Questo libro riproduce fedelmente, comprese le evidenti lacune, il contenuto di un misterioso plico rinvenuto qualche tempo dopo la morte di Miss Awdrey-Gore, assassinata all’età di novantasette anni in circostanze ancora da chiarire. Dopo il ritrovamento del corpo esanime della nota giallista era stato infatti subito evidente che si trattasse di un caso di omicidio. Ma solo la fortuita ricomparsa di un pacchetto indirizzato all’editore della beneamata scrittrice – contenente quel che sembra l’abbozzo incompiuto del suo ultimo romanzo – potrebbe sciogliere l’enigma della sua morte. O forse no. Tra frammenti elusivi, indizi fin troppo vistosi e schegge di una trama sfuggente, Edward Gorey ci delizia dipanando e aggrovigliando il filo di uno sconcertante giallo speculativo.
Born in Chicago, Gorey came from a colourful family; his parents, Helen Dunham Garvey and Edward Lee Gorey, divorced in 1936 when he was 11, then remarried in 1952 when he was 27. One of his step-mothers was Corinna Mura, a cabaret singer who had a brief role in the classic film Casablanca. His father was briefly a journalist. Gorey's maternal great-grandmother, Helen St. John Garvey, was a popular 19th century greeting card writer/artist, from whom he claimed to have inherited his talents. He attended a variety of local grade schools and then the Francis W. Parker School. He spent 1944–1946 in the Army at Dugway Proving Ground in Utah, and then attended Harvard University from 1946 to 1950, where he studied French and roomed with future poet Frank O'Hara.
Although he would frequently state that his formal art training was "negligible", Gorey studied art for one semester at The School of The Art Institute of Chicago in 1943, eventually becoming a professional illustrator. From 1953 to 1960, he lived in New York City and worked for the Art Department of Doubleday Anchor, illustrating book covers and in some cases adding illustrations to the text. He has illustrated works as diverse as Dracula by Bram Stoker, The War of the Worlds by H. G. Wells, and Old Possum's Book of Practical Cats by T. S. Eliot. In later years he illustrated many children's books by John Bellairs, as well as books in several series begun by Bellairs and continued by other authors after his death.
Un giallo di suggestioni, perché chi se ne incula della logica che vorrebbe essere fattuale, di bersagli disegnati apposta affinché le freccette vi stiano bene al centro, delle soluzioni meno sorprendenti tanto più si sforzano di esserlo.
Invece “Le sue deduzioni riguardo a ogni caso si presentano come concatenazioni di haiku composti in gaelico, e porti al lettore in una traduzione letterale che, per quanto strana e in apparenza vaga, risulta poi non solo attendibile, ma addirittura ovvia”.
Ma anche “Protagonista (se risulta essere l’assassina, si provveda con un’altra dai capelli di diverso colore)”.
Potenza degli appunti non ancora smussati, nonsense(?) dato dalla mancanza di dettagli o dall’eccesso degli stessi, manuale su come trasmettere l’amore sconfinato per il racconto.
Statene alla larga se andate a cercarvi la spiegazione di quello che leggete. Il vostro redditor preferito non può nulla di fronte alla stregoneria di Edward Gorey.
Questo libro inizia come un classico giallo: Miss D. Awdrey-Gore, una celebre scrittrice di romanzi gialli, viene ritrovata priva di vita. Proseguendo con la lettura, però, la storia sembra prendere un'altra via, perché viene ritrovato un plico contenente una bozza di un romanzo incompiuto dell'autrice. Ma i due fatti sono collegati? Non vi resta che scoprirlo!
"L'ultimo caso di Miss Awdrey-Gore" è uno dei libri più particolari che io abbia mai letto. Il volume inizia con un omicidio da risolvere e alcuni accenni sulla vita di Miss D. Awdrey-Gore, elementi che incuriosiscono il lettore e lo portano a cercare indizi per risolvere il mistero. Poi, improvvisamente, ci ritroviamo in un bozza di un libro incompiuto, leggiamo appunti di personaggi, scene di ritrovamenti, e questo nuovo scenario fa desiderare di avere tra le mani la bozza conclusa.
Sembra quasi di trovarsi di fronte a due storie diverse, unite da un filo sottile e raccontate attraverso immagini che sembrano schizzi, annotazioni e brevi testi che creano un’esperienza di lettura davvero unica.
Il finale mi ha sorpresa e spiazzata, tanto da rileggere il libro dall'inizio, alla ricerca di nuovi indizi nascosti tra le pagine. Se volete un libro capace di omaggiare e al tempo stesso divertirvi con i con i classici temi dei libri gialli, e che sappia sfidare le vostre aspettative, non potete perdere "L'ultimo caso di Miss Awdrey-Gore"!
Avevo già avuto modo di apprezzare il talento strambo di Edward Gorey con I piccini di Gushlycrumb ma non avevo mai approfondito altre opere di questo genio visionario ed enigmatico, dal tocco delicato e poetico… ma anche gotico, tanto da essere definito il ‘nonno di Tim Burton’.
Che dire? Le sue opere sembrano non avere capo nè coda… eppure ti trasportano in mondi paradossali dai quali riemergi divertito e perplesso allo stesso tempo… e un po’ cambiato (qualche certezza se n’è andata, misteriosamente).
Con L’ultimo caso di Miss Awdrey-Gore si entra nel mondo dei detective… esplorando gli indizi sulla morte di una signorina di 97 anni.
Più che testi, didascalie di accompagnamento ai materiali contenuti in una specie di kit dell’investigatore, ritrovato dopo il misterioso incidente. Gorey gioca con gli elementi del giallo classico e ci porta, forse, a intuire il colpevole.
Una chicca per gli appassionati di Agatha Christie (che lui adorava).
Pagina dopo pagina, Gorey invita il lettore a costruire un crimine su misura: un investigatore privato, maestro nell'arte dei travestimenti, una parata di personaggi tanto insospettabili quanto sospettabili, e l'ossessione per il nome della defunta, anagrammato e disseminato tra luoghi e persone come un sinistro gioco linguistico. Ne nasce un intreccio irresistibile di ironia, enigma e macabro, avvolto dallo stile elegante e inconfondibile di Gorey. Un libro-gioco perfetto per chi ama i delitti impossibili.