Veronica è una giovane strega che vive isolata tra i monti, insieme al suo famiglio, l’asino Burro.
Da qualche tempo la sua casetta è infestata da insetti che si moltiplicano senza tregua, e Veronica non riesce a capirne la causa.
Un giorno arriva Ari, un ragazzo misterioso che racconta di essersi perso.
Tra i due nascerà così un legame fatto di dolci preparati insieme, faccende condivise e gesti che richiamano un tempo passato.
Ma quando l’infestazione prenderà il sopravvento, Veronica è costretta a guardare dentro di sé, per affrontare tutto ciò che aveva dimenticato. O scelto di dimenticare.
Quest'oggi, miei egregi lettori, verremo ammaliati da un'opera sospesa tra fiaba dark, introspezione e romanticismo, per mezzo della graphic novel "𝑭𝒐𝒓𝒈𝒆𝒕 𝑴𝒆 𝑵𝒐𝒕", lavoro ultimo dell'iconica Loputyn, edita da Rebelle Edizioni.
Mediante il suo stile rappresentativo unico ed evocativo, ella dona respiro ad una storia che punta dritta al cuore dei lettori appassionati di atmosfere malinconiche, oniriche e stregate.
Una storia in grado di penetrarti cuore ed anima, facendoti commuovere in un fiume di lacrime salate.
Tra ricordi riesumati ed analisi interiore, Loputyn firma un racconto dall'incommesurabile profondità e spessore, toccando flebilmente tematiche inerenti all'amore, all'immobilità, al viaggio, alla perdita ed al dolore.
Quel tipo di dolore in grado di farti mancare il respiro, distorcendo la realtà per permettere di sopravvivergli.
Seguiremo le vicende della strega Veronica e del suo tenero famiglio, l'asino Burro, i quali in seguito ad un'irriverente infestazione casalinga di fauna e flora, sono costretti ad eviscerarne la causa.
Ed in seguito alla comparsa della figura di Ari, l'unico modo, tuttavia, per comprenderne il fulcro, è scrutarsi interiormente a fondo, disseppellendo ed affrontando ricordi cui si aveva scelto di dimenticare.
Un racconto allegorico, particolarmente toccante e struggente, il quale attraverso le incantevoli ed inimitabili tavole grafiche di Loputyn, si legge, si osserva, si vive.
Si sprofonda in esso senza più ritornare a galla.
Fintanto che la mera realtà non verrà riconosciuta, affrontata ed accettata per ciò che è, e per ciò che non può essere mutato, nonostante l'interiore brama di desiderio.
Obbligandoci ad andare avanti, a proseguire la nostra esistenza, malgrado il possente tormento e la gelida sofferenza premuti sul nostro cuore.
Sino a raggiungere quella tipologia di consapevolezza cui ci permetterà di scrutare ed accogliere la realtà, la vita ad oggi, in maniera assai differente.
Poichè indietro non si torna, mai.
Nemmeno di un giorno.
Nemmeno di un secondo.