In genere apprezzo tutti i suoi libri, ci trovo sempre molti spunti di riflessione utili e interessanti.
Ma in questo, per la prima volta, ho appreso che Morelli non vede il diario come una cosa utile, lo paragona al rimuginio. E la cosa mi ha sconvolta perchè per me, per la mia esperienza di diarista da più di 25 anni, è esattamente l'opposto.
Io non uso lo strumento diaristico per rimuginare sul passato, ma per lasciarlo andare. Non lo uso per andare a leggere o cercare i ricordi in modo ossessivo. Anzi, di quanto scritto in questi anni, ho riletto poco e nulla. Le uniche volte che l'ho fatto è stato perchè in me riaffiorava un certo ricordo, istintivo, e volevo leggere cosa avevo scritto in merito, per non ingannarmi sulle mie sensazioni.
Forse Morelli non ha la mia stessa concezione di diario, o qualche suo paziente gliene ha parlato in termini differenti.