Il professor Secondo Misticotto, pensionato curioso e instancabile, esplora i misteri del Piemonte insieme alla moglie Adriana, detta la spirito pratico e lingua affilata che non lo lascia mai solo… per sua sfortuna.
Tra battibecchi coniugali, racconti sussurrati da vecchi paesani e strane presenze tra vigne e castelli, Piemonte e misteri accompagna il lettore in un viaggio tra storie vere documentate e racconti di pura invenzione, sempre calati nella suggestione dei luoghi.
Si parla di castelli infestati, sparizioni mai chiarite, rituali dimenticati e personaggi che sembrano usciti da un altro tempo. Ma anche di differenze tra mito e leggenda, tra verità storica e invenzione popolare, con spiegazioni semplici e ironiche per chi vuole capire senza sbadigliare.
Questo libro è un po’ saggio, un po’ raccolta di racconti, un po’ chiacchierata davanti a un bicchiere di vino, dove ogni mistero è una scusa per divertirsi, riflettere e, perché no, rabbrividire un po’.
Perché certi misteri non vogliono essere risolti. Al massimo... raccontati.
Ho sempre amato le storie dal sapore misterioso, quelle un po’ macabre e un po’ curiose, quelle che sanno colpire il lettore e fargli venire voglia di scoprirne di più. Se ci aggiungiamo una bella dose di folklore della porta accanto, allora mi avete conquistata ancor di più!
Ma quello che ci propone Luca è un libro che è tutto ciò ma anche molto di più: tra storie vere frutto di ricerca e documentazione troviamo anche qualche tocco di pura inventiva, un mix esplosivo che sanno proprio come catturare la mia attenzione. Inoltre, il tutto ci viene raccontato dalla voce del prof. Misticotto (già il nome è una garanzia), un signore ormai in pensione ma dall’indole bizzarra e simpatica e che ha come hobby quello di scoprire nuove storie, raccoglierle insieme e raccontarle ad amici e famiglia in un ambiente caloroso e informale, tra un sorso di vino e una fetta di salame. Quale migliore modo di ascoltare questo tipo di storie se non questo? Magari accompagnati dalla moglie del sig. Misticotto, Adriana, una figura altrettanto singolare e frizzante che sa come tenere testa al marito e agli ospiti.
Quello che abbiamo davanti è un modo diverso e particolare di esplorare castelli, partecipare a rituali dimenticati nel tempo, ed indagare su sparizioni misteriose. Un tono leggero che ben si presta a coinvolgere chi legge ma senza far perdere quel tocco di magia al racconto. Credo anche che questo sia il modo più efficace per permettere al lettore di imparare cose nuove, riflettere su di esse e sul loro significato senza cadere nella noia, ma anzi, è un po’ come essere ad una serata tra amici che si raccontano storie accanto al camino.
Le leggende sono il ponte perfetto tra storia e immaginazione e Luca Scoppiteri con il suo nuovo libro "Piemonte e misteri" ci conduce in un una Torino affascinante, magnetica, misteriosa e antica. " Piccoli misteri da sfogliare come vecchi libri trovati in soffitta" Attraverso i racconti dell'enigmatico Prof.Misticotto che narra alla moglie leggende, miti legati a figure tanto ammalianti quanto inquietanti:vampiri, licantropi, streghe. Tornare nel 1857 nel mistero di sepolture senza cerimonie, sulle quali aleggiano voci. Storie che spaventano, che ti lasciano con il fiato sospeso, streghe viste come portatrici di sventura ,ombre che ti scrutano nella notte, visioni che alterano e trasformano la realtà, streghe che mutano in gatti neri, streghe che si innalzano da terra. La realtà che si trasforma in fantasia. Donne mal viste,additate come "masche" (streghe) solo perché viste con un libro e con le erbe e da sole. Durante la lettura ti sembra di percepire suoni,lamenti ossessivi, ma in realtà è solo un alito di vento. La mente viaggia nell'ignoto, che fa paura; un brivido corre lungo la schiena e l'inquietudine del mistero sale. Come sempre Luca Scoppiteri ci dona brivido, suspense con storie pazzesche e con una scrittura coinvolgente e scorrevole. Un libro che si legge tutto d'un fiato, un 'immersione in quei racconti che si tramandano nel tempo e che vengono arricchiti e modificati a seconda delle credenze ⭐⭐⭐⭐⭐
Luca Scopitteri in questo volume offre una lettura originale del Piemonte: non solo come terra di risotto e risaie, ma anche come crocevia di misteri e leggende che affondano radici profonde nella cultura locale.
Il libro è una miscela equilibrata fra curiosità storiche, racconti popolari e ironia, con titoli che evocano risate ma teatri in cui si nascondono spiriti e segreti.
Il racconto è narrato con uno stile accessibile ma non superficiale: Scopitteri riesce a rendere attraenti anche i capitoli più “occulti” grazie a un tono a volte leggero, a volte contemplativo, ma sempre rispettoso delle tradizioni.
Il Piemonte emerge come una regione viva, misteriosa e sorprendente, dove la memoria collettiva si mescola con la leggenda e dove il cibo, come il risotto, diventa un filo simbolico che lega il presente al passato.