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Ossario: Una raccolta di macabre storie horror

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135 pages, Paperback

Published October 29, 2025

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Matteo Ferrari

34 books3 followers

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Marco Rosa.
Author 4 books5 followers
January 16, 2026
Ci sono libri che raccontano l’orrore come puro spettacolo, e altri che lo usano come una lama per incidere ciò che normalmente preferiamo ignorare. Ossario di Matteo Ferrari appartiene con decisione alla seconda categoria: una raccolta di racconti che non si limita a spaventare, ma scava sotto la pelle, seziona la carne, mette a nudo ciò che pulsa e marcisce sotto la superficie.

Leggendo questa raccolta ho avuto spesso la sensazione che l’orrore non fosse mai davvero il punto di arrivo, ma piuttosto il mezzo. Un linguaggio necessario per parlare di fragilità, perdita, desideri deviati, legami che soffocano invece di proteggere. Il perturbante nasce quasi sempre da qualcosa di quotidiano, riconoscibile, apparentemente innocuo, e proprio per questo colpisce con maggiore violenza. Ferrari non costruisce mostri lontani o mitici: li fa nascere in casa, nella stanza accanto, nel silenzio malsano di un pranzo in famiglia o nel regalo sbagliato fatto con troppa leggerezza.

Il filo conduttore che attraversa l’intera raccolta è una visione dell’orrore profondamente corporea, quasi carnale, ma mai gratuita. La violenza non è esibita per shockare, bensì emerge come una conseguenza inevitabile: l’esplosione di traumi rimossi, desideri distorti, colpe sepolte troppo in profondità per restare silenziose. Ferrari lavora sull’attesa e sulla tensione, lasciando che il lettore percepisca il pericolo molto prima che questo si manifesti apertamente, come un presagio che aleggia nell’aria.

Ogni racconto è un piccolo meccanismo narrativo ben oliato, che prende avvio da situazioni familiari o rassicuranti per poi ribaltarle con una crudeltà quasi chirurgica. Gravidanze, infanzia, relazioni di coppia, tradizioni domestiche: nulla è davvero al sicuro. Ed è proprio questa scelta a rendere Ossario disturbante nel senso più autentico del termine. L’orrore non arriva dall’esterno come un’invasione, ma cresce dall’interno, lentamente, come una malattia silenziosa che consuma senza fare rumore.

Da lettore, ho apprezzato molto anche la gestione del ritmo. L’autore sa quando accelerare e quando rallentare, quando mostrare apertamente l’orrore e quando, invece, lasciare spazio all’immaginazione. Che spesso si rivela ancora più spietata. La scrittura è diretta, visiva, concreta, e riesce a creare immagini che restano addosso come macchie difficili da lavare via, anche a distanza di tempo. Ogni racconto è autonomo, ma tutti contribuiscono a costruire un’atmosfera coerente, come se facessero parte dello stesso luogo simbolico: un ossario narrativo in cui ogni storia è un osso, un frammento, una traccia di qualcosa di più grande.

Un altro elemento interessante è la varietà tematica. Ossario non si limita a un solo tipo di horror: si passa dal body horror al soprannaturale, dall’orrore psicologico a quello più rituale e simbolico. Questa pluralità rende la raccolta dinamica e impedisce qualsiasi sensazione di stanchezza, pur mantenendo una coerenza di fondo molto solida. Solo un paio di racconti mi hanno fatto storcere il naso, perché non sono riusciti a provocarmi quel brivido freddo che invece altri hanno saputo instillare con precisione. Alcuni, al contrario, li avrei voluti più lunghi, più respirati. Come ho già detto all’autore, in certi casi avrei preferito meno racconti, ma più vissuti.

Ossario è una lettura consigliata a chi cerca un horror adulto e consapevole, capace di disturbare non solo per ciò che mostra, ma soprattutto per ciò che suggerisce e lascia sedimentare. Un libro che non ha paura di sporcarsi le mani e di guardare in faccia le parti più oscure dell’essere umano.
Perché, in fondo, ogni ossario non è altro che un luogo dove ciò che è stato sepolto continua a farsi sentire. Anche quando fingiamo di non ascoltare.
Profile Image for Oriana Involotrailibri .
260 reviews1 follower
December 7, 2025
“Ossario” non è una semplice raccolta di racconti horror: è un viaggio nelle zone più oscure dell’animo umano, un mosaico di dolore, follia, lutto, ferocia e degrado che Matteo Ferrari orchestra con lucidità chirurgica e con una sensibilità narrativa sorprendentemente matura. Ogni storia è una scheggia affilata che si conficca nella mente del lettore, ma ciò che colpisce davvero è la varietà dei registri emotivi che l’autore padroneggia. Lui non si limita a spaventare: scuote, sradica, scompone. Il dolore, nelle sue pagine, diventa fisico, quasi palpabile. Ogni racconto  è una pugnalata emotiva che rivela lo straordinario talento dell’autore nel rendere l’angoscia in forma narrativa, con immagini di struggente bellezza e crudezza allo stesso tempo. L’orrore non è solo nei mostri, ma nella devastazione dell’esistenza. Allo stesso modo, la sua capacità di creare atmosfere malsane e claustrofobiche trasforma ogni ambientazione in un personaggio vivo, pulsante, pronto a inghiottire i protagonisti. Le descrizioni sono vivide, precise, cinematografiche, tanto da far percepire odori, rumori e persino la consistenza delle creature. Per me l’aspetto più sorprendente del libro è la metanarratività spiazzante dell’ultimo racconto: uno scambio serrato tra autore e protagonista che rompe la barriera della finzione con un coraggio narrativo raro. È un colpo di teatro brillante, ironico e disturbante insieme, che chiude la raccolta come una porta sbattuta in faccia al lettore, lasciandolo con l’amara consapevolezza che, nelle storie dell’orrore, nessuno è davvero al sicuro. Nemmeno chi le scrive. La prosa  è tagliente, ritmica, viscerale, capace di passare dal lirismo emotivo alla brutalità più cruda senza perdere coesione. Ogni racconto è indipendente, ma l’intera raccolta possiede un filo nero che la tiene insieme: l’inevitabilità della morte, della perdita, dell’ignoto che ci sovrasta e di una società sempre più persa, senza valori e basata sulla superficialità. In un mondo che ci vuole sempre perfetti performanti, schiavi della tecnologia e di un cambiamento climatico, che rischia di ingoiarci, essere disposti a tutto,  pur di ottenere qualcosa,  rischia di distruggerci e di trascinarci in un inferno travestito da paradiso, rendendoci sempre più disumani e capaci di nutrirci delle insicurezze degli altri per riparare il nostro ego ferito. Forse, solo il potere e l'immortalità della scrittura, della lettura e soprattutto della cultura potranno salvarci da una società frivola e falsa. “Ossario” è una raccolta che non si limita a intrattenere: ferisce, stordisce e rimane impressa. È un’opera per chi cerca un horror che non abbia paura di sporcarsi le mani, di affrontare temi scomodi, di portare il lettore fin oltre il limite del tollerabile emotivo. È un horror che colpisce non perché “fa paura”, ma perché scava nella corporeità, nella fragilità, nelle ossessioni, nelle relazioni, e lascia il lettore con una sensazione persistente di inquietudine che continua oltre l’ultima scena. La varietà delle storie testimonia una sorprendente duttilità stilistica e una notevole consapevolezza del genere.  Faccio tantissimi complimenti allo straordinario autore Matteo Ferrari per il suo libro e vi consiglio assolutamente di leggerlo perché è una lettura intensa, disturbante e bellissima nella sua oscurità. Lui è sicuramente autore da tenere d’occhio: ha la stoffa per lasciare un segno profondo nel panorama horror contemporaneo.
Profile Image for Eleonora Dall'oco.
90 reviews12 followers
December 10, 2025
Ossario - Matteo Ferrari
Quando Pinguino Libri ha postato la call per bookblogger su questo libro mi sono lanciata di nuovo nel provare a leggere racconti (che non sono mai stati my cup of tea) e Pinguino ha deciso di darmi la possibilità di leggere questa raccolta, cosa della quale sono molto molto grata 🖤

È stata una lettura "veloce" nonostante gli impegni, la lettura è stata appunto molto scorrevole, la scrittura di Ferrari non risulta complessa ma non per questo risulta superficiale. C'è proprietà di linguaggio, in alcuni racconti specifici la visualizzazione dell'orrore risulta particolarmente riuscita.

Mi sono permessa di scribacchiare sull'indice una sorta di voto per ogni racconto appena lo concludevo, il primo è stato il più difficile per me non essendo fan della gravidanza nelle storie dell'orrore (già di base non fan della maternità, ew, scusate ma ew) e probabilmente anche questo ha contribuito alla mia sensazione di paura, di orrore, a un certo punto di vero e proprio schifo.
Determinati racconti invece come Pelle, mi hanno ricordato moltissimo altri media e Pelle nello specifico mi ha ricordato The Substance con questa fissazione della protagonista per la bellezza e l'essere bella per sempre.

Andando avanti comunque i racconti mi sono piaciuti, alcuni di più alcuni di meno, forse l'unico "difetto" che ho rilevato è la prevedibilità di alcune storie poiché la struttura del racconto mi è sembrata ricorrente; circa a metà di qualche racconto avevo già intuito dove si andasse a parare e puntualmente lo indovinavo davvero (non ha influito sul mio giudizio però ritengo di segnalarlo)

Metto la parola difetto tra virgolette perché ritengo che se la persona che sta leggendo questa raccolta di racconti non è avvezza al genere horror, allora è assai probabile che questa struttura non venga rilevata e quindi il lettore rimarrà comunque sorpreso e spiazzato.
Se invece si è un po' più avvezzi è possibile che a un certo punto si noti questa ripetizione e il rischio di trovarlo prevedibile c'è, però è un "difetto", appunto, situazionale.
Lo metterei addirittura come libro molto adatto a chi vuole iniziarsi al genere horror; e vuole iniziare con qualcosa di meno mattonazzo, come può essere It o altri libroni del genere, per rendersi facile lo staccarsi dalla storia e poter riprendere la lettura nel momento in cui ci si sente pronti

Nel complesso quindi io promuovo questa lettura anche perché bisogna secondo me dare spazio all'horror italiano così come al fantasy, se si parla di voto in stelline direi 4 su 5 perché c'è tutto il terreno per salire ancora di più e sublimare ulteriormente la scrittura di questo genere

Copia digitale #giftedby
This entire review has been hidden because of spoilers.
976 reviews24 followers
February 13, 2026
Un horror che si insinua piano piano nel qui ed ora, nel quotidiano, nel mondo normale che ci circonda….
Non è un horror urlato ma sottile e per questo ancora più inquietante…
É come una nebbia che sale piano dalle strade che conosciamo, per coprire tutto con un velo di tenebra e di orrore….
Qui l’orrore non è un vestito che si indossa, ma è quasi un fluido magnetico che si introduce silenziosamente nella vita dí tutti i giorni….
E la modifica….
E la deforma…
E la rende crudele, crudelissima….
Ho adorato ognuno di questi racconti, leggibili in ordine o random, non importa…
Tutti singoli, ma tutti a modo loro uniti per formare un ossario, tante piccole ossa che diventano un corpo(?) solo…
L’effetto che hanno sulla nostra pelle e nei nostri occhi é lo stesso…
Un presagio di orrore, morte, sangue che nasce da ciò che ci circonda e che diventa sempre più difficile da ignorare…
Una scrittura affilata, concreta, densa di immagini descritte o lasciate alla nostra immaginazione,e a suo modo quasi magica nell’ immergerci in una realtà nuova, parallela, dove tutto l’orrore immaginato diventa tremenda realtà….
Ogni singolo racconto è un piccolo microcosmo in cui la realtà viene ribaltata in modo crudele così che nulla è impossibile…
Ma attenzione…
La violenza, l’orrore qui non sono mai gratuiti ma sono una conseguenza di ferite più profonde, mai rimarginate…
Sono le parti più oscure e profonde degli esseri umani….
Perché in fondo cos’è un ossario?…
Un luogo dove si seppelliscono le ossa dei defunti, dove ciò che è sepolto continua a vivere nella memoria, dove continua a vivere anche nella vita quotidiana….
Anche se a volte vogliamo dimenticarcene….
Profile Image for LaNi95_.
295 reviews8 followers
January 29, 2026
Il libro è straordinariamente oscuro e inquietante, e questo mi ha incuriosita moltissimo! Si tratta di una raccolta di racconti horror intriganti, semplici, curiosi e divertenti, sì avete letto bene, non mancherà una bella dose di black humor a far compagnia durante la lettura! La cosa che mi ha stupita più di tutte però è stata la capacità di Matteo nel mischiare il macabro della morte, del sangue e della follia umana con il quotidiano, il comune vivere di ogni essere umano. Infatti, tra le pagine troviamo proprio "solo persone comuni che incontrano, per caso o per destino, l'orrore più puro", una frase d'impatto ma che riassume l'opera. Essendo dei brevi racconti non collegati tra loro, sono comodissimi da leggere poiché possono essere letti in ordine oppure a sentimento, e portano via davvero un tempo irrisorio, nonostante che una storia tiri l'altra si può scegliere di leggerne anche uno solo al giorno!
La scrittura è scorrevole ma diretta e tagliente, quello che ci vuole per creare una suspence orrorifica e ansiogena e, l'autore, sa proprio intrigare chi legge anche soprattutto perché va ad indagare il lato introspettivo dell'essere umano, ciò che più di macabro e marcio ha racchiuso nel profondo.
Le descrizioni sono curate nei minimi dettagli e trasportano chi legge all'interno di ogni racconto, inoltre aiutano a percepire sensazioni, atmosfere e paure, rendendole vivide.
I miei racconti preferiti sono stati, "Natale il rosso non può mancare" e "Sfinge testa di morto", ma ogni racconto lascia comunque qualcosa ed è appassionante a modo suo.
In conclusione è una raccolta ben strutturata, non noiosa e senza fronzoli, creata appositamente per esaltare l'orrore che nasce nella complessità del profondo di ognuno, quindi direi: missione compiutissima. I miei complimenti all'autore!
Consigliato!

Voto: ⭐️⭐️⭐️⭐️,5/5
Profile Image for Farnese.
205 reviews
December 19, 2025
Raccolta breve ma intensa.
Da accanita consumatrice di horror, ho scovato riferimenti che mi hanno divertita. Molto bello l'ultimo racconto.
La mia critica è rivolta alle storie, troppo banali e prevedibili. Ho faticato a comprenderne il senso oltre l'orrore. Qualche scena ben scritta non basta.
Lettura tutto sommato piacevole.
Displaying 1 - 6 of 6 reviews