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De morte

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Della morte non si può più parlare. È parte integrante della vita, ne accompagna tutte le fasi ma, per paura, ignoranza o scaramanzia, molti non osano neppure pronunciarne il nome. In questo saggio, che d'improvviso si fa romanzo, senza mai perdere la vocazione poetica, Ottieri analizza le influenze del morire sul vivere, consapevole che una vita intensa non può che contemplare costantemente la propria fine. Chi non sa accostarsi alla morte, mentre vive, non è mai veramente vissuto. Complice una lunga malattia, l'autore si sofferma sull'idea della fine in un confronto impervio e appassionato con le posizioni della psicoanalisi, della psichiatria, della medicina, ossia della scienza, così impotente nell'orientarsi oltre il perimetro dell'esistenza. Diventa perciò essenziale un dialogo con uomini di religione, filosofi e teologi, partendo da posizioni laiche, ma in rapporto con una dimensione metafisica che rispecchia lo slancio più profondo dell'uomo. Con l'inquietudine intellettuale che l'ha sempre contraddistinto, Ottieri aggiunge un tassello prezioso alla speculazione filosofica sul senso della vita.

134 pages, Kindle Edition

Published October 17, 2025

7 people want to read

About the author

Ottiero Ottieri

38 books3 followers
Ottiero Lucioli Ottieri della Ciaja, noto comunemente come Ottiero Ottieri, è stato uno scrittore, sociologo e traduttore italiano.
Nato a Roma nel 1924, ha cominciato a scrivere a quattordici anni, sulla terrazza di un alberghetto a Villabassa, descrivendo le Dolomiti.
Per un certo periodo si dedicò alla letteratura greca traducendo (e pubblicando giovanissimo presso l’editore Capriotti), l’Agamennone di Eschilo, preceduto di un saggio introduttivo. Dopo la laurea ha seguito un corso di perfezionamento in letteratura inglese.
Nel 1948 si trasferì a Milano. Fa l’analisi con Cesare Musatti, frequenta la sede del PSI e collabora all’“Avanti”, psicoanalisi e politica sono gli strumenti per entrare nella vita. Viene assunto dalla casa editrice Mondadori. Fra le opere principali: Memorie dell'incoscienza, 1954; Tempi stretti, 1957;
Donnarumma all'assalto, 1959; L'impagliatore di sedie, 1964; I divini mondani, 1968; Il campo di concentrazione, 1972; Di chi è la colpa, 1979; Il divertimento, 1984; Improvvisa la vita, 1987; Una tragedia milanese, 1998.

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Profile Image for Valentina.
55 reviews
November 24, 2025
Lo stile fatto di principale-punto, principale-punto, principale-punto non fa per me: all'inizio mi annoia per poi irritarmi perfino. Lettura fatta in condizioni non ideali, vorrei riprenderla per analizzarla meglio, poiché il tema della morte (del pensare alla morte) è sempre molto affascinante. Qui si passa dal saggio alla narrazione in prima persona e poi a un dialogo/confessione a tre voci sull'importanza della morte per la vita.
Quintiliano: un Woody Allen con poca ironia e molta vanità.
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