto—. Vemos claramente influencias muy marcadas por las obras de Stephen King y también por el cine de terror en general. Sentimos constantemente esa sensación de misterio, sin entender demasiado qué es lo que ocurre en este pueblo. Unos adolescentes atraídos irremediablemente hacia un lugar que esconde algo terrible… Poco a poco, te ves completamente atrapado por la casa y por sus secretos. De la misma manera que ellos no pueden alejarse de ella, tú tampoco podrás dejar de pasar páginas.
Y tengo que decirlo: este libro me ha dado miedo de verdad 🫣
Hay escenas tremendamente explícitas, perturbadoras y desagradables que, en determinados momentos, llegan a sobrepasar ciertos límites y que podrían herir la sensibilidad de algunos lectores. Precisamente por eso, es uno de los aspectos que más he disfrutado de la novela. El autor no tiene miedo de llevar el horror hasta lugares realmente incómodos.
Y tenemos que hablar de esas últimas 100 páginas 🔥
Son una auténtica locura. Aquí es cuando el verdadero horror se desata. Vas a leer escenas realmente impactantes, siendo todas ellas una pesadilla constante en la que, cuando creemos que por fin hemos despertado, descubrimos que seguimos soñando. Y cuando pensamos que ahora sí hemos despertado… volvemos a caer en otra pesadilla.
Una y otra vez.
Me ha parecido un final absolutamente redondo, y tengo que reconocer que incluso las últimas palabras del posfacio consiguieron sorprenderme.
En un principio, pensaba recomendar esta novela especialmente a quienes quisieran iniciarse en el género del terror. Sin embargo, después de terminarla, ya no estoy tan seguro de hacerlo. Si vais a dar el paso, luego no digáis que no os avisé 👀
Para mí, una de las grandes sorpresas lectoras del año y una novela de terror que difícilmente voy a olvidar.
¿Todavía quieres la sinopsis del libro? Espero que ya no te haga falta, ¡LÁNZATE! 📖🖤
Cuando compré este libro en la librería, lo encontré en la zona de novela contemporánea, pero claramente debería estar en la sección de terror. Estamos ante una historia de auténtico horror sobre casas encantadas y la pérdida de la inocencia, que consigue reinventar por completo este magnífico subgénero que tanto nos hace disfrutar.
Su ritmo puede resultar algo lento al principio. A veces parece que el autor se entretiene con tramas que no aportan demasiado, pero eso no significa que no ocurran cosas. Todo lo contrario. La trama tiene un guion, va construyéndose poco a poco y los personajes tienen una enorme importancia para que luego todo tenga sentido. Así que tened paciencia. Os aseguro que lo que os espera entre estas páginas os costaría imaginarlo por vosotros mismos.
Porque La noche devastada va mucho más allá del terror.
El autor utiliza esa edad tan maravillosa en la que los niños dejan de serlo, experimentando cambios de todo tipo, y se sirve de toda esa explosión de pensamientos y deseos, junto con los sueños y una casa encantada, como herramientas para construir auténticas pesadillas. El resultado es una historia cargada de simbolismo y con una metáfora mucho más profunda de lo que puede parecer a simple vista. Y hay una idea que me ha fascinado especialmente: aquí los fantasmas son de carne y hueso.
Durante la lectura no he podido evitar encontrar ciertas vibes de Stranger Things —salvando muchísimo las distancias, por supuesto—. Vemos claramente influencias muy marcadas por las obras de Stephen King y también por el cine de terror en general. Sentimos constantemente esa sensación de misterio, sin entender demasiado qué es lo que ocurre en este pueblo. Unos adolescentes atraídos irremediablemente hacia un lugar que esconde algo terrible… Poco a poco, te ves completamente atrapado por la casa y por sus secretos. De la misma manera que ellos no pueden alejarse de ella, tú tampoco podrás dejar de pasar páginas.
Y tengo que decirlo: este libro me ha dado miedo de verdad 🫣
Hay escenas tremendamente explícitas, perturbadoras y desagradables que, en determinados momentos, llegan a sobrepasar ciertos límites y que podrían herir la sensibilidad de algunos lectores. Precisamente por eso, es uno de los aspectos que más he disfrutado de la novela. El autor no tiene miedo de llevar el horror hasta lugares realmente incómodos.
Y tenemos que hablar de esas últimas 100 páginas 🔥
Son una auténtica locura. Aquí es cuando el verdadero horror se desata. Vas a leer escenas realmente impactantes, siendo todas ellas una pesadilla constante en la que, cuando creemos que por fin hemos despertado, descubrimos que seguimos soñando. Y cuando pensamos que ahora sí hemos despertado… volvemos a caer en otra pesadilla.
Una y otra vez.
Me ha parecido un final absolutamente redondo, y tengo que reconocer que incluso las últimas palabras del posfacio consiguieron sorprenderme.
En un principio, pensaba recomendar esta novela especialmente a quienes quisieran iniciarse en el género del terror. Sin embargo, después de terminarla, ya no estoy tan seguro de hacerlo. Si vais a dar el paso, luego no digáis que no os avisé 👀
Para mí, una de las grandes sorpresas lectoras del año y una novela de terror que difícilmente voy a olvidar.
¿Todavía quieres la sinopsis del libro? Espero que ya no te haga falta, ¡LÁNZATE! 📖🖤
February 25, 2026
Habituellement, ce n’est pas mon genre de lecture, on est dans le roman d’horreur, très près de Ça de Stephen King, du cinéma d’horreur et des années 1990. La première partie est centrée sur les personnages, on apprend à les connaître et à connaître l’environnement dans lequel ils évoluent (et c’est finalement assez important pour le reste du récit).
L’auteur a une très belle plume (probablement ce qui m’a charmé le plus) qui se mélange bien au roman horrifique qu’il nous présente ici.
L’auteur a une très belle plume (probablement ce qui m’a charmé le plus) qui se mélange bien au roman horrifique qu’il nous présente ici.
June 9, 2026
Hubo un tiempo en que me hubiera entusiasmado esta historia y lo cierto es que no me ha desagradado pero a mí se podría decir que ha llegado unos años tarde.
December 6, 2025
Il romanzo parte con passo lento, soffermandosi sulla quotidianità e sulle dinamiche del gruppo di adolescenti al centro della storia. Questa introduzione potrebbe sembrare più estesa del necessario, ma permette anche di cogliere le tensioni e le fragilità che poi esploderanno nella seconda metà del libro, quando il racconto assume finalmente toni decisamente horror. Molto riusciti i riferimenti ai grandi del genere — nella postfazione vengono citati King, Koontz, Barker, Masterton, Straub e ovviamente Lovecraft — e in effetti l’atmosfera richiama proprio quell’immaginario cupo e perturbante. Meno convincente, invece, la componente erotica particolarmente esplicita: elementi che per alcuni lettori possono arricchire l’ambiguità del romanzo ma che, se cerchi un horror “puro”, rischiano di risultare fuori tono rispetto alle tue aspettative. La scelta dell’autore di non spiegare l’origine degli eventi è deliberata e coerente con un certo tipo di horror “cosmico”, dove l’incomprensibile rimane tale. Detto ciò, se preferisci finali che ricompongano ogni tassello, qui potresti sentire la mancanza di qualche risposta in più.
Recensione completa su Thriller Life: Link
Recensione completa su Thriller Life: Link
Read
June 8, 2026Somewhere in the afterword, Del Amo writes about growing up watching horror films on VHS and reading Stephen King. This is so me - minus the added experience of civil wars, international sanctions, and postsocialism - that I think I may have found my doppelgänger. La nuit ravagée is an assemblage of literary and visual intertexts that diffract into a novel composed of nothing but nostalgia. While it may seem to bring nothing new to the genre beyond (neon-coloured) vibes, to read it purely for genre reasons would be to miss its sheer delight in its own artifice. So much so, in fact, that it is better approached as a simulacrum than as anything original. But then again, what exactly is original in either genre fiction or the literary novel?
January 4, 2026
Come romanzo "di genere" (o si può evitare l'etichetta?) decisamente intrigante e dall'atmosfera piena di rimandi per chi ha vissuto gli anni novanta e la fascinazione per Stephen King. Sicuramente non è una novità l'utilizzo di un gruppo di adolescenti, la casa fatiscente, ma nel complesso Del Amo riesce a creare una narrazione convincente che omaggia il genere senza scadere nel ridicolo.
September 17, 2026
2'5/5★
•
cogí este libro con muchas ganas, me llamó mucho la atención la sinopsis. pero la verdad es que no ha sido lo que esperaba. no sé, me esperaba otra cosa cuando empecé a leerlo y en mi mente me imaginaba este libro diferente.
está súper bien escrito. eso me ha encantado. la narración ha sido maravillosa y me ha gustado mucho la manera en la que está escrito.
pero es verdad que no me ha convencido. se me ha hecho pesado la mayor parte del tiempo.
creo que es un libro que no ha sido para mí o quizá no ha sido el momento adecuado.
pero no he disfrutado de este libro.
•
cogí este libro con muchas ganas, me llamó mucho la atención la sinopsis. pero la verdad es que no ha sido lo que esperaba. no sé, me esperaba otra cosa cuando empecé a leerlo y en mi mente me imaginaba este libro diferente.
está súper bien escrito. eso me ha encantado. la narración ha sido maravillosa y me ha gustado mucho la manera en la que está escrito.
pero es verdad que no me ha convencido. se me ha hecho pesado la mayor parte del tiempo.
creo que es un libro que no ha sido para mí o quizá no ha sido el momento adecuado.
pero no he disfrutado de este libro.
March 22, 2026
Un romanzo omaggio agli anni ‘90, all’horror più classico dei film e dei romanzi fino a King, ma anche Ellis, Stranger things, romanzo di formazione e metaforico, ricco di simboli. Una lettura coinvolgente, 400 pagine che sembrano 50, un mondo in cui si entra e da cui si fa fatica a uscire. Una volta finito si ha nostalgia di questi ragazzi e di questa adrenalina che ci ha accompagnato. Non ci ha svelato una verità universale, non ha detto niente di nuovo, ma ha fatto esattamente quello che deve fare un libro: intrattenere, emozionare, coinvolgere, farti dimenticare tutto il resto.
Bellissimo, leggetelo.
Bellissimo, leggetelo.
June 6, 2026
Un "It" a la francesa. Correcta, pero casi siempre me ha faltado algo. Creo que habría sido mejor que los personajes interactuaran más entre sí. Se me queda algo fría y desangelada, pero se agradece el intento.
January 10, 2026
Fan de Stephen King, de films d’horreur des 90, de teen movies, des années 90, ce roman est fait pour vous.
June 21, 2025
4.5/5
Une grosse pensée pour Ça, Del Amo reconnaît qu'il s'agit d'un hommage, donc ça a manqué de surprise, mais des relations amicales que j'ai trouvé mieux faites et un personnage féminin bien mieux écrit. Tous les personnages sont d'ailleurs très attachants.
Jusqu'à la fin, il m'a manqué une surprise, mais sinon j'ai adoré.
Une grosse pensée pour Ça, Del Amo reconnaît qu'il s'agit d'un hommage, donc ça a manqué de surprise, mais des relations amicales que j'ai trouvé mieux faites et un personnage féminin bien mieux écrit. Tous les personnages sont d'ailleurs très attachants.
Jusqu'à la fin, il m'a manqué une surprise, mais sinon j'ai adoré.
November 3, 2025
4,5 stelle
un bellissimo romanzo sul più grande degli orrori: dover diventare adulti (in una cittadina di provincia negli anni 90)!!!
Perde qualche colpo sul finale, ma rimane una lettura trascinante!
un bellissimo romanzo sul più grande degli orrori: dover diventare adulti (in una cittadina di provincia negli anni 90)!!!
Perde qualche colpo sul finale, ma rimane una lettura trascinante!
March 28, 2026
Probabilmente tre é un po' scarso se penso a come le pagine si sono lasciate girare con facilità e la storia sia più che scorrevole.
Magari le aspettative erano un po' troppo alte visto il metro di comparazione con IT (si ok lo descrivono come omaggio ma mi sembra un modo un po' ruffiano per copiare idee non originali). Di questo riprende in primis il gruppo di ragazzi che si trova alle prese con il male, e in alcuni di loro anche le storie personali: vedi il ragazzo preso di mira dal bullo della scuola, la madre (su It era il padre ma vabbè) alcolizzata, il patrigno violento, etc etc. Il posto di riunione della banda qui sono delle serre dismesse ma nel complesso i rimandi sono molteplici e l'autore non li nasconde. Anzi, come spiega nella postfazione, si é rifatto anche a molti film horror degli anni 80/90, magari ai cultori del genere potrà piacere anche per questo.
Quello che mi ha fatto storcere il naso é la semplicità con cui certe situazioni vengono risolte, il finale un po' semplicistico, e (mi spiace ma King ci ha abituato ad alti livelli) la poca accuratezza nelle descrizioni dei vari personaggi che alle volte risultano tratteggiati grossolanamente.
Nel complesso resta un libro che offre un buon intrattenimento.
Magari le aspettative erano un po' troppo alte visto il metro di comparazione con IT (si ok lo descrivono come omaggio ma mi sembra un modo un po' ruffiano per copiare idee non originali). Di questo riprende in primis il gruppo di ragazzi che si trova alle prese con il male, e in alcuni di loro anche le storie personali: vedi il ragazzo preso di mira dal bullo della scuola, la madre (su It era il padre ma vabbè) alcolizzata, il patrigno violento, etc etc. Il posto di riunione della banda qui sono delle serre dismesse ma nel complesso i rimandi sono molteplici e l'autore non li nasconde. Anzi, come spiega nella postfazione, si é rifatto anche a molti film horror degli anni 80/90, magari ai cultori del genere potrà piacere anche per questo.
Quello che mi ha fatto storcere il naso é la semplicità con cui certe situazioni vengono risolte, il finale un po' semplicistico, e (mi spiace ma King ci ha abituato ad alti livelli) la poca accuratezza nelle descrizioni dei vari personaggi che alle volte risultano tratteggiati grossolanamente.
Nel complesso resta un libro che offre un buon intrattenimento.
August 3, 2025
heureusement que c'est bien écrit car je ne suis pas très sensible aux histoires de Revenants qui font "peur"
October 31, 2025
J’ai adoré l’ambiance bande d’ados des années 90. Un soupçon de Miroir du Rised, la fantaisie de Stranger Things, et bien sûr une tête pensante féminine : un très bon page turner.
December 28, 2025
Jean-Baptiste Del Amo est un auteur habituellement associé à la littérature blanche, dans le domaine de laquelle il a reçu de nombreux prix littéraires. Avec La nuit ravagée, paru chez Gallimard en mars 2025, il opère un virage totalement inattendu dans le registre de l'horreur et du fantastique. L’occasion pour moi d’une première rencontre avec cet écrivain, et je dois dire que cette incursion dans son univers a été une très agréable surprise.
Le récit nous emmène à Saint-Auch, petite bourgade imaginaire en périphérie de Toulouse, au début des années 1990. Au bout de l'impasse des Ormes se dresse une maison abandonnée qui exerce une sorte de fascination sur un groupe d'adolescents du quartier. Lorsqu'un élève de leur lycée meurt dans de terribles circonstances après y être entré, ils décident d'y pénétrer à leur tour, sans se douter de ce dans quoi ils mettent réellement les pieds. Un pitch classique, limite archétypal, mais c'est ce qui fait son charme : Del Amo assume pleinement ses influences.
L'auteur ne cache pas son admiration pour Stephen King et les films d'horreur qu'il regardait en VHS durant son adolescence. Cette filiation se ressent immédiatement à la lecture. On pense évidemment à Ça, de Stephen King, mais aussi à Stranger Things. Pourtant, Jean-Baptiste Del Amo ne tombe jamais dans la simple copie. Il s'approprie ces codes pour les mettre au service d'une histoire bien à lui, ancrée dans une France périurbaine qui évoque aussi bien les lotissements toulousains que les petites villes américaines de King.
Il explique en postface avoir grandi dans une campagne toulousaine à peine urbanisée, où une maison abandonnée intriguait sa bande d'amis. Cette dimension autobiographique affleure constamment dans le texte, lui conférant une authenticité qui ancre le fantastique dans une réalité palpable. Les références culturelles des années 90 pullulent et elles contribuent à recréer cette époque charnière où l'enfance bascule brutalement dans l'âge adulte.
L'un des points forts du roman réside dans son aspect profondément télévisuel. La construction comme le rythme rappellent ceux d’une série. L’auteur rend ici un vibrant hommage au genre horrifique, avec une intrigue plutôt bien ficelée. Il explore les rêves et les désillusions d'une époque, d'une génération et d'une classe sociale tout entière. La maison devient le catalyseur des angoisses de ces adolescents, le miroir de leurs traumatismes. Sans dévoiler trop de choses, disons que le roman joue habilement sur plusieurs tableaux : l'horreur surnaturelle, bien sûr, mais aussi les horreurs bien réelles du quotidien.
Les personnages constituent à la fois une force et une faiblesse relative du roman. Del Amo construit des adolescents attachants, chacun portant son lot de souffrances, de secrets de famille, de violences domestiques. Le problème, c'est qu'ils sont nombreux et que, par moments, on peut avoir tendance à les confondre un peu. Les prénoms se mélangent, les trajectoires se croisent, et il faut parfois quelques lignes pour se rappeler qui est qui. Cela dit, cette légère confusion n'entame pas le plaisir de lecture, et chaque personnage trouve finalement sa place dans le récit.
La nuit ravagée est un roman qui assume son statut d'hommage tout en trouvant sa propre voix. J'ai été conquise par cette plongée horrifique, ce mélange de nostalgie et de terreur, ce dialogue entre l'intime et le fantastique. Jean-Baptiste Del Amo prouve qu'on peut rendre un vibrant hommage à ses maîtres tout en écrivant une œuvre personnelle et prenante. Une belle découverte, donc, qui donne envie d'explorer le reste de sa bibliographie.
Le récit nous emmène à Saint-Auch, petite bourgade imaginaire en périphérie de Toulouse, au début des années 1990. Au bout de l'impasse des Ormes se dresse une maison abandonnée qui exerce une sorte de fascination sur un groupe d'adolescents du quartier. Lorsqu'un élève de leur lycée meurt dans de terribles circonstances après y être entré, ils décident d'y pénétrer à leur tour, sans se douter de ce dans quoi ils mettent réellement les pieds. Un pitch classique, limite archétypal, mais c'est ce qui fait son charme : Del Amo assume pleinement ses influences.
L'auteur ne cache pas son admiration pour Stephen King et les films d'horreur qu'il regardait en VHS durant son adolescence. Cette filiation se ressent immédiatement à la lecture. On pense évidemment à Ça, de Stephen King, mais aussi à Stranger Things. Pourtant, Jean-Baptiste Del Amo ne tombe jamais dans la simple copie. Il s'approprie ces codes pour les mettre au service d'une histoire bien à lui, ancrée dans une France périurbaine qui évoque aussi bien les lotissements toulousains que les petites villes américaines de King.
Il explique en postface avoir grandi dans une campagne toulousaine à peine urbanisée, où une maison abandonnée intriguait sa bande d'amis. Cette dimension autobiographique affleure constamment dans le texte, lui conférant une authenticité qui ancre le fantastique dans une réalité palpable. Les références culturelles des années 90 pullulent et elles contribuent à recréer cette époque charnière où l'enfance bascule brutalement dans l'âge adulte.
L'un des points forts du roman réside dans son aspect profondément télévisuel. La construction comme le rythme rappellent ceux d’une série. L’auteur rend ici un vibrant hommage au genre horrifique, avec une intrigue plutôt bien ficelée. Il explore les rêves et les désillusions d'une époque, d'une génération et d'une classe sociale tout entière. La maison devient le catalyseur des angoisses de ces adolescents, le miroir de leurs traumatismes. Sans dévoiler trop de choses, disons que le roman joue habilement sur plusieurs tableaux : l'horreur surnaturelle, bien sûr, mais aussi les horreurs bien réelles du quotidien.
Les personnages constituent à la fois une force et une faiblesse relative du roman. Del Amo construit des adolescents attachants, chacun portant son lot de souffrances, de secrets de famille, de violences domestiques. Le problème, c'est qu'ils sont nombreux et que, par moments, on peut avoir tendance à les confondre un peu. Les prénoms se mélangent, les trajectoires se croisent, et il faut parfois quelques lignes pour se rappeler qui est qui. Cela dit, cette légère confusion n'entame pas le plaisir de lecture, et chaque personnage trouve finalement sa place dans le récit.
La nuit ravagée est un roman qui assume son statut d'hommage tout en trouvant sa propre voix. J'ai été conquise par cette plongée horrifique, ce mélange de nostalgie et de terreur, ce dialogue entre l'intime et le fantastique. Jean-Baptiste Del Amo prouve qu'on peut rendre un vibrant hommage à ses maîtres tout en écrivant une œuvre personnelle et prenante. Une belle découverte, donc, qui donne envie d'explorer le reste de sa bibliographie.
June 14, 2025
Je connaissais Jean-Baptiste Del Amo de nom mais je n'avais pas encore découvert son oeuvre littéraire. Quand le podcast culturel L'esprit critique de Mediapart a évoqué son dernier roman en des termes élogieux et en me laissant penser que ses thématiques pourraient m'intéresser, j'ai été convaincu de m'y plonger.
Le récit se déroule dans les années 1990, dans un lotissement résidentiel d'une petite ville à une vingtaine de kilomètres de Toulouse. Une bande d'adolescents, quatre garçons et une fille, sont attirés par une maison abandonnée, au fond d'une impasse.
Hormis quelques lectures de romans de Stephen King quand j'étais adolescent, je n'ai jamais été franchement attiré par la littérature horrifique ou par le cinéma d'horreur. Je sais que c'est un genre qui est très fort pour évoquer les tourments de nos psychés et de notre sociétés, mais je n'ai jamais vraiment réussi à m'y intéresser de près. Ce roman me semble en tout cas un parfait exemple de ce que le genre horrifique peut aborder des sujets universels.
Nous avons ici affaire à cinq adolescents qui ont chacun des secrets, des difficultés dans leur vie intime ou familiale. L'un vient de perdre sa mère d'un cancer. Un autre découvre son attirance par les garçons. Un troisième s'entend très mal avec son beau-père qu'il méprise, et qui lui rend bien. Un autre est harcelé par un camarade plus âgé. Quant à la jeune fille, elle vient de déménager avec sa mère qui a fui un compagnon violent.
La maison hantée devient alors le théâtre de leurs tourments adolescents, de leurs craintes, de leurs fantasmes et de leurs espoirs. C'est probablement un récit classique, sans surprise pour les amateurs du genre, mais j'ai trouvé ça terriblement efficace.
Le récit se déroule dans les années 1990, dans un lotissement résidentiel d'une petite ville à une vingtaine de kilomètres de Toulouse. Une bande d'adolescents, quatre garçons et une fille, sont attirés par une maison abandonnée, au fond d'une impasse.
Hormis quelques lectures de romans de Stephen King quand j'étais adolescent, je n'ai jamais été franchement attiré par la littérature horrifique ou par le cinéma d'horreur. Je sais que c'est un genre qui est très fort pour évoquer les tourments de nos psychés et de notre sociétés, mais je n'ai jamais vraiment réussi à m'y intéresser de près. Ce roman me semble en tout cas un parfait exemple de ce que le genre horrifique peut aborder des sujets universels.
Nous avons ici affaire à cinq adolescents qui ont chacun des secrets, des difficultés dans leur vie intime ou familiale. L'un vient de perdre sa mère d'un cancer. Un autre découvre son attirance par les garçons. Un troisième s'entend très mal avec son beau-père qu'il méprise, et qui lui rend bien. Un autre est harcelé par un camarade plus âgé. Quant à la jeune fille, elle vient de déménager avec sa mère qui a fui un compagnon violent.
La maison hantée devient alors le théâtre de leurs tourments adolescents, de leurs craintes, de leurs fantasmes et de leurs espoirs. C'est probablement un récit classique, sans surprise pour les amateurs du genre, mais j'ai trouvé ça terriblement efficace.
April 6, 2025
Maintenant je sais que la littérature d'horreur ce n'est pas pour moi
May 6, 2025
3,5 étoiles.
J'ai eu PEUR je vais PAS DORMIR.
Un très bon livre qui a malheureusement des défauts. Mais j'ai trouvé l'histoire très fluide et prenante et il y a ici une grande maîtrise des codes de l'horreur, un peu trop à certains moments qui manquaient un peu d'originalité mais en vraiii ça fonctionne quand même bien ! Une fois que la machine est lancée, c'est action sur action et on n'a plus envie de décrocher le bouquin. On a cependant un début plus long, qui permet au lecteur de mieux connaître et apprécier les personnages et même si 150 pages c'est beaucoup pour se plonger dans le vif du sujet, ça m'a permis de vraiment m'attacher aux héros donc finalement ça me va.
PAR CONTRE c'est vraiment mon problème avec la littérature blanche même si celle-ci a des connotations horrifique, mais la vulgarité de l'écriture me donne envie de mourir. Pourtant l'auteur n'écrit vraiment pas mal, c'est fluide et prenant, mais par pitié j'ai trop la flemme de lire les mots bite, fesses, seins, etc. cinquante fois, ça me saoule !!
J'ai eu PEUR je vais PAS DORMIR.
Un très bon livre qui a malheureusement des défauts. Mais j'ai trouvé l'histoire très fluide et prenante et il y a ici une grande maîtrise des codes de l'horreur, un peu trop à certains moments qui manquaient un peu d'originalité mais en vraiii ça fonctionne quand même bien ! Une fois que la machine est lancée, c'est action sur action et on n'a plus envie de décrocher le bouquin. On a cependant un début plus long, qui permet au lecteur de mieux connaître et apprécier les personnages et même si 150 pages c'est beaucoup pour se plonger dans le vif du sujet, ça m'a permis de vraiment m'attacher aux héros donc finalement ça me va.
PAR CONTRE c'est vraiment mon problème avec la littérature blanche même si celle-ci a des connotations horrifique, mais la vulgarité de l'écriture me donne envie de mourir. Pourtant l'auteur n'écrit vraiment pas mal, c'est fluide et prenant, mais par pitié j'ai trop la flemme de lire les mots bite, fesses, seins, etc. cinquante fois, ça me saoule !!
January 3, 2026
3-3.5/5
In "La notte devastata", Jean-Baptiste Del Amo sembra smarrire quella potenza viscerale e genuina che aveva caratterizzato “Regno animale”. Il romanzo mi è sembrato un po’ troppo un esercizio di stile ipertrofico, dove la ricerca spasmodica dell'aggettivo raro e della metafora preziosa finisce per soffocare qualsiasi barlume di narrazione o di autentica emozione. La trama, che sarebbe di indubbio interesse (il contesto giovanile nella periferia francese degli anni ‘90), si dilunga eccessivamente e la prosa, pur formalmente ineccepibile nella sua eleganza tecnica, risulta fredda e distaccata, priva di quel sangue e di quella sporcizia che rendevano vividi i suoi mondi passati.
L'insistenza su temi cupi e atmosfere claustrofobiche non riesce mai a trasformarsi in una reale tensione drammatica.
Peccato.
In "La notte devastata", Jean-Baptiste Del Amo sembra smarrire quella potenza viscerale e genuina che aveva caratterizzato “Regno animale”. Il romanzo mi è sembrato un po’ troppo un esercizio di stile ipertrofico, dove la ricerca spasmodica dell'aggettivo raro e della metafora preziosa finisce per soffocare qualsiasi barlume di narrazione o di autentica emozione. La trama, che sarebbe di indubbio interesse (il contesto giovanile nella periferia francese degli anni ‘90), si dilunga eccessivamente e la prosa, pur formalmente ineccepibile nella sua eleganza tecnica, risulta fredda e distaccata, priva di quel sangue e di quella sporcizia che rendevano vividi i suoi mondi passati.
L'insistenza su temi cupi e atmosfere claustrofobiche non riesce mai a trasformarsi in una reale tensione drammatica.
Peccato.
June 1, 2025
Il était temps que Gallimard s’intéresse à la littérature horrifique. J’ai été happée par ce livre, même si le dernier tier m’a quand même pas mal fait penser à Stranger Things (ce qui, en soit, n’est pas une si mauvaise chose). J’ai trouvé que ça démarrait très très doucement, et j’ai mis du temps à me souvenir de qui était qui — Max, Alex et Tom sont des prénoms similaires selon moi. Dernier point : j’aurais aimé qu’on boucle la boucle de l’introduction.
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