L’incertezza del futuro, la guerra, il crescente disagio sociale, la decadenza delle democrazie e la realtà virtuale che sostituisce quella reale creano una profonda insicurezza nell’individuo. Nei giovani, in primo luogo, ma anche negli adulti. Ansia, timore, angoscia, paranoia e atteggiamento rinunciatario o esplosione di questi sono i sentimenti dominanti dei nostri anni. Ci sentiamo in bilico, galleggiamo in acque agitate e desideriamo la terraferma della sicurezza che nessuno ci potrà dare perché solo noi stessi possiamo costruircela. Abbiamo però la possibilità di mettere in atto alcune strategie che ci permettono di accettare e gestire la nostra situazione di precarietà. Si tratta di impegnarsi su tre doti da abilità, competenza e capacità. Sono gli strumenti della nostra cassetta degli attrezzi per affrontare con consapevolezza operativa le sfide, le esperienze, il mondo e il destino più avverso. Giorgio Nardone mette a disposizione la sua pluriennale pratica di ricercatore e clinico durante la quale ha curato decine di migliaia di è con questo bagaglio esperienziale che ci fornisce indicazioni concrete per imparare a fronteggiare la precarietà, l’incertezza e le tempeste inevitabili del caso, confidando nelle risorse personali acquisite grazie a un lavoro costante. Come affermava Gandhi, se vuoi cambiare il mondo comincia col migliorare te stesso.
Giorgio Nardone (Arezzo, 23 settembre 1958) è uno psicologo e psicoterapeuta italiano. È il fondatore insieme a Paul Watzlawick del Centro di Terapia Strategica di Arezzo (ove svolge la sua attività di Psicoterapeuta e coach) ed è considerato la figura di maggior spicco della tradizione della scuola di Palo Alto. È autore di numerosi saggi tradotti in varie lingue e di libri di carattere divulgativo destinati al grande pubblico.