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Parola per parola: Etimi, storie e usi del lessico (Intersezioni)

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Ogni parola è una ha alle spalle le sue vicende, i suoi viaggi, le sue peripezie, le sue metamorfosi. E questo spiega il fascino che da sempre suscita l’ il racconto che cerca di risalire alle radici, svelando – delle parole – l’origine, i sensi stratificati nel tempo, le parentele nascoste. Proprio come succede nelle centocinquantotto storie di parole affidate qui a firme autorevoli e organizzate in sezioni dalla ricca e intramontabile eredità delle lingue classiche agli scambi con le altre grandi lingue di cultura; dalle parole nuove o legate a mode effimere a quelle antiche che nel frattempo sono uscite dall’uso; dai modi di dire alle voci oscure dei gerghi e delle terminologie tecniche. Dopo il fortunato "La vita delle parole" (2023), Giuseppe Antonelli torna con un nuovo libro destinato ad appagare il desiderio di chi ama e vuole conoscere meglio le parole dell’italiano.

262 pages, Kindle Edition

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Giuseppe Antonelli

87 books5 followers
Giuseppe Antonelli è professore ordinario di Storia della lingua italiana, collabora all’inserto «La Lettura» del «Corriere della Sera» e racconta storie di parole su Rai Tre.

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Profile Image for Maurizio Codogno.
Author 75 books150 followers
June 5, 2026
Quante storie hanno le parole!

Come si sa, delle collane kiosk non si butta mai via nulla. Ecco che così dalla collana del Corsera Le parole dell'italiano a cura di Giuseppe Antonelli è stato prodotto prima il libro La vita delle parole e poi questo Parola per parola. Qui troviamo la storia etimologica di 158 parole ed espressioni, divise in cinque sezioni: lessico comune e familiare, parole che arrivano direttamente da latino e greco, prestiti da altre lingue, espressioni gergali o dialettali, e infine le parole arcaiche o "d'autore". Da quest'ultimo capitolo lasciatemi segnalare "gibigianna" (io la scrivo raddoppiando la n: per chi non l'avesse mai sentita, è l'effetto di far riflettere i raggi di sole muovendo un vetro), che a quanto pare era amatissima da Manzoni che ci rimase anche male quando scoprì che non c'era un termine toscano equivalente. Io imparai la parola al liceo, quando il professore di storia e filosofica (per l'appunto lombardo) si fermò in mezzo alla lezione chiedendo "chi è che sta facendo la gibigianna?" e ottenendo ventisei sguardi stile mucca-guarda-treno. Ma tutte le storie del volume sono bellissime: soprattutto quelle dove l'etimologia è ancora dubbia e i compilatori delle singole voci raccontano la storia delle ipotesi. Se amate l'italiano non potete perdervi questo volume.


Profile Image for Federico Pani.
172 reviews15 followers
January 31, 2026
Perché i pesci e i capelli sono rossi anche se hanno un colore più vicino all’arancione? Il motivo è che la parola “arancione” arrivò solo nel Medioevo. Restiamo ai capelli; nell’espressione “cercare il pelo nell’uovo”, quel “pelo” non si trova dentro l’uovo: il termine indica, per somiglianza, le fenditure di un guscio causate da rotture. Tra l’altro, fino a età moderna avanzata, ben pochi avrebbero usato la parola “causate”: semmai, si sarebbe detto “cagionate” (familiare allora, desueto oggi). Ancor più sorprendente è la sorte di “facile”: mai usata da Dante, Petrarca e Boccaccio, la parola soppiantò nel tempo l’allora comunissima “agevole”. Certo, la fine di alcuni costumi ha decretato il divorzio tra le parole e il loro significato originario (l’etimo): nell’antica Roma, il “candidato” aspirante a un pubblico ufficio era detto così perché indossava una toga bianca, “candida”. Alcune traslazioni di significato sono assai più recenti: “flipper”, in inglese “pinna”, indica il biliardino elettrico, per via delle alette che calciano la pallina metallica (un caso di “sineddoche”, cioè di una parte che indica il tutto). E però solo in Italia quel gioco è detto così: gli inglesi lo chiamano “pinball game/machine”. Se poi si vuol sapere cosa c’entra la cellula con lo smartphone – indizio: c’entra il telefono cellulare – o perché i sorci diventino “verdi”, oppure ancora perché le “antenne” da drizzare non sono quelle degli insetti: ecco, per sapere il significato e le vicende di queste e altre parole (ed espressioni) – che sono soglie per entrare in mondi fatti di storia e cultura – non perdetevi “Parola per parola. Etimi, storie e usi del lessico”, edito dal Mulino, curato da Giuseppe Antonelli. La valente schiera di linguisti che hanno redatto le numerose voci offre delle interpretazioni avvalorate da prove documentali o ipotesi ben ragionate, così da rendere il volume a prova di etimologie impressionistiche e frettolose.
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