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Diciassette diverse possibilità di fallire
«Ogni romanzo contiene al suo interno un paio di modi di fallire, - osserva Julian Barnes nella sua prefazione a questo volume, - una raccolta di dodici racconti, invece, contiene altrettante diverse possibilità di fallire». In ciascuno dei diciassette racconti di questa selezione, provenienti dalle tre raccolte pubblicate da Julian Barnes e in gran parte inediti in Italia, questa eventualità è chiaramente scongiurata. Che metta in scena un Turgenev maturo e innamorato o un gruppo di amici che discutono del compianto piacere del fumo, il meglio della produzione breve di Julian Barnes sprigiona tutta la verve e la forza creativa di una delle penne piú eleganti del nostro tempo.
«Storie che commuovono e al tempo stesso sorprendono per la loro ingegnosità, che coinvolgono e al tempo stesso incantano per la loro raffinatezza».
Michiko Kakutani, «The New York Times»
Un nobile inglese sogna di esportare il gioco del cricket, e con esso un po' della cultura e dell'estetica britannica, in Francia. Ma la guerra, la distanza e la reciproca diffidenza permangono. A ricordare lo iato, il melone d' cosí dolce, cosí esotico, cosí alieno. Un grande compositore finlandese sceglie il silenzio come solo approdo possibile della vera musica. E mentre lavora indefessamente a un'Ottava sinfonia che non vedrà mai la luce, scruta il cielo per scorgere il volo muto delle gru e siede al «tavolo limone» dello storico Hotel Kämp, dove «è permesso - anzi, è d'obbligo - parlare di morte». Il responsabile della segheria di un villaggio svedese sa tutto sulla lavorazione del legname, la fabbrica dei laterizi locale e la grande miniera di rame di Falun, e ne racconta instancabilmente ai visitatori. Ma alla bella signora Lindwall dal mento sfuggente la storia di Mats Israelson non riesce proprio a raccontarla, e il rammarico lo seguirà per sempre. Provenienti dalle tre raccolte pubblicate da Julian Barnes, Cross Channel (Oltremanica, Einaudi 1997), The Lemon Table (2004) e Pulse (2011) - le ultime due inedite in Italia -, le diciassette storie qui riunite aprono scorci vividissimi su scenari disparati. Sotto lo sguardo dello scrittore può cadere la buffa e biliosa reazione di un melomane ai rumori prodotti dagli altri spettatori. Oppure l'onda lunga del dolore per la perdita di un coniuge, rifranta sui lidi irriconoscibili di un posto molto amato. A volte il suo mirino si concentra sulle intime meditazioni di grandi figure del passato, come Tolstoj e Turgenev. Altre volte la narrazione si apre a grandangolo ad accogliere la Storia circostante - le due Guerre e la presidenza Obama, il Tour de France e la manipolazione operata nell'ex Ddr. E a piú riprese è la storia famigliare ad attrarre la sua le relazioni che implodono e i genitori che passano il testimone. Con la consueta vis comica mescolata a un sottile senso del tragico, Julian Barnes lavora materiali vari e molteplici, avvalendosi di una raffinata sapienza letteraria. Diciassette diversi modi di incantare il lettore.
«Storie che commuovono e al tempo stesso sorprendono per la loro ingegnosità, che coinvolgono e al tempo stesso incantano per la loro raffinatezza».
Michiko Kakutani, «The New York Times»
Un nobile inglese sogna di esportare il gioco del cricket, e con esso un po' della cultura e dell'estetica britannica, in Francia. Ma la guerra, la distanza e la reciproca diffidenza permangono. A ricordare lo iato, il melone d' cosí dolce, cosí esotico, cosí alieno. Un grande compositore finlandese sceglie il silenzio come solo approdo possibile della vera musica. E mentre lavora indefessamente a un'Ottava sinfonia che non vedrà mai la luce, scruta il cielo per scorgere il volo muto delle gru e siede al «tavolo limone» dello storico Hotel Kämp, dove «è permesso - anzi, è d'obbligo - parlare di morte». Il responsabile della segheria di un villaggio svedese sa tutto sulla lavorazione del legname, la fabbrica dei laterizi locale e la grande miniera di rame di Falun, e ne racconta instancabilmente ai visitatori. Ma alla bella signora Lindwall dal mento sfuggente la storia di Mats Israelson non riesce proprio a raccontarla, e il rammarico lo seguirà per sempre. Provenienti dalle tre raccolte pubblicate da Julian Barnes, Cross Channel (Oltremanica, Einaudi 1997), The Lemon Table (2004) e Pulse (2011) - le ultime due inedite in Italia -, le diciassette storie qui riunite aprono scorci vividissimi su scenari disparati. Sotto lo sguardo dello scrittore può cadere la buffa e biliosa reazione di un melomane ai rumori prodotti dagli altri spettatori. Oppure l'onda lunga del dolore per la perdita di un coniuge, rifranta sui lidi irriconoscibili di un posto molto amato. A volte il suo mirino si concentra sulle intime meditazioni di grandi figure del passato, come Tolstoj e Turgenev. Altre volte la narrazione si apre a grandangolo ad accogliere la Storia circostante - le due Guerre e la presidenza Obama, il Tour de France e la manipolazione operata nell'ex Ddr. E a piú riprese è la storia famigliare ad attrarre la sua le relazioni che implodono e i genitori che passano il testimone. Con la consueta vis comica mescolata a un sottile senso del tragico, Julian Barnes lavora materiali vari e molteplici, avvalendosi di una raffinata sapienza letteraria. Diciassette diversi modi di incantare il lettore.
327 pages, Kindle Edition
Published October 14, 2025
About the author
Julian Barnes
148 books7,211 followersJulian Patrick Barnes is an English writer. He won the Man Booker Prize in 2011 with The Sense of an Ending, having been shortlisted three times previously with Flaubert's Parrot, England, England, and Arthur & George. Barnes has also written crime fiction under the pseudonym Dan Kavanagh (having married Pat Kavanagh). In addition to novels, Barnes has published collections of essays and short stories.
In 2004 he became a Commandeur of L'Ordre des Arts et des Lettres. His honours also include the Somerset Maugham Award and the Geoffrey Faber Memorial Prize. He was awarded the 2021 Jerusalem Prize.
In 2004 he became a Commandeur of L'Ordre des Arts et des Lettres. His honours also include the Somerset Maugham Award and the Geoffrey Faber Memorial Prize. He was awarded the 2021 Jerusalem Prize.
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Community Reviews
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
January 18, 2026
Diciassette racconti con poco in comune tranne l'autore. Il titolo secondo me è fuorviante, sembra indicare un filo conduttore che secondo me non esiste. L'unico filo conduttore che ho notato non è tanto il fallimento, sia che i personaggi abbiano attivamente tentato oppure che sia un semplice caso) è che tutti i personaggi, sia uomini che donne affrontano situazioni in cui si trovano spiazzati, non pronti alle circostanze.
Barnes conosce il suo mestiere e scrive bene, a volte un po' compiaciuto di sé ma non sempre e in genere è un difetto sopportabile.
A volte, leggendo alcuni racconti, ho avuto la sensazione di essere io la sbagliata, quella che non capiva il sottotesto, l'ambientazione o le semplici citazioni (quelli con protagonisti legati alla musica, per esempio) per ignoranza o disinteresse, forse solo per gap generazionale.
Ho resistito alla sensazione di noia e ho fatto bene perché i racconti che ho trovato più interessanti sono gli ultimi della raccolta, con una struttura più familiare dei precedenti, più dialoghi e meno descrizioni ambientali: uno o due racconti li ho trovati piccoli gioiellini come ad esempio il molestatore degli spettatori maleducati durante i concerti o l'uomo alle prese con i genitori malati.
Barnes conosce il suo mestiere e scrive bene, a volte un po' compiaciuto di sé ma non sempre e in genere è un difetto sopportabile.
A volte, leggendo alcuni racconti, ho avuto la sensazione di essere io la sbagliata, quella che non capiva il sottotesto, l'ambientazione o le semplici citazioni (quelli con protagonisti legati alla musica, per esempio) per ignoranza o disinteresse, forse solo per gap generazionale.
Ho resistito alla sensazione di noia e ho fatto bene perché i racconti che ho trovato più interessanti sono gli ultimi della raccolta, con una struttura più familiare dei precedenti, più dialoghi e meno descrizioni ambientali: uno o due racconti li ho trovati piccoli gioiellini come ad esempio il molestatore degli spettatori maleducati durante i concerti o l'uomo alle prese con i genitori malati.
sospesi
March 17, 2026Penso che lo abbandonerò, anche se mi spiace perché odio abbandonare i libri ma lo sto trovando noioso e onestamente inconcludente. Ecco perché devo continuare con la mia sana abitudine di comprare i libri solo dopo averli presi in prestito in biblioteca.
August 13, 2026
Il titolo è l'unica cosa bella di questo libro. Dai, forse un paio di personaggi e il modo in cui (non) affrontano la loro vita (il tizio che non riesce a seguire i concerti -per quanto sia folle la sua fissazione nel non essere infastidito- e la storia del ritrattista, direi in toto).
Mi aspettavo diciassette racconti durante i quali i personaggi cercassero di fare qualcosa ma non ci riuscissero. Invece ho trovato delle storie in cui il fallimento è presente dall'inizio alla fine (specialmente "d'amore"); storie in cui il fallimento è incomprensibile; storie in cui non c'è il fallimento(!) (quella del ritrattista); storie completamente inutili (non c'era una morale, uno scopo, una motivazione per scriverle e raccontarle, come a volte capita quando parli con qualcuno per passare il tempo in fila ad aspettare qualcosa); storie in cui degli elementi o il punto di vista di personaggi nuovi appaiono dal nulla, senza che possa esserci un qualche tipo di avvertimento (tradimenti, malanni, fallimenti ulteriori di storie d'amore); storie in cui tantissimi riferimenti sono retaggi di epoche passate (l'autore è del '49) che ormai non si studiano più; storie in cui i personaggi non si parlano e danno per scontate tantissime cose. Se non ci si parla, ovviamente andrà tutto in vacca, ma a quel punto non stai raccontando una storia interessante o della quale può importare qualcosa al lettore. I personaggi ci devono almeno provare, non accettare passivamente tutto e/o farsi dare la propria opinione su qualcosa dagli altri personaggi.
Non sono nemmeno deluso, sono disgustato da fatto che qualcuno abbia letto questi racconti e li abbia considerati pubblicabili in questa veste.
Mi aspettavo diciassette racconti durante i quali i personaggi cercassero di fare qualcosa ma non ci riuscissero. Invece ho trovato delle storie in cui il fallimento è presente dall'inizio alla fine (specialmente "d'amore"); storie in cui il fallimento è incomprensibile; storie in cui non c'è il fallimento(!) (quella del ritrattista); storie completamente inutili (non c'era una morale, uno scopo, una motivazione per scriverle e raccontarle, come a volte capita quando parli con qualcuno per passare il tempo in fila ad aspettare qualcosa); storie in cui degli elementi o il punto di vista di personaggi nuovi appaiono dal nulla, senza che possa esserci un qualche tipo di avvertimento (tradimenti, malanni, fallimenti ulteriori di storie d'amore); storie in cui tantissimi riferimenti sono retaggi di epoche passate (l'autore è del '49) che ormai non si studiano più; storie in cui i personaggi non si parlano e danno per scontate tantissime cose. Se non ci si parla, ovviamente andrà tutto in vacca, ma a quel punto non stai raccontando una storia interessante o della quale può importare qualcosa al lettore. I personaggi ci devono almeno provare, non accettare passivamente tutto e/o farsi dare la propria opinione su qualcosa dagli altri personaggi.
Non sono nemmeno deluso, sono disgustato da fatto che qualcuno abbia letto questi racconti e li abbia considerati pubblicabili in questa veste.
July 10, 2026
Primo capitolo stupendo poi è stata una discesa
Aspettative molto alte molto deluse
Aspettative molto alte molto deluse
April 1, 2026
Originale, elegante, triste, a volte ironico ma a tratti anche inconcludente e noioso.
17 racconti non facili da valutare ma non perché così diversi tra loro (lo stile è quello). A volte daresti 2/3 stelle max, perché le storie vanno a chiudersi in modo troppo piatto, malinconico e senza mai mostrare un senso o una ‘morale della favola’. Ma altre volte proprio l’assenza di questa direzione la trovi un punto di forza, perché così va il mondo: si hanno a storie d’amore, vite, esperienze che finiscono e non a tutto si riesce a dare una motivazione per essere accaduto.
17 racconti non facili da valutare ma non perché così diversi tra loro (lo stile è quello). A volte daresti 2/3 stelle max, perché le storie vanno a chiudersi in modo troppo piatto, malinconico e senza mai mostrare un senso o una ‘morale della favola’. Ma altre volte proprio l’assenza di questa direzione la trovi un punto di forza, perché così va il mondo: si hanno a storie d’amore, vite, esperienze che finiscono e non a tutto si riesce a dare una motivazione per essere accaduto.
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