Sembra che sappia tante di quelle cose, di come si sta al mondo, ed è sempre gentilissimo con me.
Una sera, a casa sua, gli avevo passato la brocca dell'acqua e m'aveva detto: «Grazie mille, Natale». Io e mia mamma, i grazie non ce li siam mai detti.
La percentuale di tracce diaboliche in Cesarino dev'esser dello zero virgola.
«Natale, non bisogna mai credere che il destino ci è nemico, sai perché?» m'aveva chiesto, una volta ai laghi.
«Perché?»
«Perché la realtà è realtà, non sceglie di remarti contro. Neanche a uno che c'ha cento sfighe infilate insieme, la realtà è nemica. Siamo noi che giudichiamo sfighe le sfighe, ma sono cose che succedono, normali come le altre. E neanche le persone bisogna pensarle nemiche, altrimenti lo diventano per davvero.»
Seduti al chioschetto, io Cremino, lui Cornetto, parlavamo. Cioè, lui parlava, io lo stavo a sentire. Di gente che spara patacate ce n'è parecchia, a Poggio Berni come dappertutto. Cesarino, invece, si capisce subito che parla serio Ti ci fa appendere, alle verità che dice, e io lo rispetto come nessun altro..
4 ⭐️ Natale è nato a Natale a Poggio Berni. Il papà morto tre mesi prima, la mamma che non è la Madonna, anzi se gli chiedi se crede in Dio: lei ride. Fa la donna delle pulizie per “due spicci”, dice un sacco di parolacce e al Conad compra solo prodotti con il pallino rosso dello sconto. Natale, invece, mangia solo cremini Algida, guarda Tg2Medicina e ha due disgrazie sulle spalle.
La prima disgrazia è sua madre - una nemica in casa, manesca e insofferente - che muore però a cinquantatré anni per un cancro. Da una parte si sente in colpa per non aver visto i primi sintomi, dall’altra non ha ricordi belli con lei e si sente sollevato.
La seconda disgrazia è il suo paese: formato da pochi abitanti e molte dicerie. Iniziano quindi le sue vendette, raccontate anche con ironia, contro tutti. Un lassativo potente a Tabanelli che passa la notte in ospedale, un agguato a Corsini e Terenzi di notte…
Quando adotta un gatto, pensa che alla fine una percentuale di diavolo ce l’hanno tutti dentro di sé. Dunque scendere a patti col diavolo? Meglio di no, meglio stare da questa barricata anche perché pensava che già il diavolo, lui e sua mamma, ce l’hanno sempre avuto in casa.
Il finale non ve lo racconto, mi ha fatto piegare in due dalle risate e lo trovo anche giusto. Natale ha pregato Dio e il diavolo stavolta e il finale è da…. FUOCHI d’artificio!
Dopo “Ragazza senza prefazione”, che reputo ancora il migliore, troviamo un grande Luca Tosi che finalmente ritorna con un nuovo libro da leggere in poche ore. Io aspetto già il prossimo 😉