A Tokyo si discute di cambiare la Costituzione più pacifista del mondo. Taiwan costruisce nuovi rifugi e prepara una difesa a «porcospino». L’India festeggia i novant’anni del Dalai Lama, si scontra con il Pakistan e costruisce strade, tunnel e basi militari lungo il confine con la Cina. Iran e Israele si preparano ad un possibile «secondo tempo» di un conflitto solo in parte concluso. L’Ucraina resiste all’aggressione della Russia, cambiando le regole della guerra moderna con droni e robot. L’Europa guarda a Washington per capire se d’ora in poi dovrà fare da sola. È la nuova sfida fra le democrazie di Europa, Asia e America e le autocrazie di Cina, Russia, Iran e con gli Stati Uniti di Trump come incognita in trasformazione. Un confronto senza esclusione di colpi che sta già mutando lo scacchiere internazionale e si svolge fra il Mar Cinese Meridionale, gli atolli del Pacifico, la catena himalayana, il subcontinente indiano, la Penisola Arabica fino a raggiungere le pianure dell’Ucraina e i mari dell’Artico. Gianni Vernetti racconta il viaggio compiuto in questi anni lungo i confini della nuova sfida fra democrazie e un arco di 15.000 chilometri, fra il Giappone e l’Ucraina, che è teatro del «nuovo Grande Gioco» in grado di mutare in profondità il mondo che conoscevamo. Un itinerario affascinante che incrocia passato e presente, aneddoti storici e testimonianze dei leader politici, semplici cittadini, esponenti di governo, intellettuali, militari, dissidenti, spie e religiosi. Un grande reportage sul campo che ricostruisce la nuova mappa preziosa dello scenario geopolitico in rapida trasformazione.
interessante, rivelatorio, quasi poetico. Prosa immediata, lettura veloce. APPROCCIO ORIGINALE: non è un libro di geopolitica dal taglio accademico, è il resoconto di un viaggio che l'autore ha fatto in ogni luogo trattato di cui illustra il contesto Geopolitico, incontrando personaggi illustri e politici di primo livello (es. il Dalai Lama, che l'autore conosce personalmente), militari o semplicemente gente del posto. Questo viaggio accompagna le analisi, rendendole più coinvolgenti e rendendo la lettura molto più avvincente. In primis tratta il contesto dell'Indo-pacifico, tra Giappone, Taiwan, Cina, India, Iran etc, in cui specialmente la Cina risulta un attore destabilizzatore ed aggressivo. Mostra il vero volto della nuova Via della Seta, non proprio amichevole, visitando i microstati insulari, come Palau. Con dovizia di particolari, poi, è riportato l'attuale scontro aperto tra India e Cina, illustrando come l'India si sta rivelando un nuovo perno nel contesto geopolitico mondiale, col suo posizionamento sempre più marcatamente filo-occidentale ed anti-Cinese ed anti-Islamista, in risposta alle rivendicazioni cinesi di interi stati indiani ed all'occupazione sempre più brutale del Tibet, come anche agli attacchi subiti da milizie islamiste dal Pakistan. L'autore mostra come l'India può proporsi come alternativa sostenibile alla Via della Seta, con progetti quali l'Imec, che tra l'altro collega strettamente il delicato contesto asiatico con quello Israeliano a Gaza. Successivamente, L'autore ricompone i pezzi con lo scenario Mediorentale ed Ucraino, mostrando come siano tutti contesti interconnessi in un unico "Grande Gioco", tra Occidente e dittature, da quella Russa a quella Cinese, quella Nord Coreana e quelle islamiste come l'Iran, che non è altro che la tesi del libro.