UN AMORE IMPOSSIBILE. UN SEGRETO SEPOLTO. LA STORIA DI DUE DONNE UNITE DAL DESTINO.
UNO STRAORDINARIO ESORDIO IN CORSO DI PUBBLICAZIONE IN TUTTA EUROPA.
In Sardegna, nella notte tra Ognissanti e il due novembre, le tavole vengono apparecchiate per accogliere i defunti. Per sa chena pro sos mortossi tirano fuori le migliori tovaglie ricamate, i piatti delle feste, l’aria si riempie di profumi di erbe e pane, in attesa che le anime tornino nelle case che hanno amato. Tutto questo Iride Dessì non lo ricorda più. Vive da anni lontano da Padria, il paese nel cuore aspro e luminoso del Meilogu, dove è cresciuta. È solo la morte del padre che l’ha riportata lì. Nella grande dimora dei Dessì, ricchi possidenti di Padria, tutto è rimasto com’era e nelle stanze cariche di memorie pare quasi di sentire gli avi sussurrare. È Tata, la donna che si è presa cura di lei quando era bambina, custode di saperi antichi e segreti mai rivelati, a guidare Iride tra le ombre che sembrano abitare ogni angolo. E che chiedono di essere ascoltate… Per caso o per destino, una vecchia fotografia, ingiallita dal tempo, induce Iride a sfogliare le pagine del grande libro del passato, e a imbattersi in Mimì Oppes, trisavola ribelle destinata a un matrimonio infelice. Così, Iride ripercorre una storia che ha il sapore della leggenda, rivive l’amicizia profonda tra Mimì ed Elisabeth Hope, donna inglese incredibilmente libera e indipendente, e l’amore travolgente e inatteso con Emanuele Manca, un leggendario bandito che faceva parlare di sé a Padria.
Costruito come un gioco di scatole cinesi alla Cime tempestose, mescolando ricordi familiari e invenzioni romanzesche, La cena delle anime attraversa i secoli e le generazioni, scava nel cuore di una Sardegna misteriosa, dove la vita e la morte, il passato e il presente camminano ancora fianco a fianco.
«Ogni famiglia ha i suoi segreti. Sono come fardelli. Qualcuno li porta nella tomba, altri rimangono sospesi, in attesa di essere svelati. E finché non lo sono, le ombre non spariscono, non possono andarsene».
Anche basta con la Sardegna magica e selvaggia in cui sembra che non siamo mai usciti dall'età del bronzo. Anche basta con la parola "ancestrale" solo perché sì. Qui, poi, a dare a riti/tradizioni/credenze una patina di cultura pop ci pensa l'amore impossibile a prima vista. Va be'.
La Cena delle Anime è una storia con una premessa affascinante e un'idea di fondo molto bella. L'ambientazione in Sardegna è un vero punto di forza: i luoghi sono descritti con cura, offrendo un sottofondo evocativo e ben reso. La scrittura è indubbiamente scorrevole e piacevole, rendendo la lettura molto rapida e adatta a chi cerca un romanzo che si divora in fretta. Tuttavia, il potenziale della storia non è sfruttato a pieno. Il racconto risulta a tratti troppo sbrigativo e avrebbe beneficiato di uno sviluppo più ampio. In particolare, la seconda parte in mia opinione è gestita in modo troppo veloce e immediato, togliendo spessore all'evoluzione dei sentimenti. Avrei gradito una caratterizzazione e un'evoluzione dei personaggi più dettagliate, che avrebbero dato maggiore profondità emotiva alla narrazione. Infine ho sentito la mancanza di una chiusura più netta su certi aspetti, ma non voglio fare spoilers! Lettura comunque consigliata!
In Sardegna, nella notte tra l'uno e il due novembre, si celebra Sa chena pro sos mortos (in italiano la cena per le anime dei defunti). Usanza in passato ampiamente diffusa adesso si mantiene soltanto in alcune località. Consiste nel preparare una tavola usando il tovagliato migliore che si possiede, si arricchisce poi Sa mesa di svariate pietanze della tradizione sarda (principalmente pane e dolci), e si attende l'arrivo delle anime che tornano a far visita alle famiglie. Questa storia vede protagonista la famiglia Dessì, a Padria, in generazioni diverse: la storia di Iride si svolge nel 2022 e quella di Mimì, sua trisnonna, si svolge nel 1899. Iride torna in Sardegna alla morte del padre per dare l'ultimo saluto e sistemare le sue cose ed entra in contatto con una storia passata, una sorta di "maledizione" che colpisce le donne della sua famiglia. Tra realtà, folklore, reperti nuragici e pozzi sacri la storia si svolge in una terra selvaggia e profumata che viene descritta molto bene; mi sono sentita a casa ed è stato bello fare un viaggio nel passato, all'epoca dei banditi. Mi è piaciuto, forse l'unica pecca è stata non avere tutte le risposte sul finale (ma questo dipende dal mio bisogno spasmodico di sapere quindi è una personale opinione). Nel complesso è un libro scritto bene, scorrevole, con diversi intrecci e una storia d'amore travolgente che mi ha emozionato. Se mai vi capitasse di passare da queste parti vi consiglio di visitare il citato pozzo di Santa Cristina che si trova nell'area archeologica vicino a Paulilatino. Nel pozzo, grazie alla sua apertura superiore, avviene ogni 18,6 anni il Lunistizio maggiore: la luce della luna raggiunge lo specchio d'acqua, perfettamente allineata con il foro del pozzo. L'area è davvero bellissima.
MARIA LAURA BERLINGUER LA CENA DELLE ANIME Sa chena pro sos mortos
Autrice mai sentita Grazie cugina per il regalo.❤️ Storia dalla dinamica abbastanza prevedibile,con un interessante riferimento alla psicogenealogia… avrebbe potuto coccolare di più se la prosa fosse stata più originale, i riti, le descrizioni di paesaggi, paesi e persone avrebbero avuto una spinta in più se lo stile non fosse stato così comune… o forse sono io troppo esigente che vorrei la prosa di Zola nella descrizione delle nostre campagne, l'introspezione di Proust nel descrivere stato d'animo o i riti ancestrali sardi che il libro racconta. O la poesia di Sergio atzeni mentre parla degli antenati.. Sapori e profumi familiari sono emersi , ma più dal ricordo che dall evocazione letteraria . Tradizione che va perdendosi Non ci sono più le nonne di una volta .. è un peccato… La memoria va preservata e i segreti devono svelarsi per un giusto fluire delle energie e dei destini.
Sapeva che certi sogni non erano mai casuali. Gli antenati trovano sempre il modo di comunicare
dafnomanzia
«Chi tiene tutti lontani lo fa perché porta dentro una ferita, un segreto. È come un animale che si protegge.»
«Quando ero ancora una bambina papà mi portava fuori all’alba. Mi diceva di ascoltare la musica del mondo. Ascoltala anche tu…»
piante nella tradizione popolare della Sardegna, di Aldo Domenico Atzei
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Letto in un giorno durante un viaggio. Forse mi aspettavo qualcosa di piu, ma ammetto di averlo letto velocemente perche’ non mi prendeva piu di tanto e volevo inziarne un altro. Bella la storia degli antenati, ma molto fantasiosa. Misteri, leggende, maledizioni. Non indimenticabile. Non so se lo consiglierei.
“Il passato non è solo memoria e non va solo ricordato. Il passato è segno, richiamo. E va compreso lasciandosi guidare dalla bussola del cuore”
Un segreto che accompagna una famiglia da molte generazioni. Un’amore che ha voluto sfidare il destino e le convenzioni sociali Una tradizione che appartiene a questa terra, la Sardegna. Un bel romanzo, lo consiglio!
Una storia appassionante, che si sviluppa tra il 1899 e il 2022 portando alla luce la verità sul grande coraggio di Mimì Dessì che per amore scelse di stravolgere la sua vita trasformando la sua fuga in un vero mistero tramandato per decenni. Saranno i discendenti a ricostruire la verità, riportando alla luce quei segreti che renderanno possibile a loro raccogliere l'eredità dei loro avi.
Ma com'è' possibile? Ancora con queste cose dell'800? Poi i sardi si incazzano, perché diciamo che scrivono sempre le stesse cose. Tempo sprecato, per non parlare dei soldi. Evitate: è scritto da terza media.
Apprezzabile la descrizione della cultura sarda, sia dal punto di vista architettonico che di usanze popolari. Al di là di questo, però, ho trovato veramente molto poco.. personaggi poco convincenti, sviluppi eccessivamente improvvisi, una storia che non riesce mai ad appassionarmi davvero.
Romanzo molto scorrevole: lo stile dell'autrice è leggero e mai pesante. Personalmente, ho preferito le parti ambientate nel 1899. Mi ha colpito il rapporto d'amicizia descritto e la passione che travolge Mimì, raccontata in modo davvero emozionante. Il libro parla di riti antichi, archeologia sarda e passioni che affondano radici profonde nel passato. Ho scoperto i pozzi nuragici, luoghi magici e spettacolari. L’unico aspetto che mi ha un po’ delusa è che mi aspettavo di trovare qualcosa in più su sa chena pro sos mortos. Nonostante questo, resta un libro che mescola mistero, storia e emozione, capace di far scoprire un lato affascinante della Sardegna.