Sono cresciuto a dispetto di tutto, di me stesso, contro me stesso, creandomi un doppio che ha bisogno di sfidare il mondo. Sempre. E quasi sempre viene sconfitto. Prende botte. Dal mondo. Ma la lotta più temuta è quella contro noi stessi, in cui viviamo accompagnati dai nostri fantasmi, danziamo con le nostre debolezze che fingiamo di non vedere. Ma perché lo sto raccontando in un libro? C'è chi sosterrà che è per i soldi, forse è vero, non m'importa, ma ha senso se anche solo una persona dopo averlo letto si sentirà meno sbagliata, imperfetta, fallita soltanto perché il mondo intorno urla che lo è: un fallito, un coglione, un nulla. Io non sono un buon esempio, forse sono il peggiore che esista, ma proprio per questo posso diventare il migliore degli esempi possibili. Esiste un momento in cui comprendiamo che il coraggio più grande non è la fuga, ma il guardarsi negli occhi. Smettere di ignorare quel vuoto assordante che smania per essere ascoltato perché è l'unico modo di esistere davvero. Non possiamo controllare ciò che accade intorno a noi, ma possiamo decidere come reagire a tutto questo. È la caduta, è il crollo, a costringerci a cercare un senso. A interrogarci, a cercare risposte, a ricostruire. Cadiamo per imparare a rialzarci. Cadiamo perché la vita non smetterà di riproporci la stessa lezione, finché non la faremo nostra.
Devo essere brutalmente onesta, e non è da me, ah Federì se non fosse uscito il caso Balocco, a quest’ora staremmo leggendo altro, tipo te che ami alla follia tua moglie dal tuo attico a CityLife. Vorrei anche la risposta della Ferry, così chiudiamo il cerchio ma dubito. Tre stelle perché, comunque, è scritto bene e scorre.
Uno stream of (un)consciousness senza filo logico, si salta di palo in frasca senza nessi logici. Finché se parla della vita pre-Ferragni lui è il bad boy, quello alternativo, quello che parlava, quello scomodo. Poi arriva la Ferragni, e allora comincia una serie di capitoli di tutto e il contrario di tutto (“Chiara era la certezza, ma volevo stare con l’altra”, poi passano 5 righe e lui dice “non volevo stare con lei”) Unico pregio che ha questo libro è la lunghezza, o forse dovrei dire la cortezza…
L’immagine di Fedez come un povero bambino di periferia bullizzato e bullo che poi “ce la fa” a entrare nel mondo luccicante dell’élite e mentre guarda dal suo attico dove è arrivato improvvisamente vede tutto crollargli addosso mi sembra ben rappresentata.
Lo stile non è nemmeno male (l’avrà scritto lui? io non credo), qualche frecciatina qua e là senza diventare mera provocazione fine a se stessa. Fa passare qualsiasi voglia di diventare famosi. Negli ultimi capitoli prende una strana piega parlando delle foglie di palma del destino e diventa tutto molto confuso.
Se non detestassi gli abbracci, verrebbe solo voglia di dargliene uno.
NON COMPRATE IL LIBRO SE SPERATE DI RICEVERE QUALCHE DETTAGLIO SUCCULENTO SUL PERCHÉ SIA FINITA CON LA FERRAGNI, PERCHÉ NON CE NE SONO.
Per gli altri interessati al resto, proseguo:
Credo che questo libro sia stato scritto davvero da Federico, non da Fedez. È crudo, è vero. E molto probabilmente ha anteposto il desiderio di catarsi al possibile fatturato che avrebbe ricavato dalla stesura di questo libro. E per questo, sono contenta per lui. Non è una persona semplice, non è una persona perfetta. Non riesco a definirlo una cattiva persona, anche se molte cose potrebbero portare a pensare questo. Penso sia una persona semplicemente danneggiata. Il perché non lo so. A tratti lo spiega nel libro, ma non fino in fondo. Probabilmente non vuole dirlo al mondo, ci sta. E in fondo, la depressione non ha neanche tanto a che fare con le esperienze di vita, quanto con degli squilibri neurochimici uniti ad una predisposizione genetica. E poi si, allo schifo che ti accade nella vita.
Mi ha colpito molto. Perché nel suo racconto ritrovo gli stessi meccanismi malati, gli stessi pensieri tossici, di una persona a cui tengo tantissimo e che soffre dello stesso male. E spesso durante la lettura ho pensato “glielo farei leggere, chissà che non possa aiutare anche lui a guardare in faccia il male, assorbirlo, goderselo quasi, e ricominciare”. Poi penso che mi riderebbe in faccia, e quindi niente, spero legga questa recensione in qualche modo.
Comunque sia. Gli do due stelle per due motivi: 1. Mi è sembrato proprio un vomitare pensieri uno dietro l’altro in maniera frammentaria. Forse era proprio questo il suo scopo, ma da lettrice mi faceva perdere il filo, a tratti mi irritava; 2. Non aggiunge molto di se rispetto a ciò che qualsiasi persona leggermente empatica e intelligente già ha capito da sola, se lo segue.
Però in ogni caso una cosa voglio dirla, e parlare al Federico persona come chiunque altro, non all’artista, come se potesse leggermi: ci vuole coraggio a scrivere tutto ciò che ha scritto. A criticarsi apertamente. A narrare fatti che sarebbe meglio non dire da personaggio pubblico. E, inoltre, a continuare comunque ad avere riguardo e delicatezza verso la madre dei suoi figli.
“Credo di aver imparato alcune cose. Non tante. Abbastanza però da farmi rendere conto che la vera difficoltà non è imparare, ma trattenere. Trattenere ciò che si è appreso, impedire che svanisca, che venga sostituito da quei meccanismi automatici, deprimenti, che regolano il pensiero da sempre. Per farlo, bisogna continuamente riattivare quella conoscenza nuova, tenerla in vita...”
Depressione, Sanremo, pensieri suicidi, psicofarmaci, matrimonio finito e cadute pubbliche, tra frustrazioni e vanità, leggere #fedez con una neonata in braccio non si può definire proprio una scelta “tradizionale” per la buonanotte, con castelli e principesse, ma probabilmente autentica. 🐰🍼🍭 Senza filtri, orpelli e, a tratti, un filo logico ma con coraggio. E sembra di sentire, di essere lì…
Nel cuore della notte, una ninna nanna a ripetizione, fisso il vuoto e ci rifletto… 🫣 Battito. Pupille nere. Mani sudate Quello stesso coraggio che ci spinge a cercare nella profondità dell’acqua le sfumature più vere della vita intorno a noi. Ansia, allucinazione collettiva, alienazione. La vulnerabilità si trasforma in forza. E non è da tutti…
mi aspettavo un libro un po' diverso, ma forse " chiedevo tanto" perché capisco che alcuni traumi/cicatrici non sono facili da comprendere, da spiegare e da scrivere. è umano e quindi lo giustifico dandogli 4 stelle
Fedez può piacere o non piacere ma non si può negare che sia una persona con la testa sulle spalle e che sappia stare al mondo.
posso essere d'accordo o meno con quello che dice, ma l' ho sempre apprezzato per il suo coraggio nell' andare contro tutto quando saliva sui palchi. anche io sono una che preferisce sapere dal giorno uno con chi ho a che fare piuttosto che scoprire piano piano che ho investito in persone che non sono allineate con me, con i miei principi e con i miei valori ma che all' inizio mi hanno mostrato una maschera.
il libro ha dei tratti confusi, sicuramente verso la fine, però ripeto, la nostra mentre è un universo che alle volte non è facile spiegare. capisco non sia stato facile scrivere quelle pagine
forza a tutti noi che continuano a lottare nonostante le cicatrici che ci portiamo addosso
boh l'ho letto perché aspettavo la replica delle qualifiche dalla F1 e non volevo spoilerarmi roba su internet. a me è piaciuto il modo in cui è scritto, si vede che è la sua mano, un viaggio confusionario nella sua testa. poi vabbè ha parlato di chiunque, io ho preferito la parte in cui parlava solo di se stesso (ma se ci fosse stato solo quello probabilmente non sarebbe stato poi così interessante e nessuno avrebbe avuto l'occasione di fare post su instragram estrapolando frasi prese a caso e spiattellandole in caps lock), ma lui quello è, quindi l'ho trovato coerente. non leggo libri di questo tipo di solito, quindi non so cosa dovrei giudicare, ero semplicemente curiosa e annoiata, poi vabbè ho sempre ammirato lui, prima di tutto come rapper e poi come persona (quella vera, non quella coi glitter della moglie).
crudo nudo profondo. fedez si fa conoscere per il ragazzo che è. che sia odiato o amato. parla di tutto. amore. litigi. malattie. delusioni. amanti. perché Federico non mente lui ama 2 donne. ama chiara la madre dei suoi figli. ama angelica il suo lato segreto. fedez non si pone limiti in questo breve racconto. bravo. non sottolineavo un libro da quando andavo a scuola. qui volevo e avevo bisogno di tenere segnato tutto quello che di sicuro leggero ancora e ancora.
Sono sempre stata interessata al personaggio di Fedez. Seguendo i suoi podcast e le varie interviste è proprio quello che mi aspettavo leggendo il libro, idee un pò confuse, un viaggio dentro la sua mente, dove racconta di alcuni retroscena della sua vita e della relazione con Chiara. Apprezzo l’onestà per cui ha trattato alcuni temi, l’ho trovato coerente con il suo personaggio.
Ho apprezzato la trasparenza e il modo diretto di scrivere, caratteristiche che contraddistinguono Fedez. Ho apprezzato molto anche l’approfondimento “politico”. Non mi aspettavo nulla di più e nulla di meno per il personaggio che è. Libro che si fa leggere e che ci permette di comprendere meglio i suoi punti di vista.
Mi aspettavo che in questo libro Fede entrasse nei dettagli di alcuni rapporti burrascosi (Fibra, Rovazzi, ovviamente Ferragni) ma credo che sia stato pensato più come un documento scritto in una notte insonne. Tre stelle perché mi è piaciuto il ritmo.
This book feels more like a collection of disconnected thoughts than a cohesive story. Although there are glimpses of honesty, the writing lacks depth and clarity, and the themes never fully develop. The book seems unsure of what it wants to be.
Un libro che fa molto riflettere, come in molte delle sue canzoni. Ti fa guardare dentro, accettare il fatto che essere diversi, aver voglia di stare da soli, ecc, non siano cose sbagliate se a te fanno stare bene, se per te sono la tua cura.
Ero curiosissima di iniziare questo volume data la mia ammirazione nei confronti di Fedez dal 2012. Ho seguito, oltre alla sua carriera musicale, il suo matrimonio con Chiara fin dagli esordi incluso la separazione e il divorzio. Di conseguenza volevo saperne di più per chiarirmi meglio le idee a riguardo. Nel leggere questo volume ( che ho divorato) ho capito sin da subito che non si sarebbe trattato solo di un mero racconto dei fatti per smentire o confermare le dicerie che si bisbigliavano sul web, me che fosse un racconto molto più profondo di così. La mia valutazione è stata una conseguenza anche di questo: una aspettativa mia che mi è stata pubblicizzata in un modo per poi essere diversa. I temi politici secondo me sono stati ben esposti, da un soggetto che comunque sa di cosa parla, ma di cui io personalmente non sono molto affine. In generale la prosa è ben esposta ed è stato un bel viaggio alla scoperta dei lati più nascosti e fragili di un mio idolo dell'adolescenza.