“Mistero sotto al vischio” si presenta come la classica trama di un film di Walmart: lui e lei si detestano (o, almeno, lei detesta lui), ma si trovano costretti a passare il Natale insieme in una tenuta inglese sperduta. C’è però un twist: la proprietaria della tenuta, una famosissima scrittrice di gialli, scompare, e i nostri eroi, anche loro scrittori di gialli, non possono certo perdersi l’occasione di risolvere il mistero, no?
🎄Stranamente (perché di solito nei romance è quella che mi sta sulle scatole), ho apprezzato la protagonista. All’inizio mi ha infastidito molto come la sua personalità di autrice di successo sia stata totalmente fagocitata dal divorzio, sia nella mente degli altri ma soprattutto nella sua. E tuttavia, riflettendoci ed esplorando il suo percorso, sono arrivata a comprenderla e ad apprezzarla. Se già la società tende a fare contare più i nostri fallimenti che i nostri successi, è difficile aggrapparsi a essi per andare avanti. Quindi alla fine sono abbastanza contenta del suo arco di trasformazione. Certo, l’astio per Ethan, come nella maggior parte dei rivals to lovers di ogni genere, è assolutamente esagerato rispetto alle motivazioni che vengono portate, e frutto di una evidente incapacità di comunicare. Inoltre, il “lo odio ma è così sexyyyyyyy” è esattamente il motivo per cui non leggo libri di questo genere, ma fortunatamente è stata una parte parecchio limitata e i due iniziano ad andare d’accordo relativamente presto.
🎄Ethan è il mio personaggio preferito. Ovviamente. Perché Ethan è stato costruito per essere il personaggio preferito. Leale, attraente, dal passato oscuro, ama i bambini, gli anziani, gli animali, cammina sulle acque. È innamoratissimo, ma anche estremamente rispettoso. È l’equazione del perfetto bookboyfriend. Ma, come tutte le equazioni, mancano di anima. Non fraintendetemi, sono convinta che tutte le bellissime qualità di Ethan dovrebbero essere la base di ogni protagonista maschile, e tuttavia la sua figura è troppo legata ai bisogni di Maggie. Il suo passato, che qui è solo un altro addendo dell’equazione, sarebbe stato molto più interessante se avesse ricevuto il suo spazio. Ma è anche molto peggio di quello di Maggie, e dunque avrebbe fatto perdere a Ethan quel ruolo di supporto psicologico che era stato dato al personaggio, dunque ci si limita a qualche menzione e a un flashback non approfondito.
🎄Ed è stato questo il mio più grande problema con questa coppia, che, al netto di poche scene discutibili che mandano un po' a quel posto la coerenza narrativa (ma di coerenza narrativa me ne aspettavo poca), in realtà mi è anche piaciuta. Ho adorato il rapporto basato sulla fiducia, e mi ha fatto molto ridere che venissero chiaramente presi in giro i “trope” che venivano usati. Ma alla fine della fiera, fra i due c’è una pesantissima sproporzione emotiva: se quando Maggie non sta bene ottiene un abbraccio e un discorso motivazionale, a Ethan basta uno sguardo di Maggie per far sparire tutti i suoi traumi. E non è così nella vita reale, o almeno non a lungo termine. Sono sicura che se l’autrice si fosse presa un attimino, un attimo soltanto, per esplorare il passato di Ethan e fornirgli il supporto che gli serviva, mi sarebbe piaciuto molto di più.
🎄Il mistero, devo dire, non mi è dispiaciuto. Non avevo capito chi fosse il colpevole, anche se ammetto di averlo preso sottogamba e di essermi focalizzata su un dettaglio che mi sembrava ovvio (quando in realtà credo fosse una disattenzione) e ho dato per certo che il comportamento strano di alcuni personaggi fosse frutto di una scrittura non proprio ottimale. Certo, non oserei chiamarlo un delitto alla Christie come sulla quarta di copertina, ma devo dire che ha la sua bella parte centrale nella storia, ed è ben condito di azione e plot twist. Forse c’era un po' troppa carne al fuoco, ma mi sento soddisfatta, tutto sommato.