La terapia non cancella le ferite. Quello che si può fare, però, è creare uno spazio tra la ferita del passato e le conseguenze nel presente. La terapia ti permette di guadagnare cinque il tempo necessario per riconoscere se a scegliere, a reagire, a muoverti, è la ferita del passato o sei tu. Ora lo so. Non voglio più che a scegliere sia il mio passato.
Un romanzo sull’amore e l’amicizia, sul coraggio di scoprire davvero chi siamo e di fare tutti gli errori che ci meritiamo.
Un fidanzato perfetto, così perfetto che è impossibile litigarci anche quando diventa ex. Una carriera rapida, invidiabile e impegnativa. Una vita passata a fare la cosa giusta, fra riunioni, pilates al mattino presto e trasferte di lavoro. Fino a quando il momento che dovrebbe essere il più leggero di tutti – una fuga a Fuerteventura dall’amica di sempre, per rubare all’autunno un ultimo scampolo di sole – diventa fiato corto, ansia, pensieri irrazionali. Per quanto sembri impossibile che capiti proprio a lei, è è un attacco di panico in piena regola. Lei, che per lavoro prende aerei come fossero tram, all’improvviso si sente mancare il terreno sotto i piedi ogni volta che non ha il completo controllo della situazione. Sorprendentemente, la vicinanza di Nico, il collega che non sopporta, ha uno strano effetto calmante. Ma sarà la decisione di andare da una psicologa a cambiare davvero le cose. A costringerla, seduta dopo seduta, a guardarsi davvero, accettare le proprie vulnerabilità, e forse anche ricordare momenti della sua infanzia che aveva voluto cancellare. Mentre il lavoro è sempre più pressante, Nico è indecifrabile, e Ludo ricompare come il migliore degli ex, l’uomo che tutte le donne vorrebbero al proprio fianco…
«La buona notizia è che l’amore non è un merito» mi dice la psi. «È la base da cui partire, e il posto in cui tornare». Io però sono la prigioniera dell’amore condizionato. Non ho mai creduto di poter ricevere niente incondizionatamente, senza dovermelo guadagnare. Figuriamoci l’amore. «Eppure l’amore non ha bisogno di un perché».
3.5 pensieri sparsi: 1. Una buona pubblicità ai percorsi di terapia 2. riconoscibile lo stile "divulgativo" di Psicologa Cruda. 3. La storia carina, un bel romanzo, non groundbreaking ma ok 4. mi sembra un po' affrettato sia il finale che alcuni punti della storia, come fosse da approfondire molto 5.gusto personalissimo, odio i libri che finiscono con il "sembra un romanzo, potrebbe diventarlo": trito e ritrito.
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Cruda è una psicologa esperta in relazioni, molto conosciuta sui Social per le sue attività divulgative e i corsi di formazione.
Il libro è un romanzo psicologico che tratta di amore e amicizia, ma soprattutto di cura verso se stessi. E il risultato è sorprendente: un romanzo che ho molto amato, apprezzato e che mi sono goduto fino alla fine. La nostra protagonista è una donna in carriera, sicura di se stessa, intelligente, brillante, molto Smart, con una vita piena. Tutto perfetto, forse… Emma è l’amica fisicamente lontana, ma emotivamente vicinissima, le poche pagine a lei dedicate fanno comunque emergere un rapporto di amicizia ben solido. Ludo è l’ex fidanzato con cui si resta in buoni rapporti, molto presente e premuroso, forse troppo… ragazzo perfetto, così perfetto da sentire la necessità di lasciarlo. Nico non è un vero e proprio amico, é un collega che si trasforma in un ancora di salvataggio. L’amore imperfetto ma giusto al momento giusto. La psicologa è scritta a mio avviso molto bene, non eccessiva ( il rischio poteva essere quello essendo un libro scritto da una psicologa), pochi interventi ma di una potenza incredibile. La famiglia sullo sfondo. La storia prosegue in maniera fluida, rallentando quando necessario e incalzando nei momenti giusti. A tratti sono rimasto in apnea ( il capitolo 19 è il mio preferito). Quello che però ha fatto la differenza è stato rendersi conto che il libro parla di me, della mia vita, mi sono ritrovato tantissimo in moltissime dinamiche, a volta in maniera quasi inquietante. Per questo mi piace pensare che il nome della protagonista non venga rivelato, perché si lascia la libertà di identificarsi in lei. Concludo dicendo che ho apprezzato molto il finale: finalmente si giunge ad una fragilità ed una vulnerabilità rivelata, quasi urlata, come a dire ‘non sto bene e sono contenta di dirlo’. Questa è la vera crescita della protagonista. E Nico, l’amore alla fine non viene citato, perché alla fine il centro siamo noi stessi.
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Mi aspettavo di più, peccato :/ Vengono poste le basi della terapia e questo è un elemento interessante, però la storia non sembra avere una trama ricca di elementi. Una lettura tranquilla, ma non so se la consiglierei
La cosa che mi ha fatto più sorridere è che il modo di narrare è frenetico e veloce esattamente come il modo di esporsi di Psicologa Cruda su Instagram! Da questo sappiamo che il libro è stato davvero stato scritto da lei e non c'è nessun ghost-writer dietro. E questo è anche indice del fatto che, purtroppo, non c'è alcuna "ossatura narrativa" a sostenere il romanzo, ma semplicemente la rappresentazione della terapia in maniera romanzata (ecco il motivo delle mie sole 3 stelline). Offre comunque un sacco di spunti interessanti per quanto riguarda la psicoterapia e, essendo stata costruita così com'è, non sono nemmeno troppo irrealistici quando vengono posti dalla protagonista stessa. Si capisce che Cruda sa il fatto suo quando si tratta di comprendere le persone. Una lettura molto leggera, scorrevole e consigliata a chi non ha troppe pretese ;)
Seguo volentieri i contenuti divulgativi dell'autrice, è sempre coinvolgente, precisa e chiara nella comunicazione di concetti anche molto complessi. Non so cosa mi aspettavo da questo libro ma sono certa che quello che ho trovato non mi è piaciuto. L'ho trovato lento, talvolta didascalico, altre volte precipitoso ma, purtroppo, mai avvincente e, sempre purtroppo, mai interessante. E questi erano i contro. I pro: è breve e nella descrizione della relazione terapeutica si legge qualche pensiero utile, argomenti che possono risultare stimolanti. Nel complesso per me è un no.
seguo la psicologa cruda su ig e il suo linguaggio nonché forma di informazione e promulgazione di concetti anche complessi mi affascina molto. il libro è piuttosto semplice con alcuni passaggi e pagine molto interessanti da leggere: chiedono una riflessione.
Un racconto semplice, forse fin troppo, che racconta la psicologia 1.1 a chi non è mai stato in terapia. Non c’è molto che abbia spessore: personaggi, storia e perfino le descrizioni di cose e persone sono piuttosto bidimensionali. Leggero e facile da leggere, ma sicuramente non un capolavoro.
Libro carino, nulla di speciale ma mi ha tenuto compagnia. Un po' troppo idilliaco per i miei gusti anche visto il tema trattato: capitano tutte le cose che possono aiutare la protagonista senza che lei alzi un dito. Magari funzionasse così. Poi mi chiado anche: senza un lavoro su sè stessa come è stata in grado di accogliere tutto in modo così autoconsapevole? Tanto di cappello cara