Giò Coppola ha cinquant’anni, per lavoro legge delle poco affidabili previsioni meteo e ha una vita sentimentale che assomiglia a una giostra. Ma la vera rivoluzione arriva quando l’ex moglie parte per lavorare un anno all’estero e lui si ritrova, dopo tanto tempo, a vivere con suo Duccio, nove anni, un concentrato di domande scomode e innocente saggezza. Con lui, Giò ha sempre avuto un rapporto che definisce minimalista, ma adesso, tra risvegli caotici, pranzi improvvisati e compiti di matematica che sfidano la logica, scopre il bello – e il difficile – di essere un padre a tempo pieno. Ma non è solo, intorno a lui si muove un cast di personaggi straordinari e sua madre, sempre pronta a dispensare consigli non richiesti, e il padre, che parla poco ma, quando lo fa, lascia il segno. La sorella minore Lulù, con due matrimoni falliti alle spalle e un adolescente da crescere, che si è rifugiata in casa con la sua gatta Mafalda, amante dei talent show. E poi c’è Paco Meraviglia, l’amico di sempre, ottimista irriducibile e padre modello, innamorato della vita e delle persone, in perpetua ricerca dell’amore puro ed eterno, convinto che i genitori compiano gesti eroici ogni giorno.
Ti telefono stasera è l’ironico e tenero racconto di una famiglia attualissima – con le sue complicazioni, il caos e l’invincibile voglia di far prevalere la fantasia – e di un rapporto tra padre e figlio di cui Lorenzo Marone illumina con sguardo partecipe fragilità e slanci temerari, paure e desideri. E attraverso la bellezza dell’imperfezione restituisce un nuovo, profondo significato all’essere padre oggi.
Perché, forse, crescere un figlio è la più grande avventura di tutte.
forse vivere è questo, un gesto ogni tanto, che ferma il tempo, un istante di affetto, un pomeriggio che nessuno racconterà, ma che resta inciso da qualche parte.
Lorenzo Marone è uno scrittore italiano. Laureato in Giurisprudenza, ha esercitato per quasi dieci anni la professione di avvocato. Ha pubblicato La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015), La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016), Magari domani resto (Feltrinelli, 2017), Un ragazzo normale, uscito sempre (Feltrinelli, 2018). A novembre del 2018 è uscita per Feltrinelli la raccolta Cara Napoli, che racchiude gli articoli pubblicati dal 2015 su La Repubblica Napoli e che è giunto alla seconda ristampa. Nel 2019 ha pubblicato, ancora per Feltrinelli, Tutto sarà perfetto.
TI TELEFONO STASERA di Lorenzo Marone. Un romanzo straordinario che racconta il rapporto speciale tra un padre e suo figlio, indagato con delicatezza e attenzione, mettendo in evidenza fragilità, momenti di coraggio, paure e desideri profondi. <3 https://ilmondodichri.com/ti-telefono...
“Ti prometto che proverò a lasciarti andare, a tempo debito, un po’ per volta, senza stringerti troppo forte, senza trattenerti con le paure che ho imparato. E, soprattutto, ti prometto che ci sarò. Non sempre come vorrei, non sempre come meriteresti, ma ci sarò. A modo mio, con tutto me stesso.”
Lorenzo Marone è in libreria con “Ti telefono stasera”, un romanzo ironico e commovente che esplora le dinamiche familiari contemporanee attraverso la storia di Giò Coppola, un cinquantenne con una vita sentimentale caotica e un lavoro precario come lettore di previsioni meteo.
Quando l’ex moglie parte per un anno all’estero, Giò si ritrova a convivere con il figlio Duccio, nove anni, in un rapporto fino ad allora “minimalista”, fatto di risvegli disordinati, pranzi improvvisati e compiti scolastici sfidanti.
Marone illumina con sensibilità le fragilità e gli slanci di un padre imperfetto, circondato da un cast di personaggi strampalati: la madre dispensatrice di consigli, il padre taciturno ma incisivo, la sorella Lulù con i suoi fallimenti sentimentali e l’amico Paco, ottimista irriducibile.
Il libro celebra l’imperfezione come bellezza, restituendo un significato profondo all’essere genitore oggi, tra paure, desideri e momenti di affetto che fermano il tempo. Con una prosa fluida e ricca di umorismo, Marone offre un ritratto autentico di una famiglia attualissima, invitando a riflettere sulla resilienza e sulla fantasia che prevalgono sul caos quotidiano.
“Prevedo che perderai l’orientamento, ma troverai rifugio sotto tetti amici. Prevedo che capirai il valore delle stagioni: che ogni attesa ha un suo clima, e ogni addio un vento contrario. Prevedo che non sempre sarà sereno, ma che saprai ballare anche con l’ombrello rotto. Prevedo che sarai una giornata di sole inaspettata per chi ti vuole bene. E fidati: non c’è previsione più bella.”
"Prevedo per te, figlio mio, cieli variabili con tendenza all'incanto. Prevedo qualche burrasca di impazienza e scrosci d'amore improvvisi. Prevedo che attraverserai nebbie fitte ma con una bussola interna che non perderai. Prevedo che il tuo cuore sarà un barometro strano, cadrà quando splende il sole e si alzerà con le nuvole. Prevedo fulmini di entusiasmo, grandinate di errori. Brezze leggere di felicità che ti coglieranno di sorpresa. Prevedo che capirai il valore delle stagioni che ogni attesa ha un suo clima e ogni addio un vento contrario. Prevedo che non sempre sarà sereno ma che saprai ballare anche con l'ombrello rotto. Prevedo che sarai una giornata di sole inaspettata per chi ti vuole bene e fidati, non c'è previsione più bella."
Un libro che dovrebbero leggere tutti. Padri, madri, sposati o divorziati. Persone che non hanno figli, che ne vogliono o mai ne vorranno. Un libro che parla dell’accettazione di essere imperfetti ed umani; poiché il manuale del genitore perfetto non esiste!
Cinquantenne separato ed il rapporto con il figlio,cliché,poco credibili… no, forse non è la parola giusta. Li ho trovati inverosimili, distanti dalla realtà che li circonda e a volte sopra le righe, distante anni Luce dal Mimi di un ragazzo normale. Comunque come al solito Marone si fa leggere, ma non è letteratura, solo passatempo.
“Ti telefono stasera” è la storia di un padre separato che, come spesso purtroppo accade, quando ha preparato le valigie per uscire di casa ha scordato di metterci le responsabilità genitoriali.
Non è un cattivo padre, Giobatta - Giò - Coppola, ricalca semplicemente il solco inciso dal suo, di padre, un genitore vecchio stampo, latitante, per il quale l’educazione dei figli non è materia sua, ma cosa da donne. Quando l’ex moglie di Giò - dall’esemplificativo soprannome Veleno - lo informa che il suo lavoro la porterà lontana dall’Italia per un anno intero e quindi a lui toccherà occuparsi a tempo pieno del loro pargolo Duccio - eh già, non brillano per buon gusto in fatto di nomi, in quella famiglia - Giò si ritrova a fare i conti con un ruolo che non ha mai considerato, impegnandosi al massimo per colmare le lacune che lui stesso ha creato.
Inizia così il racconto della quotidianità di padre e figlio, una consuetudine da costruire giorno dopo giorno, con la volontà di farcela e la paura di fallire, e deludere. Duccio non è un bambino “convenzionale”, è cresciuto in fretta, tra regole rigide - non si mangiano schifezze, prima di andare a dormire ci si lava denti e piedi, non si perde tempo, non si tocca il cellulare - e giornate cadenzate da ritmi e impegni che una madre sola - velenosa o meno che sia - spesso è costretta a imporre. Giò - cinquantenne giornalista declassato a lettore delle previsioni meteo - è quanto di più lontano ci sia da questo mondo: spirito libero, relazioni che implodono non appena arrivano a una parvenza di serietà con donne rigorosamente trentacinquenni e regole pensate per essere regolarmente disattese. Spesso è Duccio a fare da padre a Giò, in un gioco delle parti che pian piano sfumano e si mescolano, in un rapporto che alle volte è uno slalom tra colloqui con gli insegnanti e compiti da fare, altre volte un abbraccio sotto le coperte cuore a cuore, in un valzer di cose nuove e sensazioni radicate.
Stavolta Marone non ci consegna una vera e propria storia, ma uno spaccato di vita, quanto mai attuale; tra queste pagine troverete una quotidianità fatta di piccoli gesti e grandi pensieri, che nella loro semplicità ci sono familiari, nei quali è difficile non riconoscersi, non ritrovare un pezzetto di noi stessi, sia in quanto genitori che figli, raccontati nello stile che ben conosciamo, mescolando sapientemente ironia e malinconia. Non è un romanzo da colpo allo stomaco o da lacrime che offuscano la vista, ma ha il calore di un pomeriggio passato a chiacchierare, di una cena fatta al volo ma consumata con calma, di un rapporto che cresce giorno dopo giorno e che consegna un senso nuovo alla sveglia del mattino.
Se cercate risposte, non è il libro per voi; lo è invece se, anche voi come me, pensate che una buona lettura sia quella che stimola a porsi domande e guardarsi dentro con spirito critico.
Una lettura che profuma di autenticità, di vite imperfette e del coraggio di mettersi in discussione, del calore che ci avvolge quando ci sentiamo dire "Ti telefono stasera".
Prevedo per te, figlio mio, cieli variabili con tendenza all'incanto. Prevedo qualche burrasca di impazienza e scrosci d'amore improvvisi. Prevedo che attraverserai nebbie fitte ma con una bussola interna che non perderai. Prevedo che il tuo cuore sarà un barometro strano, cadrà quando splende il sole e si alzerà con le nuvole. Prevedo fulmini di entusiasmo, grandinate di errori. Brezze leggere di felicità che ti coglieranno di sorpresa. Prevedo che capirai il valore delle stagioni che ogni attesa ha un suo clima e ogni addio un vento contrario. Prevedo che non sempre sarà sereno ma che saprai ballare anche con l'ombrello rotto. Prevedo che sarai una giornata di sole inaspettata per chi ti vuole bene e fidati, non c'è previsione più bella.
Non il miglior Marone, ne ho letti di più belli e significativi, ma soprattutto coerenti. In questo suo lavoro, invece, bisogna spesso glissare su alcune assurdità e situazioni inverosimili che nella società odierna, non sarebbero possibili. Rimane scorrevole, piacevole da ascoltare, con un bel messaggio sulle responsabilità genitoriali che non è mai didattico, ma sottinteso attraverso questo racconto del vivere il quotidiano tra padre e figlio costellato di errori, paura di fallire, ma impegno.
Il protagonista è Giò Coppola, un uomo di cinquant’anni . La sua vita sentimentale è altrettanto incerta: ogni volta che sembra incontrare la donna giusta, il tema dei figli torna a complicare tutto — una questione che Marone affronta con grande delicatezza.
La vera svolta arriva quando l’ex moglie si trasferisce all’estero per un anno e Giò si ritrova a occuparsi a tempo pieno del figlio Duccio, un bambino di circa dieci anni. È da questo nuovo equilibrio che nasce un percorso fatto di crescita, domande, scoperte e fragilità condivise.
Ti telefono stasera è un romanzo caldo e intimo, che esplora con sensibilità la paternità, le relazioni familiari e ciò che significa davvero prendersi cura di qualcuno. Se cerchi una storia capace di offrire speranza e una riflessione autentica sul ruolo di genitore oggi, questo libro merita sicuramente di essere letto.
tenerissimo questo ibro di Marone, che si legge tutto d'un fiato. il personaggio principale e Gio diminutivo di un nome improponibile che non ricordo :), che legge il meteo in tv. personaggio un po tra il peter pan, il ragazzo mai cresciuto e uno un po sfigato. alla soglia dei suoi 50 anni, separato, si accompagna sempre con ragazze molto piu giovani che durano il tempo di chiedergli di fare un figlio, e li Gio va in tilt perche a 50 anni fare un figlio vuol dire fargli da nonno. Ma poi lui un figlio ce l ha gia Duccio 9 anni figlio della sua ex moglie. Non ha mai avuto un grande rapporto con suo figlio, ma tutto cambia quando la sua ex si trasferisce per un anno a New York, e lui si ritrova a fare il papà a tempo pieno... una serie di personaggi gira intorno a loro, ma bello vedere come questo rapporto prende vita tra i due, con un finale tenerissimo.... consigliato
Un libro semplice e profondo che spiega, nel senso figurato del termine «togliere le pieghe», il legame tra un padre e un figlio, svelandone le difficoltà nascoste con naturalezza, come si fa con un foglio piegato per leggerne il contenuto. Essere genitori è difficile ed essere bravi genitori lo è ancor di più. Ma, a monte di errori, difficoltà e preoccupazioni, con amore e presenza tutto si affronta, e trova una strada. E spesso sono proprio i figli che, senza volerlo, lo insegnano. «Certe volte la soluzione è sotto gli occhi, altre basta compiere la scelta più semplice. Non sempre si tratta di buttare giù muri, ma di aprire una porticina per passare dall’altro lato e raggiungere, più in fretta, chi aspetta solo te».
Prendi un padre divorziato che si è dimenticato come si fa a fare il papà a tempo pieno, aggiungi una ex moglie che per lavoro deve trasferirsi per un lungo periodo all’estero, insaporisci con una manciata di giovani donne attratte da uomini maturi e divorziati e otterrai un figlio che si troverà a riscoprire cosa vuol dire avere una figura maschile da chiamare papà e su cui fare affidamento. É una storia tenere, un racconto fatto di piccoli gesti quotidiani capaci di far cambiare le prospettive.
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Ti telefono stasera è un libro molto carino che racconta del rapporto tra padre e figlio. Il padre racconta delle sue tresche con tantissime donne, che alla fine si sciolgono perché lui non vuole avere altri figli. Il figlio invece viveva con la madre fin quando non ha dovuto affrontare un viaggio di lavoro, e ha "scoperto" il carattere del padre solo con l'allontanamento della mamma. E' un bel libro che consiglio vivamente a tutti.
Il ritratto contemporaneo di una famiglia, del rapporto padre e figlio, rendendo ben visibili, con tenerezza e ironia, le imperfezioni, vulnerabilità e desideri di un uomo che tenta di crescere accanto al suo ruolo paterno. Divertenti i dialoghi con l'amico ottimista, la sorella sbrindellata e la mamma critica e pessimista.
Ho un po' ritrovato il primo Marone anche se la storia è abbastanza fantasiosa. Nel complesso bello e commovente il rapporto tra padre e figlio ma la domanda mi sorge spontanea: nei primi dieci anni di Duccio, il padre che ruolo ha avuto? Dal racconto sembra inesistente ed è quello, purtroppo, che finisce col rendere il tutto un po' inverosimile.
finalmente un padre! dopo infiniti libri di donne forti, ribelli, indipendenti, eroine della Storia, finalmente un papà a raccontare di sé, del suo invecchiare da maschio, a vedere gli occhi e la vita con la banale semplicità di noi uomini!
Un romanzo bellissimo sulla relazione padre figlio. Duccio è commovente, un bimbo che aiuta il padre a diventare papà. Gio (Giobatta) ti racconta come si diventa genitori: per tentativi ed errori 🙂 ma va bene così. Un ottimo modo per iniziare l’anno!
un libro scorrevole e che sa come intrattenere. Una storia che potrebbe essere quella di ognuno di noi ma raccontata con una dolce ironia che regala sorrisi e riflessioni.
Un libro che fornisce la prospettiva di un padre in un "classico" cliché, la separazione, le relazioni sbagliate, il rapporto con il proprio figlio, il tutto affrontato in maniera delicata, ironica, commuovente.
È un libro che tutti i padri dovrebbero leggere per sentirsi meno soli.
È un romanzo sull'imperfezione della famiglia, su quanto sia difficile essere un buon padre, un buon esempio, ma contemporaneamente quanto sia fondamentale #esserci, nonostante i dubbi, e la sensazione di essere fuori posto, fuori tempo.
È una storia comune, che alterna momenti ironici ad altri di tristezza, ma dalle cui pagine si posso trarre belle riflessioni e qualche bella citazione da custodire in memoria.