Un giorno ti guardi allo specchio e non vedi solo te stessa. Vedi le etichette, i commenti a mezza voce, gli sguardi pieni di giudizio. Così, senza accorgertene, inizi a portare sulle spalle un peso non quello che si misura sulla bilancia, ma quello che si insinua sotto la pelle. Ginevra era "troppo" di troppo felice, troppo spensierata, troppo sicura di sé, sempre "fuori misura" e allo stesso tempo "non abbastanza". Per anni ha cercato di stare dentro a quel vestito che si era cucita addosso, con un sorriso, una battuta, un "va tutto bene". Si è raccontata una storia quella della ragazza brillante, ironica, amata da tutti. Ma sotto quell'armatura splendente, tutto in lei gridava aiuto. Così un giorno non è stato più possibile ignorare quel grido. L'asma, le analisi, le parole dure del «Così non puoi andare avanti.» È in quel momento che Ginevra ha capito che, per quanto amasse quel corpo morbido, avrebbe dovuto lasciarlo andare. Non si trattava di cambiare forma, ma di salvare sé stessa. Di imparare ad aprirsi, ad affrontare le proprie paure, a lasciare andare tutte le bugie che si era raccontata, e soprattutto a guardarsi con gentilezza. La vera rivoluzione non è passata dalle porte della sala operatoria, né dall'oscillare dell'ago sulla bilancia, ma nel ritrovare la propria voce, nell'imparare ad ascoltarsi, a smettere di mentirsi, a dirsi con tenerezza e coraggio le parole che valgono più di qualsiasi giudizio «Sei abbastanza. Sei tu.» Dalla penna sincera ed emozionante di Ginevra Panci, un libro che è molto più di una semplice è un invito a lasciare andare i pesi che non ci appartengono e a riscoprire la libertà più quella di amarsi senza condizioni e di stare finalmente dalla propria parte.
Più che un romanzo un vero e proprio diario che ci porta nel viaggio (interiore ed esteriore) dell'autrice. Scrittura acerba ma nonostante questo il libro scorre piacevolmente. La profonda intimità e delicatezza con cui Ginevra affronta la sua storia e le tematiche che la riguardano è qualcosa di assolutamente autentico. Ho apprezzato davvero molto questo libro.
"Ma sai [...] è solo il frutto di un lavoro su me stessa che coltivo da anni, una sorta di consapevolezza profonda, ottenuta dalla spremitura a freddo dei frutti del dolore, di tutti i dolori che hanno accompagnata da quando sono al mondo. Sì: sono fiera di scrivere che sono state queste due malattie a insegnarmi cosa fosse la gratitudine per la vita. Un concetto difficile da spiegare a parole, un legame stretto con la vita e tutto quello che porta, una specie di amore, di comprensione reciproca con il mistero dell'esistenza. Una gratitudine che per un periodo è svanita, ma che poi è tornata, più forte e radicata che mai. Ecco perché mi piace pensare a queste malattie come a due doni. Una mi ha insegnato l'empatia, la forza della gratitudine. L'altra mi ha fatto capire che non tutto ha per forza un senso o una spiegazione."
Questo è uno di quei libri che ti entra sotto pelle con calma, ma una volta dentro non se ne va più. Ti costringe a fermarti, a respirare, a guardarti... A fare spazio a domande che spesso evitiamo perché fanno paura, a fare i conti con tutto ciò che cerchi di tenere in equilibrio. È un libro che parla di corpo, sì, ma soprattutto di tutto quello che sul corpo viene proiettato: aspettative, giudizi, silenzi, controllo, vergogna, paura di non essere mai abbastanza... Ferite invisibili. Leggere questo libro per me ha avuto un peso particolare. Convivo con un DCA e sto cercando, lentamente, faticosamente, di imparare ad amare è costruire un rapporto diverso con il mio corpo... o almeno a non odiarlo. Non sempre ci riesco. Spesso inciampo. Eppure, in queste pagine, non mi sono sentita giudicata né corretta. Qui ho avuto la possibilità di dire “fa male” senza sentirsi deboli o sbagliati. Il corpo non è un progetto da correggere, ma una storia da ascoltare. È una casa ferita, abitata da emozioni che chiedono ascolto. Non è un libro facile, ma è un libro necessario. Ti mette davanti a te stesso, alle parti che fai finta di non vedere, e lo fa con rispetto. Con verità. Con umanità.
🇮🇹 È un libro che fa davvero bene al cuore. All’inizio pensavo di trovare ordine tra le pagine, ma invece si tratta di un tenerissimo caos, proprio come quello interiore. Chi ha vissuto esperienze anche lontanamente simili a quelle descritte potrebbe avere “lacrima facile” durante la lettura. Per il contenuto meriterebbe 5 stelle, ma dato che la scrittura è ancora un po’ inesperta, ho scelto di dare 4 stelle: una penna giovane, ma già eloquente, colta e sottile.
🇬🇧 It’s a book that really warms the heart. At first, I thought I’d find some order in the story, but instead it’s a sweet kind of chaos, just like the inner chaos it describes. Anyone who’s had even remotely similar experiences might find themselves reaching for tissues while reading. The story itself deserves 5 stars, but since the writing is still a bit inexperienced, I gave it 4: a young author, but already eloquent, cultured, and subtle.
Ho scoperto di questo libro seguendo la pagina Instagram di Ginevra. Inizialmente non sapevo cosa aspettarmi, sicuramente una biografia, ma quale toni avrebbe usato? Una volta iniziata la prima pagina ho capito subito che l’avrei letto in un soffio e così é stato. É un libro davvero molto coinvolgente, mi é sembrato di entrare nella vita di Ginevra, magari osservandola da un angolo. Mi sono ritrovata in molte frasi che lei ha scritto e ho tanto ma veramente tanto apprezzato come lei ha affrontato i temi delicati senza mai risultare pesante o ripetitiva.
Seguo Ginevra da un po' di anni e mi sono sempre identificata in lei per certi aspetti. È la classica ragazza che ti sembra di conoscere da una vita ma che in realtà nasconde molto di più. Conoscere questa parte della sua vita mi ha commossa, sconvolta, divertita e incoraggiata. Una storia che ti sprona a dire "dai ce la posso fare", qualunque sia il tuo "problema".
5 ⭐️ Non posso che dare 5 stelle a questo splendido libro! Un libro scorrevole nella lettura, lo divori, ma che racchiude al suo interno un viaggio che nessuno si aspetterebbe! Complimenti a Ginevra, per la scrittura ma soprattutto per la persona che è! BRAVA!
Ho voluto finire febbraio con un libro breve. Sapevo quanto sarebbe stato bello. Perché seguo Ginevra sui social ed è una di quelle che se l’algoritmo non mi suggerisce, me la vado a cercare.
Ho pianto. A pagina 16, e poi ho continuato a seminare lacrime.
Bello ed intenso. Conosciamo la vita di Ginevra attraverso queste pagine ricche di sentimenti, emozioni, dolori, pianti, lotte, amore, famiglia ed infinita voglia di vivere, nonostante tutto. Una storia molto ricca di significato.