“Io, da piccola, avevo paura dei maschi. Poi sono cresciuta e i maschi sono diventati il mio mondo, le mie appendici, i soggetti preferiti delle mie fotografie, il mio parco giochi, il mio orizzonte domestico, i miei interlocutori, i miei amori più grandi, la mia eredità, il mio baricentro e il mio confine, il trampolino da cui prendere il volo, la casa a cui tornare.
Questo libro è per noi che vorremmo capirli e non sempre ne siamo capaci. Per noi che vorremmo abbracciarli, picchiarli, tenerli stretti e tenerli lontani, sopportarli, amarli, compatirli, bandirli, ammirarli e disprezzarli.
Questo libro è per loro, esseri maschi – molteplici, diversi, unici –, che a volte mi fanno ancora paura, altre volte invece mi fanno ridere, arrabbiare, esasperare, intenerire, angosciare, dubitare, sperare.
Loro, che non sono figurine né macchine semplici, né mostri né perle. Non sono come li disegniamo o li guardiamo o li vogliamo. Sono molto di più, molto peggio e molto meglio. Sono quello che scelgono di essere.”
Un viaggio tra gli adolescenti di oggi, gli uomini di domani.
Un dialogo ininterrotto, aneddoti, storie, luci, ombre, un ponte tra generi diversi per capire e per capirsi. Perché solo conoscendosi si diventa grandi. Solo guardandosi ci si scopre simili.
Born in 1970, she is a financial journalist and lives in Milan with her husband and three children. In September 2006 she started her blog nonsolomamma.com which is consistently among the top 100 most followed blogs in Italy. Her first book "Nonsolomamma", also translated into German, was published in 2008 and was an immediate success, contributing to the debate on women juggling family life and a career. She has writing a column on the "D" weekly magazine of the daily boradsheet "Repubblica" since February 2010, entitled «Appunti & divagazioni di una (non solo) mamma» (Notes and musings of a (not only)mum. Her second book "Nonslolodue" was published by TEA in 2010.
Un libro agile ma pieno di delicatezza e voglia di comprendere. Le parole di Claudia De Lillo sono tenere, spesso buffe ma capaci di cogliere punti profondi. Una lettura piacevole.