Da più di due millenni la dottrina di Confucio rappresenta un modello e un’ispirazione per milioni, miliardi di donne e uomini.
Mentre in India predicavano Buddha e Mahavira e in Iran Zarathustra, mentre a Gerusalemme fioriva il profetismo ebraico e in Grecia operavano i primi grandi filosofi, Confucio diffondeva la sua concezione morale − in cui si fondono un ideale di armonia interiore ed esteriore e la volontà di un costante impegno sociale. E per i suoi insegnamenti sceglieva un linguaggio semplice, diretto e concreto, la forma di brevi battute, lo humor di un epigramma, l’allusività di un apologo, perché un sistema organico e una teoria articolata avrebbero impoverito e travisato l’infinita ricchezza della verità. Un messaggio in grado di generare una profonda eco nel cuore del lettore ancora ai giorni nostri.
Chinese philosopher Confucius, originally Kong Fuzi and born circa 551 BC, promoted a system of social and political ethics, emphasizing order, moderation, and reciprocity between superiors and subordinates; after his death in 479 BC, disciples compiled the Analects, which contains a collection of his sayings and dialogues.
Teachings of this social thinker deeply influenced Korean, Japanese, and Vietnamese life.
L’opera è stata suddivisa in varie sezioni: il progresso morale, studio ed educazione, pietà filiale e famiglia, la religiosità laica, riti e norme tradizionali di condotta, l’impegno politico e consigli pratici e valutazioni varie. Tra gli insegnamenti più celebri troviamo l’importanza attribuita dal filosofo cinese alla pietà dei figli nei confronti dei genitori e dei parenti in generale e il rispetto che i giovani devono agli anziani. Importanza capitale hanno anche i riti, che devono essere celebrati con sentimenti puri e non con ipocrisia.
Citazioni: • È lontana la virtù dell’umanità? Essa c’è già se la si desidera. • Ciò che l’uomo superiore cerca, lo cerca in se stesso, mentre l’uomo da poco lo cerca negli altri. • Il Maestro non può essere eguagliato, come il cielo non può essere raggiunto da una scala. • Non mi affliggo se gli altri non mi riconoscono, ma mi affliggo di non riconoscere gli altri. • Chi non cambia è solo il saggio più elevato o lo sciocco più ignorante. • In passato chi studiava lo faceva per se stesso, oggi chi studia lo fa per gli altri. • Ti insegnerò cos’è la sapienza: riconosci di sapere quel che sai e di non sapere quello che non sai. Questa è la sapienza. • Studiare senza riflettere è inutile. Riflettere senza studiare è pericoloso. • Su quelli che la moltitudine odia bisogna indagare, così come bisogna indagare su coloro che la moltitudine ama. • Se il paese è in ordine, ci si vergogni della povertà e della miseria. Se il paese non è in ordine, ci si vergogni della ricchezza e degli onori. • “I fiori di ciliegio / ondeggiano … / Come non pensare a te? / Ma distante è la tua casa!” Il Maestro commentò: “Non è che egli pensasse a lei. Altrimenti, che lontananza vi sarebbe stata?”
Come ogni libro di massime va preso a piccole dosi, da leggere e rileggere con calma. Questo però contraddice il fatto che abbia letto il libro in un'ora. Lo rileggerò. Tutti questi libri di massime aiutano a fornire un altro punto di vista o meglio, un punto di vista altro a come in genere siamo abituati a vedere alle cose.
Interessante. Alcune massime mi sono molto piaciute, altre meno. Rispetto ad altri libri (poesie Zen) sono più facili da comprendere/interpretare e quindi questo libricino mi è piaciuto