Questo libro nasce miscelando: mistero, spooky vibes e un pizzico di tristezza e amore q.b.
Una ricetta perfetta che ti trascina all'interno delle avventure di Lucilla, senza nemmeno darti il tempo di renderti conto che non solo le stai leggendo, ma le stai vivendo.
Uno dei punti forti di questa storia è proprio l'ambientazione: Torino, fine 1800.
Una Torino in cui vengono esasperate le sue caratteristiche più intriganti, specialmente se parliamo di misticismo ed esoterismo. Una Torino descritta in ogni suo minimo dettaglio, rispettando luoghi e cenni storici.
Non stai solo leggendo di Lucilla che passeggia sotto i portici in attesa di tornare a casa, stai vivendo quella passeggiata, percepisci la nebbia intorno a te, percepisci i contorni di un portico e l'eco che ogni passo fa riecheggiare.
Leggi di Lucilla che si ritrova a scontrarsi con un fantasma e quasi percepisci quegli stessi brividi che si manifestano sulla pelle della nostra protagonista, risalire su di te.
Il Monte dei Cappuccini, il manicomio, ogni via (vecchia o nuova che sia), descritti con una accuratezza che chi ha il piacere di vivere in questa stupenda città, può confermarvi.
Non avete mai visto Torino?
Credetemi, attraverso le pagine di questo libro l'avrete percepita e (sotto certi aspetti) vissuta.
Lucilla, la nostra protagonista femminile, all'apparenza fredda specialmente a causa del suo elevato senso di giustizia, nasconde un animo dolce, ma soprattutto fragile a causa delle esperienze vissute e dal senso di tradimento che in qualche modo la infesta.
Come se il suo dono (o la sua condanna, dipende dai punti di vista) sia una trasposizione di qualcosa di molto più profondo, qualcosa di radicato in lei che racconta molto di più.
Un legame con l'aldilà, ma forse anche l'aldiquà.
Non è una protagonista priva di difetti, anzi! Ed ho molto apprezzato come questi vengano messi alla luce, non solo dagli altri personaggi, ma in primis da se stessa, molto in linea con quel senso di inadeguatezza che lei stessa prova.
E' stato bello però, leggere di come, a prendersi cura del suo animo dolce (per quanto ben nascosto), vi siano due personaggi che giocano esattamente in contrasto con la nostra protagonista.
Due personaggi che se ne prendono cura in maniera del tutto diversa, ma che entrambi ti permettono di sorridere ogni qualvolta questo avviene.
Jaimie e zio Attilio sono proprio quei due personaggi che non solo accarezzano Lucilla, ma accarezzano anche te.
Ho personalmente adorato il personaggio dello zio, è quella figura che funge non solo da spalla, da aiutante, ma anche da figura paterna.
Non ti nega una risata, anzi, il più delle volte è fonte di leggerezza in un momento che potrebbe sembrare un macigno. E' un personaggio stravagante ed è proprio questo che lo rende ancora più apprezzabile (perdonatemi questo guilty pleasure).
La sua natura, inoltre, penso sia proprio l'impersonificazione della parola "amore", leggendo comprenderete il perché, ma vi dico solamente che durante ogni sua scena, si percepisce quel senso di protezione ed appartenenza, quel senso di calore che solo un abbraccio familiare può creare.
E' molto di più di un semplice parente, di una semplice "macchietta", rappresenta la stabilità nel mare di follia che Lucilla naviga.
Che dire invece di Jaime? Perdonatemi il fascino da poeta dannato, ma io sono qui genuflessa a pendere dalle sue labbra proprio come la nostra protagonista.
Fascinoso come pochi, ma dannatamente dolce, autentico e puro.
Ho adorato come quest'ultimo risulti entrare decisamente in contrasto, con un personaggio nettamente più scontroso, calcolatore, "sporco" e stratega: Damiano.
Non vi nego, Damiano non nasce per farsi piacere, nasce per farsi odiare e probabilmente è proprio per questo potrebbe affascinare.
Durante la lettura, in più occasioni mi sono trovata a non sopportarlo eppure c'era qualcosa in lui che mi incuriosiva, ma cosa?
Forse il fatto di sapere, ma far finta di non sapere? Forse proprio la sua natura da stratega? Forse proprio il suo interessato disinteresse?
Qualcosa di lui non quadra eppure, tutto inizia ad avere senso man mano che quello di non detto, diventa un urlo silenzioso.
Forse uno dei più bei percorsi di crescita, ma soprattutto uno dei più silenziosi, mai letti.
Prontissima al suo redemption arc!
Questo libro non nasconde di essere una storia di mistero, non nasconde di essere un caso da risolvere, ma c'è quel pizzico di romanticismo che in un racconto del genere non guasta mai.
Non è la portata principale bensì, è quel contorno che aggiunge quel senso di completezza al piatto.
Ma ATTENZIONE, non sottovalutate il potere sadico della penna di Samantha, perché se è vero che nella storia l'inganno è dietro l'angolo, anche nella realtà della lettura è così.
Il finale ti lascia in sospeso, non cela di nascondere altro all'interno, ma non è questo il momento di saperlo e questo aggiunge un ulteriore senso di amarezza ad un finale che già di per sè è dolce-amaro.
Quindi mi raccomando, a preparare una tisanina e dei fazzoletti per i colpi di scena finale.
Ma soprattutto, tenetevi pronti a scivolare nell'oscurità insieme a Lucilla e ai suoi spettri.