Che cosa significa essere uomo, oggi? E come si può costruire un maschile diverso, che non si lasci imprigionare dai modelli tradizionali? Occorre interrogarsi sull'origine di certi automatismi, imbarazzi, silenzi. Serve parlarne. Tra uomini, soprattutto.
Irene Facheris intreccia decine di testimonianze di uomini che hanno deciso di raccontare il rapporto con se stessi, con gli altri uomini, con le donne. Si parla di padri e modelli, reticenze e complicità, consenso e desiderio, potere e paure; di tutto ciò che troppo spesso resta senza nome ma li attraversa ogni giorno.
Questo libro è un invito a creare uno spazio di dialogo, per smettere di difendersi e iniziare a trasformarsi. Per capire, non per giudicare. Per chi è stanco di recitare una parte ed è pronto a riscrivere insieme il copione.
Perché tutti gli uomini hanno il privilegio, e quindi la possibilità di cambiare le cose.
Un saggio veramente ricco e interessante, che porta a molte riflessioni sul tema del maschile e del rapporto tra gli uomini e il patriarcato. Attraverso una serie di interviste, l’autrice discute con diversi uomini su temi come il rapporto con altri uomini, il rapporto con le donne, la paternità e la violenza di genere. Ne emergono delle testimonianze forti, alcune molto emotive e quasi toccanti, di quanto il patriarcato possa fare male (anche) agli uomini. Da donna femminista, con rapporti non sempre facili con gli uomini, è stata una lettura che ha generato (con mia sorpresa) più empatia che fastidio. E questo mi fa pensare a quanto serva davvero universalmente coltivare l’empatia e la condivisione, per instaurare un dialogo femminista che comprenda realmente anche i vissuti maschili. Unica cosa che mi è mancata è la voce di uomini ancora meno consapevoli delle dinamiche patriarcali, ma capisca la scelta (esplicitata) di non voler inserire queste testimonianze. Per me un libro da far leggere a tutte e, soprattutto, a tutti.
Un libro difficile da leggere, a tratti commovente, a tratti arrabbiato. Scriverlo deve essere stato davvero tanto difficile. Il tema è di assoluto interesse. Il podcast da cui prende le mosse è notevolissimo, e lo consiglio spassionatamente: sentire le risposte dalla viva voce di questi uomini è davvero toccante.
"Esiste una paura, forse la più complessa e profonda, che non abbiamo ancora realmente affrontato: la paura di sé. È una forma di timore che emerge nel momento in cui si prende davvero coscienza del fatto che l'espressione "Non tutti gli uomini" è priva di significato. È un sollievo temporaneo, un placebo che non poggia su basi reali. Perché se ci si espone con sincerità a questi temi, se si sceglie di ascoltare e mettersi in discussione, si arriva inevitabilmente ad una conclusione scomoda ma necessaria: riguarda tutti gli uomini, per il solo fatto di esserlo".
Bello. Talmente bello da provocare rabbia, tristezza, solidarietà, approvazione. L'autrice ha raccolto le testimonianze di diversi uomini su questioni di genere, che sinceramente a tratti mi hanno fatta arrabbiare. Il libro, a parer mio, funziona proprio per questo. Crea un dibattito sulla tematica, così vasta e delicata. Ci porta a ribaltare tutti i nostri ideali e a riconsiderarli. Lo stile di scrittura è molto semplice e chiaro, si arriva dritti al punto senza girarci troppo intorno. Qualsiasi persona dovrebbe mettere le mani su questo libro.
DA REGALARE AI VOSTRI AMICI Ho trovato questo libro una lettura illuminante che usa le storie degli uomini per aiutare a capire come noi uomini possiamo prendere atto dei privilegi e costruire un mondo più equo, almeno sotto gli aspetti legati alle differenze di genere.
Il libro che tutti, uomini e donne, dovrebbero leggere. È un saggio profondo, delicato e illuminante sulla condizione maschile e su come il maschilismo e il patriarcato siano nocivi agli uomini stessi privati di un'educazione emotiva e di conseguenza anche della libertà di essere persone con fragilità e sentimenti da esprimere.