Tutti conoscono il mito greco di Perseo, il grande eroe figlio di Zeus che ha reciso la testa della Gorgone. Ma se alla storia arrivata fino a noi mancassero alcuni pezzi andati perduti nel tempo? E se addirittura mancasse qualcuno? Gorgonia narra di tre ragazzi, Koral, Perseo e Medusa, e dei loro destini intrecciati dalle abili mani della dea Atena e degli dei tutti. La storia di un’amicizia che si trasforma in amore e di un legame così puro e forte da diventare quasi una maledizione, tanto da non poter lasciare indifferenti le divinità. Perché “nulla possono gli uomini contro la volontà del Fato e degli dei”. Cristina Kokoro ed Eleonora Gatta rivisitano il famoso mito di Perseo e Medusa in chiave boys’ love, in una struggente storia a fumetti da leggere tutta d’un fiato!
Una rivisitazione lirica del mito di Medusa che intreccia amore, destino e ribellione. Perseo, Medusa e Koral si incontrano da ragazzi e, quasi senza accorgersene, diventano indispensabili l’uno all’altro. Ciò che li unisce va oltre la tradizione, oltre le aspettative, oltre la volontà degli Dei. Le illustrazioni alternano intensità e delicatezza, rivelando la fragilità e la forza di tre anime che cercano il proprio spazio nel mondo. Un’opera che racconta l’amore nelle sue forme più pure e dolorose, e che lascia nel lettore una traccia luminosa e indelebile.
Recensione per il blog A book with tea Ci sono storie che crediamo di conoscere da sempre, miti così radicati nella nostra memoria da sembrare immutabili. Gorgonia nasce proprio da qui: dal desiderio di guardare oltre la versione tramandata, di ascoltare le voci rimaste in silenzio e di restituire umanità a personaggi diventati leggende. Cristina Kokoro ed Eleonora Gatta ci accompagnano in una rivisitazione intensa e dolorosa del mito di Perseo e Medusa, dove amore, destino e volontà divina si intrecciano in una tragedia impossibile da dimenticare. Tutti crediamo di conoscere il mito di Perseo e Medusa. Ci è stato raccontato come una storia di eroi e mostri, di gloria e punizione. Ma Gorgonia, di Cristina Kokoro ed Eleonora Gatta, parte da una domanda tanto semplice quanto destabilizzante: e se la storia che conosciamo fosse incompleta? E se ciò che è stato tramandato avesse cancellato emozioni, legami e verità scomode?
Questa graphic novel non si limita a reinterpretare un mito antico: lo smonta pezzo per pezzo e lo ricostruisce mettendo al centro l’umanità dei suoi personaggi. Non più figure leggendarie irraggiungibili, ma ragazzi, fragili e vivi, destinati a essere inghiottiti da una storia più grande di loro. La scelta di raccontare Perseo, Medusa e Koral come tre ragazzi all’inizio della loro vita è uno degli elementi più potenti del fumetto. Prima del mito, prima della condanna, esiste l’infanzia dell’anima: l’amicizia, la scoperta dell’altro, la nascita di sentimenti che non hanno ancora un nome. In Gorgonia, l’amore non è una salvezza. È una colpa. Il legame che unisce i protagonisti diventa una minaccia per l’ordine divino, qualcosa che non può essere tollerato perché troppo forte, troppo sincero, troppo umano.
Il boys’ love al centro della narrazione non è mai un espediente narrativo o una scelta provocatoria: è il cuore stesso della tragedia. È ciò che rende la storia necessaria. Perché l’amore, qui, non viene punito per ciò che è, ma per ciò che rappresenta: una libertà che gli dei non possono permettere agli uomini. Uno degli aspetti più affascinanti e disturbanti di Gorgonia è la rappresentazione delle divinità. Gli Dei non sono figure lontane e sacre, ma presenze costanti, invadenti, manipolatrici. Atena in particolare incarna l’arbitrarietà del potere divino: decide, osserva, punisce. Senza mai sporcarsi le mani.
Il concetto di Fato permea ogni pagina. Nulla può davvero cambiare, nulla può essere evitato. Eppure i personaggi lottano, resistono, amano lo stesso. Ed è proprio questo a rendere la storia devastante: sapere che ogni tentativo di felicità è già destinato a trasformarsi in sacrificio. Pur affondando le radici nella mitologia greca, Gorgonia è una storia incredibilmente attuale. Parla di identità negate, di amore giudicato, di vite spezzate per mantenere intatto un sistema di potere. I disegni di Eleonora Gatta sono una parte fondamentale del racconto. Ogni tavola è carica di significato, ogni espressione è studiata, ogni silenzio pesa quanto un dialogo. I volti dei personaggi raccontano più delle parole: paura, desiderio, rassegnazione, amore.
Lo stile grafico riesce a essere al tempo stesso delicato e crudele, accompagnando perfettamente il tono della storia. È impossibile non sentirsi trascinati dentro le pagine, incapaci di distogliere lo sguardo anche quando fa male. Gorgonia è una di quelle storie che non si limitano a intrattenere. È una lettura che lascia il segno, che fa male nel modo giusto, che costringe a riconsiderare ciò che credevamo di sapere.
È una storia di amore, sacrificio, destino e ingiustizia, raccontata con una sensibilità rara e una forza emotiva travolgente. Una di quelle opere che si leggono tutta d’un fiato, ma che continuano a vivere nella mente e nel cuore molto dopo l’ultima pagina. Cristina Kokoro ed Eleonora Gatta hanno creato qualcosa di prezioso e doloroso. Gorgonia non è solo una rivisitazione del mito di Perseo e Medusa: è una storia che restituisce voce a ciò che è stato cancellato, a chi non ha mai avuto il diritto di raccontarsi.
Una Graphic novel che parla di Dei e di uomini, ma soprattutto di sentimenti che nessun Fato dovrebbe avere il potere di spezzare.
Un ringraziamento speciale a Panini Comics per la copia cartacea di Gorgonia, un’opera intensa e preziosa che è stato un vero privilegio poter leggere e raccontare
Era da tantissimo tempo che aspettavo che questa storia prendesse vita totalmente così come sapevo essere nella testa delle autrici. Amo la mitologia, amo in particolare i miti greci, ed ero davvero curiosa di sapere come fosse stato reinterpretato il mito di Perseo e Medusa, soprattutto in chiave boys love. Sono da sempre grandissima ammiratrice e veneratrice dei disegni di Cristina, le sue linee morbide, i suoi volti espressivi, la sua capacità di trasmettere un costante movimento dei capelli, come se fossero perennemente mossi da una lieve brezza divina (e in quest'opera ci sta perfettamente), per non parlare dei colori, sempre così caldi e avvolgenti, come l'autunno che bussa le porte appena è passata l'estate. In questo volume poi ho trovato una grande cura nello studio del vestiario e del dettaglio delle acconciature e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa: ho scoperto dei colori e delle forme che non mi sarei aspettata, davvero! La presenza costante delle divinità mi ha riportato in mente i racconti omerici, dove il divino era sempre presente accanto ai mortali, per illuderli, plagiarli, confortarli, amarli. Il mio debole è stato ovviamente per il dio Ermes, messaggero degli dei, e protettore di Perseo, il ragazzo dai capelli di sole, sempre pronto ad aiutare i più bisognosi. E parliamo finalmente dei tre protagonisti: Medusa, un carattere forte, ribelle, passionale, pronto a fare qualunque cosa pur di vivere appieno il sentimento che provava per i suoi amori; Perseo, il mio preferito, nato per essere eroe, in costante conflitto con la voglia di vivere la sua vita e la pressione di dover compiere il fato che gli è stato imposto alla sua nascita; e Koral, un piccolo pezzo di cuore, costretto dalla sua condizione di cieco e orfano a sentirsi sempre in difetto nei confronti di Perseo e Medusa, che invece non hanno mai visto in lui dei difetti, ma dei pregi da proteggere e custodire. Ho pianto quando ho capito come stava andando a finire la storia, perché il mito si doveva ormai compiere; ho pianto quando ho sentito la sofferenza eterna che i protagonisti avrebbero dovuto provare, chi per l'oblio, chi per una morte atroce, chi per non aver potuto salvare chi era amato; ho pianto quando alla fine, dopo aver provato tutto questo, ho sentito la carezza dolceamara del ricongiungimento. Un'opera bella, unica, emozionante, che porterò per sempre nel cuore, che mi ha fatto vivere diverse emozioni: mi ha fatta sperare, soffrire, singhiozzare, sospirare, ma soprattutto mi ha ricordato che l'amore non ha alcun tipo di ostacolo e che troverà sempre un modo per fare il suo corso. Grazie Cristina e Lele <3
Ci sono storie che leggi e ti piacciono, e poi ci sono quelle che ti attraversano (e ti devastano). Questo fumetto per me è stato così. L’ho amato profondamente e sì, lo dico già: una delle letture più belle del 2026 🪸🤍
Una graphic novel italiana, queer e che rivisita un mito famosissimo come quello di Perseo e Medusa? I'm in.
Disegni magnifici, storia accattivante e dolorosa, dove amore, sacrificio, aspettative e destino si intrecciano in una matassa di fili tenuti in mano dagli dei, burattinai delle vite mortali.
Perseo, figlio di Zeus e Danae, e Koral, un orfano che il re di Argo ha avuto da una schiava straniera, sono legati fin dalla culla ed il loro destino si intreccia a quello di Medusa, il figlio del principe Ditti. Tra i tre nasce subito un legame profondo, voluto dagli dei, ma che porterà a tanta sofferenza e a un fato che si deve compiere.
Ogni pagina è esteticamente stupenda, come anche la trama, che si snoda in un'antica Grecia fatta di sole, mare, feste e palazzi ma anche di divinità infide, mostri violenti e rancori famigliari.
Un'opera che merita molto, sia per i disegni che per il messaggio che manda. Piccola nota è forse il personaggio di Koral, che sembra rimanere quasi sempre vittima della sorte e non prendere mai una decisione effettiva, come invece fanno i ben più caparbi Medusa e Perseo, i cui archi narrativi ho apprezzato molto.
Che dire di più? Va letto assolutamente, se amate La canzone di Achille, i retelling mitologici, le relazioni queer questa novel sarà un sogno realizzato.
Gorgonia è un’opera boys love che mi ha conquistata in ogni suo aspetto: dalla grafica, curata e suggestiva, alla trama, capace di avvolgere e trascinare senza mai risultare superficiale. Ho amato profondamente il modo in cui viene trattato il tema del poliamore: delicato, rispettoso, autentico, lontano da stereotipi e pieno di umanità. La storia raggiunge un livello di profondità emotiva davvero pazzesco, riuscendo a far convivere desiderio, fragilità, amore e dolore in modo estremamente naturale. Ogni legame pulsa di emozioni vere, e come lettrice mi sono sentita coinvolta, messa alla prova, spesso spezzata e ricomposta. Arrivare al finale è stata una dolce sofferenza: un epilogo agrodolce che fa male e consola allo stesso tempo, e che resta dentro anche dopo aver chiuso l’opera. Gorgonia non è solo una lettura, è un’esperienza emotiva che lascia il segno. Capolavoro italiano che merita di arrivare molto, molto lontano!
Ho sentito diverse persone chiamare questa opera “capolavoro” e beh… capisco il perché! Ero sicura che mi sarebbe piaciuta, ma mi ha sorpresa davvero tanto, soprattutto per la cura e la ricerca che si vede esserci dietro. È una storia così verosimile che sembra quasi il mito originale! I disegni sono meravigliosi, la storia è dolorosa, spietata e toccante, come spesso è la mitologia greca. Gorgonia narra del Fato e degli dei che tessono le loro trame sulla vita di tre giovani uomini, ma soprattutto parla di un amore immenso e immortale, capace di sopravvivere a tutto… persino alla morte!
Questa storia mi ha distrutta, una delle riscritture più nelle mai lette nella mia vita. Le tavole sono bellissime, ma soprattutto ho amato che il legame tra i tre protagonisti venga trasmesso così bene dalla storia.
Spesso fatico a trovare graphic novel che rendano l’idea di legami così profondi con un solo volume, ma Gorgonia ci è riuscito alla perfezione.
☞ “𝐺𝑜𝑟𝑔𝑜𝑛𝑖𝑎” è un’opera che mi ha profondamente conquistata, rivisitazione a fumetti del celebre mito di Medusa e Perseo in chiave Boys Love. Sapevo che mi avrebbe fatto piangere, ma non immaginavo che mi avrebbe svuotata completamente dopo la lettura, lasciandomi per giorni con una voragine nel petto a ripensare a Koral, Perseo e Medusa. Nonostante conoscessi già la fine del mito, per tutta la lettura ho continuato ad illudermi di un epilogo differente. La storia narrata è tragica, cruda, eppure avvolgente come un abbraccio delicato, resa ancora più intensa dalle tavole mozzafiato e sublimi. Il 2026 è appena iniziato, ma già so che questa sarà una tra le opere più belle che leggerò quest’anno. Spero davvero di riuscire a trasmettervi almeno in parte la bellezza di quest’opera.
☞ La narrazione è ricca di simbolismi e allegorie (infatti ho adorato le tavole piene di metafore visive), e interessarmi ad alcuni di questi elementi mi ha aiutata a comprendere ancora meglio quanto lavoro ci sia dietro a quest’opera, come nulla sia lasciato al caso. ⮑ 1. La Gorgonia (gorgonacea) è un ottocorallo alcionaceo (comunemente noto come “corallo molle”) spesso di notevoli dimensioni e dai colori vivaci – soprattutto rosso. Il suo nome deriva dal greco Γοργόνη(gorgone), riferendosi alle ramificazioni del corallo che ricordano i “capelli” delle Gorgoni. Sia Ovidio che Plinio il Vecchio raccontano che la sua nascita è dovuta dal contatto del sangue sgorgato dalla testa mozzata di Medusa col mare. Simbolicamente è considerato portatore di fortuna e protezione. 2. Le Gorgoni (da γοργος = terrificante) erano creature mostruose della mitologia greca figlie di Forco e Ceto. Avevano ali d’oro, mani di bronzo, serpenti per capelli, denti simili a zanne di cinghiale e chiunque le guardasse rimaneva pietrificato. I loro nomi erano Euriale, Steno e Medusa. Quest’ultima era l’unica mortale delle tre e venne uccisa dall’eroe Perseo, che le recise il capo. Dal suo sangue nacquero Crisaore e Pegaso. Il sangue della vena sinistra aveva capacità di avvelenare chiunque, quello della vena destra di resuscitare i morti. La sua testa venne donata ad Atena, che la fissò sulla sua Egida. Simbolicamente le Gorgoni rappresentavano le tre forme della perversione: Euriale quella sessuale, Steno quella morale e Medusa quella intellettuale. > etimologia dei nomi • Medusa: da μεδω (dominare, proteggere) = la dominatrice • Steno: da σθενος (forza) = la forte • Euriale: da ευρυς (ampio, vasto) + αλς (mare, aia, terra) = la vasta / colei che vaga 3. Infine mi sono soffermata sul nome di uno dei tre protagonisti, Koral. Deriva da κοραλλιον (corallo), e la sua etimologia è incerta: potrebbe essere il prodotto delle parole greche κόρη (fanciulla) e άλς (mare), significando quindi “ragazza del mare”, oppure trarre origine dall’ebraico גורל = gōrāl (fato, destino). E non posso fare a meno di trovare ciò estremamente e drammaticamente azzeccato.
☞ Il cuore della trama ruota attorno al 𝑑𝑒𝑠𝑡𝑖𝑛𝑜, alla (𝑆)𝐹𝑜𝑟𝑡𝑢𝑛𝑎. Nessun personaggio mortale è davvero artefice della propria sorte: tutto avviene perché deciso da una volontà superiore. E ciò che è destinato a compiersi accade inesorabilmente. I personaggi non sono altro che pedine in un gioco divino, dove tutto è già disegnato e non può essere cancellato. È crudele e beffardo, intrattenitore perfetto per entità immortali così simili ma esponenzialmente diverse dagli umani. È per questo che mi è risultato impossibile odiare anche uno solo dei personaggi (fatta eccezione per Polidette, che basta e avanza). Ognuno, a suo modo, è vittima. Il poco controllo che hanno sulle loro vite emerge nel cambio di sesso di Medusa o nella totale cancellazione di Koral all’interno del mito. “𝑆𝑜𝑛𝑜 𝑔𝑙𝑖 𝑑𝑒𝑖 𝑎 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑖𝑟𝑒 𝑖 𝑚𝑒𝑟𝑖𝑡𝑖 𝑎𝑖 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑎𝑙𝑖”, alterandone, se non addirittura eliminandone, l’𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑖𝑡𝑎’. E l’identità è ciò che abbiamo di più prezioso.
☞ Il rapporto tra Koral, Perseo e Medusa, è una coccola: dolce, autentico, naturale. Si completano, si appartengono, restano inseparabili anche in cielo (come viene scritto negli approfondimenti). Il loro amore nasce ben prima di essere dichiarato. Sono personaggi tangibili: Perseo, schiacciato dal peso delle aspettative, combattuto tra desideri e doveri, destinato a una vita di gloria ma accompagnato da un profondo senso di vuoto; Koral, insicuro ma emblema dell’amore incondizionato, colui che non smette mai di sperare; Medusa, indipendente e testardo, il primo a scorgere il potenziale di Koral. La sua trasformazione annebbia i suoi sentimenti, li distorce facendone emergere le ombre. Diventa un mostro, e come tale viene ricordato (sempre per tornare sul tema dell’identità e della sua fragilità).
☞ “𝐺𝑜𝑟𝑔𝑜𝑛𝑖𝑎” rielabora il mito unendo diverse versioni, senza mai stravolgerlo: lo osserva semplicemente da un’altra angolazione. Per me sfiora la perfezione, e non posso far altro che consigliarlo. È un tuffo nella Grecia minoica, in un mito che sa di mare, di sole… Inoltre se volete piangere, con quest’opera non rimarrete delusi.
Non piangevo così tanto con un retelling del mito greco dai tempi de “La Canzone di Achille” e “Arianna”. “Gorgonia” ha tutto quello che la riscrittura dovrebbe avere: un profondo amore per la storia originale, unito al desiderio di creare nuove narrazioni sfidando la tradizione e offrendo un nuovo punto di vista. Koral, protagonista di questa gemma rara, è il tramite perfetto per rivivere la storia di Perseo, grande eroe greco, e di Medusa, creatura che, nel corso degli anni, è sempre stata odiata e amata (per me vale la seconda) per la sua mostruosità, una condanna crudele e uno strumento di difesa. Koral è una creatura fragile, con un destino già adombrato dalla grandezza preannunciata di Perseo, ma con una purezza d’animo che cattura immediatamente il cuore dellə lettorə. Nonostante la cecità, questo protagonista che non sembrerebbe avere nulla di eroico, riesce a vedere oltre il Fato scelto dagli dèi, accoglie l’umanità di Perseo e Medusa, amici che diventano la sua famiglia e che non lo abbandonano mai, nonostante le loro strade siano destinate a separarsi. L’amore profondo e passionale che nasce tra i tre diventa linfa vitale, un’esplosione di colori che ha come origine proprio il cuore di Koral. In ogni tocco, nei baci, nell’intimità dei loro corpi che si uniscono, il protagonista costruisce con Perseo e Medusa un universo che sia solo loro, difficile da invadere, persino per le divinità che assistono e che vorrebbero imprimere la loro volontà nelle vite di questi ragazzi. Atena, nella sua fredda e calcolata osservazione delle azioni di Perseo, e Poseidone, nel suo desiderio acceso dalla bellezza innocente di Koral, riescono a mostrare la loro forza (e la loro arroganza) tavola dopo tavola, in un vortice di emozioni conflittuali che pervade tutto il volume. Chi conosce il mito, sa che deve aspettarsi un’enorme tragedia dietro l’angolo, ma è proprio il modo in cui Koral ci accoglie e accompagna nella storia, sia da attore che da narratore (un po’ come Omero), che ci fa desiderare di attraversare comunque la tempesta. E che gloriosa catastrofe saettante che è “Gorgonia”! Tutta la sua epicità avvolge lə lettorə e lə trasporta in mondi lontani, dominati da emozioni sempreverdi. Incredibili i disegni che restituiscono la vera bellezza della Grecia antica e i colori (spesso caldi come la chioma rossa di Koral) che ricordano le gloriose pitture micenee, ora conservate nel museo archeologico di Atene. Le parole e le tavole sembrano portare con loro la preziosa eredità di un mondo antico che ci ha lasciato tantissimo. In “Gorgonia”, l’amore sfida la società stessa e lega tre anime diverse tra loro, il maschile e il femminile convivono liberamente, l’umanità si mostra onesta e terribile. Poche sono le cose che non mi hanno convinto del tutto: nonostante l’ottima rappresentazione della disabilità di Koral, mi è sembrato di vederlo fin troppo in balìa degli eventi e delle persone attorno a lui. Inoltre, per il formato di stampa di questa graphic novel, certe vignette mi sono sembrate troppo piccole, rendendo la lettura faticosa in certi punti. “Gorgonia” è una prova riuscitissima, un capolavoro che continuerò a consigliare finché avrò respiro.
fumetto che aspettavo di leggere con trepidazione e che alla fine sono contenta essersi rivelato, tutto sommato, una di quelle robe un po' comfort. non avevo capito nulla di quello che sarei andata a leggere — continuo a chiedermi se non informarmi sulle storie prima di addentrarmici sia un fatto positivo o meno — e alla fine sono stata abbastanza contenta di ritrovarmi davanti un bl fatto e finito. è una specie di “la canzone di achille” con però l'aggiunta di un threesome, di un po' di monster fucking, ecc ecc. sicuramente i disegni e le tavole colorate fanno davvero tanto: è quel genere di tratto che cercherei nelle fanart dei miei personaggi preferiti, e di fatto questa è una fanfiction con dei protagonisti che comprendo molto facilmente il perché potrebbero riscuotere tanta attrattiva. apprezzo molto i costumi che indossano soprattutto le donne del fumetto — amo le donne minoiche, percepitemi così: seno scoperto, soli rossi sulle guance, capelli lunghissimi. per il resto, ripeto, è una storia "d'amore" con fini ben precisi, alcune cose interessanti, altre probabilmente potevano essere tranquillamente eclissabili, e forse l'avrei fatto durare molte meno pagine (ma che fatica è leggere baloon così fitti in tavole con un formato così piccolo? ho preso dieci diottrie). sicuramente però non un manuale di mitologia greco, ecco.
Voto: 4.5 RECENSIONE A CURA DI SLANIF Sin da bambina, sono sempre stata affascinata dalla Mitologia. Sarà perché in casa c’era una grande raccolta a fumetti sull’argomento che adoravo sfogliare, oppure perché all’epoca della mia infanzia giravano cartoni animati che toccavano il tema, fatto sta’ che anche ora che bambina non lo sono più da un pezzo, tendo a dare sempre una possibilità a quei volumi che mi intrigano e, in generale, trattano l’argomento. Se poi sono anche sottoforma di graphic novel (mia grandissima passione), come potevo esimermi dal dare un’occasione a due autrici che non conoscevo? Mi ha invogliata anche il fatto di averne sentito parlare benissimo online e, complice un giretto in biblioteca che me l’ha fatto spuntare sotto agli occhi appena entrata, ho deciso che quel segno andava seguito e l’ho portato a casa con me. E ormai, a lettura conclusa, posso dire di aver fatto più che bene a seguire quel segno e a leggere una storia che attinge al Mito di Perseo e Medusa, ma che lo rielabora in modo così complesso, poetico, vitale e pieno di sentimento, che anche se lo si conosce a menadito, si ha comunque modo di “scoprire” cose nuove e imprevedibili. Continua sul nostro blog!
♠ Non sto dicendo che non esistono gay estremamente effeminati ne che ci sia un problema in questa rappresentazione, sia chiaro. Però Koral non è un uomo. Tutto nel suo personaggio grida donna. Il suo fisico androgino, il suo viso estremamente delicato e con tratti estremamente femminili, il modo di esprimersi, le cose che dice, il fatto che indossi sempre vestiti da donna, il fatto che abbia i capelli sempre in acconciature femminili. E non sarebbe strano se non fosse che gli altri uomini nella storia non sono disegnati come lui, quindi le disegnatrici hanno volutamente scelto di renderlo diverso da tutti gli altri uomini. Per tutto il tempo i personaggi interagiscono con lui come farebbero se fosse una donna. E il fatto che sia un uomo non ha un peso specifico nella trama, a volte mi dimenticavo che dovesse essere un uomo, la storia si sarebbe svolta con le stesse modalità, gli stessi dialoghi pure se fosse stata una donna. Forse è fatto apposta per far vedere che non ci sono differenze, e allora chapeau bas, però non credo, a me per tutto il tempo ha fatto pensare che questa scelta di disegno servisse ad enfatizzare e sottolineare il fatto che Koral fosse 'la donna' del rapporto. Per creare proprio uno stacco netto tra Medusa e Perseo, che sono disegnati molto simili, e lui.
Poi ottimo stile di disegno, mi è piaciuto come hanno scelto di reinterpretare il mito in un modo che seppur diverso segua dei fili logici della mitologia che potrebbero farlo passare tranquillamente per la storia originale.
Ieri dopo la lettura ho valutato il fumetto, poi ho lasciato passare la notte per capire se fosse stato un numero esatto. E si. Assolutamente.
Un'opera inaspettata da autrici italiane, che sinceramente non conoscevo. Immensa, a dir poco, e da quell' ispirazione Milleriana che ho avvertito con forza. Ma c'è anche una grande personalità dietro, un tocco proprio innegabile. La storia non è prevedibile e il finale ti costringe l'utilizzo di fazzolettini dopo aver vissuto con i protagonisti tutta la loro vita.
Ho atteso un giorno e mi sono ritrovato di nuovo a sfogliarlo oggi per scrivere la recensione. Ottimi disegni e vasi da appendere alla parete. La lettura è sentitamente consigliata per chi ama il genere mitologico, del retelling. Il concetto di Boys love (spero di averlo scritto giusto) è secondario, per quanto mi è riguardato.
Conosco Lele e Koko già da La Calaca de Azùcar. Questo piccolo capolavoro merita davvero di essere letto, gustato come con calma e assaporato come un buon vino. Un continuo crescendo di emozioni già dalle prime pagine fino ad arrivare al finale. E poi ragazzi, che disegni... una gioia per gli occhi. La storia é magistralmente orchestrata e i personaggi sono meravigliosi. Letteralmente impossibile non affezionarcisi. Per non parlare di un Medusa genderbend molto androgino che é letteralmente ICONICO. Se avessi potuto avrei dato 10 stelle. Correte a leggere questa piccola perla dell'editoria italiana!!!
Ammaliata da disegni talmente belli da sembrare opera divina e una storia tanto avvincente quanto struggente. Catapultati in un'epoca lontanissima si, ma che genera lo stesso desiderio di autenticità e ribellione che proviamo oggi. Una rivisitazione che rapisce occhi e cuore
Questo volume unico è un'opera che aspettavo di leggere da tempo dal momento che l'abbozzo pubblicato dalle autrici a Lucca comics 2018 mi aveva incuriosito molto e che adoro la loro serie "La calaca de azucar". Esso non mi ha per niente deluso perché, sebbene sia evidente che Cristina Kokoro e Eleonora Zucca abbiano mescolato elementi del mondo minoico, della civiltà micenea, della Grecia storica e della versione ovidiana del mito di Medusa, hanno realizzato quella che si può definire un'eccellente e celestiale macedonia. La storia è una reinterpretazione di questa variante molto famosa incentrandola non solo su Perseo e una Medusa rappresentata come un aitante e gioviale ragazzo ma anche su Koral, un orfano cieco, i quali inizialmente sono solo cari amici d'infanzia ma il loro legame presto si trasformerà in un amore profondo e totalizzante (come avete notato non c'è minimamente un triangolo amoroso ma una relazione poliamorosa). Tuttavia, a causa del fato "da cui nessuno sfugge" e del volere degli dei le loro vite saranno sconvolte da eventi tragici, dei quali alcuni sono prevedibili se si conosce il mito, mentre altri sono abilmente inventati e rappresentati dalle autrici, che confermano con questo titolo la loro capacità di saper scrivere trame e personaggi che coinvolgono e stupiscono i lettori. I disegni sono a colori e mescolano influenze manga con lo stile fumettistico italiano di tono più realistico: l'unico problema è la dimensione del volume scelta dalla Planet manga poiché può non permettere di leggere al meglio le tavole in quanto queste ultime sono una combinazione tra quelle piene di particolari della scuola francese e le vignette libere e a volte complesse di quella manga. Lo consiglio soprattutto a chi ama la mitologia greca, i boy's love “ENNEAD” di Mojito, “Marginal” di Moto Hagio, “Nine stones” di Samuel Spano, “Il poema del vento e degli alberi” di Keiko Takemiya e “RG Veda” delle CLAMP e il fumetto "Unboxing Pandora" di Fabio Pia Mancini.