Marx è morto, non solo all'anagrafe ma perché il capitale industriale è in dismissione. Però il comunismo è vivo, e si può nutrire del nuovo capitale digitale garantendo equità e libertà. Senza rivoluzioni (cioè spargimenti di sangue) ma con una capitalizzazione alternativa.
L'intera umanità produce dati, cioè valore potenziale, sul web. Però l'impero calante, gli Usa, garantisce la libertà, fosse pure quella di morire di fame, ma non ridistribuisce il valore, che rimane nelle mani di pochissimi. L'impero crescente, la Cina, lo ridistribuisce, ma - essendo uno Stato bolscevico di successo - limita la libertà. Per rimediare al declino americano, il presidente Trump vuole controllare le piattaforme, realizzando il capolavoro di una tirannide senza ridistribuzione. Esiste una quarta via? Certo, il comunismo digitale spiegato in questo libro. I tempi sono maturi, non aspettiamo che marciscano.
Maurizio Ferraris (Torino, 1956) è un filosofo e accademico italiano. Dal 1995 è professore ordinario di filosofia teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia (dal 2012 "Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione") dell'Università degli Studi di Torino. Ha studiato a Torino, Parigi (prendendo un diploma d'études approfondies con Jacques Derrida alla Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales), all'Università di Heidelberg e insegnato in importanti università europee. Dirige la Rivista di Estetica ed è nel comitato direttivo di Critique, del Círculo Hermenéutico editorial e di aut aut. Dal 1989 al 2010 ha collaborato al supplemento culturale de Il Sole 24 ORE; dal 2010 scrive per le pagine culturali de la Repubblica. È inoltre editorialista per la Neue Zürcher Zeitung. Dopo aver scritto e condotto Zettel - Filosofia in movimento per Rai Cultura, dal 2015 conduce Lo Stato dell'Arte su Rai 5, dedicato all'approfondimento di temi d'attualità, politica e cultura.