Benvenuti nel Bosco dei Sussurri, il grande parco dei divertimenti ai piedi degli Appalachi dove, tra mirabolanti montagne russe, giardini pittoreschi e collezioni di meraviglie, le fiabe del folklore diventano realtà. Da qualche tempo, però, nessuno varca più i cancelli del parco per divertirsi. Virginia Strauss, matriarca della famiglia che da generazioni manda avanti il Bosco dei Sussurri, ha chiuso i battenti lasciandolo andare in rovina. A sua nipote Frankie, diciassettenne esuberante e irriverente, in realtà non poteva capitare nulla di ha vissuto in prima persona le tentazioni e la corruzione causate dalla ricchezza eccessiva, ed è pronta a dire addio alla gabbia dorata in cui è cresciuta. Ma quando Virginia scompare, Frankie capisce che i segreti e le colpe della sua famiglia sono più gravi di quanto immaginasse. Con l’aiuto del misterioso custode Jem, da tempo una delle poche persone vicine a Virginia, Frankie è determinata a esplorare ciò che rimane delle attrazioni ispirate alle favole tradizionali tramandate dagli Strauss, per scoprire una volta per tutte cosa si cela realmente dietro l’atmosfera magica che anima il parco. esordio fantasy dall’atmosfera dark e gotica sul peso dei segreti e sul coraggio di ritrovare la propria strada, Il Bosco dei Sussurri racconta di un luogo misterioso dove forze minacciose si nascondono tra le ombre, gli uccelli annunciano sventure e le favole non solo sembrano spaventosamente vere, ma rappresentano pericoli mortali. «Dov’è Oma?Sospiro profondamente per tentare di alleviare la pressione che aumenta nel mio petto e, intanto, nella testa mi rimbalzano le parole che ha detto la notte scorsa. Sta per accadere qualcosa. Qualcosa di brutto».
Sinceramente mi aspettavo molto altro, a partire da una trama più solida, personaggi con più spessore ed una scrittura più.."adulta". Diciamo che se sei cciovane e vuoi una sorta di romantasy con poche pretese ed un'ambientazione alternativa (su cui si poteva molto più investire e costruire), allora questo libro fa al caso tuo. Per me è un 6 politico ed un si poteva fare meglio.
Ormai ho capito una cosa: la mia definizione di gotico è moooolto diversa da quella dell’editoria moderna, perché altrimenti non mi spiego certi romantasy spacciati per quello che non sono (vedesi Belladonna). Il Bosco dei Sussurri non è da meno. Certo, come esordio è lodevole e le premesse sono interessanti, ma il modo in cui la storia si sviluppa la spoglia di qualsiasi lode. Il problema a mio avviso è che non ci sono abbastanza approfondimenti a tappare i momenti morti. Il parco è l’ambientazione centrale, ma viene sfruttato appena e rimane lì sullo sfondo. I personaggi della famiglia Strauss hanno un retaggio interessante, ma sono senza personalità e del tutto interscambiabili. Le storie e la magia dovrebbero essere il cardine della trama, ma risultano come semplici aggiunte e utili sono alla fine. Zara viene citata come un personaggio importante per Frankie, ma poteva tranquillamente non esserci e sarebbe cambiato poco. E per concludere alla fine della fiera l’unica reazione al finale è il meme del gatto che guarda confuso la telecamera e fa “uh?”. Insomma, mi aspettavo molto di più. Ripeto: le premesse sono interessanti e le idee di basi sono funzionali, ma sulla carta il tutto è risultato confuso e colmo di drammi che hanno monopolizzato l’attenzione da ciò che serviva davvero alla trama: e sì, potevamo fare a meno dei continui occhi dolci tra Jem e Frankie. Alla fine ho apprezzato molto le storie e il loro tocco folkloristico perché mi è sembrato un amabile omaggio ai Fratelli Grimm, però l’aspetto soprannaturale della vicenda non mi ha convinta. Come romanzo ya destinato a un pubblico giovane credo faccia il suo dovere, ma per chi cerca un vero dark con tinte horror/gotiche dovrà accontentarsi delle briciole lasciate dai sussurrini.
Nagsboro County, Carolina del Nord. Benvenuti nel Bosco dei Sussurri, il grande parco dei divertimenti ai piedi degli Appalachi laddove, tra mirabolanti montagne russe, giardini pittoreschi e collezioni di meraviglie, le fiabe del folklore divengono realtà. Da qualche tempo, tuttavia, nessuno varca più i cancelli del parco per divertirsi. Virginia Strauss, matriarca della famiglia che da generazioni manda avanti il Bosco dei Sussurri, ha chiuso i battenti lasciandolo andare in rovina. A sua nipote Frankie, diciassettenne esuberante e irriverente, in realtà non poteva capitare nulla di meglio: ha vissuto in prima persona le tentazioni e la corruzione causate dalla ricchezza eccessiva, ed è pronta a dire addio alla gabbia dorata in cui è cresciuta. Ma quando Virginia scompare, Frankie capirà che i segreti e le colpe della sua famiglia sono più gravi di quanto immaginasse. Con l’aiuto del misterioso custode Jem, da tempo una delle poche persone vicine a Virginia, Frankie è determinata a esplorare ciò che rimane delle attrazioni ispirate alle favole tradizionali tramandate dagli Strauss, per scoprire una volta per tutte cosa si cela realmente dietro l’atmosfera magica che anima il parco.
Quest'oggi, miei egregi lettori, assaporeremo un esordio letterario, dall'atmosfera gotica, incentrato circa il peso dei segreti ed il coraggio di ritrovare la propria strada, per mezzo del romanzo paranormal fantasy a tinte dark "𝑰𝒍 𝑩𝒐𝒔𝒄𝒐 𝒅𝒆𝒊 𝑺𝒖𝒔𝒔𝒖𝒓𝒓𝒊", nato dall'immaginazione dell'autrice Jo Schulte edito da Fazi Editore per la collana Lainya. Siffatta opera è narratrice di un luogo misterioso laddove forze minacciose si nascondono tra le ombre, gli uccelli sussurrini annunciano sventure e le favole non solo sembrano spaventosamente vere, ma rappresentano pericoli mortali. Ad inizio volume, verremo dilettati dalla rappresentazione dell'albero genealogico della famiglia Strauss, protagonista di tale racconto, in qual luogo mediante una prosa narrativa coinvolgente, accattivante e pregna di mistero, seguiremo taluno avvenimento attraverso gli occhi di Francesca, "Frankie", grazie ad un One-POV in prima persona. Diciasettenne dal cuore ed animo feriti, accompagnata sovente dal tormento della solitudine. Tra stralci di articoli ed abbondanti flashback colmi di ricordi dall'importante significato, apprenderemo il mero significato della figura de "𝐼𝑙 𝐹𝑎𝑏𝑏𝑟𝑖𝑐𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝐹𝑖𝑎𝑏𝑒", il quale racconta storie cui prendono vita, sviluppandosi con la storia magica che contengono. Successivamemte, una volta completate, le famigerate storie diverranno parte integrante del parco, attrazioni a 360°. Una famiglia in crisi riunita sotto lo stesso tetto dopo considerevole tempo. Storie che non sono mai soltanto storie. Una magia diveniente sempre più pericolosa. In seguito all'improvvisa scomparsa della matriarca Virginia, "Oma", ci cimenteremo in ricerche mirate scandagliando il parco per intero, in una spirale crescente di mistero, inquietudine, angoscia e tensione. Un senso di tetraggine ricolmo di cattivi presagi. Le affascinanti descrizioni relative alle attrazioni in stato di decadenza, doneranno al racconto protagonista quel tocco gotico e tenebroso in grando di ammaliare il lettore, scaturendo in esso disparate sensazioni viscerali. In particolar modo, in seguito ad aver letto e scoperto la mistica fiaba correlata ad ognuna delle giostre. Una storia trasudante senso di colpa, tristezza, confusione, ma anche tanto affetto e tenerezza, palcoscenico della rappresentazione di letali creature mitologiche in agguato. Tra segreti, sfide, esplorazioni, inseguimenti e perdite, tra le mani abbiamo un esordio originale, spaventoso ed effervescente, un mix di humor frizzante e pericolo imboscato con protagonista un'eroina che imparerà cosa vuol dire scrivere la propria storia, tra imprevedibili plot twits e sconcertanti rivelazioni. È proprio vero, sapete? Talvolta, la cose che desideriamo sono, in realtà, dannatamente spaventose nel momento in cui ce le ritroviamo di fronte.
Romanzo dalle premesse intriganti e dallo sviluppo promettente, "Il Bosco dei Sussurri" incuriosisce soprattutto per la presenza di fiabe che, alternate al filone primario della trama, le danno un tocco folkloristico e ne giustificano la stessa esistenza. Se però il colpo di scena principale è degno di nota, non mi sono piaciuti altrettanto i personaggi, il che ha fatto sì che il mio interesse calasse bruscamente a partire dalla seconda metà del libro. Davvero un peccato.
Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online. Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.
“Nel Bosco dei Sussurri, ogni fiaba ha un’ombra più lunga della sua morale.”
Il bosco dei sussurri è un dark fantasy che cattura fin dalla prima pagina, ambientato in un parco dei divertimenti ai piedi degli Appalachi dove il folklore prende vita… e non sempre in modo benevolo. Jo Schulte costruisce un mondo che sembra uscito da una fiaba antica, ma lo riveste di inquietudine moderna: un luogo dove le attrazioni sono splendide e pericolose, e dove ogni sussurro sembra provenire da qualcosa che osserva nell’ombra. Il Bosco dei Sussurri è stato per generazioni il fiore all’occhiello della famiglia Strauss: un parco incantato, pieno di giardini, montagne russe e meraviglie ispirate alle fiabe tramandate dagli antenati. Ma ora i cancelli sono chiusi, la matriarca Virginia Strauss è scomparsa e il parco sta marcendo lentamente, come se la magia che lo animava si fosse spezzata. La protagonista, Frankie, diciassettenne ribelle e insofferente ai privilegi della sua famiglia, vede nella chiusura del parco una liberazione. Ma quando la nonna svanisce nel nulla, capisce che i segreti degli Strauss sono più profondi — e più pericolosi — di quanto avesse mai immaginato. Con l’aiuto del misterioso custode Jem, Frankie si addentra tra le attrazioni abbandonate, dove le fiabe sembrano respirare, gli uccelli presagiscono sventure e ogni passo può risvegliare qualcosa che non dovrebbe essere disturbato. Schulte scrive con un tono gotico e cinematografico, capace di trasformare un parco dei divertimenti in un labirinto di simboli, ombre e meraviglie distorte. L’atmosfera è densa, sensoriale: si sente il fruscio degli alberi, il cigolio delle giostre ferme, il respiro trattenuto delle fiabe che aspettano di essere risvegliate. La narrazione è perfetta per un pubblico YA, ma non rinuncia a sfumature più mature: paura, desiderio di libertà, senso di colpa, coraggio. Il bosco dei sussurri è un esordio che conquista chi ama i dark fantasy pieni di mistero e le fiabe che diventano pericolosamente reali, dove il passato familiare è una gabbia da rompere.
La copertina di Il bosco dei sussurri di Jo Shulte mi ha fatto subito spalancare gli occhi. Adoro i luna park, le giostre e tutto ciò che può essere bello, lucente, magico, canterino e poi all'improvviso trasformarsi in qualcosa di oscuro e di macabro, in perfetto stile gotico. Amo il gotico e il barocco, e questo romanzo è in perfetta linea con l'atmosfera horror e fortemente psicologica. Ti chiede di accendere una candela, preparare un tè bollente e avvolgerti in una coperta pesante, perché il freddo che emana dalle pagine ti entra nelle ossa. Frankie ha 17 anni ed è un personaggio pieno di spigoli, disincanto e ironia tagliente. Fa parte della famiglia Strauss, i proprietari del Whisperwood, ma si sente un'estranea a casa sua. Mentre la madre e gli zii sono ossessionati dai soldi e dal potere che il parco garantiva prima della chiusura, Frankie vede quella ricchezza per quello che è: "manette dorate". Ha un punto di vista molto cinico (e divertente) sulla sua famiglia disfunzionale. È un personaggio che piace perché vuole riscrivere la sua storia. Tutto il libro gioca sul concetto di eredità. Frankie passa tutto il tempo a cercare di scappare dal destino che la sua famiglia ha scritto per lei, solo per capire che per essere libera non deve fuggire, ma affrontare quel destino a testa alta e spezzare la maledizione. La verità, per quanto orribile, è l'unica via di fuga. Ignorare il male o il dolore del passato non lo fa sparire; lo fa solo marcire e diventare più pericoloso. Affrontare i propri fantasmi – a volte letterali – è l'unico modo per uscire dal bosco. Il bosco dei sussurri è perfetto per chi ama le atmosfere alla Stranger Things ma con un tocco più gotico e letterario. La prosa è curata, il ritmo parte lento come una giostra che sale e poi precipita in un finale frenetico. Se non vi piace la suspense, lasciate perdere. Altrimenti fatevelo un giro sulla giostra! Si vive una volta sola.
Ho iniziato a leggere questo libro senza saperne nulla, incuriosita semplicemente dalla trama, cosa che per me è abbastanza rara - soprattutto quando si tratta di autori contemporanei ed emergenti. Purtroppo questa lettura, nonostante la trama accattivante, si è rivelata per me una delusione. Da amante delle fiabe, del folklore e anche dei mistery/gialli, questo libro è un no.
Ho pensato parecchio a come valutarlo, perché all'inizio in realtà è riuscito a prendermi e intrattenermi: la scrittura è giovanile, facilmente approcciabile e anche abbastanza curata per essere un esordio; i personaggi sono abbastanza tratteggiati ed un paio mi sono anche piaciuti, in fondo. A mancare però è la sostanza, poca e anche mal gestita. Le descrizioni del parco, delle giostre e delle diverse creature non sono riuscite a trasmettermi granché, tutto tratteggiato con contorni vaghi; di gotico, tra l'altro, non ho trovato nulla. Carina l'idea di inserire le fiabe nel corso della narrazione, scritte anche bene, ma non sono riuscite ad essere "collante" tra le varie situazioni. L'interesse e la curiosità sono scemati più o meno a metà lettura - dove per altro mi sono presa anche una pausa di qualche giorno (diverse di settimane in realtà) prima di convincermi a riprenderla. Ancora prima della metà del romanzo, avevo all'incirca già capito diverse cose; non tutte e di certo non il finale, ma in un libro dove il mistero ne fa praticamente da protagonista, trovo sia un dettaglio che pesi molto. Non sono riuscita ad apprezzare soprattutto le trovate dell'ultima parte del romanzo, risolte frettolosamente e in maniera un po' banale, secondo me, nello sforzarsi tanto di riuscire memorabile e sorprendente.
Davvero un peccato, perché l'idea alla base e il messaggio che si voleva trasmettere avevano del potenziale.
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E con questa prima lettura conclusa del 2026, mi auguro di riuscire a ritornare ad essere costante con le recensioni.
Quando ho letto la trama di questo fantasy a tinte dark non ho potuto fare a meno di leggerlo. L’atmosfera che prometteva mi ha attirato come una calamita. Il libro ha due toni molto diversi, all’inizio sembra incentrato sul rapporto della famiglia che possiede il parco divertimenti, sulla rincorsa all’eredità e sui rapporti dei famigliari tra conflitti e giovialità. Parte e continua in modo così distante dalla trama che mi aspettavo che, a un certo punto, sono dovuta andare a rileggerla per assicurarmi che fosse davvero un fantasy. L’ambientazione così moderna mi ha inizialmente destabilizzata, per poi riassestarsi quando la matriarca scompare e tutto precipita ben presto assumendo toni più cupi. Sono molti gli elementi che ho amato, sicuramente l’ambientazione del parco abbandonato e inquietante, immerso in questi boschi suggestivi, e le giostre inutilizzate, che sembrano prender vita come nei più classici dei film horror. Ho apprezzato la magia che dà vita alle storie, mi ha affascinata la combinazione tra fiabe, folklore e gotico, un mix esplosivo gestito in modo molto originale. Come ciliegina sulla torta poi, ci sono alcune scene a tinte horror che ho particolarmente adorato e che mi hanno stupita, in più c’è il mistero e i colpi di scena che rendono più interessante e avvincente il tutto. C’è anche una parte romance non centrale che aggiunge pathos al tutto. Nel complesso l’ho trovata una lettura adatta anche a un pubblico YA, soprattutto per il modo in cui mescola brividi, magia e fiabe oscure. Lettura consigliata. 4 stelle per me La copia Arc è stata gentilmente offerta dalla Casa Editrice
Ho approcciato a questo libro come a un qualsiasi altro fantasy dalle tinte horror, ma vi ho trovato dentro molto di più. Il romanzo è ambientato in un parco divertimenti ormai chiuso e allo stesso modo è una montagna russa di emozioni. Non è facile parlare di argomenti sensibili ma l'autrice lo fa con grande maestria, sensibilità, e lo inserisce in un mondo intriso di segreti e magia. Ci parla dell'importanza di essere noi a scrivere la nostra storia e a chiudere con un passato doloroso senza precludersi la possibilità di un futuro ricco di luce. Mi ha emozionata molto più di quanto abbiano fatto altri testi sull'argomento e sono convinta che, come nella vita, i libri che scegliamo non sono quasi mai un caso. Pur essendo scritto dal solo punto di vista della protagonista ogni personaggio è fondamentale, è ben descritto e inserito nella trama ed è impossibile non affezionarsi anche se ognuno ha un carattere diverso, qualcuno più dolce qualcuno più spigoloso. L'ambientazione è suggestiva, intrisa dei misteri dei monti Appalacchi e della magia delle storie che, anche qui, non sono solo storie. Sono davvero felice e grata di aver collaborato con Lainya proprio per questo libro e, come ho già detto, sono convinta che non sia un caso se è arrivato proprio a me.
L'hype pazzesco arrivato dai social ha creato delle aspettative altissime; la cover, inoltre, è stato l'incentivo per correre a comprarlo. Sono stata immediatamente calamitata dalla scrittura di Jo Schulte, e la voce narrante di Frankie mi ha ipnotizzata. È il 1ooenario della nascita del parco "Il bosco dei sussurri" e c'è da festeggiare, con stampa al seguito. Eppure, tutto va storto a causa dei malumori nei confronti della capostipite, che da 18 mesi ha deciso di chiudere il parco – con la privazione di cospicui introiti per tutti, figli, nipoti... Dopo il flop della festa, Virginia scompare. La donna aveva da poco riferito alla nipote preferita "delle brutte sensazioni". Il mondo di Frankie si ribalta in poche ore, anche se trova subito conforto nel custode del parco, Jem. I figli di Virginia, invece, pensano già all'eredità. Il mio entusiasmo iniziale si perde tra le chiacchiere da salotto e le immagini poco "vivide" che ci si aspetta da un fantasy, con un World Building tutto da scoprire. Una lettura che mi aspettavo scorresse meglio, ma che a tratti ho trovato noioso e faticato a finire. Sarà meglio il prossimo!
3,5 ⭐️ Libro che mi ha incuriosita tantissimo per i presupposti, un parco giochi abbandonati con giostre ispirate a delle fiabe tedesche? Una riunione di famiglia che come è ovvio non fa altro che litigare? Ecco, l’atmosfera di questa storia è lodevole, però manca quel qualcosa che me l’avrebbe fatta amare! A partire dalla protagonista che mi sembra un po’ piatta, fino all’idea stessa della magia (magia che prende forma dalla narrazione stessa) che ha un concetto super interessante ma che rimane come “sfocato”. Per cui ottime le premesse ma un po’ meno lo sviluppo… però le fiabe da intermezzo a certi capitoli le ho apprezzate particolarmente! Promosso con la sufficienza e via!
4.5 🌟 Ho letto parecchie critiche su questo libro ma non le capisco. Mi è piaciuto molto, mi ha affascinata e ho amato quasi tutti i personaggi. Per non parlare delle fiabe Bello bello
Storia molto surreale, anche se i personaggi sono contemporanei . Omicidi e intrighi famigliari fanno si che la storia ti coinvolga. una lettura piaceva con tratti di suspense.