Cosa significa diventare madre oggi? Al tempo delle app e delle influencer. Al tempo delle esistenze scandite e controllate dal proprio cellulare e delle mille ansie indotte da chi dalle nostre ansie vuole trarre soltanto profitto. Al tempo in cui tutto, ma proprio tutto, punta a farti sentire inadeguata. Il viaggio di una donna verso la maternità nel nostro assurdo, inquietante e ridicolo presente tecnologico.
una scelta di libro veramente improbabile considerando quanto lontano è per me, ma credo per qualunque persona della mia età, l'argomento di cui parla. Tuttavia è un libro che rileggerei e consiglierei a chiunque, forse il fatto che sono temi così lontani da me ha dato al libro piu valore. Le mancanze del sistema sanitario, il sessismo e il razzismo di cui è caratterizzato, il modo in cui vediamo e parliamo delle disabilità fisiche e mentali sono solo pochi dei temi che tocca oltre a come la tecnologia ha cambiato la nostra società; dà un'idea ampia ma allo stesso tempo puntuale di quanto complicato è il mondo in cui viviamo, soprattutto quando si toccano situazioni e momenti così complessi come la gravidanza, la maternità e l'aborto.
«Un'altra vita» di Amanda Hess è una delle letture più forti e potenti e interessanti che abbia fatto negli ultimi tempi. Il sottotitolo del saggio è «Fare un figlio nell'era digitale». E in effetti si parla tantissimo di questo ossia di come sia cambiata la vita dell'autrice, che è una giornalista del New York Times Magazine, nel momento in cui ha deciso di avere e poi ha avuto un figlio - che nel libro viene chiamato Alma. Ma si parla anche di molto altro, ovviamente: del rapporto con la tecnologia e in particolare con le app e con i social media, di malattia e di come viene raccontata oggi nella conversazione online, e sicuramente della condizione femminile, in tutte le sue sfumature. Il saggio è veramente molto scorrevole e facile da leggere, ma come spesso accade con letture apparentemente easy, tutti i concetti sono da riprendere e poi riprendere ancora. Perché la totalità della lettura dipinge un quadro generale di pressione notevole sulle donne - ovviamente - ma anche su un modello di genitorialità che sta cambiando e cambierà ancora moltissimo, di pari passo con l'ingresso anche dei figli e delle figlie nell'online. Quest'altra vita, di fatto, è per forza di cose una onlife.
Mi è piaciuto molto il modo in cui alterna la sua esperienza intima a osservazioni più ampie su tecnologia e mondo online, mostrando quanto questi strumenti influenzino ciò che si sente e si prova durante la gravidanza. Pur essendo la maternità qualcosa di molto lontano da me, l'ho trovato davvero interessante proprio perché parla, in fondo, di come viviamo tutti dentro sistemi tecnologici che modellano le nostre emozioni. Una lettura personale ma anche profondamente culturale che fa riflettere ben oltre il tema della genitorialità.