Ha seguito l’amore oltre il mare. È stata abbandonata. Ora deve scegliere chi diventare. Ariadne di Creta non è più una principessa. Dopo aver aiutato Teseo a fuggire dal Labirinto, ha rinunciato a tutto per lui — solo per essere tradita e lasciata sola sull’isola di Nasso. Senza più titoli né protezioni, sopravvive cacciando nei boschi sotto la guida della dea Artemide. Ma il suo destino prende una svolta inaspettata quando sulle spiagge di Nasso sbarca Dioniso, dio dell’Estasi, del vino e della follia. Bello, sfacciato e pericolosamente irresistibile. Tra loro scoppia da subito una tensione incandescente. Dioniso la reclama per il suo tiaso: una corte errante di menadi e satiri che vivono senza freni, celebrando piaceri e libertà. Ma Ariadne non è una donna qualunque. Cresciuta nell’onore e nella disciplina, e legata da una promessa di purezza alla dea della Caccia, lotta contro il desiderio che quel dio peccaminoso fa nascere in lei. In un viaggio tra estasi e dolore, tra piacere e potere, Ariadne dovrà decidere se rompere le catene della sua vecchia vita e diventare Signora del Labirinto… o se soccombere a un amore che potrebbe consumarla del tutto. Un retelling mitologico sensuale e potente, tra divinità capricciose, passione bruciante e la rinascita di una donna che rifiuta di essere vittima del proprio mito.
“Pian piano, l’amore sbocciava nei loro cuori, così diversi per natura, eppure del tutto uguali, alle luci di un’alba che profumava di brezza marina.”
(spoiler leggeri, perlopiù allusivi)
Ariadne, principessa di Creta e figlia di Minosse, ha osato reclamare la libertà per se stessa e ora sente di doverne pagare il prezzo. Il romanzo si apre con un’evocativa descrizione delle spiagge di Nasso, dove Ariadne deve ricominciare dopo aver tradito la sua famiglia ed essere a stata a sua volta tradita da Teseo. Passa le giornate a cacciare e ad aiutare la gente dell’isola, razionando i pochi averi a sua disposizione e venerando la dea Artemide.
La sua vita cambia completamente quando il dio del piacere e del vino sbarca su quelle terre per diffondervi il suo culto: Dioniso è immediatamente attratto dalla fanciulla e capisce ben presto di volerla accogliere nel suo tiaso. Il romanzo esplora l’evoluzione del rapporto fra il dio e Ariadne, avvalendosi di descrizioni sinestetiche e una penna dolce e scorrevole, sensuale ma mai volgare, sicura nella sua direzione e travolgente. Trovo che ci sia stata anche una buona cura nell’editing, dettaglio che apprezzo e sottolineo sempre quando degno di nota. Un ulteriore plauso all’autrice per il modo in cui ha saputo descrivere emozioni e reazioni dei personaggi in maniera realistica e mai eccessivamente “drammatica”, sebbene sia facile cadere in errori simili, soprattutto in romanzi di questo genere che richiedono un certo tono nei modi e nei dialoghi.
Essendo basata sul famoso mito di Arianna, Teseo e il Minotauro, la storia presenta molti elementi già noti e ispirati alla cultura e alla mitologia greche: a tal proposito, un primo appunto positivo voglio destinarlo all’apparato di note dell’autrice che fornisce descrizioni, significati e contesti di alcuni elementi presenti all’interno della narrazione, molto utile per chi è estraneo agli argomenti ma anche per chi ha semplicemente bisogno di rinfrescarsi la memoria. Com’è giusto che sia in un retelling, però, sono stati fatti molti adattamenti e revisioni, sia a livello particolare che nella trama in generale, a cui voglio dedicare maggiore spazio in questa recensione. Cercherò di seguire un ordine più o meno sensato, senza perdere il filo del discorso (Ahah. Il filo. Capita?).
Innanzitutto, ho apprezzato tanto la caratterizzazione di Ariadne, dalle sue risposte sincere - e a tratti squisitamente sfacciate - alla lucida consapevolezza della sua capacità di scegliere per se stessa, una degna riscrittura in chiave femminista del personaggio originale. Ben delineato anche il binomio di sentimenti contrastanti verso la propria famiglia: da un lato i sensi di colpa e la vergogna, dall’altro i ricordi teneri dell’infanzia (esempio: quando Asterione era solo un “cucciolo” e non ancora costretto fra le mura del Labirinto; è evidente il conflitto in Ariadne fra la tenerezza di chi condivide il sangue con il Minotauro, l’orrore verso la sua forma mostruosa, e il rimorso per il suo tradimento). Infine, bellissima è l’evoluzione della principessa, soprattutto in qualità di forte guida divina verso la libertà e la luce, particolarmente per la sfera femminile. Un’eroina padrona del suo destino, e non ridotta a un oggetto alla mercé degli uomini - divini o umani - che incontra lungo il suo cammino. Il tiaso diventa a tutti gli effetti una famiglia per lei, che pian piano impara ad appropriarsi e a godere delle gioie della vita. Nota extra di apprezzamento per il riferimento (doveroso) alla costellazione della Corona Boreale, simbolo del dono di Dioniso ad Ariadne; questo dettaglio mi è sempre piaciuto moltissimo (e adoro scrutare il cielo di tanto in tanto per cercarla).
E qui veniamo alla controparte figlia dell’Olimpo, ovvero Dioniso. Mi è piaciuta la scelta di rappresentarne i lati più gioiosi e positivi, pur non trascurando i fardelli che anche lui, nonostante le sue doti sovrumane, si porta dietro. Andando avanti con la storia, più il rapporto con Ariadne si approfondisce, più emergono le vulnerabilità del dio, così come le sue imperfezioni e i suoi lati più oscuri e vendicativi. In tal senso, ho trovato molto piacevole l’adattamento di tutti gli dei, ai quali sono state conferite anche delle caratteristiche innegabilmente proprie dei mortali: ciò contribuisce a renderli “imperfetti”, meno freddi e temibili, senza però far venire meno quell’autorità che spinge gli umani a venerarli e a rispettarli (vedere il timore di Ariadne la prima volta che incontra Artemide, ma anche lo stesso Dioniso quando deve confrontarsi con Ade, Zeus, o Era). A tal proposito, è stato bello vedere Ariadne che affronta il passaggio da umana a divinità senza diventare una forza della natura nell’immediato, ma gradualmente, anche soffrendo.
Molto rilevanti, seppur meno approfonditi, anche i riferimenti alla storia di Fedra, Teseo e, particolarmente, il personaggio di Ippolito, di cui ho adorato la caratterizzazione. Un buon esempio di figure ben riuscite, nonostante lo spazio limitato a loro disposizione.
Una particolare sequenza del romanzo, che porta il lettore a visitare l’Oltretomba assieme ai protagonisti, è diventata a mani basse una delle mie parti preferite, in quanto contribuisce, fra le varie cose, ad aggiungere maggiore scopo al personaggio di Dioniso oltre l’amore che lo lega ad Ariadne. Ho amato anche i riferimenti alla storia di Ade e Persefone, da quelli più espliciti a quelli nascosti nei piccoli dettagli, come ad esempio: “Se suo marito [Dioniso] era una calda sera d’estate, lui [Ade] era una fredda notte d’inverno” che mi ha inevitabilmente ricordato il racconto mitologico sull’origine dell’alternarsi delle stagioni. Ho amato anche altri piccoli dettagli come la canzone di Orfeo (avevo capito immediatamente che fosse la sua, non appena è stata menzionata la melodia che si udisce all’ingresso del regno di Ade). Un’altra cosa specifica che accade nell’Ade (circa 84% del romanzo) e che riguarda Ariadne e Dioniso mi è piaciuta da impazzire, perché l’ho trovata un perfetto esempio di come in questo contesto le disgrazie umane siano spesso il frutto di futili capricci degli dei, i quali credono di poter ottenere tutto ciò che vogliono con poche conseguenze.
Per concludere, più in generale: il libro è travolgente, la lettura veloce e scorrevole anche nei punti in cui vengono predilette l’introspezione e l’evoluzione dei personaggi. Quanto alla risoluzione finale, l’ho trovata forse un po’ “semplice”, ma comunque calzante; del resto, questa storia vuole essere più un crogiolarsi nel piacere che nella sofferenza. I momenti positivi superano quelli di difficoltà, e va bene così: vale la pena lasciarsi trasportare dall’Estasi di Ariadne e Dioniso, dalla luce e dalla passione, cullati dalle onde del mare e coperti di stelle.
Chi non ha mai sentito parlare della storia di Teseo e della Principessa Ariadne? E del temibile Minotauro?
Queste tre figure sono tutte interconnesse dal fato, e c'è chi ha vinto e chi è stato sconfitto, e chi - attraverso l'inganno - ha perso la speranza negli uomini...
Ariadne di Cnosso non è altro che una fanciulla devota ad Artemide, ormai, e vuole continuare a vivere isolata sull'isola di Nasso. La sua quieta viene disturbata dal Dio dell'Estasi, Dioniso, e la sua corte che vogliono portare nuovi fedeli a pregare per lui. Questa sarà l'occasione sia per la Principessa che per il Divino di avvicinarsi e contemplare le loro anime e, chissà, andare all'avventura verso nuovi posti da convertire.
Dopo la serie su Apollo, sempre edita Triskell, ho davvero apprezzato questa storia. Non è la solita: loro due si vedono, e si innamorano. No, Ariadne è troppo provata dal passato per non andare coi piedi di piombo, e Dioniso lo sa, lo percepisce. Ma la fiducia, pian piano, viene guadagnata e ci sarà un'evoluzione abbastanza celere - non ho percepito troppo tempo tra un evento importante e un altro catartico - che darà la possibilità alla ragazza di chiudere un grosso portone, e di aprire un nuovo capitolo della sua vita, tra estasi, amore e fiducia con il Dio del vino✨
Un romanzo da leggere almeno una volta se vi piacciono la mitologia e i retelling😍
Mai titolo fu più azzeccato, perché è esattamente "estasi" ciò che provo dopo aver letto quest'opera scritta da Arianna Poratti. Chiunque abbia una conoscenza, anche minima, del mito greco ricorderà certamente Dioniso (meglio noto come il Dio degli eccessi, sempre circondato da fauni e menadi pronti a bere la bevanda a lui sacra, ovvero vino) e Arianna (Principessa di Creta, figlia di Pasifae e Minosse, nonché complice di Teseo per averlo aiutato nella sua impresa contro il Minotauro). Dopo questi accenni sono certa che vi siete ricordati perfettamente di entrambi, ed è qui che entra in gioco la splendida penna di Arianna Poratti... Ariadne si trova sull'isola di Nasso, dopo essere stata abbandonata da colui che credeva essere il suo più grande amore, Teseo. Sola, in una terra a lei sconosciuta e cicondata da un popolo a cui lei non appartiene, trova conforto nella caccia e nella preghiera verso la dea Artemide, alla quale è devota. Presto giunge sulla stessa isola il divino Dioniso, pronto a diffondere il suo culto e a farsi conoscere in tutta la Grecia per far ergere templi in suo onore e rendere i mortali più disinibiti al piacere carnale. Quando i suoi occhi si posano su Ariadne, però, tutto cessa di esistere e l'unica cosa che è davvero importante per lui è scoprire cosa celano gli occhi azzurri della splendida ragazza dalla battuta sagace, che desidera solo essere libera. Ma, come anticipato, Ariadne ha fatto la sua scelta chiedendo protezione alla dea della verginità e purezza, Artemide. Riuscirà la nostra protagonista a compiere una scelta saggia ascoltando il proprio cuore e istinto, oppure lascerà che i ricordi del passato la rendano schiava di una vita oramai lontana? Ci sono altre migliaia di cose che vorrei dirvi riguardo questo meraviglioso capolavoro, ma per ovvie ragioni mi dovrò fermare qui riguardo la sinassi. Da grande appassionata e amante della mitologia greca sono ormai diventata negli anni piuttosto pignola ed esigente nel voler leggere storie uniche, che al tempo stesso non cambino totalmente il mito originario. Inoltre, data anche la grande diffusione recentemente di ritelling mitologici, sono sempre anche piuttosto restìa a leggere nuovi scritti che riprendono sì il mito, ma per stravolgerlo completamente con diversi elementi che non gli appartengono, a partire spesso dal/dalla protagonista. Perciò la mia gioia è stata incontenibile quando, già mesi fa durante il primo annuncio da parte della Triskell Edizioni di questa pubblicazione, ho ben presto capito che non sarebbe stato questo il caso. Difatti, avrei anche potuto richiedere questo titolo a occhi chiusi, senza nemmeno dare una sbirciata alla sinossi. Naturalmente, ho poi ceduto alla curiosità, che è diventata immensa insieme alla voglia di leggere il romanzo dopo averne letto la trama. Ho purtroppo dovuto aspettare un po' di tempo prima di potermici dedicare completamente, proprio perché essendo un argomento a me caro, nonché interessante e coinvolgente a livello storico e mitologico, ho voluto concentrare le mie energie per gustarlo in un momento in cui la mente era sgombera. Decisamente, scelta azzeccata direi. Sin dalle primissime pagine la penna dell'autrice, che conosco per la prima volta con questo volume, si è rivelata accattivante e coinvolgente, dallo stile intenso e ricco, a tratti poetico, con descrizioni delicate e pensieri profondi che portano a riflettere. In un istante sono stata trascinata al fianco di Ariadne prima e Dioniso dopo, a vivere come spettatrice ogni loro esperienza e avventura nel corso della loro esistenza. Lo stile narrativo invoglia a proseguire capitolo dopo capitolo per scoprire cosa ci riservano Dioniso e Ariadne, di cui mi sono innamorata follemente, così come di Lemfos e degli altri animali che compaiono qui e là a dare quel tocco di spensieratezza tanto meritata. I due protagonisti sono letteralmente anime gemelle, che si incastrano alla perfezione come un puzzle. La dolcezza e il romanticismo impregnano queste pagine con una delicatezza unica, in un crescendo di sensualità e passione che ho trovato incantevoli senza mai cadere nel volgare. Sia Ariadne che Dioniso sono ben caratterizzati, impossibile non farsi ammaliare dal loro essere; sono entrati nel mio cuore in un battito di ciglia. Anche i personaggi secondari che circondano la coppia mi sono piaciuti tanto, a partire da alcuni membri della corte di Dioniso, sino alle divinità che ci deliziano della loro saggezza. (Eccetto te, Era, vorrei poter dire che è stato un piacere, ma non riesco proprio a mentire.) La mia felicità ha poi raggiunto la cima nel ritrovare la mia coppia preferita in assoluto, Ade e Persefone: una vera e propria coccola. Tornando a ciò che ho percepito nel corso della lettura di Estasi, si tratta di bellissime emoziono e sensazioni che mi hanno travolto come un fiume in piena. Il tema della libertà, così come dell'indipendenza femminile in un mondo governato dal maschilismo e dalla rigida educazione che insegna alle fanciulle ad onorare prima il padre e poi il marito, Ariadne è una vera e propria luce che ha molto da insegnare ancora oggi. Con questo romanzo d'amore a cottura lenta l'autrice ha saputo dare nuova vita a un racconto della mitologia greca che viene tramandato da secoli, con una freschezza e una vitalità nuovi e inequiparabili. Di questo va un plauso da parte mia ad Arianna per questo eccellente risultato raggiunto. Ammetto di essere in trepidante attesa di scoprire quale sarà la sua prossima opera, perché di certo non è una penna che lascerò indietro. A parer mio Estasi è sicuramente uno dei Romance F/M di mitologia greca più belli ed emozionanti che abbia avuto l'onore e il piacere di scoprire dopo parecchio tempo. Va diritto fra i romanzi migliori di questo 2025. Se avete voglia di una storia d'amore pura e viscerale, unica e travolgente, che fa parte del mito greco, non potete perdervi per nessuna ragione al mondo Estasi. Il dio degli Eccessi e la Signora del Labirinto. Consigliato, senza ombra di dubbio.
Per me sono 5 stelle, ma se potessi darei tutte le stelle luminose che risplendono nel cielo notturno.
Recensione a cura di apareveliumsbooks su Instagram
“Dioniso indicò in alto, verso i puntini luminosi che adornavano il cielo come pietre preziose. Si soffermò su una piccola costellazione che Ariadne non conosceva, a forma di arco, simile a un sottile diadema. Il fatto che Dioniso le avesse indicato proprio quella la fece sorridere.”
Estasi - La signora del labirinto e il dio degli eccessi di Arianna Poratti
💫La libertà ha il sapore del vino, che scorre prosperoso nelle vene e fa pulsare il cuore a un ritmo eccessivo. Ma non è l'amore verso un uomo a rendere libere, bensì l'amore verso se stesse e il continuo riscoprirsi. Arianna lo sa bene. Dopo essere stata abbandonata da Teseo e dover fare i conti con il rimorso, Arianna è in cerca di redenzione e libertà nei pressi di Nasso, luogo in cui si affida alla guida della dea della caccia, Artemide. Per un caso circuito organizzato dal fato, Arianna incontra per la prima volta Dioniso, dio dell’Estasi, degli Eccessi, dell’Ebbrezza e della Linfa Vitale. Più veloce della luce, Amore schiocca la sua freccia, accendendo la scintilla, e una curiosità sensuale, fra i due. E ciò che Amore unisce, nessuno divide. 💫In un gioco di opposti, il filo si unisce in un groviglio che si protrae all'infinito, si evolve e matura, in un amore puro e sensuale, pieno di devozione e libertà, senza però annullare né Dioniso né Arianna in un rapporto senza uscita. L'amore non è univoco, tossico o manipolatorio. 💫Arianna e Dioniso sono la rappresentazione perfetta della completezza imperfetta: nonostante le caratteristiche opposte dei due, riescono a creare un legame che va oltre le contraddizioni e le dissimilarità. Riescono a unire i pezzi mancati, crescere e amarsi incondizionatamente facendo collidere i due mondi all'apparenza così lontani tra loro. In punta di piedi e con una lentezza tipica degli slow burn, i nostri protagonisti crescono e si evolvono insieme risolvendo vecchi conflitti, sensi di colpa e perdite. È un gioco di cooperazione tipico dell'amore più puro e maturo che ci possa essere. 💫Arianna ha conquistato tanto nella sua vita e ha perso altrettanto, ma è la guida perfetta per chi, come lei, è un po' smarrita e deve trovare ancora la sua strada. Insegna a non arrendersi, ad essere forti, libere e indipendenti ad ogni costo e in qualsiasi caso.
💫Con il cuore in mano, consegno a voi questa recensione (e questo libro). È un libro con una narrazione lenta, tipica degli slow burn, ma con un'attenzione ai dettagli veramente elevata. Retelling del mito greco, gli elementi greci sono ben presenti e implementati, che siano descrizioni, scelte lessicali e atmosfere.
💫Inizialmente mi era pesata un po' la lentezza del romanzo, ma andando avanti con la lettura è stata così piacevole da passare in secondo piano. Onestamente, questo libro mi è piaciuto così tanto da valutarlo con un 4.5/5 ⭐ pienissimo.
💫Porterò per sempre con me gli insegnamenti di ogni singolo personaggio e spero che sarà così anche per voi! 💛
🏛 "Estasi: La Signora del Labirinto e il dio degli Eccessi" by Arianna Poratti 🏛
Questo per me non è stato un semplice libro, non è stata una semplice storia tra un semidio che ama l'estasi, la follia e il vino, e una principessa che è stata abbandonata sull'isola di Nasso a tradimento e che, con forza e grinta, ha dovuto ricostruirsi una vita.
No, questa è una storia che mostra quanto l'amore dovrebbe essere libertà, rispetto, cura, protezione e accoglienza.
Ariadne di Cnosso è stata abbandonata sull'isola di Nasso da colui che le aveva promesso la libertà, ma che invece l'ha solo illusa. Ariadne, seppur voltando pagina e aiutando le persone che abitano quel luogo, si sente ancora in colpa per ciò che è successo a suo fratello Asterione, il Minotauro. Ariadne sopravvive e si sente sola ora che non ha la protezione di nessuno, ma si sffida alla dea Artemide, le fa voto di castità e caccia per i boschi. Una sera vede una nave approdare sulla spiaggia di Nasso e non sa che sta per incontrare colui che le farà provare davvero cosa significhi la libertà.
Dioniso, figlio di Zeus e della mortale Semele, è il dio dell'Estasi, di quello che in qualche modo sembra proibito. In qualunque luogo arrivi, l'attenzione è calamitata su di lui, perché Dioniso emana un'energia senza freni, un'energia che scombussola ma che fa sentire un calore e una protezione come nessun altro è capace di trasmettere. Questo è quello che prova Ariadne quando lo incontra, non prima di essersi presa un bello spavento con Lémfos, la femmina di leopardo che Dioniso ha come animale domestico. Ma forse anche l'incantevole semidio sente quel qualcosa che non ha mai provato con nessuno, che lo spinge ad accogliere Ariadne non solo nel suo tiaso, ma anche come quella persona da avere accanto, della quale custodire il cuore e donarle il suo.
Questo libro è stato un viaggio meraviglioso da Nasso ad Argo, per poi conoscere Casa di Vite, Palazzo d'oro e fare un giro nell'Oltretomba, senza mai fare a meno di quei sentimenti così profondi e veri che Dioniso e Ariadne provano l'uno per l'altra, senza fare a meno delle altre sfumature di questi protagonisti: perché Ariadne non è semplicemente una principessa abbandonata, ma è determinazione, disciplina, perdono, forza, purezza; Dioniso non è solo estasi, follia, piacere, vibrazioni (che devo dire: molto hot😏), ma è anche fragilità, accortezza, cura, sensibilità e generosità.
La scrittura di Arianna (che ringrazio tantissimo per aver sopportato i miei scleri per tuutto il libro) è poesia pura: dalle descrizioni dei luoghi, dei sentimenti ai personaggi, facendomi amare talmente tanto questo libro che magari un giorno lo rileggerò. Dioniso e Ariadne mi rimarranno per sempre nel cuore così come li ho lasciati: "𝒊𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒊, 𝒍'𝒖𝒏𝒐 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍'𝒂𝒍𝒕𝒓𝒂, 𝒍𝒆𝒊 𝒍𝒖𝒄𝒆 𝒆 𝒍𝒖𝒊 𝒑𝒂𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆, 𝒑𝒆𝒓 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆."
RECENSIONE SCRITTA PER IL BLOG DI LIBRI E SOGNALIBRI:
“Erano indivisibili, l’uno parte dell’altra, lei luce e lui passione. Per sempre.”
La penna di Arianna Poratti ha un dono, quello di creare una magia all'interno di una poesia. Perché il romanzo che ha scritto non e' soltanto una semplice rivisitazione di un mito greco, e' un'opera ricca ed elegante, intrisa di luoghi incantati e atmosfere suggestive, il tutto reso ancora più affascinante da uno stile raffinato che sembra giungere da un’epoca lontana. Come nella leggenda greca, Ariadne di Cnosso, e' la principessa dell'isola di Creta, figlia del re Minosse e sorella del mostruoso minotauro. E purtroppo e' la principale responsabile della morte di quell’orrenda creatura, avendo aiutato Teseo (l'uomo di cui si e' innamorata e da cui e' stata poi tradita) a trovare la strada per scappare dal labirinto, dopo aver ucciso il minotauro. Ora Ariadne vive da sola nell'isola di Nasso, logorata dai sensi di colpa nei confronti di suo fratello, ma finalmente libera dalle catene che le impedivano di vivere come voleva. La sua solitudine tuttavia e' destinata a durare poco perché un giorno, sull’isola di Nasso, approda Dioniso, dio del piacere e dell'ebbrezza, con tutta la sua stravagante e passionale corte di satiri e baccanti. Dioniso e' subito attratto da Ariadne, non solo per la sua bellezza, ma anche per la sua indole fiera e determinata, per la sua forza e il suo onore. E per il fatto che resistere così a lungo alle emozioni e agli istinti che un dio come lui scatena e' davvero una rarità. E' per questo che Dioniso propone alla fanciulla di unirsi al suo tiaso nel viaggio attraverso le isole del Mar Egeo, donandole una libertà che Ariadne non ha mai conosciuto, lontana da ogni vincolo e da qualsiasi forma di pudore… col rischio di lasciarsi sopraffare dalla lussuria e legarsi per sempre a lui, con i sensi e con il cuore. Ma ne varrà la pena, perché Ariadne conquisterà una vittoria ben più grande, diventando l’unico vero amore di Dioniso e una guida luminosa per tutte le donne mortali che aspirano all'indipendenza e alla libertà di inseguire i propri sogni. Care lettrici, l’unico motivo per cui ho dato a questo libro un voto di quattro stelline anziché cinque consiste nella staticità che caratterizza l'intero romanzo, il cui ritmo scorre lento e soave, senza eventi particolari o risvolti inaspettati, ad eccezione forse della piega improvvisa che prende la storia nella sua parte finale. La scrittrice infatti predilige intenzionalmente descrizioni evocative di leggende, di luoghi incantati, di divinità dell'Olimpo e di sentimenti potenti, permeando il tutto sempre e comunque di una dolcissima sensualità.
La penna di Arianna Poratti ha un dono, quello di creare una magia all’interno di una poesia. Perché il romanzo che ha scritto non e’ soltanto una semplice rivisitazione di un mito greco, e’ un’opera ricca ed elegante, intrisa di luoghi incantati e atmosfere suggestive, il tutto reso ancora più affascinante da uno stile raffinato che sembra giungere da un’epoca lontana. Come nella leggenda greca, Ariadne di Cnosso, e’ la principessa dell’isola di Creta, figlia del re Minosse e sorella del mostruoso minotauro. E purtroppo e’ la principale responsabile della morte di quell’orrenda creatura, avendo aiutato Teseo (l’uomo di cui si e’ innamorata e da cui e’ stata poi tradita) a trovare la strada per scappare dal labirinto, dopo aver ucciso il minotauro. Ora Ariadne vive da sola nell’isola di Nasso, logorata dai sensi di colpa nei confronti di suo fratello, ma finalmente libera dalle catene che le impedivano di vivere come voleva. La sua solitudine, tuttavia, e’ destinata a durare poco perché un giorno, sull’isola di Nasso, approda Dioniso, dio del piacere e dell’ebbrezza, con tutta la sua stravagante e passionale corte di satiri e baccanti. Dioniso e’ subito attratto da Ariadne, non solo per la sua bellezza, ma anche per la sua indole fiera e determinata, per la sua forza e il suo onore. E per il fatto che, resistere così a lungo alle emozioni e agli istinti che un dio come lui scatena, e’ davvero una rarità. E’ per questo che Dioniso propone alla fanciulla di unirsi al suo tiaso nel viaggio attraverso le isole del Mar Egeo, donandole una libertà che Ariadne non ha mai conosciuto, lontana da ogni vincolo e da qualsiasi forma di pudore… col rischio di lasciarsi sopraffare dalla lussuria e legarsi per sempre a lui, con i sensi e con il cuore. Ma ne varrà la pena, perché Ariadne conquisterà una vittoria ben più grande, diventando l’unico vero amore di Dioniso e una guida luminosa per tutte le donne mortali che aspirano all'indipendenza e alla libertà di inseguire i propri sogni. Care lettrici, l’unico motivo per cui ho dato a questo libro un voto di quattro stelline anziché cinque consiste nella staticità che caratterizza l'intero romanzo, il cui ritmo scorre lento e soave, senza eventi particolari o risvolti inaspettati, ad eccezione, forse, della piega improvvisa che prende la storia nella sua parte finale. La scrittrice, infatti, predilige intenzionalmente descrizioni evocative di leggende, di luoghi incantati, di divinità dell'Olimpo e di sentimenti potenti, permeando il tutto sempre e comunque di una dolcissima sensualità.
Luminoso come una stella, focoso come una stella, straordinario come una stella. Questo è 'Estasi'.
Siamo qui riuniti per celebrarne l'uscita: oggi, 7 novembre, 'Estasi' contribuisce alla bellezza del firmamento, unendosi a esso, accrescendo la vastità dei libri da scoprire. Ringraziare la sua autrice è la prima cosa che posso fare, gentile nei gesti, nella penna - spesso anche ardente, non sia mai! -, e nel cuore.
La Poratti dona luce nuova a questa meravigliosa storia, tramandata e arricchita di secolo in secolo; di fatti, le conferisce una patina lucente, nuova, con un occhio che nella vicenda non vi trova solo una spiegazione, ma anche un abbraccio per il cuore. Ariadne sente l'influsso di sua madre in ogni risata, in ogni riflessione, in ogni presa di coraggio: Arianna Poratti si ridà voce con una protagonista senza tempo, senza freni, senza se e senza ma, sua omonima per nome e per animo, inconfondibile per la purezza.
Ma in questo romanzo il puro si contrappone all'impuro, il casto all'erotico, l'ebbrezza alla disperazione. Un guazzabuglio di contrari, scissi ma uniti, inseparabili e incongiungibili. Una delle bellezze di questo libro penso risieda proprio in ciò, nella capacità dell'autrice di rendere il racconto un flusso di sensualità travolgente, estasiante, e talvolta anche accecante. È qui che trovo la straordinarietà dell'amore di Ariadne e Dioniso, così potente da sembrare universale, e allo stesso tempo così intimo. 'Estasi' mi ha conquistato in questa maniera, fra i suoi tralci di vite, tra i suoi folli baccanali, fra i baci di Ariadne e Dioniso.
Eppure non hanno influito solo gli elementi principali: gli scorci di Fedra, di Ippolito, dell'Olimpo - la cui visione in realtà non mi ha conquistata, ma la mitologia greca è bella perché è varia e fluida.
✨ Dire che questo è 'Estasi' mi sembra in realtà riduttivo, ma affermare che questo romanzo sia estasi pura non è certo un errore. Lo leggerete?
Estasi è il retelling della storia di Arianna di Cnosso (sì, quella del filo!) e Dioniso. Avete letto bene, proprio il Dio del vino. si, Teseo l'ha abbandonata a Nasso - ma di cosa ci stupiamo, ah gli uomini! Infatti, chi mastica miti, sa che in realtà è il dio che salva Arianna. (come se avesse bisogno di essere salvata dall'isola!)
Devo dire che la lettura non mi è dispiaciuta per niente. È stato qualcosa di fresco e finalmente non un altra storia su Ade e Persefone (che ammettiamolo, hanno stancato) e rileggere in un'altra chiave questo mito è stato interessante. Soprattutto conoscere meglio Arianna e Dioniso (e altri personaggi) e il rapporto tra di loro. La cosa che a me piace personalmente è quando gli dei vengono rappresentati umani e qui Arianna fa un ottimo lavoro, perché si vedono i sentimenti sia di gioia, che di rabbia e dolore, di Dioniso.
Ho trovato la parte romantica tra i due assolutamente realistica e i momenti che condividevano carini (forse mi è partito qualche awww). Si prendono il loro tempo per conoscersi (cosa che ho apprezzato al posto della solita fretta) per creare un crescendo di emozioni.
Solo due cose mi hanno lasciato perplessa: il cambio del punto di vista (che rimane sempre in terza persona) tra i vari personaggi anche nello stesso paragrafo e la linea parallela di Fedra che in questo libro non ho ritenuto particolarmente importante ma più come informazioni date al lettore di conoscenza sulla sua storia.
Detto questo, consiglio il libro soprattutto per chi ama i libri mitologici, ma anche le storie d'amore, perché si sa che Arianna e Dioniso sono una delle coppie più celebri e fedeli della mitologia.
Un libro molto bello, un viaggio verso la ricerca e la presa della propria libertà e di chi si vuole veramente essere, una storia d'amore dolce e passionale. Un retelling che non da spazio all'azione ma da spazio alla leggerezza, alla voglia di ricominciare, i personaggi sono profondi e trasmettono tutte le loro emozioni, ho adorato Ariadne e tutto il suo arco narrativo, così come l'evoluzione del rapporto con Dioniso, ho apprezzato i personaggi secondari delle menadi e nonostante sia un libro breve hanno tutti la loro caratterizzazione e danno la loro impronta al romanzo, anche se compaiono per poco. Vi consiglio questo libro se avete voglia di immergervi in una storia con poca azione e fatta di viaggi interiori alla scoperta della propria libertà.