La natura di questo libro potrebbe trarre in inganno, perché non si tratta, come personalmente mi aspettavo, di una raccolta di saggi, ma di un testo composito, messo insieme esclusivamente dagli editori, che hanno raccolto e selezionato una vasta serie di aforismi, appunti, estratti di interviste e lettere personali, sì da restituire nella forma di "pillole" le opinioni di Einstein su una sterminata serie di temi e campi.
Un lavoro discutibile, ma che si può perdonare alla luce dell'immenso lavoro documentario svolto, per il quale ogni estratto non è decontestualizzato, ma accompagnato da dati, fonti e talvolta commenti. Molto adatta risulta dunque l'inevitabile divisione tematica. L'idea sarebbe di quella di rispondere facilmente, sebbene in maniera riduttiva, a una domanda come "cosa ne pensa Einstein di...?". Si trova così Einstein disquisire di politica, arte, musica, fisica, lanciarsi in affermazioni lapidarie su aspetti della vita quotidiana, stigmatizzare il matrimonio, fare satira, o emozionarsi davanti la misteriosa bellezza della Natura. Ne risulta un ritratto composito, che smaschera il Genio e la sua irriducibile umanità, che si coglie anche e soprattutto nelle sue profonde contraddizioni, nelle sue opinioni più controverse. Si scopre un Einstein sempre più misogino, si scopre il suo ambiguo rapporto con gli Stati Uniti (ignorati, derisi, adulati e poi di nuoco criticati), con la patria ebrea, la sua utopia di un governo mondiale, l'esaltazione della libertà e pure il suo (sebbene non convintissimo) sostegno alla pena di morte. Ma su tutti gli infiniti profili di quest'uomo geniale, rimarrà la beata adorazione del mistero della conoscenza.