Antonella Cilento è nata nel 1970 a Napoli dove vive e insegna scrittura creativa dal 1993. Nel 1998 è stata finalista del Premio Calvino e ha vinto il Premio Pier Vittorio Tondelli nel 1999.
Ha pubblicato per Guanda Una lunga notte (2002, Premio Fiesole 2002, Premio Viadana), Neronapoletano (2004), L’amore, quello vero (2005), Isole senza mare (2009) Asino chi legge (2010); ma anche: Il cielo capovolto (Avagliano, 2000), Non è il Paradiso (Sironi, 2003), Napoli sul mare luccica (Laterza, 2006), Nessun sogno finisce (Giannino Stoppani, 2007, Premio Giulitto 2008). Una lunga notte e Neronapoletano sono tradotti in Germania BTB Bertlesmann.
Numerosi suoi racconti sono in antologie statunitensi, francesi e olandesi, su quotidiani, settimanali e riviste cartacee e on line a partire dagli anni Ottanta.
Ha scritto testi per il teatro, fra cui "Itagliani!" con Margherita Di Rauso e ha collaborato con Teatro Cargo (Genova), e alcuni cortometraggi per Sandro Dionisio e Mario Martone. Collabora con Il Mattino, Corriere della Sera, Sole 24 Ore, Grazia, La Stampa TTL, L'Indice dei libri del mese. Ha fondato nel 1993 a Napoli il Laboratorio di Scrittura Creativa Lalineascritta (www.lalineascritta.it) e tiene corsi e stages di scrittura per allievi di ogni età tutto l'anno in tutt’Italia da 19 anni.
E' organizzatrice di eventi, convegni, rassegne, fra cui Strane Coppie, sei incontri per dodici classici italiani, francesi, spagnoli e tedeschi , manifestazione giunta al quarto anno di programmazione, in collaborazione con Instituto Cervantes, Goethe Institut e Institut Français de Naples Le Grenoble.
Libro che non ho capito 😳 Mi affascinava l’idea di leggere storie ambientate nel periodo di splendore di Ninive ma così di fatto non é stato. Buona parte del libro è suddivisa in macro storie. Si parte da Ninive nel VI secolo a.c. con la tragedia che colpisce Lillabi, moglie del dio-re Assurbanipal, che dopo averlo tradito, fugge insieme ad una bimba ( figlia del suo amante) che regge una lanterna. Assurbanipal si vendica uccidendo le loro tre figlie il suo amante. Dopo, la storia di sposta a Londra nel 1848 dove assistiamo alle vicende di un archeologo che fa delle importanti scoperte sulle città assire. Ci spostiamo a Napoli nel 1655 in cui in una città falcidiata dalla peste una maga misteriosa affascinera’un pittore. Ancora a Napoli 30 anni dopo dove un certo Sebastiano resta ritrova un disegno raffigurante una donna e una bambina con una lanterna. arriviamo agli anni 2000 dove Alice prova a mettere insieme i pezzi della storia della babilonese… un po’ come ho cercato di fare io per tutto il libro 😂 Idea bellissima, davvero. Ma tra salti temporali, personaggi e collegamenti un po’ nebulosi, mi sono sentita più persa che affascinata. Peccato, perché le premesse c’erano tutte