In un tempo remoto, tra le dune del deserto, una minaccia incombe e opprime le genti d’Egitto. Soltanto la prescelta, una giovane ragazza portatrice di un segreto di inestimabile importanza e con un immenso potere che alla fine emergerà in tutta la sua crudeltà, scardinerà i confini tra bene e male. Un messaggio occulto, portato da un cantastorie, giungerà alle orecchie di una schiera di divinità pronte a tutto pur di proteggere un Segreto che si cela tra le valli sabbiose di un deserto infido, che nasconde trame, segreti e indizi. Gli dei, sotto mentite spoglie, correranno contro il tempo per sventare una nuova minaccia che spira da sud: l’Ostro ne è il messaggero. Seth si ritroverà faccia a faccia con la Maat, la Giustizia, mentre Anubi veglierà sulle porte del Duat.
Quando ho iniziato l'ombra di Seth, sapevo che avrei trovato un fantasy mitologico con ambientazione egizia, ma non mi aspettavo questo tipo di coinvolgimento. È una di quelle storie che ti afferrano subito e ti trascinano dentro un mondo caldo, crudele, polveroso, dove il confine tra umano e divino è sottile e instabile. Nebet è una protagonista che mi ha colpita per la sua vulnerabilità. Quando apre gli occhi si trova nel Deserto, febbricitante, priva di memoria, salvata da Iah, mercante enigmatico e inquieto, uomo che sembra sapere sempre più di quanto dica. Nel suo risveglio c’è paura, confusione, dolore fisico e mentale. Eppure, già da subito, si percepisce che dentro di lei esiste qualcosa di enorme, qualcosa che preme per uscire. Il suo corpo reagisce prima della sua mente, i suoi poteri emergono in modo incontrollato, spesso violento. Questo rende il suo percorso estremamente credibile, perché Nebet non impara a dominarsi con facilità. Sbaglia, perde il controllo, si spaventa di se stessa. Non è una protagonista che “scopre di essere speciale” e reagisce con entusiasmo. Lei è terrorizzata da ciò che le succede. Il rapporto con Iah è uno degli elementi che rendono la storia così intensa. Il loro è un legame teso, irregolare, fatto di diffidenza e di silenzi carichi di significato. Iah è un uomo segnato dal passato, schiacciato da un ruolo che non ha scelto del tutto. La sua protezione nei confronti di Nebet non e sempre trasparente. A tratti sembra guidarla, a tratti trattenerla. Questa ambiguità rende il loro rapporto estremamente interessante, perché non offre mai risposte semplici. Non ho mai avuto la sensazione di potermi fidare completamente di lui, e credo che sia voluto. È uno di quei personaggi che sembrano sempre un passo avanti, che sanno più di quanto dicono, che trattengono le informazioni come se fossero armi. È stanco. È uno che ha già visto troppe cose e che ora si trova davanti a una scelta che avrebbe preferito non dover fare. Bahir invrce è il terzo personaggio che incontriamo insieme a loro due e che ho trovato fondamentale. È una presenza concreta, umana, legata alla terra e al lavoro, in quanto fin da subito sappiamo che forgia armi. Attraverso di lui emergono domande scomode, soprattutto su Iah. Fin dove è giusto spingersi per uno scopo più grande? E una voce che riporta la storia su un piano più umano, fatto di scelte difficili e conseguenze reali, eppure nonostante tutto riesce sempre ad essere ironico e a volte quasi una voce della coscienza. Durante la lettura, il lettore è chiamato a fidarsi, a lasciarsi guidare, a raccogliere i frammenti. Ci si sente davvero dentro un mondo che ha le sue regole e i suoi equilibri, anche quando non sono immediatamente comprensibili. La mitologia è ovunque, ma non viene spiegata come se fossimo a lezione. Gli dèi sono presenti perché fanno parte della vita quotidiana, perché influenzano le scelte, perché incombono. Seth, soprattutto, è una presenza costante in qualità di Caos, distruzione, trasformazione. Il legame tra Nebet e Seth è inquietante, disturbante, e proprio per questo affascinante. Non c’è luce senza ombra in questa storia, e Nebet è costretta a fare i conti con una parte di sé che non può semplicemente rifiutare. La scrittura è intensa, sensoriale, spesso visiva. Ci sono immagini che restano impresse, scene che si ricordano per l’atmosfera più che per l’azione in sé. È una narrazione che si prende il tempo di esplorare le emozioni, la paura, il desiderio di sopravvivere. Questo può richiedere un po’ di pazienza, ma è proprio ciò che rende il romanzo coerente con il suo tono oscuro e mitologico. Da lettrice che studia archeologia, questo romanzo mi ha coinvolta anche su un piano diverso, più intimo e silenzioso. Sia per precisione storica in senso accademico, sia per il rispetto evidente verso l’immaginario dell’antico Egitto. Si percepisce che l’ambientazione è stata scelta per il peso simbolico che porta con sé. Il Deserto diventa una soglia tra umano e divino, tra ciò che si è e ciò che si può diventare. È una visione che dialoga molto bene con ciò che studio, con l’idea egizia del sacro come presenza costante, non separata dalla vita quotidiana. Anche il modo in cui gli dèi agiscono nella storia mi è sembrato coerente con questa mentalità. Non sono per niente entità lontane, ma appaiono come forze che osservano, influenzano, pretendono. Seth, in particolare, incarna perfettamente il caos come principio necessario, distruttivo e generativo allo stesso tempo. Il rapporto tra Nebet e il divino, così fisico e destabilizzante, richiama temi che affiorano spesso nei miti e nell’iconografia egizia, dove il corpo, la trasformazione e l’ibridazione hanno un valore profondamente simbolico. Da questo punto di vista, leggere questo libro è stato come ritrovare, in forma narrativa ed emotiva, molte delle domande e delle inquietudini che incontro nello studio del passato, ma soprattutto vedendo quella nota nelle spiegazioni che i personaggi a volte danno dal punto di vista storico ed artistico, non posso far a meno che immaginare completamente ogni cosa in modo più vivido e reale. Ho amato alla follia anche l’uso dei tarocchi all’interno della storia, essi diventano uno strumento di lettura del destino, ma anche di interpretazione del presente, un modo per dare forma a ciò che è già in movimento. Aprono possibilità, mettono di fronte a scelte e conseguenze. Le carte non danno certezze rassicuranti. Ogni lettura lascia spazio al dubbio, all’interpretazione, alla paura. È un uso che sento molto vicino anche alla concezione più simbolica e archetipica dei tarocchi, dove le immagini parlano per stratificazioni e non per risposte immediate. Inseriti in un contesto mitologico così forte, diventano un ponte tra umano e divino. Arrivata alla fine ho avuto la sensazione di aver letto l’inizio di un percorso molto più ampio. L’ombra di Seth è una lettura che resta addosso, che lavora lentamente, che torna in mente anche dopo aver chiuso il libro. È un romanzo consigliato a chi ama il fantasy mitologico, le atmosfere cupe, i personaggi imperfetti e i legami complicati. A chi cerca una storia che non abbia paura di mostrare il lato oscuro del potere e della divinità. A chi è disposto a perdersi nel Deserto e ad ascoltare le voci che sussurrano tra le dune. E ora non vi resta che scoprire... Chi è realmente Nebet?
L’Egitto mi ha sempre affascinata e ho sempre amato i romanzi che mischiano la sua mitologia con storie di avventura e azione. In questo libro ci troviamo sull’orlo di una guerra che incombe, Nebet, la protagonista, si risveglia senza memoria e cerca di ricostruire cosa stia succedendo, ma niente è veramente facile e a portata di mano e tutto ciò la porterà a compiere un viaggio importante per la sua vita. La mitologia in questo libro è molto presente, diversi dei, storie, luoghi, descrizioni ci trasportano direttamente nel deserto egiziano e possiamo sentire il caldo soffio dell’Ostro sulla nostra pelle. Sono abbastanza avvezza alla mitologia egizia e ai suoi luoghi che ho visitato nel tempo e qui viaggeremo proprio nel bel mezzo, ritrovandoci sbalzati da un luogo all’altro, da una profezia ad un tarocco. Sì, avete letto bene, perché troveremo anche i tarocchi, scelta che non ho apprezzato molto poiché non li trovo ben integrati. La quantità di informazioni che sono presenti nella trama sono importanti e a volte ho fatto fatica a seguire le vicende, forse perché troppo condensate e affrettate. Nel complesso però la trama è intrigante e mi ha appassionata scoprire cosa avrebbero dovuto fare e cosa cercare per salvare la situazione. La scrittura è ricca di citazioni, riferimenti e luoghi d’Egitto. Forse avrei preferito che l’autrice inserisse delle note a pié di pagina o qualcosa a fondo libro per avere riferimenti chiari e ben spiegati, soprattutto per chi non conosce la mitologia egizia o chi ne è incuriosito e vorrebbe saperne di più, soprattutto anche per destreggiarsi meglio nel viaggio e nelle informazioni che Nebet raccoglie. Ho apprezzato però moltissimo alcuni punti di descrizione di luoghi come Luxor che mi hanno riportata lì e mi hanno fatto vivere l’emozione intensa che ho vissuto visitandoli, rendendoli magici. Nel complesso un viaggio interessante che metterà a volte a dura prova la vostra concentrazione per dirimere ciò che sta accadendo in Egitto e a Nebet. Recensione estesa sul blog sakuraribooks.it, anche su instagram e tiktok
Tra le sabbie dell’antico Egitto prende vita una storia intessuta di mistero, potere e destino. In un tempo remoto, tra le dune del deserto, divinità e mortali si preparano a uno scontro che cambierà per sempre l’equilibrio del mondo. Una giovane prescelta, custode di un segreto di inestimabile valore, scoprirà la vera natura del suo dono e allo stesso tempo la sua crudeltà. In questo affresco mitologico la linea che separa bene e male si intreccia, dando spazio a una narrazione intensa, carica di tensione e simbolismo. Interessante è la figura del cantastorie che porta con sé un messaggio occulto di profezie, segreti e tradimenti, capace di risvegliare potenze divine e antichi rancori: Seth (divinità del disordine e della tempesta) affronta la Maat (simbolo di giustizia e armonia). La scrittrice ci trascina in un viaggio tra templi perduti, valli pericolose e divinità travestite da uomini, dove ogni granello di sabbia nasconde un segreto e ogni scelta può mutare il corso del destino. Con uno stile potente, questa storia intreccia mito e avventura regalando al lettore l’emozione di un racconto fuori dal tempo rendendolo molto attuale e contemporaneo. Se ami le storie dell’antico Egitto questa è la storia che fa per te, dove gli dèi dalle sembianze umane camminano tra gli uomini e il segreto più grande attende solo di essere rivelato. Un’avventura che profuma di sabbia, mistero e destino