Il terzo sorprendente episodio della saga di Orfeo. Dopo un viaggio pieno di insidie, Orfeo, Giasone e Medea riescono ad affrontare il drago che custodisce il Vello d’oro e a sottrargli la reliquia. Comincia così la loro fuga, inseguiti dal principe Apsirto, fratello di Medea, attraverso il Mare dell’Alba. Per tentare di sfuggire agli inseguitori Giasone chiede a Orfeo – che nel frattempo ha scoperto di essere ancora tormentato nottetempo dalle Erinni incontrate nell’Ade – di dar loro soccorso con la sua magia. Il suo aiuto sarà prezioso, ma per Orfeo la vera battaglia deve ancora cominciare.
Laureato in Storia delle Religioni all’Università Cattolica di Milano, è stato giornalista e redattore. Attualmente collabora con varie case editrici come traduttore, editor e consulente: tra le sue traduzioni figurano opere di Douglas Preston e Lincoln Child per Rizzoli, e di Jonathan Stroud e Nahoko Uehashi per Salani.
Ha esordito come scrittore nel 2006 con il romanzo urban fantasy Pentar (Alacran) (ripubblicato nel 2008 con il titolo Pentar – Il Patto degli Dei).
Sempre nel 2006 ha dato alle stampe il saggio-biografia a tema spirituale La Sciamana del Deserto (Lindau – L’Età dell’Acquario), sulla vita di Doña Maria, un'italiana istruita nello sciamanesimo dagli Huicholes del Messico.
Nel 2008 ha pubblicato Il Libro dei Peccati (Alacran), raccolta di racconti di varia natura (storici, fantasy, horror) e ambientazione (la Costantinopoli del VII secolo, la protostoria biblica, l'Italia del XIII secolo, la Scandinavia medievale e il mondo contemporaneo), tutti sul tema della colpa e della redenzione.
Nel 2009 ha partecipato all’antologia Sanctuary (Asengard) con il racconto Saint Vicious, e ha pubblicato Le Due Lune (Alacran), primo urban fantasy ambientato a Milano; il romanzo, descritto dal punto di vista di una ragazza diciassettenne, ha per tema la licantropia e basa buona parte della propria ambientazione su leggende tradizionali italiane, personaggi storici (come il conte Giuseppe Gorani) e luoghi realmente esistenti (la chiesa di San Bernardino alle Ossa, la cripta di San Giovanni in Conca, il Cimitero Monumentale di Milano).
Nel 2010 ha pubblicato per Asengard il romanzo breve Il Sentiero di Legno e Sangue, rielaborazione in chiave new weird di Pinocchio; ha poi partecipato all'antologia Stirpe Angelica (Edizioni della Sera) con il racconto Il Re, l'Angelo e il Serpente, ambientato alla corte di Salomone.
Nel febbraio 2011 viene pubblicato Quando il Diavolo ti Accarezza, edito da Salani: il romanzo, sempre di genere urban fantasy, è ambientato nella stessa Milano de Le Due Lune e ha per tema principale gli angeli e i demoni; anche in questo caso l'autore si rifà a figure reali della mitologia inerente (Arioch, Azazel, Hadraniel), della storia (il conte Manfredo Settala) e della città in cui il racconto si svolge (in particolar modo vanno ricordate la Stretta Bagnera, Piazza Mercanti e Piazza Vetra).
Appassionato di occulto, cinema, telefilm e giochi di ruolo, prosegue tuttora i suoi studi di storia delle religioni e ha tenuto numerose conferenze in Lombardia e Piemonte. Alan D. Altieri lo ha definito “il geniale autore italiano che ha portato in primo piano la variazione di genere nel genere chiamata urban fantasy”.
Vive ad Arona con la moglie Erica, veterinaria, in una casa piena di animali.
Oggi vi parlo del romanzo "Orfeo. Carne e anima" di Luca Tarenzi, terzo e ultimo libro della trilogia "Orfeo".
Non aggiungerò molto rispetto a quanto scritto per i due volumi precedenti, posso dirvi che questa è stata la conclusione perfetta di un viaggio narrativo che, sin dall'inizio, ha saputo fondere mito, magia e introspezione in una cornice epica e struggente. Orfeo raggiunge il suo pieno potenziale umano ed emotivo, non è più il giovane travolto dalle passioni, ma un uomo consapevole che porta dentro di sé il peso delle scelte, un uomo che ha compreso sé stesso e il proprio destino. Lo scopo della sua vita non ruota più solo intorno a Euridice, diventa universale e totalizzante; un inno alla ribellione e alla libertà di essere.
La penna di Luca Tarenzi si conferma dolce, lirica e musicale, capace di dar vita a un Mediterraneo suggestivo dove si intrecciano con maestria storia e leggenda. Le atmosfere sono intense ed emozionanti, ogni pagina vibra di quella musica che è sempre stata il cuore della saga: la musica di Orfeo, simbolo di potere, dolore, speranza, amore, coraggio e rinascita.
"Orfeo. Carne e anima" chiude la trilogia con coerenza e profondità, lasciando l’impressione di aver assistito non solo alla trasformazione di un eroe, ma alla nascita di un mito nuovo e contemporaneo, ricco di umanità. Orfeo rimarrà per sempre nel mio cuore di lettore sognante.
Sicuramente io non ci sto con la testa, il genere non è tra i miei preferiti e lo sviluppo degli eventi mi era già noto, ma questa serie non mi ha colpita e appassionata quanto avrei voluto. I primi due volumi li ho letti a fatica, apprezzando sì il mosaico di leggende creato dall'autore, ma con la sensazione che a volte si eccedesse la misura, forzando quante più storie possibili all'interno della trama principale. Nell'ultimo libro, poi, i personaggi sono aumentati a dismisura, rendendo la lettura ancora meno agevole e più dispersiva. Nessuna rivelazione è stata particolarmente sconvolgente. Mi ha annoiata così tanto da non vedere l'ora che finisse.
Facilis descensus Infernis; Sed revocare gradum Hic labor est. Fortunatamente, l'autore si è dimostrato in grado di superare tale fatica, conquistando un voto superiore all'8 pieno in questo ultimo capitolo.
Si conclude dunque un viaggio che, come una catabasi, è stato quasi atemporale eppure pieno di imprevisti. Una discesa iniziata per pura fame di sword and sorcery, mitologia greca, stregoneria mediterranea e storie d'amore tra uomini e che alla fine mi ha portato a rivedere le stelle da cui ogni cosa si origina.
Il nostro cantastorie e stregone Orfeo, dopo aver compiuto la sua ben nota discesa nell'Altromondo, aver tentato di portare con sè Euridice ed essere venuto a conoscenza di un Incredibile Segreto di Cosmica Importanza, si ritrova ancora nel mondo terreno, impegnato ad aiutare l'amico Giasone a rubare il Vello d'Oro e concludere alcune faccende in sospeso, con la stessa urgenza di usare il suo Incredibile Segreto di Cosmica Importanza del sottoscritto quando anela a mangiare una torta alla robiola davanti ai suoi occhi da 5 minuti. Il tracio si ritrova quindi a gestire draghi, stregoni, gli elementi e varie divinità con cui ha incrociato il cammino...
Il mondo è sempre quello: una età del bronzo che, seppur con vari elementi sovrannaturali, "mondanizza" vari frammenti dei miti, anche perchè buona fortuna a dare coerenza a una storia che prende pedissequamente dalle contradditorie opere elleniche. Vari popoli con le loro, piccole o grandi, differenze culturali e fisiche che ci danno il variopinto mosaico del mediterraneo di più di 3000 anni fa. E sistema magico sempre bello ed evocativo.
Prosa sempre dignitosa, che lo dico a fare con un terzo libro?
Per quanto concerne i personaggi, con gradita meraviglia ho notato come l'autore non sia caduto 1)nella trappola Bradley del rendere pure caricature personaggi negativi, dando un Peleo che si conferma fellone e bastardo fino al midollo ma capace di cameratismo e un guerriero rispetto 2) nel rendere rivoluzionario 100% infallibile il protagonista, stemperando quello che sembrava, a fine secondo libro, un proposito di radicale rovesciamento della realtà. Orfeo si risparmia, anche se di poco, la raffica di sberle caricate a molla da fine libro precedente. E la sua relazione con Calaide... Un rapporto maturo, gentile ed equo che, seppur più sviluppato rispetto al libro precedente, non è ingombrante nel racconto. Ma voi ed io sappiamo bene che la loro storia non finirà bene. O semplicemente non finirà. Gli dei continuano ad essere... Loro. Pieni di difetti, ma con pregi anche. Finalmente rivediamo Apollo, un Light Yagami che ce l'ha fatta, dopo un libro intero senza di lui, e ancora una volta la sua presenza altera non poco la situazione. Un Dioniso benevolo verso il protagonista ma troppo distante da alcune mortali preoccupazioni per essere un vero amico. E altri dei...
Prima che inizino gli spoiler, sono soddisfatto di aver quasi azzeccato l'Incredibile Segreto di Cosmica Importanza di Orfeo. Apollo deve avermi guidato. . E qui finisce il mio percorso in questo sword and sorcery greco. Dopo aver vagato tra le selve oscure e attraversato le tenebre dell'Erebo e le distese dell'Ade, sono tornato sulla Terra a rivedere le stelle. E sono bellissime. Stretta la foglia, larga la via dite la vostra che ho detto la mia.