Nella Parigi vibrante della Belle Époque, Camille Claudel osa dove nessuna ha osato prima: impugna lo scalpello, modella il marmo, sfida l'arte e la società. Giovane scultrice geniale in un mondo che considera la scultura troppo dura, troppo maschile, Camille è allieva e poi amante del celebre Auguste Rodin. Ma la passione, come l’ambizione, ha un prezzo. Troppo libera per essere accettata, troppo moderna per essere capita, finirà rinchiusa in manicomio, una scelta imposta più dalla sua famiglia che dalla malattia.
La sua è una vita di luci e ombre, di estasi creativa e solitudine. Un’esistenza votata all’arte e consumata dall’incomprensione. Per trent’anni rimarrà reclusa, dimenticata dalla famiglia e ignorata da un mondo che non era pronto ad ascoltarla. Il suo riconoscimento arriverà solo decenni dopo, quando ormai è troppo tardi.
Una donna che conoscevo come l’aiutante del pittore Rodin. Una donna forte, forse fin troppo per il suo tempo. Un’artista poco conosciuta con un enorme talento. Purtroppo la famiglia non era dalla sua parte e un ricovero in manicomio era più facile da gestire che aiutare veramente. Un talento che andrebbe conosciuto.
Camille Claudel è una scultrice, ama usare lo scalpello e trasformare in arte quello che ha sotto le mani. Camille vive nella Parigi della Belle Époque, un periodo raffinato ma ancora ingiusto, il suo talento, infatti, fatica a trovare spazio, soffocato dai pregiudizi che non sanno riconoscere il genio di una donna, da una società che la vorrebbe sposata e impegnata a occuparsi della casa. Come dice il titolo, Camille è troppo libera!
Queste pagine ci restituiscono il ritratto intenso di una donna con le idee chiare, che non scende a compromessi. Lei sceglie la strada più difficile, quella della libertà e dell’arte, pagandone ogni conseguenza.
Un ruolo importante nella vita di Camille è svolto da Auguste Rodin, prima suo maestro e poi amante. La loro è una storia fatta di passione, conflitto e ombre. Viene analizzato con cura anche il rapporto con la famiglia e, soprattutto con il fratello Paul.
Questo graphic novel è un viaggio emotivo dentro la storia artistica e umana di una donna spesso dimenticata, ma che ha aperto la strada a tante altre artiste.
Le immagini e il testo si fondono in modo armonioso, restituendo tutta la forza, la passione e la determinazione di Camille. E poi ci sono le tavole mute, capaci di trasmettere senza parole il dolore e la solitudine che hanno accompagnato la sua vita.
TROPPO LIBERA L’arte, l’amore, la lotta di Camille Claudel di Assia Petricelli e Sergio Riccardi. Un bellissimo e interessante fumetto a colori, un graphic novel che ci racconta la vita intensa e dolorosa di una delle scultrici francesi di fine Ottocento. Da 14 anni <3 https://ilmondodichri.com/troppo-libera/
Non conoscevo l’artista Camille Claudel, ma dopo aver letto questa graphic novel ho dovuto immediatamente andare a scoprire di più su di lei. L’ennesima donna nascosta nei meandri della storia solo perché donna. Non è un personaggio semplice da amare, ma non si può che apprezzare per la sua determinazione e forza di volontà. La fine della sua storia mi ha toccato particolarmente, una ferita che rimarrà per sempre aperta.
Due promesse Userò questa graphic novel per il progetto che tengo in biblioteca con le scuole superiori Questa estate a Parigi verrò a vedere le tue sculture.
This entire review has been hidden because of spoilers.
La parte grafica è bellissima, alcune scene escono dalle tavole e le ho trovate coinvolgenti. Il testo, assolutamente no, non mi ha coinvolto anzi delle volte ha ottenuto l’effetto contrario..
Fav. Quotes: - Ma il mio desiderio è rimanere una donna libera.