Yuna, hostess di volo coreana elegante e sempre in ordine, non aveva previsto che la sua permanenza a Roma includesse un rider romano con scooter rumoroso e sorriso disarmante. Gerardo, dal canto suo, pensava solo a consegnare cibo… non a perdere la testa per una donna che attraversa continenti come lui attraversa semafori rossi.
Loro due insieme sono un mix lei precisa, lui improvvisato; lei vola a diecimila metri, lui non riesce nemmeno a far partire il motorino al primo colpo. Eppure, tra baci rubati, malintesi culturali e imbarazzanti scenette da manuale, nasce una storia che funziona proprio perché non dovrebbe funzionare.
Un amore a distanza che prova a sopravvivere tra valigie sempre pronte, gelosie lampo e qualche scelta fin troppo umana. Divertente, dolce e un po’ un romanzo che ti mostra come, a volte, basta davvero l’ultimo sorriso per mandare all’aria tutti i piani.
Ho letto L’ultimo sorriso di Gerardo Martorelli e posso dire che è una di quelle storie d’amore che non si dimenticano facilmente. È un libro che parla di amore vero, di quello che resiste alle difficoltà, al dolore e alle prove più dure della vita. Una storia che ti insegna ad amare con il cuore, senza riserve, e a non dare mai nulla per scontato. Pagina dopo pagina mi sono sentita sempre più coinvolta emotivamente. Ci sono momenti che ti spezzano dentro, che ti fanno piangere senza riuscire a fermarti, e altri che invece ti cullano con una dolcezza infinita. È un equilibrio delicato tra sofferenza e tenerezza, tra lacrime e sorrisi, che rende questa storia ancora più intensa e vera. Questo libro mi ha distrutta, sì, ma allo stesso tempo mi ha ricordato perché vale la pena amare. L’ultimo sorriso è una lettura che fa male nel modo più bello possibile, perché lascia un segno profondo e ti porta a riflettere su quanto l’amore, quello autentico, sia il dono più grande che possiamo vivere.