Mi hanno sempre appassionato le storie dei serial killer, i vari Dahmer, Bundy, fino ad arrivare ai nostri italiani Donato Bilancia e il mostro di Firenze, per citarne qualcuno, ma non avevo mai sentito parlare di Ed Gein prima di questo libro. Leggendo questo saggio che ripercorre la sua escalation dell'orrore, provo opinioni contrastanti. Non è giustificabile, perché si lui è stato un efferato assassino ma provo anche tanta pena per lui perché quello che è diventato è il risultato di una vita trascorsa sotto l'ala protettrice di una madre estremista religiosa protestante, che gli legge versetti della bibbia, facendogli credere che il mondo fuori dalla loro casa è un luogo di perdizione, dove gli uomini sono peccatori e la donna è una tentazione mandata dal demonio. I bambini sono delle spugne e si plasmano negli anni osservando e imitando le persone che gli circondano, Ed Gein è cresciuto in solitudine, senza amici, con un padre alcolizzato, che non ha nessuna autorità e come unico esempio solo sua madre Augusta che diventa così il fulcro sul quale poggia tutto se stesso, ogni cosa che fa dev'essere quello che sua madre approverebbe,lei è come una dea per lui, buona e giusta. In questo clima di totale sottomissione alla genitrice, quando lei muore, ad Ed Gein viene a mancare il punto di riferimento e rimanendo completamente solo, la sua mente incapace di accettare la sua perdita, elabora un piano per tenerla sempre con sé. Incomincia così a profanare le tombe nei cimiteri in cerca di parti umane adatte a ricostruire il corpo di sua madre, dando ascolto alle voci nella sua testa, che gli indicano il da farsi. Cucina e salotto diventano il suo laboratorio, dove lui dai corpi depredati, ricava maschere umane, i teschi diventano ciotole e dove la pelle umana diventa tessuto per tappezzare sedie, gilet, cinture, lampade, arrivando persino a creare un corpo di donna fatto di resti umani cuciti insieme, che lui indossava insieme alla maschera per impersonificare sua madre. Per Ed infatti, la pelle non era solo un materiale, per lui vestirsi con la pelle di un altro significava entrare in quel ruolo. Solo la stanza di Augusta non viene toccata, una sorta di tempio per onorare la sua figura, per conservare intatta la memoria di quella che lui ha sempre considerato un individuo superiore. La spasmodica ricerca delle parti perfette, lo portano dal depredare le tombe all'omicidio, e verrà scoperto solo quando la proprietaria del negozio di ferramenta dove lui si serviva scompare, ed essendo l'ultimo ad averla vista, la polizia arriva nella sua abitazione. La scena che si presenta ai loro occhi è raccapricciante, Ed Gein viene arrestato quella stessa sera a casa di un vicino, dopo vari interrogatori e consulenze psichiatriche, sconterà la sua pena in un istituto psichiatrico criminale, poiché non in grado di sostenere un processo, in quanto ritenuto incapace di intendere e di volere. Analizzando l'operato di Ed Gein non può considerarsi propriamente un serial killer, poiché lui non uccideva per piacere, ma andava ricercando la perfezione in quei corpi che uccideva, pezzi degni di essere usati per dare vita a colei che per lui era un dogma assoluto. Ed Gein era un bambino nel corpo di un adulto che continuava a ricercare l'approvazione e l'amore materno. Un amore così grande per la propria madre da voler diventare addirittura lei, un amore così folle da annientare la sua ragione. Ed Gein veniva considerato strano, ma in un villaggio rurale tra gli anni quaranta e cinquanta, dove l'essere taciturni, gentili, dove ognuno si faceva i fatti propri, era la normalità, nessuno è andato oltre i suoi comportamenti, il suo ridere da solo e le sue parole sconnesse. C'è da chiedersi, se qualcuno avesse capito il suo disturbo mentale in tempo, si sarebbe potuto fare qualcosa e quindi evitare alcuni crimini?
Il culto della madre riesce a trovare un bellissimo equilibrio tra analisi, riflessione e orrore psicologico, senza mai risultare pesante o artificioso. Mi ha colpita soprattutto l’analisi di Ed dal punto di vista psichiatrico: lucida, inquietante al punto giusto e davvero affascinante, perché aggiunge profondità e rende tutto ancora più intenso. Nel complesso è stata una lettura che mi è piaciuta molto, capace di stimolare pensieri e domande anche dopo aver chiuso il libro. Complimenti all’autore per il lavoro e per il coraggio dei temi affrontati.