Gli elfi di Haulamar portano ancora le cicatrici della guerra fratricida che li ha divisi. Il loro splendore si è offuscato, la magia si è indebolita, e il ricordo del sangue versato grava su ogni canto della Grande Foresta. Eppure, tra le rovine del passato, la speranza si ostina a nuovi regni sorgono, guidati da coloro che ancora credono nella rinascita. Ma la pace ritrovata è fragile. Strane invasioni scuotono i confini della Grande Foresta, minacce senza volto che riportano antichi timori. I saggi comprendono che il vero nemico non è fuori, ma il Peso dei Ricordi cresce, corrompe, annienta. Per salvare il proprio popolo, dovranno compiere una scelta estrema e irreversibile. Nel cuore di questo crepuscolo cammina Lèmulain, un eroe legato a una promessa che lo consuma. Tra il rimorso e la collera, la sua anima vacilla, mentre un’ombra antica si insinua nei suoi pensieri, pronta a trasformare il suo dolore in distruzione. Il destino degli elfi potrebbe dipendere da lui… o dalla sua caduta.
Ho deciso di approcciarmi alla “Saga del Dimenticato” in modo del tutto originale, partendo dal secondo volume, scelta resa possibile dalla struttura stessa dell'opera: l'autore ha saputo creare un universo in cui puoi muoverti liberamente, decidendo se seguire la linea del tempo o lasciarti guidare dall'istinto. ✍️ Quello che colpisce fin dalle prime pagine è la capacità dello scrittore di gestire un cast corale vastissimo e un ritmo serrato, fatto di guerre costanti e nemici pronti a tutto attraverso una scrittura schietta, lineare e venata di una tragicità molto moderna. Sicuramente l'esperienza di lettura sarebbe stata più fluida con l'aggiunta di una legenda, utile per orientarsi con facilità tra la moltitudine di personaggi e fazioni. Questo volume fa da palcoscenico per esplorare il dolore, la perdita, il rimorso, il tradimento, il cambiamento, la vendetta e il peso dei ricordi. 🧝🏼La figura centrale è spesso quella di Lèmulain Terymel, un elfo guerriero che nel primo racconto ci viene presentato come un'anima ribelle e passionale. L’amore per la principessa Lèmahesse non è salvezza, ma condanna. Quando lei cede all'oscurità, Lèmulain resta un guscio vuoto, imparando che il dovere non ha pietà, a differenza del cuore. 🫀 Il percorso tra i racconti si fa ancora più intricato con la storia di Findunim. Qui l’autore mette da parte il guerriero per parlarci di uno studioso che insegue un ideale: salvare la Dama del Lago, la donna di cui è innamorato. Quello che all’inizio sembra un atto di eroismo romantico, però, si trasforma rapidamente in una lezione di crudo realismo. Findunim finisce vittima del fascino dei suoi stessi sentimenti, senza accorgersi di essere scivolato in una trappola: non è l’eroe, ma una pedina mossa da nemici invisibili, ricordandoci che non sempre l’amore è verità. Toccante è poi il terzo racconto, dove troviamo un Lèmulain maturo insegnante della giovane elfa Limalèn. Lei ne è attratta, ma lui resta prigioniero del passato: in lei rivede la principessa perduta, segno di un amore che non svanisce, ma resta ancorato all'anima. 📜 Ho scelto di soffermarmi solo su alcuni di questi frammenti di storia per evitare spoiler, poiché il volume racchiude molti altri racconti che meritano di essere scoperti con lo stupore del primo incontro. Tutto converge però verso il racconto finale, che dà il titolo al volume, dove la narrazione si accende di epicità. In un mondo popolato da nemici spietati e segnato da conflitti sanguinosi, il destino degli elfi sembra ormai segnato, destinato a un'inesorabile caduta. 🗡️ Eppure, tra le righe di queste battaglie, l'autore suggerisce che il fato non è una condanna definitiva: anche quando la fine sembra certa e la pace sembra soccombere, la speranza di una nuova vita continua a brillare, capace di trasformare un destino segnato in qualcosa di inaspettato. ✨ Leggere questo libro è come cercare di risolvere un puzzle enigmatico sotto il fuoco nemico. Ogni racconto aggiunge un tassello, ma l'autore è stato abile nel seminare segreti che, arrivati alla fine, si ha la sensazione che il quadro completo debba ancora rivelarsi. È una lettura che non concede tregua, capace di passare dalla bellezza eterna degli elfi alla tragedia più cupa, lasciandoti addosso una voglia incredibile di recuperare il primo volume per capire dove tutto ha avuto inizio.
Ho scoperto La Caduta di Lèmulain sapendo che faceva parte di una saga composta da due libri, ma ho scelto consapevolmente di iniziare dal secondo volume. Il motivo è semplice: sono sempre stata affascinata dagli elfi, dalla loro immortalità e dal peso che questa porta con sé.
Questa raccolta di racconti mi ha colpita per la sua intensità emotiva. Non è un fantasy “leggero”: qui si parla di colpa, rimorso, memoria, perdita. Il concetto del Peso dei Ricordi è potente e attraversa ogni storia come una ferita che non si rimargina mai del tutto. Lèmulain è un personaggio che si ama e si teme allo stesso tempo, fragile e feroce, umano pur nella sua natura elfica. La scrittura è curata, evocativa, capace di passare dalla dolcezza alla brutalità senza mai risultare forzata. Ho apprezzato molto anche la struttura a racconti, che permette di osservare l’evoluzione del mondo elfico da prospettive diverse.
Ho avuto inoltre modo di entrare in contatto con l’autore, che si è dimostrato disponibile e appassionato: un valore aggiunto che mi ha fatto ancora più piacere sostenere questo progetto. Sicuramente recupererò anche il primo volume per completare il quadro.