Chiara è una sedicenne normalissima, o pensa di esserlo finché non origlia una strana conversazione nei bagni della tre suoi compagni confabulano di un disastro che sta per accadere. Salta fuori che quel disastro è lei, una strega i cui poteri si sono appena risvegliati all’improvviso. Ma in Italia — anzi, in tutta Europa — non ci sono più streghe, sono sparite 500 anni fa, e sono rimasti solo stregoni maschi. Allora perché proprio lei? Perché proprio in quel momento? Ma soprattutto, sarà davvero così?
Un fantasy Young Adult queer e intersezionale sulla scoperta di sé, dei propri sentimenti, e sulla speranza di cambiare il mondo
È una storia che parla di crescita, di scelte difficili e di quel momento fragile in cui l’adolescenza si affaccia sul baratro dell’età adulta. Anche se seguiamo principalmente Chiara, la narrazione è profondamente corale: le voci degli altri personaggi emergono con forza, dando vita a un intreccio emotivo denso e credibile.
La magia non è solo un elemento fantastico, ma una forza intimamente legata alle emozioni, agli slanci e alle paure dei protagonisti. Profezie, destini imposti e aspettative schiaccianti incombono su questi ragazzi, costringendoli a confrontarsi con un futuro che non hanno scelto. Eppure, tra loro nascono legami autentici, fatti di fiducia, sacrificio e amore.
Ho apprezzato in particolare la varietà e la profondità dei personaggi: nessuno è perfetto, nessuno è solo ciò che appare. La figura della Sibilla, in particolare, aggiunge uno strato di fascino e complessità alla storia, diventando una guida più che un oracolo distante.
Dietro la magia e il senso dell’avventura, il romanzo affronta temi importanti con delicatezza e intelligenza, dimostrando come anche una storia fantastica possa parlare in modo diretto e sincero delle emozioni umane. Una lettura coinvolgente, che cresce pagina dopo pagina.
Citazioni a Code Geass in un libro del 2025? Non nel mio bingo.
Ho trovato assolutamente adorabile la prima parte, il tono da romantic comedy unito alla magia (con un interessante modo di porla, basata sulle emozioni). Dialoghi tra i personaggi super divertenti così come le loro vicende e le loro interazioni. Mi ha convinto meno la seconda parte, perché ho trovato molto superficiale l'intera discussione sul confronto streghe/stregoni relativo ai rapporti di genere. Capisco che questa sia una storia per un pubblico giovane, ma esistono libri che riescono comunque a trattare temi seri bene, qui alla fine si riduce a "c'è un cattivo, mica un problema di fondo". Però mi ero affezionata ai personaggi e le loro vicende personali mi hanno convinto, soprattutto una certa cosa che è successa tra le coppie mi ha proprio messo di buon umore. E sì, leggerò assolutamente anche lo spin off quando uscirà perché altrimenti è criminale com'è finita.
Ringrazio l'autrice Maria Francesca Obinu per avermi omaggiato di una copia ARC.
Witchless è un adorabile YA dalle witchy vibes perfette per una lettura autunnale. I cinque protagonisti sono sedicenni credibili, che tra un'interrogazione di matematica e piccoli problemi di cuore crescono, fanno i conti con un antico torto, e decidono di prendere in mano la situazione e risolvere un problema forse più grande di loro, in un volume autoconclusivo che lascia la porta aperta per uno spinoff che deve assolutamente vedere la luce.
Chiara, punto di vista principale, è una ragazza come tante, appassionata di anime (quel capolavoro di Code Geass è citato un bel po' di volte), testarda e leale. Attraverso i suoi occhi esploriamo un mondo nascosto sotto i nostri stessi occhi, dove gli stregoni vivono tra noi e le streghe sono sparite a causa dei processi del Cinquecento. È una prospettiva fresca e molto giovane, una lettura davvero carina per chi vuole provare a rimettersi nei propri panni adolescenziali.
Gli altri personaggi brillano, soprattutto Gennaro, Sibilla Cumana. Tramite la sua prospettiva e quella di altri personaggi, l'autrice analizza anche la disforia e la transfobia. Un'altra tematica ben esplorata è quella delle relazioni poliamorose, con un trio FFM che si forma in maniera molto dolce e naturale.
Il worldbuilding è semplice ma ben sviluppato; l'ambientazione tutta italiana è molto gradevole, con continui rimandi a città e abitudini. Il sistema magico è di stampo abbastanza classico, ma si distingue per il fatto che per fare incantesimi sia necessario concentrarsi su certi tipi di emozioni. Non mancano naturalmente pozioni e paradossi temporali.
Grazie all’autrice per avermi fornito una copia in anteprima! La recensione contiene piccoli spoiler:
Witchless è un fantasy young adult ambientato in un’immaginaria cittadina italiana dove gli stregoni si nascondono tra le persone normali, ma di streghe non ce ne sono più da un bel po’. In Europa, almeno, dove in passato sono accadute cose molto brutte ai danni delle detentrici di poteri magici.
Chiara è una sedicenne che scopre di essere una strega, evento piuttosto raro di per sé, ma è anche una normale sedicenne con una migliore amica in preda a una terribile delusione d’amore e una cotta forse ricambiata o forse no. Le due vite di Chiara si intrecciano, perché a insegnarle a usare i suoi poteri sono Edoardo, il ragazzo per cui ha una cotta e stregone a sua volta, e i suoi amici Lorenzo e Gennaro, che non è uno stregone ma ha i poteri di preveggenza della Sibilla Cumana.
Leggendo Witchless il pensiero più frequente è stato che è il fantasy young adult che mi sarebbe piaciuto leggere quando invece Disney mi propinava Witch, che è bello, ma non è propriamente una rappresentazione credibile dell’adolescenza. In Witchless, invece, l’autrice mette in scena personaggi e situazioni molto più realistiche, senza mai scivolare in quell’edgyness che invece caratterizza molte opere per ragazzi e ragazze di quest’età. Witchless è uno young adult fiero di esserlo e adattissimo alla sua età di riferimento. Da lettore adulto mi piace sempre rivivere sensazioni ed emozioni filtrate dal punto di vista di personaggi teenager e la scrittura dell’autrice le rende in maniera autentica, con tutta la loro dolcezza e goffaggine. La storia affronta temi attuali legati al genere, che si armonizzano con la trama fantasy e con l’elemento romantico in maniera intelligente e, anche in questo caso, adatta all’età dei protagonisti e del target di riferimento.
Un aspetto che avrei preferito ricevesse un po’ più di approfondimento è il worldbuilding, che non è complesso ma resta sullo sfondo: sappiamo che ci sono streghe e stregoni, capiamo a grandi linee come è organizzata la società magica e impariamo come funziona il sistema magico di questa storia, ma non ci viene detto nulla di più di quanto non sia strettamente funzionale alla trama e questo, quando la vicenda si spinge oltre i confini delle faccende di Chiara per abbracciare un conflitto più grande, si rivela come un piccolo limite. Segnalo però una rara buona gestione del potere di preveggenza di Gennaro, che è sempre molto difficile da inserire in una storia senza incorrere in incongruenze e con cui invece l’autrice si giostra molto bene.
Anche l’aspetto sentimentale del romanzo è ben raccontato, specialmente per quanto riguarda la coppia secondaria della storia e uno dei lati dell’iniziale triangolo costituito da Chiara, Cassandra ed Edoardo. L’esplorazione della sessualità della protagonista è uno degli aspetti più convincenti della storia, che curiosamente fa passare in secondo piano quello che mi aspettavo sarebbe stato più importante, ossia la nascente relazione poliamorosa tra i tre ragazzi, che è invece solo accennata.
Ho trovato Witchless una lettura piacevolissima, che restituisce con sincerità l’esperienza dell’adolescenza e lo fa con leggerezza e facendoti divertire. È un romanzo adatto ai ragazzi dell’età dei protagonisti, ma godibile anche per lettori più grandicelli che hanno voglia di ritrovare la magia (wink wink) di quell’età.
mi ritrovate a parlare di libri per cui non ero assolutamente in target
Witchless è un'avventura YA incentrata su Chiara, che si ritroverà a sperimentare poteri magici e a scoprire un mondo magico dominato tipicamente dagli stregoni. Ci sono vari aspetti in questo libro: la vita quotidiana di una studentessa di liceo, che credo sia descritta in maniera davvero realistica (o credibile), la difficoltà nello scoprire il nuovo mondo magico, e un'indagine a più ampio respiro sul passato della stregoneria e sulla scomparsa delle streghe in europa.
C'è un buon bilanciamento tra le scene di avventura, di indagine, e di vita 'normale'. Chiara è sicuramente un'adolescente normale, un po' introversa, un po' imbranata, ma subito comprensibile per una sua coetanea. Ho apprezzato anche i comprimari - soprattutto la caratterizzazione di Gennaro e Lorenzo. Sono personaggi pensati bene e ritratti con onestà: hanno problemi ed emozioni a cavallo tra l'età adulta e quella infantile, sanno essere l'una e l'altra cosa (o forse non lo sanno). Non credo sia facile rappresentare dei liceali senza stereotiparli, e questo va detto. Ho anche apprezzato che pur essendo un libro di avventura tutto sommato leggero, l'autrice abbia inserito un po' di buona rappresentazione. Fa ridere perché esiste una strafamosa serie di maghetti che invece è abbastanza ridicola da questo punto di vista.
Witchless è anche un libro che vuole parlare di maschile e femminile; altro elemento che non potevo che apprezzare.
La lettura procede scorrevole fino a oltre la metà, poi ho trovato che il ritmo rallenti un po'. Ci sono punti dove la prosa dovrebbe fidarsi un po' di più del lettore: alcune frasi o indizi vengono ripetuti nel pensato di Chiara. Ho avuto l'impressione che sia un modo per assicurarsi che il lettore non dimentichi informazioni importanti, ma appunto perché sono importanti il lettore non le dimentica, quindi la ripetizione non serve. Connesso a questo punto: Chiara come protagonista non è molto attiva. Anche se questo è realistico (è un'adolescente catapultata in un mondo che non conosce) credo rallenti molto il ritmo della narrazione. Però si tratta di un elemento che viene anche esaminato nel testo: ho apprezzato molto il fatto che Chiara stessa "dubiti" del suo apporto alla vicenda, solo per essere smentita dai fatti.
Credo che sotto la patina 'disimpegnata' e 'YA' witchless nasconda un sacco di temi interessanti e la sua esistenza alza la media del genere. Le critiche che gli si possono fare, che pure esistono, passano necessariamente in secondo piano.