Soli e disperati, ma instancabilmente sorridenti. Violenti a parole, ma nei fatti disposti a combattere solo contro la cellulite. Capaci di slanci ma immobilizzati da media che ci istillano desideri impossibili e paure irrazionali. Occupati a inseguire le nostre ansie, dimentichiamo di curare le nostre anime e quando ci guardiamo attorno spesso il panorama umano del nostro tempo appare desolante. Persone trasformate in cose tra le cose, sotto un cielo ingombro di satelliti – l’orgoglio delle nostre scoperte scientifiche e tecnologiche – ma vuoto di senso. Un mondo tanto godereccio quanto incapace di vera felicità: perché non siamo più in grado di cogliere l’unicità della nostra vita come dono, come costruzione di un progetto che può migliorarci e migliorare il piccolo spicchio di mondo intorno a noi. C’è un rimedio a questo processo di sfacelo? Sì: fare silenzio, per ascoltare e osservare, per contemplare e meditare. Coltivare l’originalità dello sguardo e la meraviglia del cuore. Allenare la capacità di immaginare la bellezza, di riconoscerla e riprodurla, di condividerla. In queste pagine, Susanna Tamaro analizza la modernità con acume entomologico, senza fare sconti ai nostri vizi, alle nostre pigrizie, alle nostre colpevoli rimozioni. Ma offre, al contempo, un prezioso percorso sapienziale che porta al rinnovamento del cuore, alla comprensione dell’autentica libertà. Allora vedremo al di là del velo delle paure e degli egoismi da cui ci siamo lasciati condizionare, scoprendo come la felicità che cerchiamo affannosamente stia dentro di noi. E finalmente potremo afferrarla.
Susanna Tamaro is an Italian novelist. Her second novel Per voce sola (Just For One Voice) won the International PEN Award and was translated into several languages. Her novel Va' dove ti porta il cuore (Follow your Heart) was an international best seller.
«La via del cuore, ora più che mai, è la grande, forse unica via di ribellione che ci è concessa».
Un saggio disarmante, potente e destabilizzante. La prosa della Tamaro è unica, colma di delicatezza ma anche di fuore che non vuole limare le proprie parole: ci riscopriamo fragili. _ L'autrice parte da una premessa tagliente: l'uomo moderno è governato dalla dittatura della felicità, trasformata in mero possesso. Posso comprare questo e posso permettermi quello, lo posterò sui social. Quindi, DEVO essere felice, no? _ Ci muriamo in solitudini precoci e le riempiamo di un sottofondo che sfarfalla per cullarci. Erodiamo i sentimenti per una superficie linda e priva di imperfezioni. Ci stiamo spegnendo ma sempre connessi. _ Un'analisi profonda che sa ferirci, perché c'è un fondo di verità. L'autrice chiede qualcosa di semplice ma paradossalmente complesso: fermarci un attimo. Svuotare la mente dalla lista di cose da fare, doveri e aspettative che dobbiamo mantenere. Ascoltare noi, gli altri, il silenzio che silenzio non è, ciò che ci circonda, la bellezza della natura e la genuinità di un sorriso. Riscoprire la bellezza di essere vulnerabili, alla vita, ai disagi, ai sogni, a quell'amore che cerchiamo sempre di afferrare ma che poi ci lasciamo scivolare tra le dita alle prime avvisaglie di difficoltà. _ Si può anche non essere totalmente d’accordo con il punto di vista dell’autrice, ma va bene così. L’importante è capirne il fulcro, avvertire l'esigenza di approfondire gli spunti di riflessione. Di analizzare e conoscerci da un nuova prospettiva. _ E interrogarci, angustiarci di cose complesse che non dobbiamo mettere da parte e a cui cerchiamo risposte già preconfezionate. Il lettore è colpito da una serie di emozioni crude a cui non ha mai voluto dare molto peso. _ L'autrice ci scuce, piano ma inarrestabile. Ci educa a pazientare, a non rifuggire dal dolore, a costruire e decostruire. E ascoltare il cuore, che è la cosa più difficile ma anche la migliore che possiamo augurarci.
Con questo piccolo libro/saggio l’autrice compie un’azione catartica per sfogarsi, usando parole potenti e vivide immagini.La sensazione mentre si sta leggendo è di stare in una sala enorme ad ascoltare la voce della scrittrice che riesce ad attraversa il nostro essere. Ciò che colpisce particolarmente è come la Tamaro descriva la nostra epoca, con una fredda acutezza che ci trova del tutto disarmati. Ci manifesta la totale distrazione da ciò che veramente conta, siamo immobilizzati da paure e bramosie che non sono insite nell’essere umano. Ma il suo saggio non viene scritto per giudicare è piuttosto un invito a riprendere la giusta strada “la via del cuore” cercando con essa la vera felicità e la libertà. Ci viene mostrato con estrema nitidezza come ci perdiamo tra distrazioni, urgenze e cose futili dimenticando tutto ciò che conta davvero! Fermati, guardati intorno, ragiona con la tua testa, respira…vivi! Ma vivi davvero, godendo delle cose semplici! Datti tempo, concedi il tuo tempo ! Lo stile dell’autrice è sottile e sensibile, “gioca” in maniera eccelsa con le parole riuscendo a farci immergere completamente nel suo mondo. Non è questo un libro “facile” confesso che ho fatto un po’ fatica a leggerlo, credo che per prima cosa bisogna avvicinarsi alle sue pagine con molta predisposizione, non può esser letto con elementi di distrazione intorno. Lo stile l’ho trovato un po’ lento con mancanza di fluidità nelle pagine; punti di vista e riflessioni a volte non coinvolgono appieno il lettore. Alcuni passaggi sono un po’ ripetitivi e si trova difficoltà nell’andare avanti. Ciò nonostante nell’insieme ho apprezzato molto il libro. Il mio consiglio è sicuramente di leggere questo piccolo saggio, affinché sia una guida per chi non riesce più a trovare la sua via del cuore.
Con questo breve saggio l'autrice provoca il lettore esortandolo a rivedere la classifica dei bisogni "essenziali" che si é creato pensando di poter così raggiungere la felicità. Una lista spesso ottenuta seguendo gli input che suggeriscono la società e il marketing pubblicitario, che illudono sul grado di soddisfazione una volta raggiunti quei dati obbiettivi. Felicità dunque effimera, fatta di beni e "status" che non servono all'animo e non arricchiscono la mente né il cuore.