1992: il corpo di una giovane donna viene rinvenuto a pochi metri dalla strada che congiunge Porretta Terme, vitale paese dell'appennino bolognese, al borgo di Madognana. A trovarlo è un ragazzo durante una corsa nei boschi circostanti. Romeo, questo è il suo nome, è sconvolto e cerca subito rifugio e un aiuto nel vicino Grande Albergo delle luogo ricco di fascino, frequentato dall'alta borghesia della zona. Qui non può fare altro che affidarsi al poco socievole portiere, a un'ospite dal fare materno e ai carabinieri immediatamente accorsi. Forse, però, nessuno di loro sarà in grado di aiutarlo a dimenticare quello sguardo privo di vita. 2021: dei fasti di un tempo in Porretta non è rimasto più niente, anche il Grande Albergo ormai è il fantasma di se stesso. Le terme e i suoi altolocati ospiti sono un lontano e sbiadito ricordo. Romeo ora ha un bar tutto suo, una ex moglie, una figlia adolescente, e la sua corsa quotidiana che gli permette di ascoltare il suo corpo e la sua mente e di lasciarsi dietro tutto quello che sarebbe meglio dimenticare. Così la vita pare scorrere serena e senza troppi scossoni. A risvegliare un'antica inquietudine, forse mai del tutto sopita, conseguenza di quella drammatica notte, ci pensa l'arrivo di una lettera che il postino lascia in custodia a giunge dall'Australia e il destinatario è Olga, la ragazza trovata da lui senza vita quasi trent'anni prima. Il passato con tutte le sue luci e le moltissime ombre investe senza preavviso Romeo e lo porta a scavare tra i suoi i ricordi e tra quelli delle persone a lui più vicine. La verità che si delinea davanti ai suoi occhi è molto amara da il mondo degli adulti di un tempo lo ha sempre ingannato, su Olga, su ciò che accadeva nel Grande Albergo, persino sul suo nome di battesimo. Liberamente ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto, Christian Verardi ci conduce sull'appennino tosco-emiliano, in un luogo dove l'acqua e la memoria paiono essere una cosa sola.
la prima prova letteraria di un autore, perciò a mio parere apprezzabile a prescindere. Ho apprezzato la valorizzazione del territorio, dei luoghi e delle vie che chiaramente sono amate e profondamente conosciute da chi scrive. la storia e il fatto che sia ambientato in un paese decaduto rendono sicuramente intrigante la lettura, insomma lo spunto è buono. quello che potrei temere è che ci sia troppo dell'autore nel protagonista, su tutti l'amore dello sport e per Porretta: il prossimo libro su cosa sarà? ci sarà spazio per nuove personalità, nuove viste? avanti e coraggio, rimango in attesa di nuove creazioni
Romanzo d’esordio di Verardi, uno scrittore dalla prosa incantevole. Il romanzo è delicato, malgrado le tematiche trattate. Ideale per i lettori attenti e che non vogliano solo suspense: La memoria dell’acqua non è un inseguimento veloce, bensì il superamento di un trauma.
Al di là del giallo mi è piaciuto molto il sentimento genitoriale, che spunta ogni tanto in alcuni capitoli, ed è forte, tagliente per ogni lettore che sia anche genitore. Ma Verardi ti accarezza con la corsa della vita, che non si ferma a guardare dove sei rimasto. I figli crescono, le persone dimenticano, e una bugia dolce talvolta è più utile di una verità balorda.