Sicilia, 1953: quattro diciottenni si allontanano dal collegio con il desiderio di vivere un’avventura. Marco guida gli amici alla villa disabitata dello zio in mezzo a un bosco, luogo avvolto dal fascino di una leggenda su un tesoro nascoso e delle erbe magiche. Al loro arrivo, la villa e il bosco sembrano luoghi fatati ma inquietanti. Grida, rumori e passi disturbano le loro notti; strane presenze e una vegetazione insolitamente fitta rendono pericolose le loro giornate. L’arrivo di nuovi ospiti scombinerà l’amicizia dei ragazzi, fino a portarli a sospettare l’uno dell’altro mentre la leggenda diventa sempre più reale e li costringe a un viaggio diverso da quello che avevano progettato. Chi sono gli eccentrici ospiti comparsi in casa dal nulla? Esiste davvero il tesoro della leggenda? E soprattutto riusciranno i ragazzi a uscire indenni dal bosco?
Un'esplorazione da brividi. Quattro ragazzi collegiali approfittano di qualche giorno di festa scolastica per avventurarsi in un bosco con l'intento di esplorare la casa dello zio di uno dei ragazzi che aveva le chiavi e cercare l'oro e le erbe magiche di cui conosceva l'esistenza. Dopo ore di cammino arrivano alla grande casa abbandonata che perlustrano e organizzano un'altra esplorazione in un'altra costruzione non lontano da lì. Al rientro sentono voci umane e bestiame provenire dalla casa dello zio.
La lettura di questo libro è stata molto avvincente per una buona parte, poi, a mio avviso, si è persa un po' tra le ripetizioni tipo Blair Witch Project e il giorno della marmotta dove lo stesso giorno si ripete all'infinito. La lettura in lingua siciliana l'ho trovata semplice in quanto ho avuto la nonna materna siciliana e parlava esclusivamente la sua lingua. Questo luogo mi piacerebbe esplorarlo senza, però, tutti gli intoppi descritti nel libro necessari per una buona stesura. Lo consiglio a tutti gli amanti dei luoghi abbandonati.