Essere una giovane donna nella Torino di fine Ottocento non è affatto semplice. Ancora meno se si ha il dono di vedere e sentire i fantasmi, un dono che Lucilla Ingannamorte possiede fin dall’infanzia. In un’epoca in cui ciarlatani e sedicenti medium prosperano sul dolore altrui, Lucilla si infiltra nei salotti borghesi durante le sedute spiritiche per smascherarli. Ad affiancarla, suo zio, Attilio Bianchi, scienziato eccentrico appassionato di tassidermia e degli esperimenti di Galvani e l’amica Micol Lattes, studiosa della Cabala.
L’incontro con Jaime Flores, poeta argentino dallo sguardo malinconico, la trascina in un nuovo la fidanzata è scomparsa dopo aver visto il fantasma di una sposa velata, lo stesso presagio che aveva preceduto la tragica fine di una sua conoscente, morta suicida e ritenuta pazza.
Da quel momento, Lucilla si ritrova invischiata in un’indagine che si muove sul filo sottile tra allucinazione e verità, tra spiriti inquieti e menti spezzate, dove persino la realtà si incrina, come un riflesso deformato su uno specchio antico. Dovrà confrontarsi con un passato familiare lacerato e un presente sempre più pericoloso. A ostacolarla non ci sono solo gli spettri, ma anche una presenza fin troppo il questore Damiano Maltraversi, giovane ambizioso che ha più volte cercato di metterle i bastoni tra le ruote e che, se venisse a conoscenza del suo dono, non esiterebbe un istante a farla internare.
E mentre le ombre si allungano tra i viali nebbiosi della città, Lucilla scoprirà che ci sono segreti che nemmeno la morte è riuscita a seppellire.
Se amate i misteri, i fantasmi, le tematiche forti e le protagoniste indomabili, questa lettura potrebbe essere perfetta per voi!
La storia è ambientata nella Torino del 1889, dove la quotidianità mondana è affiancata dallo spiritismo e dall'occultismo. La città stessa, tratteggiata dalla penna dell'autrice, ha un'anima duplice, avvolta da una nebbia spettrale anche nei suoi punti più luminosi: dai salotti e le abitazioni borghesi si passa al cimitero e al Regio Manicomio; dall'aula universitaria di medicina al ghetto ebraico. E su ogni luogo regna un soffio di mistero e inquietudine.
In questo contesto Lucilla Ingannamorte, una giovane dalla peculiare capacità di vedere i fantasmi, si occupa di smascherare medium truffatori. Anche se, il caso che si ritroverà a dover risolvere, sarà molto più complesso e delicato di una semplice truffa, dato che includerà una donna morta suicida, Rebecca, e un'altra scomparsa, Isabella.
Lucilla è una protagonista che conquista, caparbia ed emancipata, ma allo stesso tempo ben consapevole dei rischi per una donna dalla mente sveglia in un mondo dominato dagli uomini e in cui la follia è il pretesto migliore per mettere a tacere gli spiriti liberi. Ho apprezzato tantissimo lo sviluppo delle tematiche sulla salute mentale e sul lutto, di cui questo personaggio (ma non solo) è portavoce.
Accanto a Lucilla troviamo lo zio Attilio, un "cuore di pane", sempre disposto ad ascoltare e a sostenere la nipote, ma anche un uomo con dei segreti insospettabili; e Micol Lattes, amica di Lucilla e in qualche modo suo contraltare nelle indagini sul soprannaturale: tanto Lucilla è pragmatica quanto Micol è aperta al misticismo ed esperta della Cabala. E come non menzionare il dolcissimo e malinconico Jaime Flores, poeta argentino in cerca della fidanzata scomparsa; o l'insopportabile (ma con un certo fascino) nemesi di Lucilla, il questore Damiano Maltraversi, che fa oscillare il lettore tra la curiosità e la voglia di strangolarlo.
Tra le pagine abbiamo modo di conoscere una variegata tipologia di personaggi, dal cupo vedovo Vittorio Arnaldo, all'esorcista, realmente esistita, Enrichetta Naum; ogni personaggio, anche quelli apparentemente solo di contorno, è essenziale nella rete tessuta da Samantha Grandotti: il mistero che si delinea tra le pagine lega anche quelli più insospettabili in qualcosa di molto più grande.
E accanto al mistero ci sono i fantasmi, da quelli "comuni" fino a quelli leggendari, come la sposa fantasma, in vita moglie di un ambasciatore russo e morta un secolo prima della storia. I tasselli, per quanto intricati, trovano la loro giusta collocazione soltanto alla fine... quando è troppo tardi. Il tipo di malvagità che Lucilla dovrà affrontare è letale... e nessuno è davvero al sicuro.
Infine ci tenevo a menzionare l'accuratezza linguistica presente in questo libro: ci sono ben calibrate intrusioni di francese, spagnolo e dialetto, mai gratuite ma sempre caratterizzanti.
Se vi piacciono i misteri (in alcuni punti mi ha piacevolmente ricordato "Nancy Drew"), le atmosfere cupe, nebbiose e condite dal soprannaturale non potete farvi sfuggire il primo volume di quella che si prospetta una trilogia italiana intensa e spettrale!
Lucilla Ingannamorte. Specchi e Spettri di Samantha Grandotti, romanzo gotico indie, primo di una trilogia, è stato un dono in tutti i sensi. Non solo perché è stato il regalo natalizio di una mia grandissima amica, un regalo che io avevo desiderato da quando era uscito – ottobre 2025 – ma anche perché è stata una scoperta davvero fenomenale. Ha superato aspettative che erano già altissime, è stato uno di quei libri che non ti lascia in pace una volta finito, i cui personaggi entrano nella tua mente in pianta stabile senza che tu possa farci niente. Ho ritrovato il fremito, la voglia, l’ossessione. Sono molti i libri che mi prendono mentre sto leggendo, pochissimi quelli che mi reclamano quando sto facendo tutt’altro. Questo è uno di quelli. E voglio spiegarvi perché.
Innanzitutto, le premesse affinché diventasse uno dei miei libri preferiti c’erano tutte: un romanzo gotico al femminile, di un’autrice italiana, ambientato in Italia nell’800, che parla di misteri (uno dei miei sottogeneri preferiti) e fantasmi (le mie creature soprannaturali preferite). Mettici dentro un bel golden boy, critica al classismo, un po’ di amore per l’Antico Egitto e gatti (fantasmi e non), e la ricetta del mio libro ideale è servita. Se poi l’esecuzione non solo rende giustizia alle premesse, ma le valorizza ancora di più, allora non posso che alzare le mani come nel meme di “Absolute Cinema”.
L’elemento gotico del romanzo è assolutamente purissimo: sedute spiritiche, esoterismo, antichi manieri, passaggi segreti, cripte, visite al manicomio, primi appuntamenti al cimitero. I fantasmi sembrano quasi essere un elemento superfluo. Se poi ci aggiungiamo che il tutto è ambientato a Torino, la città italiana gotica per eccellenza, e a fine Ottocento, il piatto è servito. Ogni ambiente, ogni parola, ogni azione è cosparsa di mistero, inquietudine, di un’oscurità che attrae, un macabro logico e legato al contesto. Quella sfumatura di gotico perfetta per quelle ragazze che durante un tè, dopo essersi complimentate a vicenda per i bellissimi vestiti, si chiedono: “Ma secondo te, quanto pesa un cuore umano?”
E l’esempio non è fatto a caso, perché stiamo parlando di un gotico al femminile, e proprio questa componente è una delle più preponderanti nel racconto. Questa è una storia di donne: donne scaltre, donne ribelli, donne ingabbiate ma che non mollano, nonostante tutto intorno a loro urli che quello non è il loro mondo — non ancora, almeno. E prima fra tutte è sicuramente la protagonista. Lucilla Ingannamorte, figlia del deceduto, ma non abbastanza, questore Ernesto Ingannamorte, è una fanciulla decisa, perspicace, che vede bene gli spettri, ma ancor meglio il mondo che la circonda. Il ritornello costante della sua vita è “una signorina per bene non fa questo”, “una signorina per bene non fa quest’altro”, ma Lucilla non se ne frega niente, e anzi, utilizza la sua posizione di “signorina per bene” per infiltrarsi nei salotti nobiliari e smascherare sedicenti medium che dicono di saper fare ciò che lei sa fare veramente. La differenza tuttavia non è solo che Lucilla non userebbe mai il suo dono per lucrare sulla gente disperata, ma ha anche tutti i suoi buoni motivi per tenerlo nascosto. Ho davvero amato questa protagonista, non solo perché rappresenta una personalità tenace, brillante, anticonformista (e dunque piuttosto scomoda). La amo perché Samantha Grandotti non ci tiene nascosti i difetti che ha e ha avuto. La Lucilla empatica e al di sopra delle costruzioni sociali è il risultato di un percorso che parte da una base di supponenza e, diciamocelo, un po’ classista, lo si vede bene nei flashback. E una cosa che amo è quando gli autori riconoscono che, se un personaggio cresce in un contesto melmoso, deve portarsi un po’ di melma addosso. Lucilla non era perfetta, e non lo è neanche ora, come quando lei che ha uno sguardo così vigile sulle vicende che la circondano, diventa un po’ cieca quando queste vicende coinvolgono le persone a lei vicine.
Un altro personaggio che ho particolarmente amato è stato quello di Micol Lattes, la migliore amica di Lucilla, appartenente a una famiglia di ebrei ortodossi e studiosa di Cabala. Micol è l’immagine perfetta di una ribelle. La società le dice che le donne non possono ricevere un’istruzione superiore, e lei se ne va ad ascoltare le lezioni di medicina. I genitori la tengono segregata in casa, e lei scappa per studiare testi mistici proibiti. E così via. Ma ciò che ho veramente apprezzato di lei (a parte essere una diva incredibile) è il suo rapporto con Lucilla: un'amicizia fondata su fiducia, stima reciproca, affetto illimitato. Sopporterebbero ogni cosa l’una per l’altra. Ed è difficile trovare un rapporto del genere all’interno dei media, è difficile trovare due donne che si vogliano così tanto bene e si supportano a vicenda. La loro amicizia è stata refrigerante e confortante, un modello che sicuramente dà speranza per una rappresentazione sempre più sana dei rapporti di sorellanza.
Ma non ci sono solo loro. Come ho detto prima, Lucilla Ingannamorte è una storia di donne. Donne diverse, donne sfaccettate, donne in difficoltà che combattono, cadono, si rialzano, e donne che non hanno più la forza di fare nessuna di queste cose, ma che comunque non rinunciano a reclamare la propria individualità. Lucilla cerca di dare giustizia a ciascuna di loro, anche rischiando il tutto per tutto.
Per quanto riguarda gli uomini, invece, il cast maschile non è di certo meno complesso di quello femminile. Per quanto non manchino le zecche umane che si autodecompongono con la sola forza della loro mediocrità (ciao, Lorenzo), Samantha Grandotti è maestra nella complessità dei caratteri (anche dei peggiori, come quello citato prima). E sicuramente uno che svetta, proprio in opposizione a quello citato prima, è Jaime Flores, affascinante e malinconico poeta argentino in missione a Torino per ritrovare la sua promessa sposa. Il fascino di Jaime, più che nell’immagine di artista tormentato, è nella sua capacità di non rifuggire dalle emozioni. Innamorato dell’amore e spezzato dalla realtà, Jaime Flores ha quella straordinaria abilità di riconoscere i suoi sentimenti quanto i suoi errori, accettarli e agire di conseguenza, senza nessuno che gli dica cosa, come e quanto deve sentire. E niente è più intrigante di questo.
“Damiano ha già distrutto due libri e una famiglia, spero per lui di non trovarmelo mai davanti”. Questo è uno dei commenti che ho postato su Goodreads mentre ero più o meno a metà di questo libro. Arrivata alla fine, posso dire che è un pensiero che ho ancora. Tuttavia, bestemmierei se dicessi che il questore Damiano Maltraversi, “l’antagonista”, non è uno dei personaggi più interessanti e complessi di cui abbia mai letto. Ha tutti i motivi per avercela con Lucilla. E Lucilla ha tutti i motivi per avercela con lui. Ogni conversazione fra i due è così intima, così piena di rancore, che a confronto i parenti che si scannano per l’eredità da vent’anni sembrano un contenzioso amichevole. E, in un certo senso, ciò che c’è fra di loro è anche una questione di eredità, anche se di un tipo differente. Ma c’è molto altro sotto e non vedo l’ora di scoprirlo nei prossimi volumi.
La parte mystery è stata una delle mie parti preferite. Un vero e proprio enigma da risolvere che passa dai bassifondi di Torino ai salotti nobiliari, in un concentrato di azione, macchinazioni e tradimenti. Eppure, credo proprio che il vero mistero sia ancora tutto da scoprire.
Questo libro nasce miscelando: mistero, spooky vibes e un pizzico di tristezza e amore q.b. Una ricetta perfetta che ti trascina all'interno delle avventure di Lucilla, senza nemmeno darti il tempo di renderti conto che non solo le stai leggendo, ma le stai vivendo.
Uno dei punti forti di questa storia è proprio l'ambientazione: Torino, fine 1800. Una Torino in cui vengono esasperate le sue caratteristiche più intriganti, specialmente se parliamo di misticismo ed esoterismo. Una Torino descritta in ogni suo minimo dettaglio, rispettando luoghi e cenni storici. Non stai solo leggendo di Lucilla che passeggia sotto i portici in attesa di tornare a casa, stai vivendo quella passeggiata, percepisci la nebbia intorno a te, percepisci i contorni di un portico e l'eco che ogni passo fa riecheggiare. Leggi di Lucilla che si ritrova a scontrarsi con un fantasma e quasi percepisci quegli stessi brividi che si manifestano sulla pelle della nostra protagonista, risalire su di te. Il Monte dei Cappuccini, il manicomio, ogni via (vecchia o nuova che sia), descritti con una accuratezza che chi ha il piacere di vivere in questa stupenda città, può confermarvi. Non avete mai visto Torino? Credetemi, attraverso le pagine di questo libro l'avrete percepita e (sotto certi aspetti) vissuta.
Lucilla, la nostra protagonista femminile, all'apparenza fredda specialmente a causa del suo elevato senso di giustizia, nasconde un animo dolce, ma soprattutto fragile a causa delle esperienze vissute e dal senso di tradimento che in qualche modo la infesta. Come se il suo dono (o la sua condanna, dipende dai punti di vista) sia una trasposizione di qualcosa di molto più profondo, qualcosa di radicato in lei che racconta molto di più. Un legame con l'aldilà, ma forse anche l'aldiquà. Non è una protagonista priva di difetti, anzi! Ed ho molto apprezzato come questi vengano messi alla luce, non solo dagli altri personaggi, ma in primis da se stessa, molto in linea con quel senso di inadeguatezza che lei stessa prova.
E' stato bello però, leggere di come, a prendersi cura del suo animo dolce (per quanto ben nascosto), vi siano due personaggi che giocano esattamente in contrasto con la nostra protagonista. Due personaggi che se ne prendono cura in maniera del tutto diversa, ma che entrambi ti permettono di sorridere ogni qualvolta questo avviene. Jaimie e zio Attilio sono proprio quei due personaggi che non solo accarezzano Lucilla, ma accarezzano anche te. Ho personalmente adorato il personaggio dello zio, è quella figura che funge non solo da spalla, da aiutante, ma anche da figura paterna. Non ti nega una risata, anzi, il più delle volte è fonte di leggerezza in un momento che potrebbe sembrare un macigno. E' un personaggio stravagante ed è proprio questo che lo rende ancora più apprezzabile (perdonatemi questo guilty pleasure). La sua natura, inoltre, penso sia proprio l'impersonificazione della parola "amore", leggendo comprenderete il perché, ma vi dico solamente che durante ogni sua scena, si percepisce quel senso di protezione ed appartenenza, quel senso di calore che solo un abbraccio familiare può creare. E' molto di più di un semplice parente, di una semplice "macchietta", rappresenta la stabilità nel mare di follia che Lucilla naviga.
Che dire invece di Jaime? Perdonatemi il fascino da poeta dannato, ma io sono qui genuflessa a pendere dalle sue labbra proprio come la nostra protagonista. Fascinoso come pochi, ma dannatamente dolce, autentico e puro. Ho adorato come quest'ultimo risulti entrare decisamente in contrasto, con un personaggio nettamente più scontroso, calcolatore, "sporco" e stratega: Damiano. Non vi nego, Damiano non nasce per farsi piacere, nasce per farsi odiare e probabilmente è proprio per questo potrebbe affascinare. Durante la lettura, in più occasioni mi sono trovata a non sopportarlo eppure c'era qualcosa in lui che mi incuriosiva, ma cosa? Forse il fatto di sapere, ma far finta di non sapere? Forse proprio la sua natura da stratega? Forse proprio il suo interessato disinteresse? Qualcosa di lui non quadra eppure, tutto inizia ad avere senso man mano che quello di non detto, diventa un urlo silenzioso. Forse uno dei più bei percorsi di crescita, ma soprattutto uno dei più silenziosi, mai letti. Prontissima al suo redemption arc!
Questo libro non nasconde di essere una storia di mistero, non nasconde di essere un caso da risolvere, ma c'è quel pizzico di romanticismo che in un racconto del genere non guasta mai. Non è la portata principale bensì, è quel contorno che aggiunge quel senso di completezza al piatto. Ma ATTENZIONE, non sottovalutate il potere sadico della penna di Samantha, perché se è vero che nella storia l'inganno è dietro l'angolo, anche nella realtà della lettura è così. Il finale ti lascia in sospeso, non cela di nascondere altro all'interno, ma non è questo il momento di saperlo e questo aggiunge un ulteriore senso di amarezza ad un finale che già di per sè è dolce-amaro. Quindi mi raccomando, a preparare una tisanina e dei fazzoletti per i colpi di scena finale. Ma soprattutto, tenetevi pronti a scivolare nell'oscurità insieme a Lucilla e ai suoi spettri.
Lucilla Ingannamorte: spettri e Specchi è un fantasy romance la cui protagonista è Lucilla, una giovane investigatrice che smaschera i falsi medium e chi vuole sfruttare l’occulto per arricchirsi. Il romanzo è ambientato in un’affascinante Torino del 1800 di cui Samantha descrive in modo dettagliato e suggestivo panorami, palazzi, feste della borghesia dell’epoca, bar ma anche il Regio manicomio. Lucilla è descritta come una donna risoluta, coraggiosa e dedita alla scoperta della verità, non ha paura di imporsi anche davanti agli uomini e questo in quell’epoca è un temperamento assai raro, infatti, a lei è contrapposta la sorella Charlotte, donna obbediente, che si piega al marito e non lo contraddice nonostante i comportamenti riprovevoli che ha. Nonostante la storia segua le ricerche di Lucilla, i personaggi di Micol, Attilio e Jaime saranno fondamentali per il proseguo della trama poiché essi l’aiutano a districare gli intricati collegamenti che man mano si vanno palesando durante le ricerche. Questo caso investigativo, da un lato porterà alla luce segreti che le persone più care a Lucilla le hanno taciuto ma allo stesso tempo scoprirà cosa significa innamorarsi, infatti, la vicinanza con Jaime si trasformerà ben presto in passione e sentimenti condivisi. Un ruolo molto importante lo avranno anche i fantasmi, qui divisi in camminanti e sussurranti, che daranno preziosi suggerimenti alla ragazza. La scrittura di Samantha è evocativa e permette al lettore di entrare completamente all’interno del romanzo, in modo da camminare al fianco di Lucilla durante tutto il romanzo, condividendo emozioni e sofferenze. Nel romanzo troviamo molti temi delicati che sono trattati in modo totalmente aderente al personaggio, come: la m0rt3, che permea tutto il romanzo, ma a seconda dei momenti è vissuta sia come un qualcosa di naturale e non spaventoso, sia in modo crudo quando si parla dell’attuale caso che segue, in quanto atto ingiusto che avviene ai danni delle vittime; la persona di una persona cara, da un lato vi è il dolore di Jaime, vivo, pulsante e a tratti soverchiante, dall’altro c’è un dolore mitigato dal tempo che non se ne va mai ma diviene più flebile come un tacito patto con ciò che non si può cambiare anche se brucia la gomma dell’ingiustizia nell’animo di chi resta( come succede a Lucilla per la morte del padre); la malattia mentale in quanto spesso, le donne erano accusate di isteria per giustificare tante altre patologie mentali e venivano rinchiuse nei manicomi, luoghi che sono stati scenari di esperimenti scientifici piuttosto mac4br1 e cru3nt1; l’amicizia, l’amore e l’affetto sono presenti nelle figure di Micol, Jaime e Attilio che la sostengono senza farla sentire matta e l’aiutano senza timore. Il personaggio di Lucilla è sicuramente fuori le righe della società del 1800 ma è anche la rappresentazione della ribellione dei dogmi imposti, dell’affermazione del potenziale della donna in ambiti diversi da quello casalingo ma è anche un personaggio profondamente segnato dalla paura per la sua diversità, in quanto debba rimanere celata per non essere additata come p4zz4, con un senso della giustizia molto forte che a volte appare rigido, ma comunque è capace di compassione e sensibilità autentica.
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A volte sono proprio le persone più vicine a noi che non riescono a vedere
Lucilla Ingannamorte - specchi e spettri di Samantha è un romanzo che si muove tra misteri e ricordi, tra la razionalità dell’Ottocento e il brivido del soprannaturale. La Torino in cui si svolge la vicenda è una lanterna stregata: scienza e superstizione si osservano, si sfidano e si confondono. Qui, i fantasmi non sono soltanto presenze d’oltretomba, ma ombre interiori, frammenti di passato che reclamano ascolto e giustizia.
In queste atmosfere tra sedute spiritiche, si muove Lucilla Ingannamorte, investigatrice dell’occulto e smascheratrice di illusioni. A sostenerla nelle sue indagini ci sono lo zio Attilio Bianchi, scienziato eccentrico e amante della tassidermia, e Micol Lattes, studiosa della Cabala. Quando nella vita di Lucilla compare Jaime Flores, poeta argentino dallo sguardo malinconico, l’indagine assume un tono più intimo e inquietante: la fidanzata dell’uomo è scomparsa dopo aver visto il fantasma di una sposa velata; la stessa apparizione che aveva preceduto le misteriose morti di tre giovani ritenute folli e suicide. Da quel momento, Lucilla si trova prigioniera di un enigma che incrina la logica stessa, dove scienza e magia si confondono. Quando tutto sembra trovare una spiegazione, un ultimo, inaspettato colpo di verità rovescerà ogni certezza, rivelando che nulla è davvero come appare. L’ambientazione oscilla tra inquietudine e delicatezza, forse con non troppe descrizioni, ma che ti fa immergere completamente
Lucilla è una protagonista magnetica e complessa: indaga il paranormale non per fede, ma per sfidare le menzogne. Vive in equilibrio tra il mondo dei vivi e quello dei morti, tra il bisogno di razionalità e il dolore che la lega al passato. Non è la femminista idealizzata né la vittima del suo tempo: in un universo dominato da padri, circoli e truffatori, usa la parola e la logica come armi. Ho amato la sua forza come la sua fragilità
Damiano Maltraversi, il suo antagonista, incarna il potere maschile nella forma più lucida e ambigua: allievo prediletto del padre di Lucilla, è razionale, freddo, impenetrabile. Tra lui e Lucilla si gioca una partita fatta di silenzi, rabbia e menzogne. Avrà una bellissima crescita personale
Lo zio Attilio, il mio personaggio preferito del romanzo, rappresenta il lato affettivo e non repressivo della figura maschile: ironico e anticonformista, è l’unico a trattare Lucilla da pari, a riconoscerne la mente libera. Ma anche dietro di lui si cela un segreto destinato a cambiare tutto
Micol, vive in ascolto del mondo. Coraggiosa e anticonvenzionale, sfida le regole del suo tempo partecipando di nascosto alle lezioni di Attilio. Dietro il suo sguardo quieto però cela un piccolo segreto e una misteriosa fuga
Jaime è l’amore silenzioso, quello che non chiede ma resta, afflitto e in cerca di risposte. È la mano calda che si posa sulla spalla nel momento del bisogno, la presenza discreta che consola senza parole. Pittore e poeta, incarna il fascino inquieto dell’artista tormentato, sospeso tra l’amore per Lucilla e il dolore di un passato inciso di perdite e rimpianti. La sua gentilezza e la capacità di ascoltare lo rendono unico: in lui l’empatia non è fragilità, ma un dono raro, la forma più pura di forza
I fantasmi all'interno del romanzo non sono semplici presenze: sono il lutto non elaborato, sono il senso di colpa, la memoria che ritorna.È più che un racconto gotico; riguarda la solitudine, l’infanzia come soglia del mistero e la necessità di dare forma alle proprie ombre. In fondo, alla fine non ci fa domandare “chi sono i fantasmi?”, ma “chi crede di ingannare se stesso?”
📖 LA MIA OPINIONE ONESTA La storia parte lentamente nei primi capitoli, ma poi si apre in maniera travolgente, lasciando il lettore senza fiato. Lucilla Ingannamorte ci trasporta nell’Ottocento, un’epoca in cui le donne intelligenti e curiose erano spesso malviste. La protagonista, donna astuta e determinata, lavora per smascherare ciarlatani e falsi medium durante sedute spiritiche, ma possiede anche un dono unico: vedere i fantasmi, una capacità che diventa fondamentale nelle sue indagini. La vicenda prende una piega ancora più intensa quando Lucilla incontra Jaime Flores, un dolce poeta argentino tormentato dalla perdita della sua amata. Tra mistero, amore e follia, Lucilla si ritrova coinvolta in un’indagine che intreccia apparizioni inquietanti, una sposa velata e tragiche sparizioni. La Torino nebbiosa e misteriosa dello sfondo diventa quasi un personaggio a sé, con le sue strade avvolte nel segreto. Accanto a lei troviamo due figure originali e affascinanti: lo zio Attilio, scienziato eccentrico, e l’amica Micol, esperta di Cabala, entrambi essenziali nell’aiutarla nelle ricerche. A complicare le cose, però, arriva Damiano Maltraversi, giovane questore ambizioso (antagonista della storia) che incarna l’occhio severo della legge e della società patriarcale. Il suo sospetto nei confronti di Lucilla, unito al rischio che il suo dono venga scoperto – quindi automaticamente rinchiusa, crea una tensione continua.
Devo smettere di scrivere, sennò rischio spoiler quindi...
... IN SINTESI Questo romanzo è avvincente e ricco di atmosfera. L’autrice riesce a fondere mistero, sovrannaturale e introspezione psicologica in modo armonioso. Lucilla è una protagonista forte e coraggiosa, ma anche vulnerabile, costretta a confrontarsi non solo con i fantasmi reali, ma anche con quelli della sua storia personale e di una società che la giudica. La scrittura di Samantha è elegante, appassionata e ricca di dettagli evocativi: le descrizioni gotiche e inquietanti delle ambientazioni ti entrano sotto pelle, così come i personaggi, tutti unici e indimenticabili. Le parti romantiche sono dolcissime e scritte con il cuore. Un cuore buono e puro.
Devo confessarlo: ho pianto. (Grazie mille Samantha, ahaha)
Le parole e le scene dell’autrice mi hanno toccato profondamente, e i colpi di scena mi hanno lasciato senza fiato, come se il libro avesse terminato prima me, invece che il contrario. È un’opera con i pezzi perfettamente incastrati, che mescola mistero, emozione e suspense in maniera impeccabile.
Lucilla Ingannamorte è stata una di quelle letture che scorrono così bene da farti perdere completamente la percezione del tempo. La penna di Samantha è incredibilmente fluida: arrivi a duecento pagine senza quasi accorgertene e, quando chiudi il libro, l’unico problema è che ne vorresti immediatamente ancora.
L’atmosfera è uno dei punti forti assoluti del romanzo: gotica, spiritica, piena di vibes che sembrano mescolare Ghost Whisperer, investigazione paranormale e misteri da vecchio racconto occulto. Torino diventa viva con i suoi riflessi, le sue ombre e quel continuo senso di presenza invisibile che accompagna tutta la storia. E per me, che amo i gialli, la componente investigativa è stata la ciliegina perfetta. Perché il libro non si limita al soprannaturale: costruisce davvero un mistero che ti tiene lì, a voler collegare indizi, sospettare di tutti e capire cosa si nasconda dietro gli eventi.
Lucilla è caratterizzata molto bene: fragile senza essere debole, coinvolgente, credibile anche nei momenti più emotivi e soprattutto, non abbassa la testa neanche quando l'intera società intorno a lei la vuole spettro.
Poi c'è lui. Damiano, il questore, l’uomo con gli occhi grigi e quell’alone costante di mistero che sembra nascondere qualcosa di molto più grande di ciò che mostra. E io lo dico subito: a dispetto del romanticissimo Jamie, il mio cavallo resta lui. Perché Damiano ha quel tipo di presenza che ti fa sentire che sotto ci sia una storia importante ancora tutta da scoprire. Piccoli dettagli, silenzi, sfumature… Samantha gli costruisce addosso una tensione narrativa che per me funziona benissimo, e io punto tutto sul fatto che il seguito approfondirà proprio lui. E poi il finale. Mi ha tratta in inganno, cosa rarissima per me, perché di solito riesco a intuire abbastanza presto dove un libro vuole andare a parare. Quando ho capito… ho pianto. Perché quella scelta ha avuto coraggio, peso emotivo e conseguenze vere.
Essere una donna nella Torino di fine Ottocento non è facile, ma è ancora più difficile se ti chiami Lucilla Ingannamorte e puoi interagire con i fantasmi. Lucilla sfrutta il suo dono per smascherare sedicenti medium e criminali, ma quando sente di più donne morte dopo aver visto il fantasma della sposa velata, non può che iniziare a indagare.
Lucilla entra a piede teso nella storia (e nei nostri cuori), è una protagonista forte e decisa, e che per questo si fa amare subito. È determinata, ma ha anche un lato dolce. Mi ricorda molto una violetta Leone - se non conoscete queste caramelle, dovete assolutamente recuperare. Samantha ci ha dipinto i personaggi in maniera viva, e, grazie alle illustrazioni, io mi sono sentita un po’ in un fumetto. Micol, Jaime, Damiano Maltraversi, Attilio… Riusciamo a vederli tutti vividamente, con le loro particolarità e i loro segreti che non vedo l’ora di scoprire nei prossimi volumi!
Lo stile si riconferma vincente, fluido ma pieno di dettagli. Impossibile non rimanere ammaliati dalla scrittura, che ci porta sempre più a fondo in questo mistero in cui soprannaturale e Scientifico sono separati da una linea sfumata. E Samantha tocca molti temi in maniera chiara e interessante, dal lutto mai completamente elaborato alla condizione della donna in questo periodo storico. Si vede molto la grande ricerca che c’è dietro a questo libro, e l’amore per la città di Torino. Sono sicuramente due cose che mi hanno fatto apprezzare il libro ancora di più!
Detto questo, non vedo l’ora di vedere dove andrà Lucilla la prossima volta! La vicenda della sposa velata mi ha decisamente inquietato, e sono pronta a seguire questo ampio cast per la prossima avventura.
👻Recensione non richiesta (ma necessaria!)👻 Ho divorato Specchi e Spettri, primo volume della trilogia di Lucilla Ingannamorte di Sam, e...Ci sarebbe da farci un podcast! Per ora però vi dico le 5 cose che più mi hanno colpito:
🕯 1. Sam sa scrivere. Punto. Se un giorno pubblicherà la lista della spesa, la leggerò comunque. Qualsiasi cosa esca dalla sua penna è splendida: stile magnetico, pulito, dialoghi vivi e trame dense che si svelano (mai verbo più adatto) quando devono. Non prima, non dopo.
🕯 2. Torino, come la vede chi ci vive. Forse non tutti sanno che è una delle città più esoteriche d’Italia (e del mondo), crocevia di triangoli magici, bianchi e neri. Sam lo sa. E lo racconta in modo perfetto. Non esiste ambientazione migliore per Lucilla, né persona più indicata per descriverla di chi, a Torino, ci vive.
🕯 3. I personaggi. Attilio, che vorresti come amico; Damiano, che vorresti… beh, dipende dal capitolo. Sono tutti meravigliosamente tratteggiati! Ognuno lotta con qualcosa, ognuno è infestato da un fantasma, reale o meno. E tu te li porti dietro anche dopo aver chiuso il libro.
🕯 4. Lucilla. Un personaggio sfaccettato, umano e inquieto al punto giusto. Sam ce la mostra poco a poco, mentre il confine tra vivi e morti si sbriciola nei suoi occhi. A proposito, chapeau per come entrano in scena i personaggi non propriamente vivi!
🕯 5. La cura della trama. Si vede. Si sente. Ed è il tipo di costruzione che ti fa pensare: “Ok, questa storia reggerà tre libri e anche di più.”
In sintesi: questo libro non solo mi è piaciuto, ma mi ha lasciato qualcosa. Una malinconia strana, un senso di rivalsa, quella voglia di combattere e insieme proteggere.
Un lavoro splendido!🖤 E, visto il periodo, perfetto come regalo di Natale🎁
Ringrazio moltissimo Samantha per avermi dato la possibilità di leggere questa chicca meravigliosa. Che dire? Lucilla mi ha conquistato lentamente, il suo carattere è una forte presenza all'interno della storia. La sua personalità forte e mite, ti assorbe, dandoti la possibilità di vivere attraverso di lei, ogni scelta di vita compiuta (anche le più sconsiderate). Quali sono i punti forti di questo romanzo? • l'ambientazione: suggestiva fornisce nuovi punti di vista di una città famosa per la sua componente esoterica e spirituale. • l'originalità della trama • la capacità dell'autrice di inserire i personaggi secondari all'interno della storia in maniera del tutto fluida. Tutti i personaggi nella storia interagiscono benissimo senza risultare forzati. • la grafica del libro aggiunge originalità e bellezza al volume Il libro non risulta banale, né scontato. Colpi di scena e romanticismo completano il volume rendendolo originale e divertente. Attendo con entusiasmo il successivo!
4,5⭐️ Avevo già avuto modo di apprezzare la penna di Samantha con "Emolacria" e, anche per questo, ero curiosa di ritrovarla in un contesto diverso da quello distopico di Lightcity. L’ambientazione nella Torino di fine Ottocento, unita alla presenza di un mistero legato a maledizioni e fantasmi, ha subito catturato il mio interesse. Durante la lettura, questa curiosità iniziale non è venuta meno, accompagnandomi nelle indagini di Lucilla e nella scoperta del lato più magico della città. Nel complesso, il romanzo si è rivelato una lettura piacevole e ben strutturata, capace di bilanciare elementi soprannaturali e scientifici, amore e amicizia, all’interno di una trama ricca di intrighi… anche (o soprattutto?) familiari.
Questo è diventato uno dei miei libri preferiti. Trama interessante, originale e mai banale! Ambientato a Torino, vi giuro che mi sentivo lì, questo libro ti fa vivere la città a pieno. Ma poi che scrittura… mi ha trascinato completamente, mai una virgola sbagliata o momenti di noia. WOW.
👻Torino, fine Ottocento. La nebbia avvolge i viali, le carrozze solcano lentamente le strade lucide di pioggia, e tra i salotti borghesi si diffonde la mania delle sedute spiritiche. In questo scenario di luci tremolanti e segreti taciuti si muove Lucilla Ingannamorte, una giovane donna dal dono insolito: vede e sente i fantasmi. Un potere che la separa dal mondo “dei vivi”, ma che sceglie di usare per smascherare i falsi medium che truffano chi è in cerca di conforto.
🕰️ Ad affiancarla ci sono suo zio, Attilio Bianchi, scienziato eccentrico e appassionato di galvanismo e tassidermia, e Micol Lattes, l’amica studiosa della Cabala e custode di una saggezza antica. Insieme formano un trio affascinante e fuori dagli schemi, uniti dal desiderio di verità in un’epoca in cui scienza e occulto si sfiorano pericolosamente.
👻 L’incontro con Jaime Flores, poeta argentino dallo sguardo malinconico, trascina Lucilla in un mistero fitto di presagi e apparizioni: una sposa velata che sembra annunciare la morte, donne ritenute pazze e scomparse nel nulla, specchi che riflettono più del dovuto. Man mano che l’indagine procede, la linea tra follia e realtà si assottiglia, e Lucilla dovrà confrontarsi non solo con gli spiriti, ma anche con un passato familiare lacerato e con la minaccia sempre più concreta del questore Damiano Maltraversi, determinato a smascherarla e forse… a proteggerla.
🕰️ Samantha Grandotti tesse una trama elegante e inquieta, dove il gotico ottocentesco si fonde con l’indagine psicologica e un’ambientazione storica curata nei minimi dettagli. La Torino che descrive è viva, densa di mistero e malinconia, una città in cui ogni ombra può nascondere una verità scomoda e ogni riflesso può deformarsi in qualcosa di spaventoso.Specchi e Spettri è un romanzo che non parla solo di fantasmi, ma di memoria, perdita e identità.
👻 Lucilla è un personaggio femminile potente e moderno, che sfida le convenzioni del suo tempo con intelligenza, coraggio e una fragilità che la rende incredibilmente reale. La scrittura dell’autrice è immersiva, visiva, colma di suggestioni gotiche e malinconiche: ogni pagina è una finestra su un mondo dove scienza e magia si specchiano l’una nell’altra, deformandosi come riflessi su un vetro antico.
Sam, ti ringrazio per la copia inviatomi
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