Ti sei mai chiesto perché la felicità sembra sempre sfuggirti? Perché hai spesso la sensazione che manchi qualcosa? Non è un' siamo prigionieri di convinzioni e automatismi che ci spingono a cercare la gioia altrove, legandola a ciò che non abbiamo o a ciò che ancora dobbiamo ottenere. E così la felicità diventa una corsa senza fine, sempre rimandata a un domani migliore. In realtà, la radice del benessere si trova dentro di noi, nella capacità di riconoscere, comprendere e trasformare le emozioni. Ogni giorno, senza rendercene conto, lasciamo che pensieri e stati d'animo guidino le nostre scelte e condizionino i nostri ci giudichiamo per le nostre fragilità, ci imponiamo di soffocare rabbia o paura, ci sforziamo di essere diversi da ciò che siamo. Imparare a leggere le emozioni - nostre e degli altri - è il primo passo per cambiare prospettiva e costruire una vita in armonia con chi siamo davvero. È qui che entra in gioco l'educazione emotiva, il cuore del metodo di Ana Maria Sepe e Anna De Simone. Un approccio che unisce evidenze scientifiche, psicologia ed esercizi pratici, guidandoci in un percorso di consapevolezza quotidiana. Pagina dopo pagina, scoprirai come accogliere le emozioni senza esserne travolto, trasformare la vulnerabilità in forza e imparare a gestire i conflitti interiori in modo costruttivo. Perché la felicità non è un traguardo da raggiungere a tutti i costi, ma una condizione che accade quando smettiamo di rincorrerla e iniziamo a viverla, nel presente. Scegliere di lasciarla accadere significa concedersi la libertà di sentire, di conoscersi davvero e di aprirsi a una dimensione più autentica di sé.
leggere questo libro personalmente mi ha dato molti spunti su cui riflettere: l'importanza delle modalità di comunicazione, come le aspettative condizionano il nostro cervello, la depressione come indicatore del corretto funzionamento del nostro corpo e l'assunzione di cibo come punizione personale. Il libro è ricco di teoria con esempi di vita quotidiana in cui ci si può ritrovare, ho apprezzato l'idea di inserire una parte di esercizi pratici alla fine di ogni capitolo. È un testo che fa bene soprattutto se letto più volte, può essere un'ancora nei periodi no e può portare un cambiamento nel lettore e questo, grande o piccolo che sia, per me lo rende un libro di cui consigliarne la lettura
Un libro-manuale che spiega in modo molto semplice ma accurato da un punto di vista tecnico, i processi psicologici che ci portano a leggere la realtà attraverso automatismi appresi (soprattutto durante l’infanzia), che spesso possono essere disfunzionali e andare a minare il nostro benessere. Ci si orienta molto al legame tra mente e corpo (entità intrecciate più che divise), al rapporto con i propri genitori e alle strategie per il riorientamento del nostro sguardo verso noi stessə, per renderlo più compassionevole. Sicuramente un testo utile e pratico, forse un po’ troppo orientato (nel bene e nel male) all’individuo. Questo aspetto, se mal interpretato, può portare a pensare che la felicità sia solo una questione individuale, che possiamo raggiungere con i nostri comportamenti. In parte è ovviamente vero, ma ci sono dei limiti.