Non sono solo diverse, le vite dei due fratelli protagonisti del nuovo romanzo di Mauro Corona, sono inconciliabili. Cresciuti tra il respiro del bosco e lo sguardo severo e spoglio delle cime, il ragazzo e la ragazza hanno ricevuto gli insegnamenti del nonno, montanaro dalla saggezza antica, che ha tentato di trasmettere a entrambi il rispetto per la Natura in ogni sua forma e il valore della fatica buona, quella che rende prezioso ogni traguardo raggiunto. Eppure, ora che sono adulti, e quel tratto di sentiero condiviso è ormai alle spalle, i due hanno compiuto scelte diverse. Lei, affiancando agli studi scientifici i rimedi naturali custoditi dai vecchi del paese natio, ha messo al primo posto la salvaguardia dell'ambiente e ha sviluppato una sensibilità ecologista pura e intransigente. Lui, che dei moniti del nonno si è sempre fatto beffa, si è dato obbiettivi meno nobili, e della sua profonda conoscenza degli alberi ha fatto un'opportunità di guadagno. Così, se per la sorella il taglio di un bosco è un imperdonabile affronto e una stupida autocondanna per l'uomo, per lui è la normale conseguenza del progresso, il frutto dell'inarrestabile evoluzione che vede l'essere umano e le sue necessità al centro di tutto. Ritirato nella sua tana, tra i libri e le sculture che sono rimasti a fargli compagnia ora che la stanchezza lo ha allontanato dalle vette, il vecchio osserva questa nuova generazione un po' persa, con preoccupazione ma anche con la benevolenza di chi crede che, se le radici sono buone, non tutto è perduto. Mauro Corona sa essere al tempo stesso cantore di un passato che si sta perdendo e sentinella di un futuro pieno di incognite. In questo appassionato apologo, esplora le contraddizioni che sono alla base del rapporto tra l'uomo e la Natura, con lo sguardo di chi, dall'alto delle montagne, vede in anticipo arrivare la bufera, ma anche il primo bagliore di sole.
Mauro Corona è nato nel 1950. Da ragazzo ha lavorato come boiscaiolo e cavatore. Fin da bambino ha cominciato a intagliare il legno. Lo scultore Augusto Murer ha intuito il suo talento e lo ha accolto nel suo studio di Falcade, dove Mauro Corona ha approfondito la tecnica e l'arte che gli ha permesso di diventare uno scultore ligneo conosciuto in tutta Europa.
Alpinista e arrampicatore, ha aperto numerosi itinerari sulle Dolomiti d'Oltre Piave e partecipato a diverse spedizioni internazionali.
Nel 1997 pubblica il suo primo libro "Il volo della martora". La scrittura diventa così un'altra delle sue grandi passioni, grazie alla quale è oggi annoverato tra gli scrittori più apprezzati in Italia.
========== Il silenzio parla più della voce, lo sguardo rivela più di una confessione, pensava. Ecco perché l’anziano evitava le facce degli altri. Nemmeno la sua guardava più. Gli faceva pena, per non dire schifo e orrore. Se lo specchio gliela mostrava, provava riflessi di vergogna. Vedeva tutto quel che di negativo era stato. Vigliaccherie, tradimenti, bugie, rabbie, odio, vendette. E qualcos’altro ancora. ========== Da suo nonno aveva imparato che stare un minuto davanti allo specchio prima di coricarsi svela molte cose. Verità che danno fastidio. Il vetro fa vedere chi siamo realmente, ma occorre essere leali con se stessi. Solo in questo modo possiamo migliorare. Lo specchio mette in discussione, fa riflettere. ========== «Quando un albero sente la morte perché la malattia lo ha colpito, vuole lasciare memoria. Allora chiama a sé i tarli affinché scrivano la sua storia. La malattia la conosceva prima ancora che arrivasse. I tarli ascoltano e scrivono. Sempre. L’albero sa come gli uomini potrebbero salvarlo, se solo loro sapessero ascoltare. Questo è il dramma della vita: non riuscire a leggere la scrittura del creato. E nemmeno capirne la voce. Tutto ci parla: il fuoco, l’acqua, il vento, la pioggia. Gli alberi morenti parlano ai tarli. Questi registrano tutto. Pazientemente, notte dopo notte, scavano sotto le cortecce incidendo scarabocchi che sono testamenti. Descrivono con precisione ogni dettaglio del male che li sta uccidendo. E spiegano i rimedi che li potrebbero salvare. Purtroppo tutto rimane nascosto sotto le cortecce martoriate e senza linfa. Quando gli uomini riusciranno a decifrare quella scrittura, i boschi saranno salvi. E pure loro si salveranno. So che non ci credi ma è così.» ==========
Un romanzo che si legge Tutto d’un fiato. Non avevo ancora letto niente di Mauro Corona e sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla prosa scorrevole e dalla trama avvincente. È la storia di una famiglia, del nonno e dei due nipoti, un fratello e una sorella. Entrambi hanno la montagna nel DNA, Anche se il loro approccio alla vita e le loro attitudini sono molto diverse. Le loro vite si intrecciano con quelle di altri personaggi, sullo sfondo sempre il piccolo borgo in cui sono stati allevati dal nonno, la montagna, i boschi, i vecchi custodi della storia e delle tradizioni. Fino ad una sorprendente rinascita.
Incipit Allo stesso modo del colonnello Aureliano Buendía, che molti anni dopo, davanti al plotone di esecuzione, ricordò il remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a [...] Continua su IncipitMania
Pregio: è scorrevole e il tema è uno di cui vale pena trattare. Difetto: i personaggi sono stereotipi, è tutto troppo estremizzato, fino agli ultimi capitoli in cui la redenzione del "cattivo" assume tinte quasi fiabesche e decisamente troppo fantasiose per il modo in cui non conosce nessun intoppo.
Un libro che scorre come l’acqua di un fiume, si legge tutto d’un fiato. Una trama toccante e sensibile che lega due fratelli; un paese in via di guarigione e che lega anche ognuno di noi.