Jump to ratings and reviews
Rate this book

Tempo innamorato

Rate this book
Clementina è una donna brutta, una «che affatica chi la guarda»; quando il marito Ugo la lascia per andare a vivere con Rita, vedova con due figli piccoli, Clementina offre agli amanti la propria casa, purché le consentano di prendersi cura dei bambini. Inizia così Tempo innamorato, il romanzo d'esordio di Gianna Manzini, una favola cupa dalla trama dolorosa. Pubblicato nel 1928 (poi ampiamente rivisto nel 1943), è uno dei libri più importanti e discussi di quegli anni, che a pieno titolo si inserisce nel contesto della narrativa modernista per l'anticonvenzionale io narrante, per lo scombinamento dei piani narrativi, per il dominio di una dimensione interiore del tempo e per l'ambivalenza e la complessità dei due personaggi femminili principali - Clementina, votata al sacrificio, e Rita, pervasa da un inestinguibile istinto vitale - che mai scadono nello stereotipo. A confermare la statura europea dell'autrice e il suo lungo meditare sui temi della temporalità, il saggio La lezione della Woolf riportato in appendice.

188 pages, Kindle Edition

First published January 1, 1928

Loading...
Loading...

About the author

Gianna Manzini

32 books1 follower

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
3 (42%)
4 stars
2 (28%)
3 stars
2 (28%)
2 stars
0 (0%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Dahra Mati.
34 reviews8 followers
March 3, 2026
“Il buio si addensa in noi quando chi amiamo rifiuta di capirci, e ci mette in diffidenza verso noi stessi.”

“Conobbe in quel momento la malinconia [...] la paura di essere senza rifugio nel mondo.”

Tempo innamorato di Gianna Manzini è un'analisi dell'inquietudine e della solitudine umana, un racconto dell'incapacità di trovare un'autentica corrispondenza e un rifugio nel mondo, inteso come l'amore autentico e corrisposto con un'altra persona.
Tutti i personaggi sono profondamente soli:

Rita non è in grado di essere vulnerabile né di accettare la realtà dell’amore quando supera la fase iniziale dell’entusiasmo; rifiuta quella che lei definisce una “felicità tappezzata” (fatta di abitudine e compromessi) e salta da un legame all’altro senza mai permettere alla propria anima di entrare davvero in comunione con un'altra persona. La sua incapacità di amare tocca tutta la sfera familiare: dalla morte dell’ex marito Raffaello, che si suicida nel tentativo disperato di lasciare un segno indelebile in una moglie che sente distante, al suicidio del figlio maggiore che non accetta la natura disonesta della madre fino alla scelta di abbandonare il figlio rimasto. Su questo punto, lei confessa che le sembra di averlo messo al mondo solo per poter dire di averlo sacrificato, pur di restare con un nuovo amante che, in realtà, non ama davvero.

Allo stesso modo, Clementina incarna la sottomissione totale e una ricerca di accettazione che la conduce a una solitudine fatta di annullamento. Viene respinta da Ugo, il quale a sua volta rivela la propria solitudine nell'incapacità di vivere un rapporto equilibrato: oscilla costantemente tra il desiderio di dominare chi è fragile, come Clementina, e l'attrazione fatale per ciò che, come Rita, resta inafferrabile.

Tutto il libro é narrato da una narratrice interna che pian piano diventa sempre meno un personaggio vero e proprio per diventare soltanto una voce narrante. Nel suo scomparire come persona e diventare totalmente solo una testimone, addirittura onnisciente perché consapevole dei fatti più intimi dei personaggi, ho percepito la solitudine estrema di cui non partecipa neppure al "gioco" e si limita ad osservarlo e studiarlo


Da appassionata di Antonioni e Moravia, ho davvero apprezzato molto questo libro che si é fatto leggere con piacere !!

Alcune citazioni che mi sono rimaste impresse

“Gli pareva che se la terra fosse proprio simile a un’arancia diventerebbe inutile camminare e fors’anche morire, e di certo non potremmo raggiungere nulla. «Pensa», mi spiegava: «in ogni punto un vertice. Allora sarebbe vero che siamo soli». Lui la immaginava distesa a imboccare l’azzurro. «Se fosse così, non c’inganneremmo quando l’amore ci persuade d’essere proprio accanto, insieme, sullo stesso cammino». Necessaria certezza, questa, per trattenere una speranza di riposo.”

“Ecco, prendere moglie era stato per Raffaello cercare una sfera in cui chiarirsi (grandi, belli gli occhi di Rita e d'un azzurro lieve come l'aria mattutina); aveva creduto che in fondo alla gioia ci fosse la serenità trasognata di cui gode la sera, placato il delirio degli uccelli che hanno provato a finire la felicità; s'era illuso che prendere moglie volesse dire trovare una risposta a se stesso, accorgersi che non si è assurdi e ingiustificati, perché ci può intendere la creatura che amiamo; dandosi modo di assolversi ed accettarsi.”
Profile Image for Idi.
143 reviews
December 22, 2025
‘’Tempo innamorato’’ [1928,1943] di Gianna Manzini si apre senza un contesto chiaro. Clementina, donna giudicata brutta senza mezzi termini, viene abbandonata dal marito, Ugo Vittori e si trasferisce in convento per lavorare come istitutrice. Si offre di accudire i figli di Rita, la nuova compagna di lui, ma viene respinta con violenza è strumentalizzata da Ugo per fini materiali. Rita è vedova di Raffaello, un insegnante di matematica morto suicida. Il figlio maggiore Enzo sviluppa un legame ossessivo con Clementina e, intuendo l’interesse della madre per il medico Renato, si getta dalla finestra. Dopo la morte di Enzo, Rita abbandona Pinotto, il suo figlio più piccolo, perché: « Non ho sentito più mio quel bambino. È rimasto di Raffaello, che lo volle per vendicarsi, per lasciarmelo così, uguale a lui, quand’egli se ne fosse andato. »
Ugo accompagna Pinotto da Clementina che accetta di prendersene cura.
Elemento interessante del libro è l’io narrante. La voce che racconta entra in scena dichiarando la propria presenza e la propria implicazione. Pur parlando in prima persona, conosce pensieri e immagini interiori che non potrebbe sapere, facendo coesistere tempo reale e inconscio, vivi e morti. Presente, passato e futuro s’intrecciano.
Manzini racconta le due protagoniste, pur opposte per temperamento, senza giudicarle né ricondurle a stereotipi.
In appendice al libro c’è il saggio « La lezione della Woolf », lettura critica e omaggio all’opera di Virginia Woolf.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Displaying 1 - 2 of 2 reviews